Archivio mensile:luglio 2008

:-( VS :-)

5b226096b5f5c1e0b674c42462a0c494.jpgC’era una volta un bambino molto bello e simpatico, a cui piaceva una bambina della sua età, molto bella e molto dolce. Il problema però era che il bambino molto bello e simpatico era molto timido con le ragazze e aveva tantissima paura a dichiarare il suo amore alla bambina, per paura di essere rifiutato e rimanere solo per tutta la vita. I suoi amici, venuti a conoscenza del fatto, cercarono di convincerlo a farsi avanti in tutti i modi.

“In fondo”, gli disse un giorno uno dei suoi amici, “Anche se ti rifiuta, potrai sempre trovarne un’altra.” “E poi”, continuò un altro suo amico, “Anche se non ti volesse, non dovresti temere di rimanere solo per tutta la vita. E’ assurdo. Conoscerai altra gente, altre bambine, la vita continuerebbe. Non essere ridicolo”.

Nonostante tutto le parole dei suoi amici non riuscirono a convincere il bambino, che continuò così ad osservare ogni giorno la bambina bella e dolce, spiandola di nascosto mentre saltava la corda con le sue amiche, mentre beveva dalla fontanella, mentre rideva ad occhi chiusi insieme alle sue amiche quando una di loro inciampava giocando a nascondino. Il bambino non riusciva a darsi pace, pensava sempre a lei, sognava di toccarle la mano e immaginava il profumo dei suoi capelli biondi.

E più di ogni altra cosa desiderava di riuscire, un giorno, a farla ridere per merito suo; sentire la sua risata morbida e vederla mentre chiudeva gli occhi e gettava indietro la testa, correre con lo sguardo alle sue guance che si coloravano di rosso, e sapere che era tutto merito suo: era il suo più grande sogno. Nonostante ciò, il bambino non riusciva a trovare il coraggio per farsi avanti e conoscere la bella bambina che amava.

Un brutto giorno, la bella bambina fu investita da un pirata della strada e morì sul colpo. Il bambino si disperò. Non avrebbe mai più potuto sperare di farla ridere. Rimase da solo per anni e anni, fino a che non ce la fece più e si tolse la vita.

 

Un tizio con dei dolori ai genitali va dal medico che durante la visita esclama:
– Mio Dio, ma voi avete un testicolo di legno e uno d’acciaio!
E l’uomo:
– Perché, è grave?
E il dottore:
– Certo! Voi non potrete avere figli…
L’uomo allora si volge verso la sala d’attesa e grida:
– Pinocchio, Robocop, venite qua da papà!

La miseria dell’uomo

Il primo uomo che, avendo recinto un terreno, ebbe l’idea di proclamare questo è mio, e trovò altri così ingenui da credergli, costui è stato il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie, quanti orrori avrebbe risparmiato al genere umano colui che, strappando i pali o colmando il fosso, avesse gridato ai suoi simili: “Guardatevi dall’ascoltare questo impostore; se dimenticherete che i frutti sono di tutti e che la terra non è di nessuno, sarete perduti!”

(Rousseau)

Vorrei riadattare queste belle parole di Jean-Jacque Rousseau a modo mio.

Il primo uomo che, salendo in cima un monte, dichiarò di essere il capo degli altri uomini, e trovò altri così ingenui da credergli, costui è stato il vero fondatore della società civile. Quante morti, quanti delitti, quante guerre, quante miserie, quanti orrori avrebbe risparmiato al genere umano colui che, salendo sul monte e prendendo a calci nel culo quell’idiota, avesse gridato ai suoi simili: “Guardatevi dall’ascoltare questo pezzo di merda; se dimenticherete che agli esseri umani serve solo mangiare, bere, ridere e fare sesso, sarete perduti! Nessun capo di nessun genere vi può dare queste cose!”

 

Mi sono un po’ rotto i coglioni del fatto che gli esseri umani si rovinano con le loro stesse mani. Il brutto è che lo fanno da millenni ormai. Ma perché? Cosa spinge l’uomo ad accettare una vita di lavoro, stanchezza, sfruttamento, crimine, soprusi, corruzione? Perché non possiamo vivere tranquilli? Che bisogno c’era di eleggere della gente che governasse altra gente?

