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Da grande farò lo scrittore

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Nella foto: Gwineth Paltrow.

Vorrei scrivere un grande libro, uno di quei libri che rimangono nella storia della letteratura.

Un po’ come Guerra e Pace di Tolstoj, che io non ho mai letto, ma sembrerebbe godere di una certa fama, per cui l’esempio calza.

Un libro intriso di forti emozioni, un pò come Uomini e topi di Steinbeck, che io non ho mai letto ma ho visto il film e non era poi così male, c’era l’attore che faceva C.S.I., tanto per capirsi.

Vorrei scrivere un libro profondo come Moby Dick di Melville, pieno di simbolismo, dove la balena bianca rappresenta la sfida della natura all’uomo, il capitano Achab rappresenta l’ostinazione dell’essere umano, e la nave che affonda alla fine del romanzo rappresenta la scarsa professionalità dei costruttori di velieri di metà ‘800.

Vorrei scrivere un libro avventuroso come L’Isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, che c’aveva il pirata con la gamba di legno e il pappagallo, e che è indice di sicuro successo commerciale, basta guardare i Pirati dei Carabi che hanno fatto i milioni.

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Io adoro questa donna.

Vorrei scrivere un libro misterioso e terrificante come IT di Stephen King, che piace alla gente perché tutti noi in fondo abbiamo paura dei clown, con quella faccia da maniaci assassini, vorrei anche vedere. Però spesso mi chiedo perché l’Associazione Clown non ha mai fatto causa a Stephen King. In fondo gli ha rovinato l’immagine.

Vorrei scrivere un libro come Madame Bovary di Gustave Flaubert, che non ho la più pallida idea di cosa parli ma che l’ho già sentito, probabilmente discutendo con qualche pseudo-intellettuale che voleva fare colpo su di me con la sua cultura letteraria. Oh, come sono impressionato.

Vorrei scrivere un libro controverso come Fight Club di Pahlaniuk, pieno di frasi dense di significato e personaggi dall’aria molto ganza, ma che naturalmente il film ha reso in maniera migliore e quindi il libro è buono per la spazzatura.

Potrei proseguire ancora a lungo con la lista.

Resta il fatto che sto scrivendo su un blog. Cristo, che schifo.

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Ha un visetto che sembra dire: faccio pompini che sanno di zucchero.

Ode del paranoide

La paranoia. Chi di noi non è affetto da paranoia, di tanto in tanto? Chi non ha mai pensato ossessivamente che la fidanzata, la moglie, l’amico, possano averlo tradito? Chi non ha mai creduto di essere seguito, spiato, avvelenato? Chi non si è mai sentito osservato da un tizio con un impermeabile seduto a fumare ad un tavolino in un bar che parlava in un microfono e puntava un binocolo nella nostra direzione?

La paranoia è ovunque. Tutti sono paranoici, in un modo o nell’altro. Tutti abbiamo le nostre piccole ossessioni. Io, ad esempio, sono affascinato dalla parola prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio.

Scusate, mi ero perso. Come stavo dicendo, tutti siamo paranoici. Dì la verità, quando ti telefonano e sbagliano numero, non hai mai pensato che potesse essere una spia dei servizi segreti che vuole ficcare il naso nei tuoi affari?

Num Sconosciuto: Pronto, parla Lucertola?

Faina: No, mi spiace, ha sbagliato numero.

Num Sconosciuto: Ah, mi scusi, buona giornata.

Faina: (sussurrando) Fottiti, James Bond dei miei coglioni.

Num Sconosciuto: Ehm.. ok..

