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Tecniche di seduzione

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Seppi con certezza che era la donna della mia vita quando la vidi estrarre dalla borsetta quel piccolo, innocuo pacchetto di preservativi. Io la guardai, leggermente stupito di tanta audacia. Lei rispose al mio sguardo, si leccò le labbra in modo alquanto sensuale e prese a strofinarsi un pezzettino di ghiaccio fra le tette.

Capii che aveva una discreta voglia di avere un rapporto sessuale con me, e d’altronde, come potevo biasimarla? Tutti quanti vorrebbero fare sesso con me almeno una volta nella vita. Persino la mia bisnonna una volta mi dichiarò la sua volontà di venire a letto con me. E fu una notte stupenda.

Comunque sia, andai da Lucia (così si chiamava) e la presi dolcemente tra le braccia, sussurrandole teneramente all’orecchio “Una volta ho visto uno stronzo di trenta centimetri”.

Lei mi guardò con quei suoi magici occhi luminosi e sorrise a questa mia geniale affermazione. “Ho addosso delle mutande di zucchero a velo” proclamò lei, accarezzandomi delicatamente le orecchie. “E io dei boxer di pop-corn”, risposi sorridendo e infilandole il pollice nella vagina. Lei trasalì ed emise un leggero gemito di piacere, dopodiché scoreggiò in maniera piuttosto rumorosa. “Scusami, tesoro” mormorò subito dopo, e iniziò a leccarmi le narici con foga.

La situazione prometteva bene. Preso dall’eccitazione, la afferrai per i capezzoli e la spinsi violentemente sul divano, mandandola a sbattere con il viso su uno dei braccioli. Mentre si rialzava e si asciugava il sangue che le colava dal naso, le saltai addosso atterrandole con i piedi sullo stomaco.

Lei ululò di enorme piacere e, lasciandosi andare alla passione, esclamò “Ma che cazzo fai, razza di idiota”. Intuii che doveva essere davvero innamorata di me per poter esternare simili frasi piene di dolcezza. Mi commossi, e piccole lacrime salate presero a scendermi dagli angoli degli occhi.

“Asciugati gli occhi, cucciolo mio” mormorò Lucia. “Me li asciugheresti con il tuo sedere?” chiesi io, e le strappai con forza una manciata di peli dal pube, perché avevo letto non so dove che questo tipo di gesti violenti piacciono molto alle donne durante il rapporto sessuale. Lei lanciò un tremendo urlo di piacere, santo cielo, tremo ancora al ricordo di quella voce che riempì la stanza in tutta la sua potenza.

Solo in seguito capii che probabilmente era stato quello il primo orgasmo che le feci provare quel giorno. Sorrisi, consapevole di essere davvero un uomo fortunato, e la abbracciai con forza.

Lei si aggrappò alla mia schiena, allungò la testa verso il mio torace possente e iniziò a baciarmi ovunque. Piccoli brividi di goduria mi percorsero il corpo mentre allungavo il braccio per afferrare il telecomando e inserirglielo nell’ano con un colpo secco e preciso. (Avevo letto non so dove che le donne amano la penetrazione anale inaspettata)

Oh, dovreste sentire che gemiti di piacere vennero esternati dalla mia amata Lucia! Una sequela interminabile di dolci e allo stesso tempo provocanti affermazioni che mi riempivano il cuore di gioia ed eccitazione. “Sei pazzo, ma sei pazzo, oh cazzo ma cosa mi hai ficcato dentro, oh cazzo ma tu sei pazzo, maledetto stronzo..” e altre frivolezze del genere. Sentivo distintamente che il nostro rapporto era al culmine del piacere.

Decisi di giocare il mio asso nella manica, la mossa vincente che l’avrebbe resa mia per sempre: le avrei fatto uno dei miei complimenti irresistibili. “Lucia..” mormorai io facendomi serio d’improvviso, e la guardai amorevolmente mentre cercava di estrarre il telecomando dal sedere e piangeva, probabilmente a causa dell’immenso amore che provava per me.

“Lucia, devo dirti che.. tu per me sei bella come una sera d’estate illuminata dalla luna. I tuoi occhi sono come stelle che brillano sopra ad un mare sereno. Le tue labbra sono morbide e soffici come una lieve nuvola che vola nel cielo. Lucia, sei il fiore più prezioso e raro che io abbia mai visto”, conclusi io chinando la testa.

Lucia rimase senza parole. “Oh, amore mio, avevo sbagliato a giudicarti! Sei dolcissimo! Vieni qui, piccolo mio!” esclamò d’un tratto, e mi si slanciò contro, stringendomi in un grande abbraccio e baciandomi in maniera frenetica il collo, singhiozzando e sussurrandomi “Amore, amore, amore..”.

Io la strinsi a mia volta e mi lasciai scappare un sorriso, mentre con la coda dell’occhio fissavo il telecomando che giaceva, un po’ appiccicaticcio, sul cuscino del divano. Ricordai che avevo letto non so dove che le donne adorano la sensazione che provoca loro una penetrazione vaginale violenta e non programmata.