Archivi categoria: Dialoghi insulsi

Odio fare la spesa

Faina: Quanto costa?

Cassiera: Dieci euro.

Faina: Come?

Cassiera: Dieci euro.

Faina: Sta scherzando, vero?

Cassiera: Sono dieci euro, ragazzo.

Faina: E’ un pò caro, uh?

Cassiera: Sarà. Dieci euro, grazie.

Faina: Ok. Dieci euro. Certo che i prezzo salgono a vista d’occhio.

Cassiera: Mmm, coi tempi che corrono. Dieci euro.

Faina: Certo, certo. Andiamo di fretta, eh?

Cassiera: Sì, un po’. Allora?

Faina: Un attimo.

Cassiera: C’è gente che aspetta dietro di lei.

Faina: Se mi vuole usare la cortesia di attendere un secondo…

Cassiera: Faccia, faccia. Sono sempre dieci euro.

Faina: Non li trovo. Ero partito con cinque euro.

Cassiera: Mi dispiace.

Faina: Speravo che bastassero.

Cassiera: Capisco. Può levarsi per favore? C’è altra gente che aspetta.

Faina: Ero convinto che fossero sufficienti.

Cassiera: Cose che capitano. Si tolga, prego.

Faina: Sono imbarazzato. Mi perdoni.

Cassiera: Ok. Può spostarsi ora?

Faina: Non avevo idea che il prezzo fosse salito..

Cassiera: Non dipende da me. Ora se ne vuole andare?

Faina: Mi dispiace.

Cassiera: Capisco. Ora può andarsene?

Faina:

Cassiera:

Faina: Sei una troia di merda.

Interrogazione a sorpresa

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Prof: Buslenghi Luca, si alzi e venga alla lavagna.

Buslenghi: Per… Per essere interrogato, intende?

Prof: No, per fare una passeggiata. Ma certo che deve venire per essere interrogato, Buslenghi!

Buslenghi: (mormorando) Ah, ok… Aveva detto che non interrogava oggi, ma si vede che ha cambiato idea, che cazz..

Prof: Ha detto qualcosa, Buslenghi?

Buslenghi: Chi, io? Non io, professoressa.

Prof: Bene. Allora, sentiamo, mi sa dire in che anno Carlo Magno è stato incoronato imperatore?

Buslenghi: Imperatore?

Prof: Imperatore, Buslenghi, imperatore. Lei lo sa cos’è un imperatore, giusto? Andiamo, Buslenghi, non faccia il buffone.

Buslenghi: Ok, imperatore. Carlo Magno. Beh, innanzitutto Carlo Magno era un grande combattente, ma proprio grande e forte, infatti è per questo che lo chiamavano Magno, perché Magno è latino, e vuol dire grande, quindi volendo italianizzarlo si potrebbe anche chiamare Carlo il Grande..

Prof: Buslenghi, se la smette di dire idiozie e risponde alla mia domanda è meglio, eh? Che ne dice? La sa la risposta? Una data, Buslenghi, mi basta una data. In che anno è stato incoronato?

Buslenghi: Ma vuole l’anno preciso o le basta anche una via di mezzo?

Prof: Buslenghi, le ho già detto di non fare il buffone.

Buslenghi: Ok, ok, chiedevo. Allora, una data. Beh, di sicuro prima del mille dopo Cristo… (lancia un’occhiata alla prof per vedere la reazione) …Quindi direi che siamo nel periodo che va dalla fine dell’Impero Romano in poi..

Prof: Buslenghi, lei sta parlando di un periodo di circa seicento anni, non le sembra di essere un po’ vago? Ho capito, lei non sa la data.

Buslenghi: La so, la so, ci stavo arrivando! E’ il quattrocento dopo Cristo, giusto?

Prof: No.

Buslenghi: Cinquecento?

Prof: La smetta, Buslenghi.

Buslenghi: Seicentocinquanta?

Prof: Buslenghi, vuole una nota sul registro? Passiamo ad un’altra domanda. Come si chiamavano i tre figli di Carlo Magno che si spartirono l’impero del padre?

