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Storia della masturbazione

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La prima volta che mi sono masturbato ricordo che pensai ad un’amica di mia cugina. L’avevo vista in piscina, mentre le si slacciava il pezzo sopra del costume, rivelando per un attimo il capezzolo rosato. Solo stupide fantasie adolescenziali? No, visto che poi me la sono scopata negli spogliatoi.

La mia vita autoerotica è stata un po’ come quella di tutti i ragazzi che un bel giorno scoprono con stupore di avere qualcosa in mezzo alle gambe che è molto più divertente di un joystick.

Chi l’avrebbe mai detto che poteva diventare così grosso? mi chiese una volta un mio amico, in tono sconcertato. E non stava parlando di Giuliano Ferrara.

(E’ difficile inventare battute sulla masturbazione. Ad un certo punto hai paura che la gente inizi a pensare che tu non faccia altro che spararti seghe da mattino a sera. Mentre scrivo continuo a ripetermi devo far capire che scopo, devo far capire che scopo.)

La prima volta che mia madre ha bussato alla porta del bagno mentre mi masturbavo è stata una delle esperienze più terrificanti della mia vita. Continuavo a chiedermi “Lo sa cosa sto facendo? Lo sa?”

Dopo mezz’ora sono uscito dal cesso, lei mi guarda e borbotta “Beh, di sicuro ci metti più tempo di tuo padre”. L’ho preso come un complimento.

Una volta un tizio che ho conosciuto in treno è venuto a raccontarmi di quella volta che si è masturbato per due ore senza mai riuscire a venire. Poi mi ha chiesto se gli facevo vedere il biglietto.

La prima volta che ne abbiamo parlato a scuola è stata un’esperienza illuminante. Era in prima media, se ben ricordo. Fu troppo esilarante vedere il maestro che ci spiegava per filo e per segno in cosa consistesse la masturbazione, come si raggiunge l’orgasmo, da cosa è composto lo sperma. Tutto questo avvalendosi dell’ausilio del nostro compagno Luigi come cavia.

Vi ho già detto che era una scuola cattolica?

Molti dei miei compagni di scuola credevano alla vecchia leggenda secondo cui masturbarsi rende ciechi. Una stronzata, senza dubbio: farsi seghe non causa effetti collaterali a lungo termine. A parte delle fastidiose fitte al polso di tanto in tanto.

La prima volta che ho visto uscire dello sperma dal mio cazzo sono rimasto esterrefatto. “E’ incredibile! E’ bianco e appiccicoso! Non ho mai visto una cosa del genere prima!”

Così si è espressa l’amica di mia cugina.

Poi, un bel giorno, scoprii l’affascinante mondo del sesso. Addio, giorni sprecati con l’autoerotismo, mi dissi. Oh, che errore. Non mi rendevo ancora conto del fatto che per farsi una sega non serve sorbirsi una ragazza che spacca i coglioni con mezz’ora di lamentele e sogni infranti e poi pretende ancora un’altra mezz’ora di inutili preliminari che, con mio sommo stupore, non comprendono mai fragole e panna. Maledetti film porno, mi avete mentito per tutti questi anni!

***

AVVISO: Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno risposto al mio invito a commentare sul blog di ScaricaBile. Vedere personaggi come Johnny Mangiabanane, Culo Viola e Mister Sperma (ecc. ecc.) che scrivono “W Faina” mi ha riempito di gioia. Siete troppo bravi.

Letterine n.5

481295702.jpgCaro Faina, sono una ragazza di 16 anni e ho un problema che ormai va avanti da mesi: credo di soffrire di anoressia. Vado spesso in bagno a vomitare dopo mangiato, non ho mai appetito, la vista del cibo mi mette ansia, ogni volta che mangio qualcosa mi sento terribilmente male. Cosa posso fare per risolvere questo problema?    (Erika, Rimini)

Cara Erika, la risposta è semplice: cambia ristorante.

Caro Faina, poteri sapere il tuo parere sulla crisi economica mondiale?    (Gigi, Ischia)

Caro Gigi, il mio parere sulla crisi che sta investendo l’economia mondiale in questi giorni è molto semplice: fintanto che al mondo esisterà una Manuela Arcuri, della crisi non me ne fregherà un cazzo.

Caro Faina, sono sette anni che soffro di emorroidi. Il dottore dice che non c’è alcuna cura. Che mi consigli?    (Lucia, Trapani)

Cara Lucia, io comincerei a pensare seriamente al suicidio.