Vorrei trovare gli stronzi primitivi che hanno eletto il primo capo della storia. Me lo immagino, questo ominide peloso e gobbo, che comanda gli altri ominidi pelosi e gobbi solo perché questi ultimi hanno avuto la sventurata idea di affidarsi a uno solo per il bene di tutti. Stupidi scimmioni, avete rovinato la razza umana! Per colpa vostra un giorno Berlusconi sarà premier! Comunque sia.

Diciamolo, ciò che fa muovere il mondo sono il sesso e i pompini. Li possiamo anche raggruppare nello stesso gruppo, volendo. Se l’uomo si fosse accontentato di fare sesso tutto il giorno? E cacciare solo ciò che gli serviva per mangiare? Ve lo immaginate? L’ominide si sveglia alla mattina, ha fame. Fa colazione con uno Pterodattilo inzuppato nella lava. Poi ha voglia di trombare, e la donna ominide, che non fa un cazzo nella sua vita perché non è in grado di cacciare, accetta di buon grado. Poi riposino, della durata di quattro ore. Poi, la caccia, così da portare in tavola un bel Mammuth peloso, che verrà servito anche per la cena. Durante il giorno, l’uomo non farà altro che trombare e giocare a pallone con altri ominidi. La donna ominide passa il suo tempo a spettegolare con le altre donne su quanto lungo possa essere l’uccello del Tirannosauro. Stop. Niente stress, niente responsabilità opprimenti, niente nervosismi inutili.

Nessun bisogno di una religione con un dio che ti spieghi perché è giusto soffrire per lui, nessun capoufficio che abusa del fatto di essere raccomandato, nessun politico corrotto che si arricchisce alle spalle di una famiglia che andrà in rovina quando il padre di due figli si impiccherà perché non riesce a pagare le rate del mutuo. Niente scienza, quindi niente medicine ma anche niente bombe atomiche. Le cose si pareggiano. Niente razzismo. Niente inquinamento. Nessun bisogno di giudizi, di voti, di approvazione: fare quel cazzo che si vuole senza paura che qualcuno più in alto di te possa rimproverarti. Niente distinzioni sociali, niente rivalità.

Sesso e Pterodattilo con la maionese per tutta la vita. Cazzo, che occasione sprecata. L’uomo sarà pure una forma di vita intelligente, ma resta comunque una merda.

Grande Mondo Oscuro

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Certi giorni ti svegli con la voglia di non esserti mai svegliato e hai il terrore di scendere dal letto e pensi che se ti alzi e ti addentri nel Grande Mondo Oscuro che c’è la fuori potrebbe succederti qualcosa di veramente spiacevole. Poi ti accorgi che ormai è troppo tardi, sei già sveglio, non ti resta altro da fare che muoverti.

E ti alzi e ti trascini e arranchi, e fai le solite cose e vedi le solite persone, e ti annoi e ti annoi, e cerchi di distrarre la tua mente dalla noia che opprime parlando e intrattenendo rapporti amichevoli con altri esseri umani, ma non sono altro che vuoti istanti che dureranno poco e ben presto il loro effetto rilassante svanirà e tu tornerai a sentirti uno stupido corpo pesante e indifeso, un fascio di nervi che fremono e vibrano e il grande vuoto dentro di te si farà sempre più fondo e buio e la depressione comincerà ad insinuarsi nei tuoi pensieri piano piano e poi come un incendio occuperà tutta la tua mente.

E riderai alle frasi vuote che sentirai pronunciare e assumerai atteggiamenti infantili e sciocchi, ma questo alle altre persone piace, e quindi è meglio che tu lo faccia così da evitare seccature superflue, e vi sentirete tutti rassicurati tra di voi e potrete dire “Oh, che gentile che era questa mattina il signor Denker” oppure “Il signor Dussander è proprio una gran brava persona”, e magari il signor Denker voleva semplicemente uccidere tutte le persone nella stanza e scappare dalla finestra per andare a casa a guardare la tv e non pensare più a niente, ma tu non lo sai perché lui si comporta bene e la gente apprezza le sue maniere, ma non indaga e non si accorge che in realtà è tutta facciata, è tutto falso. E se per caso se ne accorge fa finta di niente e passa alla prossima persona.

