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Letterine n.5

481295702.jpgCaro Faina, sono una ragazza di 16 anni e ho un problema che ormai va avanti da mesi: credo di soffrire di anoressia. Vado spesso in bagno a vomitare dopo mangiato, non ho mai appetito, la vista del cibo mi mette ansia, ogni volta che mangio qualcosa mi sento terribilmente male. Cosa posso fare per risolvere questo problema?    (Erika, Rimini)

Cara Erika, la risposta è semplice: cambia ristorante.

Caro Faina, poteri sapere il tuo parere sulla crisi economica mondiale?    (Gigi, Ischia)

Caro Gigi, il mio parere sulla crisi che sta investendo l’economia mondiale in questi giorni è molto semplice: fintanto che al mondo esisterà una Manuela Arcuri, della crisi non me ne fregherà un cazzo.

Caro Faina, sono sette anni che soffro di emorroidi. Il dottore dice che non c’è alcuna cura. Che mi consigli?    (Lucia, Trapani)

Cara Lucia, io comincerei a pensare seriamente al suicidio.

Caro Faina, da un po’ di tempo a questa parte faccio degli strani sogni in cui mi ritrovo completamente nudo a bordo di una nave piena zeppa di ippopotami rosa. Cosa può voler significare?    (Luca, Venezia)

Caro Luca, può voler dire solo una cosa: tua moglie ti tradisce col postino, e il tuo migliore amico è gay e si masturba pensando a te. Inoltre credo che il colore rosa degli ippopotami possa indicare che hai un cancro mortale, probabilmente al pancreas.

M’avete rotto er cazzo

1600643266.jpgMi avete chiesto in tanti una foto: eccola qua.

Faq : Frequently asked questions

Per chi non sapesse cosa sono le Faq, invito cortesemente a spegnere il computer, caricarselo in spalla, e lanciarlo da una finestra. Possibilmente gridando “io di Internet non so un cazzo e sto bene così!” mentre l’amato PC si schianta al suolo sotto lo sguardo attonito dei passanti.

Cos’è un blog?

Un blog è un sito Internet senza il “www” davanti, dal momento che se vuoi un sito col www devi pagare un servizio di hosting e, diciamocelo, chi cazzo se ne sbatte del www se si possono ottenere gli stessi risultati con un merdoso blog su Splinder? Inoltre in un blog di solito si possono commentare gli articoli e le foto che ci stanno dentro, per il puro scopo di leccare il culo al proprietario del blog e farsi linkare.

A cosa serve farsi linkare?

Più link riceverà il tuo blog, più popolarità acquisterà, e più persone verranno a commentare i tuoi post scrivendo “LOL” e “🙂”. Inoltre, se ricevi molti link e diventi famoso, è più probabile che un giorno tu possa conquistare il mondo e dominare la razza umana.

Come mai il tuo blog si chiama Faina Incazzosa?

Perché quando ho sentito quest’espressione in uno degli spettacoli di Aldo Giovanni e Giacomo mi aveva fatto ridere. Avevo tredici anni, che cazzo ci posso fare?

Di cosa parla il tuo blog?

Leggi, coglione.

Perché usi spesso un linguaggio volgare?

Perché di sì, coglione.

Perché non scrivi in maniera seria?

Per seria cosa intendi? Senza dire cazzo, e ponendomi contro l’invasione della Georgia da parte della Russia? No, hai sbagliato blog.

Adoro il tuo blog, sei troppo divertente.

Vai fuori all’aria aperta e inizia a scopare un pò.

Ma quando scrivi delle cose che ti sono capitate, è tutto vero?

Certo. So anche suonare il sassofono e far girare l’hula-hoop, io.

Quali siti ti hanno influenzato per la creazione di Faina Incazzosa?

Numero Zero.

Quali sono i tuoi siti/blog preferiti?

Quelli che ho linkato.

Mi linki?

No, il tuo blog è osceno.

Interrogazione a sorpresa

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Prof: Buslenghi Luca, si alzi e venga alla lavagna.

Buslenghi: Per… Per essere interrogato, intende?

Prof: No, per fare una passeggiata. Ma certo che deve venire per essere interrogato, Buslenghi!

Buslenghi: (mormorando) Ah, ok… Aveva detto che non interrogava oggi, ma si vede che ha cambiato idea, che cazz..

Prof: Ha detto qualcosa, Buslenghi?

Buslenghi: Chi, io? Non io, professoressa.

Prof: Bene. Allora, sentiamo, mi sa dire in che anno Carlo Magno è stato incoronato imperatore?

Buslenghi: Imperatore?