Caro Faina, da un po’ di tempo a questa parte faccio degli strani sogni in cui mi ritrovo completamente nudo a bordo di una nave piena zeppa di ippopotami rosa. Cosa può voler significare?    (Luca, Venezia)

Caro Luca, può voler dire solo una cosa: tua moglie ti tradisce col postino, e il tuo migliore amico è gay e si masturba pensando a te. Inoltre credo che il colore rosa degli ippopotami possa indicare che hai un cancro mortale, probabilmente al pancreas.

Generazioni a confronto

Vecchio: Eh, ai miei tempi si pativa la fame.

Ragazzino: Lo so, nonno.

Vecchio: Mangiavamo quel che c’era, e non ci lamentavamo.

Ragazzino: E’ ammirevole, nonno.

Vecchio: Non c’erano tutte queste tecnologie e i computer e tutte queste diavolerie elettroniche che fanno venire il cancro.

Ragazzino: Altri tempi, nonno.

Vecchio: Noi ragazzi ci divertivamo con poco. Bastava poco, una volta, per divertirsi. Non come ora, che dovete drogarvi per passare il tempo.

Ragazzino: Parole sante, nonno.

Vecchio: Ai miei tempi era meglio.

Ragazzino: Hai rotto il cazzo, nonno.

Vecchio: Eravamo una generazione di quelle con i coglioni, noi. Mica come voi pappemolli di giovani scansafatiche.

Ragazzino: Sei una rottura di palle continua ed esasperante, nonno.

Vecchio: Ai miei tempi non c’erano soldi da spendere inutilmente in caramelle e giocattoli.

Ragazzino: Pensi davvero che a qualcuno gliene freghi un cazzo, nonno?

Vecchio: La vita era diversa, l’aria era più sana, non c’era l’inquinamento e i politici sapevano fare il loro mestiere.

Ragazzino: Il tuo sproloquiare a vanvera ti rende davvero irritante, nonno.

Vecchio: Ai miei tempi le ragazze non andavano in giro vestite come sgualdrine.

Ragazzino: I tuoi tempi sono passati, è ora di guardare avanti e finirla di lamentarsi tutto il giorno, nonno.

Vecchio: Si stava meglio quando si stava peggio.

Ragazzino: Sei nauseante, nonno.

Vecchio: Ai mie tempi un ragazzo diventava uomo a quindici anni e lavoravamo come muli pur di portare il pane in tavola.

Ragazzino: La tua infanzia di merda ti ha reso il rompicoglioni che sei ora, nonno.

Vecchio: Ai mie tempi tutto quanto era meglio di adesso.

Ragazzino: Non sarebbe ora di crepare, nonno?

Fammi spaccare dal ridere

Ci sono donne che mi accusano di essere fissato con le tette e la passera. Per dimostrare che non è vero, metto una foto di Hello Kitty. Prima e dopo l’intervento chirurgico.

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Ok, eccoci di nuovo qui riuniti. (Nel nome del padre, del figlio, e del cugino santo, amen)

Un post veloce e poi ci salutiamo, che devo andare a cagare.

Allora, in teoria dovrei scrivere qualcosa che vi faccia ridere. Uhmmm. Vediamo un pò.

Cosa c’è di meglio di una barzelletta? Alcuni potrebbero rispondere “Scoparsi tua mamma!”, al che io replicherei con un “No, meglio tua sorella, che è più brava”. Haha.

Ok, ecco a voi il post del giorno:

Cosa fa una gallina in tribunale? Va a deporre.

Hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha.

Se non vi è piaciuta, e dico “se” (per non dire “dal momento che”), ve ne propongo un’altra.

Ci sono due camionisti che stanno viaggiando lungo l’autostrada. Ad un certo punto vedono un bar dove servono panini e roba da bere e decidono di fermarsi. Si comprano una bottiglia di vino. Poi si rimettono in viaggio. Dopo un po’ si fermano ad un autogrill e parcheggiano il camion. Uno dei due prende la bottiglia di vino, e chiede all’altro: “Ce lo andiamo a ciucciare dietro al camion?”, e l’altro risponde: “Va bene. E il vino quando lo beviamo?”

Hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha.

Se non avete riso, vuol proprio dire che siete degli ignoranti privi di senso dell’umorismo. E che non siete cinesi, perché lì ce n’è un casino.

Oh dio, quest’ultima era davvero oscena. Addio, dignità. Addio, per la settantaquattresima volta.

Ok, basta. Ora scappo, vado un attimino fino al cesso. E non sto parlando di casa vostra.

Hahahahahaha.

Intervista a Michelle Hunziker

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Nella foto: Michelle Hunziker mentre rende ciechi milioni di adolescenti.
 

***

Faina: Cara Michelle, innanzitutto grazie per averci concesso la possibilità di intervistarti.

