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L’evoluzione della mente femminile ha raggiunto il massimo qualche migliaio di anni fa

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Il mondo, come è risaputo, è un brutto postaccio cattivo pieno di merda, e ogni persona dotata di un minimo di buonsenso lo sa. Esiste però una singolare categoria di persone che non riesce ad assimilare questa semplice verità: sto parlando delle femmine.

 

“Amore, guarda!”

“Che?”

“Quelli! Quelli!”

“Cosa? Non vedo.”

“Quei guanti di pelle bordati di pelo della Gucci che sono un amore!”

“Ah. Belli.”

“Sono IN SALDO!”

“Sì, lo vedo.”

“Comprameli!”

“Domani devo andare a pagare la rata del mutuo. Poi questo mese mi scade anche l’assicurazione della macchina. E lo sai che devo ancora portare a far aggiustare il lettore Dvd.”

“…”

“…”

“Sì, okay, ma sono IN SALDO!”

 

Le femmine sono spesso poste davanti a situazioni comuni che fanno parte della vita di ogni essere umano, ma che ai loro occhi diventano improvvisamente dei disastri assoluti praticamente insormontabili. Avere le occhiaie al mattino, per esempio.

 

“AAAAHHH!”

“Oddio.. che c’è?”

“CAZZO CAZZO CAZZO!”

“Tranquilla tesoro, arrivo! Che c’è! E’ morta la zia Bice? E’ morta vero? Cazzo lo sapevo che non dovevamo…”

“Ma no, idiota! Guarda che occhiaie!”

“…”

“Come faccio ad andare a lavoro con QUESTE OCCHIAIE???”

“Beh… Esci di casa, vai in garage, accendi la macchina…”

 

O, per andare sul pesante, una ruota dell’automobile che si buca.

 

La macchina è ferma in mezzo alla carreggiata. La donna se ne sta in piedi, assorta in contemplazione, incapace di muoversi.

“Signora! E’ mezz’ora che le suono! Si sposti, porco…!”

“…”

“Signora, ma che c… sta facendo, porco…!”

“…”

“Sposta quella macchina, c…!”

Segue una fila spaventosa di colpi di clacson.

“C… fai, razza di disgraziata del c…!”

Un audace guidatore scende dall’auto e va a controllare le condizioni della donna.

“Signora, sposti la macchina, si sta creando colonna…”

Con uno scatto animale, la donna si aggrappa alla maglietta del guidatore audace e si mette a singhiozzare.

“Io.. stavo.. guidando.. e d’un tratto.. l’auto.. si è messa a…”

Esplosione di pianto isterico.

“Signora.. si calmi.. Sembra che la gomma sia bucata.”

Espressione perplessa della donna.

“La gomma. Si è bucata.”

“…”

“Bucata! Bisogna cambiarla.”

“…”

“Dovrebbe avere quella di scorta dietro. Magari chiama un carro attrezzi se non se la sente di…”

“…”

“Signora, cioè, non se ne può stare qui impalata a …”

“…”

L’audace guidatore si rimbocca le maniche e si accinge a cambiare la ruota dell’automobile.

 

Forse il problema femminile, questa pressoché totale incapacità di comprendere le difficili implicazioni che comporta il vivere in un mondo reale e non in un film con Richard Gere, deriva dalla loro educazione. Magari è proprio il diretto risultato di quand’erano bambine: il numero di Barbie che possiede una donna nel periodo dell’infanzia è inversamente proporzionale alla sua capacità di affrontare i problemi della vita nell’età adulta.

 

“Amore, oggi ho perso il portafogli”

“Accidenti… Sei andata in banca a bloccare la carta di credito?”

“Eh?”

“Non sei andata?”

“No.”

“Dannazione. Beh, quanti contanti c’erano dentro?”

“Trecento euro, più o meno.”

“Porca puttana!”

“…”

“E bisognerà anche cercare di recuperare i documenti”

“…”

“Andare in caserma e fare denuncia alla polizia.”

“…”

“Ehi, mi ascolti?”

“Sì.”

“Sembra che non te ne freghi niente.”

“…”

“Ehi, allora?”

“Sembra tutto così complicato.”

“In effetti lo è. Se solo fossi stata più attenta a non perderlo…”

“Sì, hai ragione. Ma trovo comunque che sia tutto così complicato.”

“Beh, che hai intenzione di fare???”

“Lasciamo perdere. Comprerò un nuovo portafogli.”

“Ma stai scherzando?!”

“Ne ho visto uno da Bulgari davvero scicchettoso.”

 

Non so, forse è proprio il cervello delle femmine che è predisposto naturalmente ad accettare le cazzate. Vedono quella cicciona Bridget Jones che si scopa Hugh Grant, e una vocina dentro la loro testa dice Non è per niente realistico ma PENSA SE LO FOSSE e così quando escono dal cinema vanno a casa, si vestono con indumenti di due taglie più piccole e poi alla sera in discoteca continuano ad ordinare Gin Lemon fino a che il tizio pelato e occhialuto che le sta palpando non si trasforma in una meravigliosa nebbia indistinta che ricorda vagamente Hugh Grant. Visto attraverso una cataratta.