Buslenghi: Era settecento, vero?

Prof: Buslenghi, vuole proprio beccarsi un quattro?

Buslenghi: Chiedevo, chiedevo… Mi pareva di esserci vicino…

Prof: Allora, i nomi dei tre figli.

Buslenghi: Tre, tutti quanti?

Prof: Erano tre, glieli ho chiesti tutti e tre. Su, andiamo.

Buslenghi: Certo che Carlo Magno e la sua signora si sono divertiti, eh?

Prof: Buslenghi! Ma che sta dicendo! Vuole rispondere alla domanda cercando di evitare stupide divagazioni?!

Buslenghi: Mi scusi, non era mia intenzione, non volevo offendere nessuno, tantomeno la storia dei nostri avi e i nobili condottieri che insomma nel passato furono insomma… Beh, allora. Tre figli. Tre, tre figli, mica uno. Allora, vediamo. Il più giovane era quello… Beh, ma di sicuro ce n’era uno che era il più grande… Insomma.. Ehi, non è che siano i tre porcellini, eh? (sbircia la professoressa per vedere se ride, ma non è così) …Mi scusi, allora, stavo dicendo, di questi tre figli, uno era.. Non lo so, professoressa, non lo so. Non ho potuto studiare ieri.

Prof: E come mai non ha potuto, Buslenghi?

Buslenghi: Mia mamma sta male.

Prof: Sua madre l’ha accompagnata a scuola stamattina, l’ho vista io personalmente.

Buslenghi: Sì, ma soffriva molto, non l’ha notato?

Prof: Sua madre mi sembrava normalissima, Buslenghi. Niente smorfie di dolore sul viso. Non mi prenda in giro o dovrò prendere provvedimenti seri.

Buslenghi: E io che colpa ne ho se mia madre è bravissima a sopportare il dolore? E’ ovvio che lei non se ne sia accorta.

Prof: Preferisce che la chiamiamo a casa e sentiamo come sta?

Buslenghi: Ma che le ho fatto di male? Perché se la prende con me? Siamo in ventisette in questa classe e lei interroga sempre me!

Prof: Non faccia il bambino, Buslenghi.

Buslenghi: Che fa, sta scrivendo quattro? Che fa, scrive quattro? E’ un quattro quello? Eh, è un quattro?

Prof: Sul registro, sì. Vada pure al posto, Buslenghi.

Buslenghi: Era il settecentoquaranta, vero?

Prof: Vada , Buslenghi.

Buslenghi: Uno dei tre figli si chiamava Federico Barbarossa?

Prof: No, ora vada al suo posto e non mi faccia perdere altro tempo.

Buslenghi: Ottocentonovanta?

Prof: Buslenghi!

Buslenghi:

Prof:

Buslenghi: Beh, Cristoforo Colombo ha scoperto l’America!

Prof: Quando?

Buslenghi:

Prof:

Buslenghi: Ottocentonovanta l’ho già detto?

Le nuove avventure di Sherlock Holmes

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Holmes: Venga qui, Watson, si spicci. C’è qualcosa che potrebbe interessarla. Si tratta di un brutto caso di omicidio premeditato. Potrebbe essere una sfida interessante per dei vecchi segugi come noi.

Watson: Che palle, ma non vedi che è solo un’altra zanzara morta?

Holmes: Elementare che sia morta, Watson. Il vero dilemma ora sarà scoprire qual è stata l’arma del delitto e successivamente stanare il colpevole ed assicurarlo alla giustizia.

Watson: L’ho uccisa io prima con un giornale, Holmes.

Holmes: Lei, Watson? Non avrei mai creduto che un individuo rispettabile come lei si sarebbe abbassato a compiere un crimine così spregevole! Ora sarà mio doloroso compito quello di consegnarla alle autorità!

Watson:

Holmes:

Watson: Non riesci proprio ad accettare che sei in pensione eh?

***

Homes: Watson, venga, presto! Guardi, guardi dalla finestra! Lo vede? Vede quell’uomo giù in strada? Sta compiendo un omicidio!