Michelle: Grazie a te, Faina. (ride) Mi sono giunte voci che le tue interviste sono sempre molto educate e rispettose. Altrimenti non avrei accettato.

Faina: Grazie al cazzo, le ho messe in giro io quelle voci, pur di convincerti.

Michelle: Come?

Faina: Sei bellissima, come sempre.

Michelle: Ah.

Faina: Cominciamo?

Michelle: D’accordo. (ride)

Faina: Michelle, tutta Italia si chiede se un giorno tornerai mai assieme a Eros. Ultimamente mi sembra che abbiate riallacciato i rapporti, non è così?

Michelle: Esatto. (ride) E’ da un po’ di tempo che abbiamo ripreso a vederci, ma solo per amore di nostra figlia. (ride) Non penso che ci sia volontà di riavvicinamento da parte di nessuno dei due.

Faina: (tossendo) Certo, come no, sono sicuro che Eros non vorrebbe mai e poi mai tornare a scopare con te.

Michelle: Come, scusa?

Faina: Siete molto carini insieme.

Michelle: Grazie. (ride)

Faina: Cara Michelle, parliamo un po’ dei tuoi prossimi impegni lavorativi. Si parla di un tuo ritorno alla conduzione di Zelig. Me la dai?

Michelle: Scusa, non ho capito l’ultima domanda. (ride)

Faina: Me la dai?

Michelle: Cosa?

Faina: Impegni lavorativi, Michelle. Ti ho chiesto dei tuoi impegni lavorativi. E di Zelig. Lo condurrai tu?

Michelle: Ah, ok. Avevo capito male, scusa. (ride) Comunque su Zelig non posso dire niente, è un segreto! (ride)

Faina: Un segreto?

Michelle: Eh sì, un segreto! Devo tenere la bocca chiusa!

Faina: E’ un peccato, dal momento che la tua bocca aperta stimola innumerevoli fantasie su pompini.

Michelle: Che hai detto?

Faina: Che speriamo tutti quanti di rivederti a condurre Zelig al più presto.

Michelle: Segreto,segreto! (ride)

Faina: Quando ridi mi arrapi.

Michelle: Scusa?

Faina: Hai una risata stupenda.

Michelle: Grazie! (ride)

Faina: Michelle, negli ultimi anni i paparazzi ti hanno causato guai a non finire, mettendo a serio rischio la tua serenità e il tuo equilibrio solo per ottenere foto e particolari intimi della tua vita privata. Di che colore porti il perizoma?

Michelle: Il cosa?

Faina: La tua vita privata, Michelle. Ti ho chiesto della tua vita privata e del rapporto conflittuale che hai avuto con i paparazzi.

Michelle: Oh. Ok. (ride) I paparazzi fanno solo il loro lavoro, non li biasimo per quello. Ammetto però che certe volte tendono ad esagerare. (ride) Ma, dopotutto, è questo il prezzo che si paga quando si fa parte del mondo dello spettacolo. (ride)

Faina: O quando si è una figa svizzera con un culo da paura.

Michelle: Hai detto scusa?

Faina: Speriamo che questi paparazzi allentino un po’ la presa.

Michelle: Grazie! (ride)

Faina: Ma figurati, bella topa.

Michelle: Eh?

Faina: In bocca al lupo.

Michelle: Crepi, grazie! (ride)

Faina: Cara Michelle, la gente si chiede spesso come sia ritrovarsi così famosa e desiderata, e tuttavia sprovvista di un partner fisso che possa darti la sicurezza necessaria.

Michelle: (ride) Sai, Faina, me lo chiedono spesso. (ride) Si vede che la gente pensa che una giovane donna con una figlia di cinque anni non possa fare a meno di un uomo fisso. (ride)

Faina: (sussurrando) Ti prego dammela.

Michelle: Ma voglio sfatare questo mito: anche le giovani donne hanno abbastanza coraggio per farsi largo nella vita! Senza che ci sia necessariamente l’appoggio di un uomo. (ride) Ci vuole molta forza di volontà, lo ammetto, ma anche da sola ce la faccio. (ride) Questo non significa che se arrivasse il principe azzurro..

Faina: Intendi dire che per ora scopi a destra e a manca, aspettando che arrivi un riccone a rimorchiarti?

Michelle: Cosa hai detto?

Faina: Che devi avere una gran forza dentro di te.

Michelle: (ride)

Faina: Chissà se hai mai fatto sesso di gruppo.

Michelle: (ride) Cosa, scusa?

Faina: Ho detto che sarebbe molto bello se ci fossero più donne con la tua stessa determinazione.

Michelle: Grazie mille! (ride)

Faina: E con lo stesso culo.

Michelle: (ride)Scusa?

