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A chi mi vota prometto un milione di posti di lavoro, una Ferrari in ogni garage e Belen Rodriguez per tutti!

A quanto pare sono in corsa per vincere quella colossale stronzata dei Macchianera Blog Awards come “Cattivo più temibile della blogosfera”, per cui non mi resta che augurare un bell’infarto fulminante agli altri quattro blogger in nomination con me.

(Se vinco salirò sul palco, mi farò consegnare il premio, dopodichè mi calerò i jeans e lo userò per pulirmi il culo)

Il premio come Blog di Merda 2008 va a me.

 

Ok, ho letto chi sono i vincitori dei Macchianera Blog Awards 2008.

Vi faccio un riassunto: il blog di Travaglio vince 4 categorie (Voglioscendere, avete presente?), Beppe Grillo vince l’ambito premio come miglior blog del 2008 (ma che sorpresa), e poi ci sono una manciata di altri blog che sembrano composti per l’80% da pubblicità.

Ah, sì, e Filippo Facci ha vinto il premio come “Cattivo più cattivo della Blogosfera”. Cioè, voglio dire, se Filippo Facci è considerato il più cattivo della Blogosfera, allora Chinaski cos’è, un Teletubbies?

Ok, dai, non me la prenderò più di tanto. In fondo si sapeva che questi “premi” sono delle stronzate colossali.

Si premiano soprattutto i grandi nomi, quelli già famosi di per sé, quelli che magari hanno cominciato come noi comuni mortali, non dico di no, ma che poi hanno venduto l’anima alla pubblicità.

Quelli che col blog ci vivono, per intendersi.

Io col mio blog perdo tempo e soldi, e che cazzo ne guadagno? Un branco di commentatori spilorci che non hanno mai effettuato una donazione PayPal a mio vantaggio. Vi odio tutti, cuccioli miei.

Mentre i “vincitori” sono per la stragrande maggioranza dei volti noti, della gente che ha infarcito il blog di pubblicità e che ora si accontenta di vivere di rendita, sfornando ogni tanto dei post penosi, giusto per salvare le apparenze.

Basti pensare che la vincitrice per la categoria “Miglior Blog andato a puttane” è stata Selvaggia Lucarelli. Che in quel momento era lì sul palco a presentare l’evento.

Un po’ come se Gerry Scotti giocasse a Chi vuol essere milionario da solo.

“Gerry, la accendiamo?”, “Va bene Gerry, la accendiamo.”, “Hai vinto, Gerry.”

Il blog con la miglior grafica l’ha vinto “Il cavoletto di Bruxelles”. Andate, su, andate a visitarlo. Date un’occhiata alla grafica. Fatto? Ok, il cesso per vomitare è da quella parte.

Il premio per il miglior blog erotico va a “Uno al giorno”. Mi sono incuriosito, sono andato a vedermelo. Sorpresa sorpresa: mia nonna è più erotica.

E mia nonna è morta due anni fa.

Altra sorpresa: nel giro di un anno e tre mesi, la “blogger” di Uno al giorno ha scritto solo 5 post. 5 post. Sono pochini, non credete? Andate a vedere coi vostri occhi.

Beh, ho pensato, magari sono post di qualità. Il premio deve pur esserselo meritato. Sorpresa sorpresa, i post fanno cagare. E la metà sono composti da una manciata di righe messe in croce. Un esempio? Eccolo (Link).

1 Marzo, 2007.

Influenza intestinale.

Gasp.

Sì, è già finito. Bello, vero? Questa sì che è qualità allo stato puro. Qualità naturale, genuina. Come la merda, quando esce dal culo delle mucche.

Ok, chiudo con l’ultima perla. Il premio per il miglior post dell’anno va a “Randagi”.

Cazzo, sono curioso di leggerlo. Dev’essere fenomenale.

Oh. C’è un problema. Il post si compone di dieci righe. Le leggo. Scopro che sono una specie di introduzione ad un video su Youtube. Un video dove, in poche parole, si vede un tizio che si lamenta. In romanesco, per giunta. Aò, ma quanto sei innovativo, li mortacci.

Ok, mi guardo il video (sigh), poi leggo quello che c’è scritto sotto. E’ una lista di ringraziamenti. Ecco, finito il post.

Ora, a me non frega un cazzo di qual era l’argomento del post. il tizio può avercela con chi cazzo vuole ed è liberissimo di pensarla come vuole.

Io vorrei solo porre l’attenzione sul fatto che un post del genere non meritava di vincere. Ma neanche un pò.

Intanto, ecco il link per vedere tutti i vincitori.

Non so, magari sono io quello troppo critico. Ditemi un po’ voi.

Ok, basta per ora. Vado a fumare.