Archivi tag: nicotina

Un chiodo di bara al giorno

siga.jpg

Chi fuma sa benissimo che fa male ma nonostante ciò continua imperterrito, conoscendo benissimo il rischio sempre presente di contrarre il cancro ai polmoni.

(Toccatevi i coglioni)

Ma perché smettere? Dopotutto, fumare regala tanti piccoli momenti di gioia, chiedendo in cambio così poco!

Tanto per cominciare, il fumo ha un effetto calmante. Provate a pensare all’ultimo esame che avete affrontato a scuola: non siete voi, non è la vostra forza di volontà, non è il vostro cervello: è la sigaretta che avete fumato poco prima di entrare in aula la vera ragione che vi ha permesso di mantenere una parvenza di calma e di affrontare a testa alta quell’inutile formalità scolastica.

O un colloquio di lavoro importante, per esempio. O la nascita di un figlio. O la lente morte in una camera d’ospedale di un vostro famigliare. O le lunghe ore di appostamento fuori dalla casa del tizio che si scopa la vostra ragazza. Come diavolo sareste riusciti a sopportare tutti quei lunghi, interminabili minuti senza il miracoloso supporto di una Camel?

E fin qui ci siamo.

Un altro motivo per cui fumare è bene: aumenta le sinapsi. Aiuta il cervello a lavorare meglio e più velocemente. Oh, certo, fior fior di scienziati insistono nel dire che è una leggenda metropolitana, che i valori sono minimi e i risultati risibili.

Ignorateli! Chi fuma lo sa: si ragiona meglio, la mente si schiarisce. Una boccata profonda, il fumo scende nella gola e riempie i polmoni. Uno, due secondi, il tempo di gustarsi il sapore acre che si espande. Poi si espira: grigi riccioli inconsistenti che salgono pigramente dalle labbra, spargendo ovunque l’odore caldo e penetrante del tabacco, prima di svanire a poco a poco. E tutto diventa più semplice, più fattibile. Il problema di poco prima assume un’altra consistenza, viene visto sotto una nuova luce, più luminosa e rassicurante. Si scoprono nuove soluzioni, connessioni logiche impensabili fino a poco prima. Tutto diviene più facile.

Bene.

Ancora: fumare regala un certo fascino.

Oh, mi par di sentire alcuni di voi:

“Ma non è vero, questo è lo stereotipo più vecchio del mondo!”

State zitti, per carità. E’ evidente che non fumate, se la pensate così. O che non sapete fumare bene, perlomeno. Ogni fumatore del mondo sa benissimo che fumare rende più intriganti agli occhi degli altri. Che letteralmente ti fa sentire più affascinante, ti dona un’aura di mistero, ti trasforma in un ribelle un po’ trasandato che ne ha viste molte e che la sa lunga sulla vita. Anche se sei l’ultimo degli sfigati, non ha importanza.

Okay.

Un ulteriore motivo per fumare è che le relazioni sociali con gente che fuma sono nettamente più semplici e appaganti. Qualsiasi perfetto sconosciuto, quando viene a chiederti l’accendino, diventa automaticamente un compagno, un membro a pieno titolo dell’incompresa tribù dei fumatori. Meglio ancora se questo sconosciuto fuma le stesse sigarette che fumi tu: in quel caso ti rendi conto con una sorta di stupore misto a tenerezza che l’individuo che hai davanti ti capisce, sa benissimo come la pensi, potrebbe addirittura diventare uno dei tuoi amici più fidati. Non come quei rompicoglioni dei non-fumatori, quei noiosi moralisti sempre pronti a ricordarti che morirai giovane e che il puzzo della Marlboro è disgustoso.

Per concludere, ci sono una miriade di momenti topici nella vita di ogni persona in cui fumare non è solo piacevole, ma addirittura necessario:

– Dopo una gran bella mangiata.

– Dopo aver scopato, mentre la vostra ragazza è in bagno.

– Appena svegliati, reduci da una nottata di alcool e/o altre droghe.

– Mentre si beve una birra da mezzo litro.

– Al mare, dopo una nuotata e/o un giro in pedalò.

– Mentre si aspetta il treno in una fredda mattina di gennaio.