Faina: Sei un esempio da imitare.

Michelle: Sei troppo gentile! (ride)

Faina: E sei anche un ottimo desktop erotico sul mio computer.

Michelle: Dicevi scusa? (ride)

Faina: Che sei la showgirl più famosa e brava d’Italia e che ti auguro tanta fortuna per il futuro.

Michelle: Speriamo in bene! (ride) E’ difficile mantenere sempre alto il livello in questo campo. (ride) Bisogna saper migliorarsi e reinventarsi continuamente per intrattenere e divertire il pubblico! (ride)

Faina: Ma non dire stronzate, basta che ogni tanto ti fai fotografare le tette.

Michelle: Come?

Faina: Ti amo.

Michelle: Mi ami?

Faina: No, hai capito male.

Michelle: No, no, hai proprio detto che mi ami.

Faina: Ti sbagli.

Michelle: Ho sentito benissimo.

Faina: Non può essere.

Michelle: Ne sono sicura.

Faina: Tu mi ami?

Michelle:

Faina:

Michelle: No.

Faina:

Michelle:

Faina: Vuoi sentire che buon odore ha il mio fazzoletto?

Michelle: Mmm… profuma di cloroformio.

Faina: Buono, vero?

Michelle:

Faina: Michelle?

Michelle:

***

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Nella foto: Michelle Hunziker mentre diventa famosa in tutta Italia.

 

Letterine n.3

481295702.2.jpg1. Caro Faina, i miei genitori litigano tutti i giorni e stanno seriamente pensando di divorziare. E’ colpa mia?    (Elisabetta, Napoli)

Cara Elisabetta, sì.

2. Caro Faina, sto pensando di diventare un comico, il mio sogno è quello di andare in televisione a Zelig, ora ti racconto una barzelletta e poi tu mi dici se secondo te sono tagliato per fare il comico, allora: Cosa fa una gallina in tribunale? Va a deporre! Hahaha, cioè dai è bellissima, allora che ne pensi? Grazie Caro Faina, saluti da Diego.    (Diego, Padova)

Caro Diego, tenendo conto del fatto che i comici di Zelig sono irritanti e incapaci, penso che tu abbia un futuro assicurato in quel programma.

3. Caro Faina, ho 47 anni e mi masturbo ancora tutti i giorni, nonostante il fatto che io sia sposato. Come posso fare per smettere? E’ più forte di me.    (Lino, Milano)

Caro Lino, il tuo è un problema spinoso e delicato. Ci ho riflettuto attentamente e c’è solo una cosa che posso dirti con sicurezza: tua moglie deve essere proprio un cesso.

La discoteca uccide

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Vado in discoteca. Insomma, è estate, sono a Jesolo, i miei amici minacciano di lasciarmi fuori dalla camera dell’hotel se non li seguo: i motivi per andarci ci sono tutti.

E poi, ho voglia di figa. Meglio se ubriaca e rincoglionita dalla musica. Andiamo, la vita notturna mi aspetta.

Dopo mezz’ora di coda, passata a fumare Pall Mall e a sperare che un coglione cerchi di scalare la fila così da avere un buon motivo per scatenare una rissa, finalmente entriamo.

La temperatura si alza di venti gradi, non si respira. Yu-hu.

Cerco un angolino tranquillo per sfuggire alla calca, e finalmente lo trovo. Ci sono solamente due tizi dall’aria truce, ma alquanto silenziosi e discreti. Sfodero un sorriso, li saluto giovialmente, e mi vado ad appoggiare al muro con aria beata.

Noto che se ne restano immobili a fissarmi, sempre con quell’aria truce, e capisco che forse sono capitato nel bel mezzo di un piccolo ma delicato traffico di droga che prevedeva un pusher dotato di pasticche e un intossicato provvisto di soldi, entrambi intenzionati ad effettuare uno scambio equo.

Saluto cordialmente e mi affretto ad allontanarmi, prima che uno dei due si decida ad estrarre una pistola e a chiedermi se voglio imparare l’affascinante arte di cagare attraverso un buco di culo nuovo di zecca.

Cerco i miei amici e li vedo impegnati a ballare in pista. I loro movimenti mi ricordano un po’ quelli di Billy, il mio gatto. Dopo che una Mercedes l’aveva investito. Ma prima che morisse tra gli atroci dolori che comporta l’avere tutte le ossa spezzate.

Mi sento un po’ triste ripensando a quello che ha dovuto patire il mio povero ex-gattino, per cui decido d’un tratto che la devo smettere di strizzare i testicoli per divertimento a Rocky, il mio attuale gattino.

Io sì che so auto-migliorarmi come si deve.