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Tuuuu Tuuuu Tuuuu

Ci sono persone che sono paranoiche e te ne accorgi solo dai piccoli particolari. Un mio amico, ad esempio, ogni volta che va al cesso deve guardare con cura cosa c’è dentro la tazza prima di sedersi. Ha paura che sbuchi fuori “qualcosa” che lo morda, lo sodomizzi, lo avveleni o  che so io. Ora, la domanda da porsi non è come faccio io a sapere una cosa del genere. La domanda giusta è: perché il mio amico ha paura di una cosa simile? Quali traumi infantili l’hanno portato a tanto? Questa fobia irrazionale è stata forse causata da quella volta che stava cacando e una vedova nera è spuntata dalla tazza e gli è corsa lungo la gamba? O forse tutto ciò è dovuto a quella volta che, sempre mentre stava cacando, un serpentello è spuntato all’improvviso tra le sue feci e si è messo a sibilare?

Io non lo so. Può essere che questi eventi l’abbiano portato alla paranoia per i cessi, non dico di no. Ognuno ha i suoi motivi per essere paranoico. Ad esempio, il motivo per cui io credo agli alieni è legato ad un trauma infantile: infatti, quando avevo sei anni, mia madre mi ha regalato un pupazzo con le sembianze di E.T.. Alcuni di voi diranno: embeh, che cazzata sta dicendo, uno stupido pupazzo non è un motivo valido per credere nell’esistenza di extraterrestri. Al che io vi rispondo: sì, ma se vi dico che il pupazzo all’improvviso ha preso vita e mi ha portato sulla sua astronave, stronzi?

Comunque sia. Tutti sono paranoici.

Quando sei a letto e senti provenire degli strani cigolii dalla camera da letto dei tuoi genitori, non pensi forse che stiano facendo sesso? E magari ti tormenti tutta la notte, immaginando l’orribile scena, incapace di prendere sonno. È il bello è che magari non stanno facendo un cazzo. Magari era solo tuo padre che aveva mollato una scoreggia e tua madre si era spostata un po’ più in là per non annusarsela. Ma tu, paranoico del cazzo, hai subito pensato al peggio.

Quando il farmacista ti vende i preservativi, una parte di te non pensa forse che quello stronzo li abbia bucati appositamente per te prima che tu arrivassi? La tua mente paranoica non immagina forse la scena?

Farmacista 1: Ehi, guarda, sta arrivando Faina.

Farmacista 2: Ah ah. Guarda che faccia. Si sta cagando sotto. Scommetto che ha paura di incontrare qualcuno che conosce.

Farmacista 1: Vorrà i preservativi, come al solito.

Farmacista 2:  Eh sì, quel Faina scopa tanto e bene. (ehi, è il farmacista che lo dice, non io)

Farmacista 1: Gli facciamo uno scherzetto?

Farmacista 2: (sorridendo) Glieli vuoi bucare, vero?

Farmacista 1: (sorridendo a sua volta) Esatto!

Farmacista 2: Sei proprio uno stronzo!

I due uomini ridono, dandosi gran pacche sulle spalle. Uno dei due estrae uno spillo da un cassetto.

Ok, chiudo qui. Spero di essermi spiegato. Ora vado un attimo sul terrazzo a fumarmi una sigaretta. E a controllare che l’uomo con l’impermeabile grigio non si sia spostato da lì.

RINGRAZIAMENTI SPECIALI:

– Stephen King, per il titolo

– La parola “cesso”, senza la quale questo post non avrebbe mai visto la luce.

– Il mio amico paranoico.

– I farmacisti, che non fanno un cazzo tutto il giorno.

– Gli alieni, che sono stati gentilissimi e molto delicati quando mi hanno ficcato la loro sonda nel culo per esaminarmi.

– La mia volgarità, che mi permette di parlare di sonde nel culo.

– Il prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio. Prepuzio.

– Voi, che avete letto questo post qualitativamente scarso. E che da oggi in poi guarderete sempre nella tazza per controllare che non ci siano vedove nere. (Per non parlare dei cigolii dalla camera dei vostri genitori.)

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Nella foto: qualcosa che non c’entra nulla con la paranoia,

ma che senz’altro meritava di stare in questo post.