Watson: E’ il postino, Holmes. Sta consegnando la posta.

Holmes: Sono sicuro di averlo visto estrarre una pistola da quella grande borsa nera che porta con sé!

Watson: Impossibile, ti sarai confuso.

Holmes: Ma no, ne sono certo! Bando agli indugi, scendiamo giù e cogliamo con le mani nel sacco quella subdola mente criminale! Scotland Yard ci sarà riconoscente!

Watson:

Holmes:

Watson: Ultimamente mi inquieta un pò dormire sotto lo stesso tetto con te.

***

Holmes: Watson, accorra, presto! Sta avvenendo un omicidio giù in strada! Proprio sotto ai nostri occhi!

Watson: Ma che cazzo..

Holmes: Guardi, lo vede? Vede quell’uomo vicino al lampione? Ha un pugnale in mano, e sta accoltellando il corpo di un povero disgraziato riverso sulla strada!

Watson: Accidenti Holmes, questa volta hai ragione! Presto, andiamo ad acciuffarlo!

Holmes: Ma.. Veramente io.. Non so se sia il caso..

Watson: Che c’è? Perché non ti muovi? Santo cielo, quel poveretto potrebbe essere  ancora vivo, presto! Dobbiamo catturare quel delinquente e salvare una vita umana!

Holmes: Ma..

Watson: Dannazione, Holmes, cosa diavolo ti prende? Ogni secondo che passa è prezioso! Mi vuoi dire cosa c’è che non va?

Holmes: E’ che.. Fuori pioviggina, e fa anche freddino.. Non potremmo aspettare che esca il sole?

Watson:

Holmes:

Watson: Da quand’è che non prendi più sul serio questo lavoro?

Foto del bacio lesbico tra Jessica Alba e Angelina Jolie

Mi dispiace, vi ho ingannato. Il titolo così eclatante serve solo ad attirare visitatori sul blog e farmi guadagnare voti su OkNotizie. Haha, illusi.

Per sdebitarmi, vi mostro un paio di tette. Ecco qua.

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Soddisfatti? Bene. Ora possiamo cominciare col post. Che parlerà di:

(rullo di tamburi)

Gesù.

(mormorio di delusione in sala)

Ehi, ehi, non fate quelle facce. Chi vi aspettavate, Jessica Alba?

Ok, ok. Parliamo sia di Gesù che di Jessica Alba.

DIALOGO TRA GESU’ E JESSICA ALBA.

G: Salve, donna. Sia lode a Dio.

J: Ciao bello. Che barba sexy che hai. Adoro i tizi con la barba.

G: Non tentarmi con i tuoi complimenti pieni di menzogne, Satana.

J: Stai calmo, amico. Non ti agitare. Non sei abituato a trattare con le donne, eh?

G: Le donne sono una tentazione, ma io non mi abbandonerò ai piaceri della carne, perché così ha ordinato Nostro Signore.

J: Ehi, sei un duro. Vuoi dire che rifiuteresti una come me?

G: In verità ti dico: sei una bella figliola, ma le lusinghe della fornicazione verranno annientate dalla forza dello Spirito che arde dentro di me.

J: E se ti mostro le tette? Oplà. Visto? Ti sono piaciute?

G: Oh Signore, allontana da me questo calice di dolore se puoi.

J: Le vuoi rivedere? Le vuoi toccare? Basta che tu dica semplicemente di sì.

G: Mio Dio, Mio Dio, perché mi hai abbandonato?

J: Una semplice parolina, un semplice sì. E poi te le farò toccare quanto vuoi.

G: Sei forse la Meretrice di Babilonia? Copri le tue nudità, affinché la collera di Dio Nostro Signore non ricada su di te con la forza della folgore che si abbatte sull’albero!

J: Lo prendo come un sì. Ok, eccole qua. Sono tutte tue, serviti pure.

G: Mio Dio, fermami se puoi! Satana si è impossessato del mio corpo e sta controllando il movimento delle mie mani, conducendole sulla via del peccato che porta alla dannazione!