Rinfrancato nello spirito, ma non nel corpo (ricordate la voglia di figa? Ok), decido di andare fuori a fumare. Dopo qualche passo mi accorgo che una buona percentuale di gente sta fumando dentro, apparentemente incuranti del fatto che sia proibito.

E io, che con le regole mi ci faccio lo spezzatino¹, decido di fumare all’interno, sbattendomene le palle delle norme per la sicurezza in vigore nei locali pubblici Italiani. Beccati questo, Autorità di merda.

Io sì che sono un anarchico alla Fight Club.

Sono a metà della sigaretta e mi sto lasciando prendere dal ritmo tribale della musica (Tum tum tum tum? tum! “tum” (tum) /tum/ tum @tum@) quando all’improvviso un buttafuori decide di smettere di cazzeggiare (flirtare con le quindicenni) e cominciare a fare il suo mestiere.

Comincia pertanto a scrollare tutti i tipi e le tipe con la cicca in bocca, intimando in maniera alquanto minacciosa che l’unica scelta disponibile è decidersi a fumare fuori, o imparare ad aspirare col culo.

Un buon 99% decide che fumare all’aria aperta è la Via della Salvezza, e tutti insieme ci avviamo verso la “Zona Fumatori”.

Un buco recintato di due metri per tre sotto un cielo di stelle, riempito fino all’inverosimile da cinquanta persone talmente appiccicate tra di loro che il giorno dopo alcune ragazze hanno scoperto di essere rimaste incinte, e che visto dall’alto ricorda vagamente una foto aerea di un treno pieno di ebrei diretto al campo di concentramento.

Okay, scusatemi per la battutaccia cattiva. Quella delle ragazze incinte.

Fumo la sigaretta in fretta, accucciato sotto le gambe di un tizio che sta cercando di arrampicarsi sulle spalle di un altro tizio che é in equilibrio instabile sulle ginocchia di un altro, che nel frattempo sta morendo soffocato.

Fuggo via, e vado in bagno.

La prima cosa che mi colpisce dei bagni di questa discoteca sono i lavandini: grandi, colorati e molto pratici. La seconda cosa è il vomito.

Scavalco un giovanotto inginocchiato che sta sboccando sul pavimento (o erano i suoi pantaloni? Non si notava la differenza) e raggiungo il cesso. E’ pieno di piscio, sia dentro la tazza che sul pavimento, lo sciacquone è rotto, c’è carta igienica bagnata dappertutto. Ringrazio Dio che non ci sia merda.

Mi svuoto e me ne vado. Il tizio di prima è sdraiato per terra, ad occhi chiusi, sta dormendo. L’espressione del viso è così tenera, mi sembra quasi un orsetto. Chissà, forse a causa di tutto quel vomito marrone che gli ricopre i peli del viso.

Vado al bar, a prendere da bere. Un Martini bianco con limone, grazie. Mamma mia, quanto sono figo e fashion quando ordino certi drink da uomo d’affari. Perderò un bel po’ della mia baldanza quando, una volta arrivato il momento di pagare, scoprirò che mi è costato dodici euro. Yu-hu.

Sorseggio il mio Martini, sentendomi molto James Bond (quella troia non c’ha messo il limone, spero che crepi di diarrea), e intanto cerco con lo sguardo i miei amici. Sono ancora in pista a ballare. Oh Dio, vi prego, ditemi che sono già le cinque di mattina e che adesso chiudono. No. Sono le due. Appena lo scopro muoio dentro, un pochino.

Una tizia mi sta fissando. Distolgo lo sguardo qualche secondo e poi torno a guardarla di colpo. E’ ancora lì che mi guarda. La valuto. E’ vestita come una prostituta in periodo di magra, il che significa che si vede più carne che tessuto. Okay.

Le gambe sono ok,  le tette piccole, ma passabili. (Troverò mai una donna con la quarta di reggiseno che ci stia con me? Fidatevi, donne, questa è una domanda che ogni uomo si pone almeno una volta nella vita.)

Mi avvicino. Ha un bel viso. Grazie a Dio/Buddha/Zeus.

Ciao, come va, sono Faina, oh piacere, io sono Elisa, da dove sei, oh io sono da Figalandia, cosa fai, studio, cosa studi di bello, Psicologia (E qui l’irresistibile impulso di gridarle: Uao, e dopo hai già deciso in che distributore di benzina lavorerai?)