Prof: Imperatore, Buslenghi, imperatore. Lei lo sa cos’è un imperatore, giusto? Andiamo, Buslenghi, non faccia il buffone.

Buslenghi: Ok, imperatore. Carlo Magno. Beh, innanzitutto Carlo Magno era un grande combattente, ma proprio grande e forte, infatti è per questo che lo chiamavano Magno, perché Magno è latino, e vuol dire grande, quindi volendo italianizzarlo si potrebbe anche chiamare Carlo il Grande..

Prof: Buslenghi, se la smette di dire idiozie e risponde alla mia domanda è meglio, eh? Che ne dice? La sa la risposta? Una data, Buslenghi, mi basta una data. In che anno è stato incoronato?

Buslenghi: Ma vuole l’anno preciso o le basta anche una via di mezzo?

Prof: Buslenghi, le ho già detto di non fare il buffone.

Buslenghi: Ok, ok, chiedevo. Allora, una data. Beh, di sicuro prima del mille dopo Cristo… (lancia un’occhiata alla prof per vedere la reazione) …Quindi direi che siamo nel periodo che va dalla fine dell’Impero Romano in poi..

Prof: Buslenghi, lei sta parlando di un periodo di circa seicento anni, non le sembra di essere un po’ vago? Ho capito, lei non sa la data.

Buslenghi: La so, la so, ci stavo arrivando! E’ il quattrocento dopo Cristo, giusto?

Prof: No.

Buslenghi: Cinquecento?

Prof: La smetta, Buslenghi.

Buslenghi: Seicentocinquanta?

Prof: Buslenghi, vuole una nota sul registro? Passiamo ad un’altra domanda. Come si chiamavano i tre figli di Carlo Magno che si spartirono l’impero del padre?

Buslenghi: Era settecento, vero?

Prof: Buslenghi, vuole proprio beccarsi un quattro?

Buslenghi: Chiedevo, chiedevo… Mi pareva di esserci vicino…

Prof: Allora, i nomi dei tre figli.

Buslenghi: Tre, tutti quanti?

Prof: Erano tre, glieli ho chiesti tutti e tre. Su, andiamo.

Buslenghi: Certo che Carlo Magno e la sua signora si sono divertiti, eh?

Prof: Buslenghi! Ma che sta dicendo! Vuole rispondere alla domanda cercando di evitare stupide divagazioni?!

Buslenghi: Mi scusi, non era mia intenzione, non volevo offendere nessuno, tantomeno la storia dei nostri avi e i nobili condottieri che insomma nel passato furono insomma… Beh, allora. Tre figli. Tre, tre figli, mica uno. Allora, vediamo. Il più giovane era quello… Beh, ma di sicuro ce n’era uno che era il più grande… Insomma.. Ehi, non è che siano i tre porcellini, eh? (sbircia la professoressa per vedere se ride, ma non è così) …Mi scusi, allora, stavo dicendo, di questi tre figli, uno era.. Non lo so, professoressa, non lo so. Non ho potuto studiare ieri.

Prof: E come mai non ha potuto, Buslenghi?

Buslenghi: Mia mamma sta male.

Prof: Sua madre l’ha accompagnata a scuola stamattina, l’ho vista io personalmente.

Buslenghi: Sì, ma soffriva molto, non l’ha notato?

Prof: Sua madre mi sembrava normalissima, Buslenghi. Niente smorfie di dolore sul viso. Non mi prenda in giro o dovrò prendere provvedimenti seri.

Buslenghi: E io che colpa ne ho se mia madre è bravissima a sopportare il dolore? E’ ovvio che lei non se ne sia accorta.

Prof: Preferisce che la chiamiamo a casa e sentiamo come sta?

Buslenghi: Ma che le ho fatto di male? Perché se la prende con me? Siamo in ventisette in questa classe e lei interroga sempre me!

Prof: Non faccia il bambino, Buslenghi.

Buslenghi: Che fa, sta scrivendo quattro? Che fa, scrive quattro? E’ un quattro quello? Eh, è un quattro?

Prof: Sul registro, sì. Vada pure al posto, Buslenghi.

Buslenghi: Era il settecentoquaranta, vero?

Prof: Vada , Buslenghi.

Buslenghi: Uno dei tre figli si chiamava Federico Barbarossa?

Prof: No, ora vada al suo posto e non mi faccia perdere altro tempo.

Buslenghi: Ottocentonovanta?

Prof: Buslenghi!

Buslenghi:

Prof:

Buslenghi: Beh, Cristoforo Colombo ha scoperto l’America!

Prof: Quando?

Buslenghi:

Prof:

Buslenghi: Ottocentonovanta l’ho già detto?