J: Amico, calmati. Si chiama pisello, non Satana. E non sei l’unico che ha percorso questa via del peccato, come la chiami tu.

G: Diavolo, esci da questo corpo!

J: Eh… vedo che qualcosina è uscito dal corpo. Ma io non lo chiamerei diavolo.

G: Alzati e cammina!

J: Per alzarsi si alza, ma uno che cammina non l’ho mai visto.

G: Mi stai facendo commettere atti impuri, maledetta meretrice! Possa la tua anima venire gettata tra fiamme dell’inferno, dove ci sarà pianto e stridor di denti!

J: Se vuoi mi tiro giù i pantaloncini…

G: Fanculo, tra due giorni devo morire sulla croce. Divertiamoci almeno un po’ prima che sia finita.

J: Sia fatta la tua volontà.

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RINGRAZIAMENTI SPECIALI E VOTAZIONI:

– La Chiesa Cattolica, che di sicuro non se la prenderà con me, perché il loro compito è quello di perdonare i peccatori come me. Giusto? VOTO: 7

Gesù e Dio, che sanno che lo faccio per scherzare, e che quindi non si incazzano mai. VOTO: Non Classificabile. (Gli alunni sono assenti, a causa della loro non-esistenza)

Jessica Alba, che è una delle poche cose al mondo che mi faccia pensare che la vita, in fondo, non è da buttar via. VOTO: 10

Faina, perché sono il migliore, e basta. VOTO: 10 E LODE.

– Tutti i lettori di Fainaincazzosa che non sono andati in ferie e che quindi continuano a commentare il mio blog. Vi voglio bene, ragazzi. VOTO: 8+

– Tutti i lettori di Fainaincazzosa che sono andati in ferie a divertirsi e non hanno più potuto seguire il mio blog né commentare i mie post: spero che abbia piovuto tutta la settimana, che vi abbiano smarrito le borse, che un marocchino vi abbia inculato il portafogli, e che un maremoto abbia distrutto la località balneare in cui avete scelto di trascorrere le vacanze. E se siete in montagna, spero che sia stata una valanga. VOTO: 3

L’invasione dei cartoni giapponesi

 

1279572735.jpgNella foto, una comune fantasia erotica di milioni di bambini italiani preadolescenziali.

Cosa succederebbe se gente come Ken il Guerriero e i Cavalieri dello Zodiaco esistessero sul serio? Cioè, ogni tanto penso a tutti quei personaggi dei cartoni animati giapponesi e mi vengono i brividi. Non mi va di svegliarmi domani mattina e scoprire che Goku ha ucciso tutta la mia famiglia per colpa di un’onda energetica calibrata male. Poi però mi viene in mente Lamù, che se ne andava in giro con quel suo costumino tigrato, e allora guarda caso cambio idea. Comunque sia, la vita sarebbe più interessante, senza dubbio.

Ken: Barista, potrei avere una birra piccola, per favore?

Barista: Certo. Sono due euro.

Ken: Due euro? Ma io non ho soldi.

Barista: Mi dispiace, niente birra. Arrivederci.

Ken: Su, me la offra. Dopotutto io proteggo i deboli dai prepotenti.

Barista: Arrivederci, ho detto.

Ken: Per le sette stelle di Hokuto, quanta insolenza! Razza d’ingrato!

Barista: Amico, mi hai rotto i coglioni. O te ne vai sulle tue gambe, o chiamo la polizia. Esci dal mio bar.

Ken: TA TA TA TA TAAH!

Barista: Che cosa.. Che cosa mi hai fatto, bastardo? Non riesco a muovermi!

Ken: Con la pressione delle mie dita ho bloccato i tuoi punti vitali. Ti restano più o meno trenta secondi di vita. Me la dai questa birra o no?

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Pegasus: Mi scusi buon uomo, dove posso trovare il tempio di Atena più vicino?

Passante: Il tempio di? Mi scusi, non ho capito.

Pegasus: Di Atena. Devo pregare per ricevere il suo aiuto spirituale e risanare il mio Cosmo.