E poi tu vai a casa alla sera e la tua famiglia ti fa schifo e non ti capisce, e tu pensi che è molto triste che i tuoi parenti più stretti non sanno niente di te e pensi che dovresti farti conoscere da loro perché domani potresti anche morire, ma non lo fai e loro non sapranno mai niente di quella volta che eri al mare con quella persona e hai fatto quelle cose.

E nessuno ti può aiutare e tu non riesci a fare nulla e senti che stare male è l’unica via e ti rassegni, e poi forse fumi una sigaretta e speri di morire per colpa di una Marlboro, perché almeno loro ti dicono che ti ammazzeranno, ma tu non ci credi mai, non ti rendi mai conto che è vero, non credi mai a niente e a nessuno, è tutto relativo, è tutto una bugia.

Tratto da “Sono morto sette volte. A te come va?” di Henry Lichtenstein, 1998

Incomprensioni amorose

Girl: Mi penetreresti?

Boy: Certo.

Girl: Con forza?

Boy: Ovvio.

Girl: Perché lo faresti?

Boy: Perché ti amo.

Girl: Ma io non ti amo, mi dispiace.

Boy: E allora perché vuoi farti penetrare da me?

Girl: Perché ne ho voglia.

Boy: Ma sei una troia allora.

Girl: No, sono solo annoiata.

Boy: Fatti un solitario con le carte allora.

Girl: No, ho voglia di farmi penetrare.

Boy: Ma tu non mi ami, io non posso farlo se non mi ami.

Girl: Fingi che io ti ami.

Boy: Non sarebbe la stessa cosa.

Girl: Ma insomma, che razza di uomo sei? Una bella ragazza come me si offre di farsi penetrare e tu non vuoi?

Boy: E’ una questione di principio, se tu non mi ami, io non me la sento di farlo.

Girl: Ma perché?

Boy: Perché non sono ricambiato nel mio amore.

Girl: Ma non ha senso, io ti piaccio, è questo che conta! Perché non vuoi mettermelo nel culo??

Boy: Ah, nel culo è okay. Pensavo stessimo parlando della figa.

Consigli per migliorare il blog, incrementare le visite, guadagnare soldi, e diventare immortali con Google AdSense

a481fc5b59242c0b7d4897836ad8034e.jpg“Ah Ah, ecco perchè adoro Internet.”

Tette culo tette. Figa, tette. Culo.

 Le prime righe di un post sono le più importanti. In base a quelle due o tre righe, un potenziale visitatore del tuo blog sfigatello decide se leggere o no le menate che hai scritto. Per cui, per ogni blogger è importante saper catturare l’attenzione fin dalle prime parole.

Tette, culo. Tette. Per quale motivo? Perché se il tuo post è noioso nessuno ti leggerà mai, il tuo blog cadrà in disgrazia, tuo padre e tua madre ti ripudieranno,  tu ti ammalerai e morirai da solo e la gente passerà per strada e ti sputerà nell’occhio e ti chiamerà “blogger fallito, spero che tu muoia presto in malo modo”, e tu ti sentirai solo al mondo e non capirai perché tutte le persone desiderino la tua morte, e i cani ti pisceranno sui pantaloni, e poco prima di morire raggomitolato sotto un ponte vedrai comparire davanti a i tuoi occhi una bella bambina bionda con gli occhi azzurri che tiene in mano un palloncino, si dirigerà verso di te e dirà con voce soave “La gente ti odia e vuole la tua morte perché non sapevi trovare un inizio abbastanza coinvolgente per i tuoi post.” Dopodiché dirà “Spero che tu senta molto dolore quando esalerai l’ultimo respiro e andrai all’inferno a bruciare”, e ti sputerà in un occhio. Mentre starai morendo, la vedrai saltellare via fischiettando, sempre tenendo tra le mani il suo palloncino.

Tette, enormi tette grosse. Culi sodi e abbronzati, Pamela Anderson Arcuri Canalis Johansson Blasi Ferilli. Tette morbide. Saper attirare l’attenzione è importante, soprattutto se si vuole avere successo con il proprio blog. Esistono vari metodi per catturare l’occhio di una persona.Tette. E, cosa molto importante, bisogna sempre parlare di sesso. Gli esseri umani pensano al sesso di continuo, l’intera nostra esistenza si basa sul sesso. A tutti piace il sesso.