Ce l’hai il ragazzo, no non ce l’ho, ah ah ma lo sai che sei proprio carina, grazie anche tu non sei male, fumiamo una sigaretta, no mi spiace non fumo (Mi dispiace cocca, noi due non abbiamo un futuro)

Senti ti va se magari andiamo a fare un giro in spiaggia, è un modo carino per chiedermi se voglio scopare, ha ha ma senti com’è arguta la nostra futura psicologa, oh tranquillo a me non spaventano i tipi espliciti che non hanno paura di parlar chiaro, perfetto allora muovi il culo che andiamo a trombare in macchina che ce l’ho sul parcheggio qua fuori dai sbrigati cazzo. Yu-hu.

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¹ Frase num. 239, tratta dal Libro “1000 frasi da duro per far colpo sugli idioti”.

Il mio film Porno

Uno dei miei più grandi sogni sarebbe quello di girare un film porno. Sono sicuro che riuscirei a realizzare un gran film, eccitante e appassionante allo stesso tempo.

La maggior parte dei film porno sono noiosi, non hanno una trama, mancano di originalità. Non lo dico per esperienza personale, è mia nonna che me l’ha raccontato.
Le storie sono sempre quelle, scontate, ripetitive.

C’è una giovane donna, formosa, appassionata di numismatica e di cazzi, che un bel giorno incontra un uomo superdotato.

Quest’ultimo può essere un collega di lavoro, il postino, un passante, l’elettricista, un tassista, un prete, un ex-pugile frustrato.


Non importa che lavoro faccia e a che classe sociale appartenga, l’importante è che ce l’abbia lungo e che non abbia paura dei rapporti occasionali con donne sconosciute che potrebbero essere potenziali portatrici di AIDS.


A quel punto, si arriva al punto clou del film. I due scopano, davanti e dietro, poi un bel pompino e schizzata finale.


Ed è qui che la trama si infittisce: arriva un altro uomo, che spesso si rivela essere un amico del primo superdotato.


I due si scambiano qualche sorriso maligno, emettono degli apprezzamenti poco carini (vacca, puttana, baldracca) sulla dignità della donna (che giace in stato di semi-incoscienza sul letto/divano/pavimento e che fatica a respirare a causa dell’enorme quantità di sperma che le intasa la faringe).


Dopodiché l’amico del superdotato si spoglia, e i due compagnoni di avventure si danno da fare. Penetrazioni multiple contemporanee e schizzata finale. Titoli di coda.


Eventuali sviluppi della trama: arriva per caso un’intera squadra di basket che decide di restare e contribuire alla festa con una bella gang bang. Olè.

Ecco, tutto qua. Troppo scontato. Scene di sesso ripetitive, che non danno emozioni, che non scioccano né stupiscono il telespettatore-segaiolo di turno.

Orbene, io un film porno appassionante lo vedo così:

Una giovane donna formosa viene rapita dal Governo. La portano in un laboratorio medico dove le impiantano un chip che la obbliga a fare sesso ogni mezz’ora, altrimenti muore.

Chirurgo: Le verrà impiantato uno speciale aggeggio che… Diciamo… (risatina) …La obbligherà a sfogare la sua sessualità più spesso del previsto. Dovrà … (risatina) …copulare con un uomo circa ogni mezzora se vorrà evitare sgradevoli complicazioni che potrebbero esserle fatali.
Donna: In che senso?
Chirurgo: Se non prendi un cazzo ogni mezz’ora, schiatti.
Donna: Dottore, la smetta con questi termini tecnici e mi spieghi cosa sta succedendo!

Lei all’inizio è disperata, ma dopo un po’ capisce che è in pericolo la sua vita, e decide di farsi il chirurgo che le ha impiantato il chip.

Ma durante il rapporto sessuale (davanti e dietro e pompino) il chirurgo per sbaglio si pianta un bisturi nel cuore e muore. Lei, scioccata, fugge in lacrime dal laboratorio.

Il Governo si mette sulle sue tracce per processarla per l’omicidio preterintenzionale del chirurgo. La giovane donna, sentendosi braccata, cerca rifugio in uno squallido alberghetto.

Donna: Ce l’avete una stanza per stanotte?
Albergatore: Certo. Desidera essere svegliata a una certa ora?
Donna: Sì, grazie, facciamo tra cinque minuti.
Albergatore: Scusi? Tra cinque minuti? Ma io intendevo domani mattina, ha presente, la sveglia in camera…
Donna: Ho detto tra cinque minuti, grazie. E porti qualche amico, se vuole.
Albergatore: Qualche amico? Per cosa, mi scusi, non riesco a capire…
Donna: Ben dotato,se possibile.

Dopo una notte insonne di sesso con l’albergatore e tutti gli ospiti dell’albergo (tra i quali un’intera squadra di football, una di calcio e una di lotta greco-romana), la giovane donna formosa si accorge che davanti all’albergo ci sono dei furgoni sospetti: sono quelli del Governo!