– Mentre si è seduti sul cesso pronti a cacare.

– Usciti da una discoteca o un concerto, subito prima di salire in macchina per tornare a casa.

– In un qualsiasi autogrill.

– A scuola, dopo un’interrogazione o un compito, chiusi nel gabinetto e con la finestra aperta.

 

 

Dilemma del fumatore N.13

QQ.JPG

Ho cercato di smettere di fumare, una volta. Ricordo che quella mattina senza sigarette ero tranquillo: ah, si stava così bene cominciando la giornata senza quell’insopportabile massa di fumo nei polmoni. A colazione sorridevo. Mia madre mi guardava con sospetto.

Madre di Faina: Che hai oggi?

Faina: Come?

Madre di Faina: Che hai? Perché sorridi?

Faina: Niente. Perché, non posso sorridere?

Madre di Faina: Sono le sei e mezza di mattina!

Faina: E allora?

Mia madre si alza in piedi di scatto, visibilmente preoccupata.

Madre di Faina: Ti prego dimmi che non si tratta di droga!

Il problema è sorto all’ora di pranzo. Al momento di mangiare (risotto coi funghi e petto di pollo con purè) ho cominciato a pensare che dopo non avrei potuto fumare la mia sigaretta di rito. Chi fuma lo sa bene: poche sigarette al mondo sono buone come quelle consumate dopo un lauto pranzo.

Madre di Faina: E adesso che hai? Perché quel muso lungo?

Faina: Niente.

Madre di Faina: Niente?

Faina: Mmm.. Non mi va ‘sto risotto.

Madre di Faina: Oddio, è droga sul serio! Dimmi la verità!

Il pomeriggio l’avevo passato in uno stato di profondo nervosismo. Cercavo di studiare e non ci riuscivo. Guardavo la tele e ogni programma mi faceva pena. Provavo a scrivere e finivo per fissare il cursore di Word, che lampeggiava lì in alto, con aria beffarda.

Word: Allora? Oggi di che parliamo?

Faina: Non lo so. Pensavo ad una cosa spiritosa.

Word: Sesso? Parliamo di sesso?

Faina: No. Già fatto.

Word: Che ne dici di prendere in giro qualcuno?

Faina: Boh…

Word: Non sei in forma oggi, vero?

Faina: Non particolarmente.

Word: Allora.. cosa vuoi fare?

Faina: Non lo so..

Word: Io aspetto. Fai con calma.

Alla sera (ho saltato il pranzo, mia madre stava per chiamare il 113) mi sono spalmato sul divano e mi sono imposto di guardare un film. Ho fatto un rapido giro sui canali. Il meno peggio che trasmettevano era Forrest Gump.

All’inizio mi prendeva bene. Poi, dopo un’ora, iniziai a chiedermi con una punta di tristezza perché un ritardato mentale avesse così tanto successo nella vita.

Dopo un’ora e mezza decisi che odiavo quel film inverosimile e sopravvalutato: uno scemo che sembra un incrocio tra Superman e Candy Candy, forte e dolce, sincero e onesto, puro come una gemma e solido come una roccia, che diventa una specie di eroe americano? Ma vaffanculo. Nella vita reale, in America, un tizio così lo prenderebbero a calci in culo e lo metterebbero a pulire cessi.

Ho spento il televisore e sono andato a letto. Mi sono rigirato tutta la notte, maledicendo le lenzuola che si sfilavano da sotto il materasso e lo stronzo che le aveva inventate e anche lo stronzo che aveva inventato il materasso: perché i due stronzi non si erano incontrati tra di loro? Avrebbero potuto organizzare una riunione mettersi d’accordo prima di brevettare le loro stronze invenzioni: potevano trovarsi a casa un pomeriggio e cercare una soluzione comune al problema, e creare delle cazzo di lenzuola che non si sfilavano, oppure un super materasso che attirava elettromagneticamente le lenzuola, insomma, vaffanculo a quei due stronzi che non hanno fatto le cose per bene e mi impedivano di dormire in santa pace.

Finalmente persi conoscenza verso le tre di notte. Ma dormii male, molto male.

Ricordo che la mattina dopo mi sono fatto tre Pall Mall in 9 minuti e 47 secondi.