Passante: Atena? Cioè?

Pegasus: Atena, la Dea della Saggezza! Reincarnata nelle sembianze di Lady Isabel! Regina della nostra amata Grecia! Protetta da noi, i Cavalieri dello Zodiaco!

Passante: Non.. Non saprei.. Ehm.. Di là c’è una chiesa, se vuole pregare..

Pegasus: Una chiesa?

Passante: Sì.. è un luogo dove si può pregare insomma..

Pegasus: Non è un tempio vero e proprio? Ma almeno questa “chiesa” è consacrata ad Atena?

Passante: Mmm.. No, mi sembra che il titolare sia Dio.. Non so se ha presente..

Pegasus: Dio?? Una divinità pagana dunque!

Passante: Se vuole metterla così.. Mi scusi sa, ma come mai porta quella strana armatura?

Pegasus: Come osi offendere le Sacre Vestigia di Pegasus? Ora ho capito, sei un emissario del nemico, mandato sin qui da Arles per ostacolare noi Cavalieri!

Passante: Stai calmo bello, come cazzo parli? Tieni a posto le mani.

Pegasus: Il mio fulmine di Pegasus trapasserà il tuo corpo alla velocità di quarantacinque colpi al secondo! In guardia, cavaliere!

Passante: Ma vai a lavorare, coglione.

Pegasus: (mormorando) Quarantacinque colpi al secondo.. Quarantacinque colpi al secondo.. Quarantacinque colpi al secondo..

Passante: Perché cazzo agiti le braccia a quel modo? Ti senti bene?

Pegasus: Sto tracciando nell’aria con la punta delle dita le tredici stelle che compongono la costellazione di Pegasus. In guardia!

Passante: Ok, tu sei pazzo. Aspettami qua, chiamo un attimo l’ospedale. Non ti muovere eh?

Pegasus: FULMINE DI PEGASUS ! HIAAIIIHH !

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Lamù: Scusa, sai per caso che ora è?

Faina: Certo. Prima però senti che buon odore ha il mio fazzoletto.

Lamù: Ehi, ma sa di clorofor…

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Goku: Scusa, amico. Non l’ho fatto apposta.

Faina: Ma vaffanculo! Hai fatto saltare la mia famiglia in mille pezzettini!

Goku: Te l’ho detto, è stato un incidente.. Cell ha deviato la mia onda energetica, non potevo prevedere che finisse sopra casa tua. Mi dispiace.

Faina: Mi dispiace un cazzo! Ora vai a cercare le Sfere del Drago e me li riporti in vita!

Goku: Ma io dovrei combattere..

Faina: Subito!

Goku: Urca..

Faina: Vai!

Goku: Ma possiamo esprimere un solo desiderio.. Non sarebbe meglio aspettare che io sconfigga Cell prima di far resuscitare tutte le vittime della battaglia?

Faina: NON ME NE FREGA UN CAZZO DELLE ALTRE VITTIME TI HO DETTO VAI!

Goku: Percepisco che il tuo livello di combattimento sta salendo.. sei arrabbiato con me?

Faina: Porca puttana ti ho detto di andare a cercare quelle cazzo di sfere!

Goku: Ma abbiamo solo un desiderio, non dovremmo sprecarlo!

Faina:

Goku: Che c’è?

Faina: Un solo desiderio eh?

Goku: Eh già. Uno solo e poi basta.

Faina: Mmm.. Capisco. Dimmi, Goku, tu la trovi carina Jessica Alba?

Amanti degli animali

-Sofia, tesoro, c’è qualcosa che non va?

-No, va tutto bene, perché me lo chiedi?

-Mi sembri strana da un po’ di tempo a questa parte.

-Strana? In che senso strana?

-Strana e basta.

-Ma strana tipo come?

-Hai un comportamento strano.

-Oddio.. e che avrei fatto di strano?

-Beh..

-Mi stai spaventando, Luigi. Dimmi cosa c’è che non va!