Per cui, la prossima volta che volete farvi notare, ricordate: aggiungere qua e là un bel  “tette”, “pompino”, un “pene” nel punto giusto (risate registrate), un bel “culo” o, ancora meglio, un rispettabile “figa pelosa”, aiuterà di gran lunga la popolarità del vostro post (e blog), così da far capire a più gente possibile sul Web quanto siate divertenti, interessanti, intelligenti (risate registrate per dieci minuti.) Tette con maionese.

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 “Paperino sporcaccione. Ecco perchè adoro Internet, di nuovo.”

Se poi volete guadagnare con il vostro blog, affidatevi alla pubblicità di Google AdSense. Dicono che funzioni, se hai la pazienza di aspettare qualche anno. Per guadagnare due euro. Ehi, devo dire la verità, io ci ho provato. Ho fatto richiesta. Solo che quelli di Google non hanno accettato. Non sto scherzando. Mi hanno inviato un’e-mail dopo tre giorni, mi hanno fatto sapere che il mio blog non rientrava nei loro parametri, che non era adatto, insomma, che era volgare e irrispettoso. Il che, a mio modesto avviso, non è affatto vero, porca merda schifosa di un pelo di culo con l’ano, merda piscio!

Ok, chiudo qui. Vi ho annoiati abbastanza. Uscite dalla stanza e andate un po’ fuori all’aria aperta, cazzo! Smettela con quei fottuti computer.

RINGRAZIAMENTI SPECIALI:

– I blog noiosi, che non sanno catturare l’attenzione.

– La figa, che non guasta mai.

– Manuela Arcuri, che mi sostiene sempre, sia come blogger che come persona, e mi resta accanto nei momenti più difficili. Manuela, sei la mia musa, la mia fonte di ispirazione. Ti voglio bene, Manu. Non ce la farei senza di te. Stasera si tromba, ok?

– Google AdSense, che non ha voluto mettere la sua pubblicità del cazzo nel mio sito. Tienitela pure, la tua pubblicità di merda, Google AdSense del cazzo. Io non sono un venduto. Non ho bisogno di guadagnare i tuoi pidocchiosi spiccioli, Google AdSense del cazzo. (Per le donazioni PayPal, trovate l’apposito link cliccando sull’occhio della faina vicino al titolo del blog. Se volete usare le poste italiane, mandate dei contanti in busta chiusa a: Signor Faina, Atlantide, Via dell’Isola Sommersa n.01, CAP 2843984. Si accettano solo donazioni superiori ai 3.000 euro, in banconote di piccolo taglio, non segnate.)

MOTIVI PER CUI UNA PERSONA TIENE UN BLOG, CAZZO

Ieri sera sono andato alla festa della birra, in un paesino vicino a dove abito io. Tra urla, imprecazioni, birre da mezzo gelate e apprezzamenti poco eleganti sul conto delle ragazze che passavano, ho avuto il tempo di notare una cosa che mi ha sconvolto: ogni tanto pensavo al blog. Possa Dio aver pietà di me.

Voglio dire, stavo passando una serata piacevolissima, ricca di sollazzi e goliardie. E poi c’era la birra, cristo. Eppure, a tratti, andavo con la mente a questo blog. Pensavo a cosa avrei potuto scrivere, ai commenti che avrei ricevuto, alla gente che magari mi stava leggendo. E ora che sono qui a scrivere questo ridicolo post, mi viene da pensare: ma anche gli altri blogger sono ossessionati e/o attratti dalle potenzialità del blog?

Beh, insomma, tutta questa bella apertura ad effetto  serviva per un solo motivo: inaugurare ufficialmente la classifica dei “motivi per cui una persona tiene un blog, cazzo.”

“MOTIVI PER CUI UNA PERSONA TIENE UN BLOG, CAZZO”

– I tuoi amici ce l’hanno e ne vanno matti, e vuoi provare anche tu. Per questo vai su Splinder, sprechi un’ora del tuo tempo per capire come registrarti, poi scrivi una stronzata in cinque minuti del tipo “Ciao fighe sono anch’io un blogger adesso lasciate il vostro numero viva la figa”. Naturalmente, il giorno dopo ti dimentichi del blog. Per sempre. E’ ancora lì, disperso nel web, da qualche parte. Nessuna figa ti ha lasciato il numero.

Motivazione: Semplice voglia di provare.

