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Giuda a un concerto punk

435952028.jpgUna nota cantante che crede (spera?) di fare musica punk. Da notare l’acerba bellezza che la caratterizza, degna di una scopatina.

Mi ricordo che una volta sono stato a un concerto di un gruppo punk. Io sinceramente non vado matto per il punk, anzi, diciamo che sinceramente non vado matto per nessun tipo di musica in particolare. Comunque sia, ci ero andato con questo mio amico, che a lui piace da impazzire.

Non stava fermo un minuto, saltava, pogava, scuoteva la testa su e giù, urlava insieme a tutta la gente che c’era.  E io stavo lì fermo come un pezzo di legno e facevo un bel sorrisino quando vedevo che mi guardava, e ogni tanto muovevo anch’io la testa su e giù per solidarietà e anche perché mi sembrava scortese non farlo. E pensavo che ero terribilmente fuori luogo a quel concerto e che sarebbe stato meglio svignarsela.

Ma il mio amico, cristo santo, ci teneva un casino e adorava tutta quella faccenda e allora io dovevo fingere di essere dalla sua parte come Giuda quella sera della famosa cena.

E quando pogavano io facevo delle schivate assurde in stile Matrix per evitare di farmi trascinare in mezzo e poi mi mettevo in un angolo e per mimetizzarmi urlavo insieme agli altri come una bestia che viene macellata, solo che io urlavo “Gesù”, “Britney Spears” e “Madreteresa”, e mi divertivo perché nessuno capiva mai cosa dicevo, roba che se lo intuivano penso che mi uccidevano lì sul posto.

Ma per fortuna a quelli che mi stavano attorno bastava vedere che urlavo e si sentivano contenti. E magari la sera tornavano a casa e pensavano a me con tenerezza e dicevano “ecco uno che ama veramente il punk” e “sono contento di aver visto tanto entusiasmo negli occhi di quel giovane”. Ma forse esagero, non credo mica che possano aver pensato una cosa del genere.

Comunque sia, finito il concerto ci siamo trovati fuori io e il mio amico e lui aveva il fiatone e la luce della gioia gli brillava negli occhi e continuava a dirmi che era stata una figata e che quel gruppo spaccava. E poi si interrompe e mi guarda come Maria deve aver guardato Gesù in croce e mi fa “ma quand’è che ti va bene che andiamo al prossimo concerto insieme?”, e io che per tutta la sera avevo bestemmiato dentro di me per la noia lo guardo e gli sorrido e mi accendo una Pall Mall. Faccio un tiro, mando fuori il fumo e poi gli dico con falsa allegria che quando vuole basta che mi chiami, io ci sono sempre eh, il prima possibile lo rifacciamo, cazzo.

A me nessuno dà i trenta denari.