L’hanno scovata! Decide di scappare, ma non prima di aver fatto un pompino a tutti, per ricordo.
La donna riesce, dopo molte peripezie, (e dopo aver corrotto molti agenti del Governo tramite il sapiente uso della vagina), a raggiungere l’aereoporto.

Da qui potrà prendere un biglietto per San Francisco, dove abita un suo amico chirurgo che potrà aiutarla a togliere il malefico chip dal suo corpo.

Donna: Un biglietto per San Francisco, grazie.
Bigliettaio: In prima o in seconda classe?
Donna: Dove ti eccita di più, porcone.

La donna si scopa tutti i passeggeri dell’aereo, si diletta in qualche  scena lesbo con le hostess, dopodichè si fa i due piloti, causando un sacco di guai.

Hostess: Capitano, i passeggeri sono spaventati, l’aereo sta sbandando e sembra che stia precipitando sempre più giù.
Pilota: Mmm.. Signorina, torni di là e dica… Oh, oh, oh… Dica che è tutto sotto controllo, che… Arrrghhh.. E’ tutta colpa di qualche vuoto d’aria-a-a-a-ah-ah- ah..
Hostess: Capitano, ma cosa diavolo sta succedendo qui? Chi è questa sgualdrina tutta nuda? E perchè nessuno sta pilotando l’aereo? Dove cazzo è finito il secondo pilota?
Secondo pilota: Sono qui sotto… Sto controllando che non ci sia.. Oh, guarda quanti peli.. Che non ci sia qualche malfunzionamento nel… Ehm… Nel pavimento! Controllo che il pavimento della cabina sia tutto a posto!
Hostess: Il pavimento? Che cosa dovrebbe avere il pavimento che non va? E perchè è tutto nudo?
Pilota: Che palle, signorina, la smetta di mettere in dubbio il nostro operato! Ora stia zitta e vada a tener ferma la cloche!

Arrivata a San Francisco, comincia un’adrenalinica sequenza in cui si vede la donna che scappa per le strade, lanciandosi in una folle corsa, e gli Agenti del Governo che la inseguono sparando all’impazzata.

Lei si rifugia in una fabbrica abbandonata. Mancano cinque minuti perchè il chip la uccida, e deve trovare un uomo che la soddisfi. Ma non può uscire, o gli Agenti la ucciderebbero. All’improviso, un rumore nell’ombra.

E’ un barbone, sporco e puzzolente.

Donna: Grazie a Dio, sono salva. Presto, spogliati.
Barbone: Che cazzo vuoi? Vai via, lasciami in pace, non ho fatto niente di male.
Donna: Tiralo fuori, su.
Barbone: Eh? Senti, non so che vuoi, ma… Ce l’hai qualche spicciolo?
Donna: Trombami! Cazzo, mi vuoi trombare o no, idiota!?
Barbone: Ma.. Ma.. Ho l’Aids.. La sifilide, lo scorbuto.. La poliomelite, l’herpes genitale, e non mi lavo da tre anni.
Donna: Allora, ‘sto cazzo arriva o no?

La donna guadagna un’altra mezz’ora. Riesce a fuggire, usando un tunnel segreto. Arriva dal suo amico chirurgo, gli spiega la situazione.

Il suo amico chirurgo la ascolta con attenzione e poi decide di far passare tre orette, durante le quali potrà fare sesso con lei sei volte. Infine accetta di rimuoverle il chip.

Appena lo rimuove, dal chip parte un segnale a infrarossi ad alta frequenza che raggiunge lo spazio interstellare e viene captato dagli alieni.

Gli alieni invadono la terra e sterminano tutti gli uomini. Una volta eliminati tutti i terrestri di sesso maschile, prendono le donne in schiavitù, e uccidono tutte quelle brutte e quelle vecchie.
Rimangono solo donne belle e giovani.


A quel punto arrivo io, uccido gli alieni, divento Capo del Mondo, e passo il tempo a trombare fino alla fine dei miei giorni. Titoli di coda. Un Oscar, per favore.

Foto del bacio lesbico tra Jessica Alba e Angelina Jolie

Mi dispiace, vi ho ingannato. Il titolo così eclatante serve solo ad attirare visitatori sul blog e farmi guadagnare voti su OkNotizie. Haha, illusi.

Per sdebitarmi, vi mostro un paio di tette. Ecco qua.

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Soddisfatti? Bene. Ora possiamo cominciare col post. Che parlerà di:

(rullo di tamburi)

Gesù.

(mormorio di delusione in sala)

Ehi, ehi, non fate quelle facce. Chi vi aspettavate, Jessica Alba?

Ok, ok. Parliamo sia di Gesù che di Jessica Alba.