– Leggi ogni giorno il blog di Luttazzi e Beppe Grillo e alla fine decidi che cazzo, anche tu puoi combattere il sistema corrotto di merda facendo della libera informazione e prendendo per il culo i potenti. Dopo un cero tempo scopri con un certo sconcerto che esistono ottanta milioni di blog satirici (è triste ammetterlo) simili al tuo, e pensi: ma se siamo così in tanti con i coglioni girati, com’è possibile che Silvio sia di nuovo al governo?

Motivazione: Il mondo è matto, l’Italia è un circo, e tu ti senti in dovere di affermare che riesci a riderci sopra e incazzarti nello stesso tempo.

– Sei una femmina e/o una mezza checca, per cui provi l’irresistibile bisogno di sfogarti scrivendo tutto quello che a parole non puoi dire ( semplicemente perché non c’è nessuno nella stanza con te che potrebbe ascoltarti). Oggi ti sei lavata i denti con lo spazzolino nuovo? Lo scrivi. Hai fatto la doccia e hai scoperto che avevi un preservativo usato in mezzo alle tette? Lo scrivi. Ti si è rotta un’unghia? Lo scrivi. In tre post diversi.

Motivazione: il tuo vuoto interiore tipicamente femminile trova uno sfogo nel blog. Raccontare i tuoi problemi al mondo appaga il tuo spirito nevrotico tipico del tuo sesso debole. Tesoro, prova a scopare un po’ di più magari.

– Sei un idiota volgare convinto di avere un talento superiore nello scrivere cose divertenti e interessanti. Purtroppo, la pigrizia non ti permette di usare al meglio le tue capacità. (Scusa ufficiale da usare nei casi di emergenza.)

Motivazione: Sei Faina. O un idiota con un blog.

– Ti piace il giardinaggio, o i film, o la pesca con il verme, o la tosatura del pelo dei cani, o la caccia alla martora. Insomma, hai un hobby particolare, assurdo, dispendioso e che non ti farà certo sembrare migliore agli occhi della gente che conosci. Quindi apri un blog, sperando che in Italia ci sia qualcuno interessato come te alle cagate che ti piacciono.

Motivazione: Hai un hobby e ne vuoi parlare con qualcuno che ti capisca. E che non faccia sempre battutine ironiche quando gli parli della tua amatissima collezione di francobolli rappresentante tutti i re di Francia con il pene fuori.

– Sei un mago dei computer (nel senso che sai fare Ctrl+Alt+Canc e sei convinto di essere l’unico a saperlo) e anche un convinto sostenitore di eMule e dei programmi freeware. Nel tuo blog aggiungi continuamente nuovi consigli su come modificare il tema di Windows, link per scaricare programmi gratis assolutamente inutili e pieni di virus, e consigli su quanto è forte Linux, che ci si può fare di tutto, non come quella merda di Windows che si impalla sempre e che è programmato male  (anche se tu, Linux, non l’hai mai usato in vita tua.)

Motivazione: Ti piace che il tuo computer sia velocissimo, potentissimo, pieno di programmi meravigliosi che facciano di tutto. E ti piace vantartene con gli altri, definendoti un hacker. Poi, con il tuo supercomputer, passi le giornate a giocare al Solitario.

– Da quando la tua voce è cambiata e il pelo intorno al tuo pene ha iniziato a crescere rigoglioso e ribelle, hai scoperto di essere diventato un uomo a tutti gli effetti, nel senso che hai un certo interesse per la figa. (è la prima volta che scrivo figa oggi?) Per cui hai aperto un blog in cui posti immagini di Alessia Marcuzzi quando non è impegnata a condurre il Grande Fratello, e inizi a scambiare commenti rozzi sulle proporzioni del seno della famosa conduttrice, storie di sesso palesemente false, e fantasie erotiche al limite del satanismo con altrettanti ragazzi vogliosi di figa come te. Che sono arrivati sul tuo blog cercando “Tette maiala succhia cazzi penetrazione gangbang”.

Motivazione: Ti piace la figa. Ehi, amico, un blog non è esattamente il metodo migliore per ottenerla.

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Ode del paranoide

La paranoia. Chi di noi non è affetto da paranoia, di tanto in tanto? Chi non ha mai pensato ossessivamente che la fidanzata, la moglie, l’amico, possano averlo tradito? Chi non ha mai creduto di essere seguito, spiato, avvelenato? Chi non si è mai sentito osservato da un tizio con un impermeabile seduto a fumare ad un tavolino in un bar che parlava in un microfono e puntava un binocolo nella nostra direzione?