-Ma niente, te l’ho detto, mi sembri strana..

ho detto, mi sembri strana..

immi cosa c’-Luigi, spiegati! Cosa c’è che ti turba?

-La settimana scorsa ti ho vista mentre accarezzavi il nostro cane.

-E allora? Che c’è di strano?

-L’hai accarezzato per mezz’ora.

-Luigi, stai esagerando. Forse avevi perso la cognizione del tempo, forse…

-Lo stavi accarezzando in un posto molto particolare.

-Luigi, che cosa…

-Ti ho vista.

-Luigi, non capisco cosa vuoi…

-STAVI FACENDO UNA SEGA AL CANE!

-Cosa c’è? perchè non rispondi?

-E’ così allora. Gliela stavi facendo veramente. Oh Cristo.

-Luigi, lascia che ti spieghi…

-Cristo Santo, Sofia, abbiamo due bambini, siamo sposati da quindici anni, cosa diavolo ti è preso?

-Luigi, quel cane… Oh Dio, mi vergogno da morire.. Vedi, quel cane..

-Cosa? Cosa? Che cazzo ha quel cane?

-Luigi, quel cane ha un pisello gigantesco. Non sono riuscita a trattenermi.

-Luigi.. dimmi qualcosa, ti prego.

-Dì la verità, ci sei andata a letto?

-Sì.

-Dimmi che stai scherzando.

-Non è uno scherzo, è tutto vero! Ci vado a letto già da un anno! Mi fa godere come tu non sei mai stato capace di fare!

-Cristo, Cristo, Sofia, ti prego, Oh Cristo, io…

-Mi fa provare tre orgasmi ogni volta che scopiamo!

-Sofia, per l’amor di Dio, non urlare, i bambini se ne accorgeranno, oh Cristo, non è possibile..

-E non ti dico come mi ciuccia la figa!

-Sofia…

-Mi dispiace Luigi, ma era ora che finisse.

-Sofia…

-Che c’è?

-Devo dirti anch’io una cosa.

-Dimmi.

-E’ già un anno che va avanti. Forse è arrivato il momento di essere sincero.

-Luigi, non mi dirai che…

-Sofia, vado a letto con la nostra gatta.

-La gatta…? Tu…? No, no, non è possibile, come hai potuto..

-Sofia, che vuoi che ti dica.. Fa di quei pompini che neanche la tartarughina..

-LA TARTARUGHINA DEI NOSTRI FIGLI???

-Ma Sofia, quella è stata un’altra storia, una cosa passeggera, sarà durata due mesi..

-Luigi, sei un maledetto porco! Non hai pensato a noi due, alla nostra famiglia? Cosa dirà la gente quando verrà a saperlo?

-Me ne fotto della gente.

-Luigi..

-Sofia..

-Ti amo..

-Ti amo anch’io..

-Facciamo una cosa a tre col pesce rosso?

Incomprensioni amorose

Girl: Mi penetreresti?

Boy: Certo.

Girl: Con forza?

Boy: Ovvio.

Girl: Perché lo faresti?

Boy: Perché ti amo.

Girl: Ma io non ti amo, mi dispiace.

Boy: E allora perché vuoi farti penetrare da me?

Girl: Perché ne ho voglia.

Boy: Ma sei una troia allora.

Girl: No, sono solo annoiata.

Boy: Fatti un solitario con le carte allora.

Girl: No, ho voglia di farmi penetrare.

Boy: Ma tu non mi ami, io non posso farlo se non mi ami.

Girl: Fingi che io ti ami.

Boy: Non sarebbe la stessa cosa.

Girl: Ma insomma, che razza di uomo sei? Una bella ragazza come me si offre di farsi penetrare e tu non vuoi?

Boy: E’ una questione di principio, se tu non mi ami, io non me la sento di farlo.

Girl: Ma perché?

Boy: Perché non sono ricambiato nel mio amore.

Girl: Ma non ha senso, io ti piaccio, è questo che conta! Perché non vuoi mettermelo nel culo??

Boy: Ah, nel culo è okay. Pensavo stessimo parlando della figa.