DIALOGO TRA GESU’ E JESSICA ALBA.

G: Salve, donna. Sia lode a Dio.

J: Ciao bello. Che barba sexy che hai. Adoro i tizi con la barba.

G: Non tentarmi con i tuoi complimenti pieni di menzogne, Satana.

J: Stai calmo, amico. Non ti agitare. Non sei abituato a trattare con le donne, eh?

G: Le donne sono una tentazione, ma io non mi abbandonerò ai piaceri della carne, perché così ha ordinato Nostro Signore.

J: Ehi, sei un duro. Vuoi dire che rifiuteresti una come me?

G: In verità ti dico: sei una bella figliola, ma le lusinghe della fornicazione verranno annientate dalla forza dello Spirito che arde dentro di me.

J: E se ti mostro le tette? Oplà. Visto? Ti sono piaciute?

G: Oh Signore, allontana da me questo calice di dolore se puoi.

J: Le vuoi rivedere? Le vuoi toccare? Basta che tu dica semplicemente di sì.

G: Mio Dio, Mio Dio, perché mi hai abbandonato?

J: Una semplice parolina, un semplice sì. E poi te le farò toccare quanto vuoi.

G: Sei forse la Meretrice di Babilonia? Copri le tue nudità, affinché la collera di Dio Nostro Signore non ricada su di te con la forza della folgore che si abbatte sull’albero!

J: Lo prendo come un sì. Ok, eccole qua. Sono tutte tue, serviti pure.

G: Mio Dio, fermami se puoi! Satana si è impossessato del mio corpo e sta controllando il movimento delle mie mani, conducendole sulla via del peccato che porta alla dannazione!

J: Amico, calmati. Si chiama pisello, non Satana. E non sei l’unico che ha percorso questa via del peccato, come la chiami tu.

G: Diavolo, esci da questo corpo!

J: Eh… vedo che qualcosina è uscito dal corpo. Ma io non lo chiamerei diavolo.

G: Alzati e cammina!

J: Per alzarsi si alza, ma uno che cammina non l’ho mai visto.

G: Mi stai facendo commettere atti impuri, maledetta meretrice! Possa la tua anima venire gettata tra fiamme dell’inferno, dove ci sarà pianto e stridor di denti!

J: Se vuoi mi tiro giù i pantaloncini…

G: Fanculo, tra due giorni devo morire sulla croce. Divertiamoci almeno un po’ prima che sia finita.

J: Sia fatta la tua volontà.

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RINGRAZIAMENTI SPECIALI E VOTAZIONI:

– La Chiesa Cattolica, che di sicuro non se la prenderà con me, perché il loro compito è quello di perdonare i peccatori come me. Giusto? VOTO: 7

Gesù e Dio, che sanno che lo faccio per scherzare, e che quindi non si incazzano mai. VOTO: Non Classificabile. (Gli alunni sono assenti, a causa della loro non-esistenza)

Jessica Alba, che è una delle poche cose al mondo che mi faccia pensare che la vita, in fondo, non è da buttar via. VOTO: 10

Faina, perché sono il migliore, e basta. VOTO: 10 E LODE.

– Tutti i lettori di Fainaincazzosa che non sono andati in ferie e che quindi continuano a commentare il mio blog. Vi voglio bene, ragazzi. VOTO: 8+

– Tutti i lettori di Fainaincazzosa che sono andati in ferie a divertirsi e non hanno più potuto seguire il mio blog né commentare i mie post: spero che abbia piovuto tutta la settimana, che vi abbiano smarrito le borse, che un marocchino vi abbia inculato il portafogli, e che un maremoto abbia distrutto la località balneare in cui avete scelto di trascorrere le vacanze. E se siete in montagna, spero che sia stata una valanga. VOTO: 3

Blocco dello scrittore

Certi giorni mi siedo davanti al computer e penso “Okay, adesso troviamo qualcosa di divertente da scrivere sul blog. Così un bel giorno, quando tutta Italia verrà a visitarlo e io sarò un blogger famoso, saprò che l’impegno continuo e l’incrollabile speranza mi hanno aiutato ad arrivare dove sono.”

Poi, ovviamente, non trovo un cazzo di interessante da scrivere.

Quindi, perchè annoiarvi e farvi perdere tempo con un post mediocre nel quale nemmeno io credo, (figuriamoci voi)?

Sarebbe meglio spegnere il computer e aspettare fiducioso che mi arrivi l’ispirazione per un post spassoso, emozionante, brillante.

No, tranquilli, non è questo il caso.

Infatti, citando Fantozzi, questo post è una cagata pazzesca.

Andate su un altro sito, per oggi.

Ciao.