La paranoia è ovunque. Tutti sono paranoici, in un modo o nell’altro. Tutti abbiamo le nostre piccole ossessioni. Io, ad esempio, sono affascinato dalla parola prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio.

Scusate, mi ero perso. Come stavo dicendo, tutti siamo paranoici. Dì la verità, quando ti telefonano e sbagliano numero, non hai mai pensato che potesse essere una spia dei servizi segreti che vuole ficcare il naso nei tuoi affari?

Num Sconosciuto: Pronto, parla Lucertola?

Faina: No, mi spiace, ha sbagliato numero.

Num Sconosciuto: Ah, mi scusi, buona giornata.

Faina: (sussurrando) Fottiti, James Bond dei miei coglioni.

Num Sconosciuto: Ehm.. ok..

Click

Tuuuu Tuuuu Tuuuu

Ci sono persone che sono paranoiche e te ne accorgi solo dai piccoli particolari. Un mio amico, ad esempio, ogni volta che va al cesso deve guardare con cura cosa c’è dentro la tazza prima di sedersi. Ha paura che sbuchi fuori “qualcosa” che lo morda, lo sodomizzi, lo avveleni o  che so io. Ora, la domanda da porsi non è come faccio io a sapere una cosa del genere. La domanda giusta è: perché il mio amico ha paura di una cosa simile? Quali traumi infantili l’hanno portato a tanto? Questa fobia irrazionale è stata forse causata da quella volta che stava cacando e una vedova nera è spuntata dalla tazza e gli è corsa lungo la gamba? O forse tutto ciò è dovuto a quella volta che, sempre mentre stava cacando, un serpentello è spuntato all’improvviso tra le sue feci e si è messo a sibilare?

Io non lo so. Può essere che questi eventi l’abbiano portato alla paranoia per i cessi, non dico di no. Ognuno ha i suoi motivi per essere paranoico. Ad esempio, il motivo per cui io credo agli alieni è legato ad un trauma infantile: infatti, quando avevo sei anni, mia madre mi ha regalato un pupazzo con le sembianze di E.T.. Alcuni di voi diranno: embeh, che cazzata sta dicendo, uno stupido pupazzo non è un motivo valido per credere nell’esistenza di extraterrestri. Al che io vi rispondo: sì, ma se vi dico che il pupazzo all’improvviso ha preso vita e mi ha portato sulla sua astronave, stronzi?

Comunque sia. Tutti sono paranoici.

Quando sei a letto e senti provenire degli strani cigolii dalla camera da letto dei tuoi genitori, non pensi forse che stiano facendo sesso? E magari ti tormenti tutta la notte, immaginando l’orribile scena, incapace di prendere sonno. È il bello è che magari non stanno facendo un cazzo. Magari era solo tuo padre che aveva mollato una scoreggia e tua madre si era spostata un po’ più in là per non annusarsela. Ma tu, paranoico del cazzo, hai subito pensato al peggio.

Quando il farmacista ti vende i preservativi, una parte di te non pensa forse che quello stronzo li abbia bucati appositamente per te prima che tu arrivassi? La tua mente paranoica non immagina forse la scena?

Farmacista 1: Ehi, guarda, sta arrivando Faina.

Farmacista 2: Ah ah. Guarda che faccia. Si sta cagando sotto. Scommetto che ha paura di incontrare qualcuno che conosce.

Farmacista 1: Vorrà i preservativi, come al solito.

Farmacista 2:  Eh sì, quel Faina scopa tanto e bene. (ehi, è il farmacista che lo dice, non io)

Farmacista 1: Gli facciamo uno scherzetto?

Farmacista 2: (sorridendo) Glieli vuoi bucare, vero?

Farmacista 1: (sorridendo a sua volta) Esatto!

Farmacista 2: Sei proprio uno stronzo!

I due uomini ridono, dandosi gran pacche sulle spalle. Uno dei due estrae uno spillo da un cassetto.

Ok, chiudo qui. Spero di essermi spiegato. Ora vado un attimo sul terrazzo a fumarmi una sigaretta. E a controllare che l’uomo con l’impermeabile grigio non si sia spostato da lì.

RINGRAZIAMENTI SPECIALI:

– Stephen King, per il titolo

– La parola “cesso”, senza la quale questo post non avrebbe mai visto la luce.

– Il mio amico paranoico.

– I farmacisti, che non fanno un cazzo tutto il giorno.

– Gli alieni, che sono stati gentilissimi e molto delicati quando mi hanno ficcato la loro sonda nel culo per esaminarmi.

– La mia volgarità, che mi permette di parlare di sonde nel culo.

– Il prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio.

– Voi, che avete letto questo post qualitativamente scarso. E che da oggi in poi guarderete sempre nella tazza per controllare che non ci siano vedove nere. (Per non parlare dei cigolii dalla camera dei vostri genitori.)

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Nella foto: qualcosa che non c’entra nulla con la paranoia,

ma che senz’altro meritava di stare in questo post.

Maria Grazia Cucinotta: istruzioni per l’uso

E’ da tanto che non ne parlo, e allora eccomi qui con un bel post sull’argomento a cui sono più legato: (rullo di tamburi) La Gnocca! (applausi, urla, standing ovation, orgasmi)

Allora, prima di tutto, facciamo una breve selezione per chi può e chi non può leggere questo fantastico post:

– Sei maschio e gay? Allora questo post non fa per te!

– Sei femmina e gay? Allora accomodati pure, lesbicona!

– Sei maschio ed etero? Leggi e sbava, maniaco!

– Sei femmina ed etero? Vattene pure su un altro blog, non ci mancherai! (ma prima lascia il tuo numero di cellulare nei commenti)

– Sei maggiorenne ed etero? Entra pure nel magico mondo della figa, amico!

– Sei minorenne ed etero? Per legge te ne devi andare. Haha, ma vaffanculo, resta qua.

– Sei sposato? Vai subito via, o lo dico a tua moglie!

– Sei un vecchio ottantenne? Nonno, ma lo sa la nonna che navighi in Internet?

– Sei un prete? Guarda pure! Piuttosto che tu vada a molestare i bambini..

Papa: Scomunicate Faina!

Cardinale: L’abbiamo già fatto il mese scorso, Sua Santità.

Papa: Uhmm.. Ok, allora prendetevela con la sua famiglia. Scomunicate la zia, per cominciare.

– Sei un alieno che vuole studiare l’anatomia degli esseri umani? Allora resta pure. Oggi parliamo di tette. Si scrive con due ti, prendi appunti.

– Sei la mia ragazza? Oh merda…

– Sei un maniaco sessuale? Allora adorerai questo blog, vecchio mio!

– Sei uno della Lega? Allora leggi pure. E guarda che bel pezzo di “terrona” che ti stai perdendo, idiota.

– Sei Dio? Mi dispiace, l’accesso non è consentito.

Bene, ora che abbiamo selezionato i lettori giusti, possiamo cominciare.

Ecco qui il post su Maria Grazia Cucinotta:

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Istruzioni per l’uso:

1. Inserire il pene dove indicato.

2. Strofinare ripetutamente fino ad arrivare all’eiaculazione.

3. Raccogliere il prodotto dell’eiaculazione, metterlo in un barattolo e conservarlo in frigorifero. Volendo, è possibile vendere il tutto a una banca dello sperma.

4. Ripartire dal punto 1 e ripetere l’ntero procedimento più e più volte.

A Topolinia la vita è più bella

4ba714fb4bd54fbdb814fbbe120ba184.jpgNella foto: Topolino nella sua posa più virile.

Da piccolo leggevo sempre Topolino. Per fortuna che ho smesso. Infatti ritengo che Topolino e il suo fantastico mondo di simpatici animali antropomorfi siano in parte responsabili del degrado sociale, culturale e morale degli italiani. Siamo cresciuti con quei malefici giornaletti che ci hanno spappolato il cervello! Ecco qui una lista di motivi per i quali leggere Topolino ci ha completamente rovinati:

– Perché Topolino indossa sempre i guanti? Cosa ci sta nascondendo???

– Nonostante il fatto che Paperone sia un taccagno di prima classe sempre ossessionato dall’idea che qualcuno voglia rubare i suoi soldi, continua imperterrito a conservare i suoi miliardi in un enorme deposito blu e rosso situato in cima a una collina visibile da lontano, con un gigantesco simbolo del dollaro dipinto davanti. Quindi, è logico supporre che inconsciamente Paperone voglia farsi rapinare.

– A Paperopoli la gente sembra incapace di reagire alle ingiustizie. Tutti ad aspettare inebetiti l’arrivo di un magico salvatore che riporti l’ordine e la giustizia. Ma se un giorno Paperinik si svegliasse con l’influenza, che cazzo fanno?

– Ma Paperoga, di chi cazzo è parente?

– Il Commissario Basettoni non risolve un caso che sia uno. Ci prova, poveretto, ma alla fine arriva sempre il bastardo di Topolino e in cinque minuti svela il mistero e gli soffia via da sotto il naso la gloria e l’onore. E nonostante l’evidente (e sconcertante) incapacità del corpo di polizia di Topolinia continui da anni e anni, nessuno viene mai licenziato.

– Perché Zio Paperone non si gode tutti i miliardi che ha? Qualsiasi persona sana di mente in possesso di tutti quei soldi avrebbe sicuramente qualche vizietto segreto, tipo una bella passione per la cocaina o un debole per le puttane di lusso. Eppure Paperone continua a fare il taccagno e a non darsi alla bella vita.

8e6ca0b2b2b544811aac530cd2bad0b2.jpgNella foto: Minni, la fidanzata di Topolino.

– Pippo è evidentemente la caricatura di un ritardato mentale con seri problemi di integrazione e una spiccata tendenza alla schizofrenia. Inoltre, ha la brutta abitudine di assumere un’espressione da perfetto imbecille ed esclamare “Yuk Yuk” ogni volta che gli viene rivolta la parola. Perché non è rinchiuso in qualche casa di cura? Come fa un individuo simile ad essere lasciato libero di vagare indisturbato per la città? E soprattutto, perché un simile beota è tanto beneamato dalla gente di Topolinia?

– Come hanno fatto i servizi sociali di Paperopoli a decidere di affidare Qui, Quo e Qua a un tutore maschio single, disoccupato, irascibile e squattrinato come Paperino? Cazzo, perfino Pippo sarebbe stato un tutore più affidabile.

– Topolino indossa sempre una maglietta blu, pantaloni rossi ed enormi scarpe gialle. Se qualcuno nel mondo reale si vestisse così, verrebbe probabilmente linciato da una folla inferocita.

– Come fa una vecchia decrepita come Nonna Papera a mandare avanti una fattoria tutta da sola alla sua età e a trovare il tempo di preparare torte su torte per i suoi nipoti?

– Perché Pluto somiglia così tanto a Pippo e nessuno ci fa mai caso?

– Perché Topolino, che è un topo, ha come animale domestico Pluto, che è un cane?

– Perché Minni è uguale a Topolino, a parte che ha le ciglia più lunghe? Non è che magari Minni è un travestito?

– Perché a Paperopoli la gente va in giro senza pantaloni e a Topolinia invece devono metterseli? Forse Walt Disney pensava che Paperino non avesse il cazzo mentre invece Topolino sì?

21232efa51ef7e5c8169b8f3864e900b.jpgNella foto: Un pericoloso e spietato criminale ricercato dalla giustizia.

– Pietro Gambadilegno, Macchia Nera, la Banda Bassotti, la Strega Amelia, Rockerduck : i nemici della giustizia, i criminali più efferati che la storia abbia mai avuto. Pietro ruba, picchia, fa il bullo, terrorizza i deboli. Macchia Nera inventa piani ingegnosi per svaligiare le banche. La Banda Bassotti usa le più sofisticate macchine tecnologiche all’ultimo grido per derubare Paperone. La Strega Amelia fa le magie (Ok, esempio di merda). Rockerduck è l’uomo d’affari più bastardo e privo di scrupoli della storia dopo Berlusconi, sempre pronto a usare mezzi illeciti per arricchirsi. E che cosa abbiamo imparato da Topolino su questi loschi individui? Udite udite: i criminali possono essere simpatici! Tipo un mafioso che racconta una barzelletta. Ma la cosa più grave è che, in ogni stramaledetto fumetto, vengono catturati dagli eroi e spediti di filato in gattabuia. E poi ricompaiono nel fumetto seguente, più malavitosi che mai! Ma come cazzo fanno gli abitanti di Topolinia a trovare il coraggio per uscire di casa?