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L’estate è una gnocca

E’ estate, il sole splende, la gente va in vacanza, il richiamo del mare si fa sentire, e le ragazze passeggiano per le spiagge indossando sottili costumi colorati che gridano ad alta voce “Strappami con i denti e mordi la carne che sta qui sotto, presto, dannazione!”

Per celebrare degnamente il ferragosto imminente ecco qui un bel post di alto livello che si ridurrà a semplici foto di fighe intervallate da brevi frasette riempitive. Godetevelo, diamine!

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Tra le more e le bionde, è sempre difficile operare una scelta. Però le bionde sono probabilmenteavvantaggiate: chi può resistere a una biondina dagli occhi azzurri? Col nasino a patatina, magari? Un solo sguardo da cerbiatta e siamo tutti fottuti, ammettiamolo. Le bionde dagli occhi chiari hanno un Gene X che sembra fatto apposta per fottere i maschi. Per fortuna sono in poche, e rare da trovare, altrimenti credo che il mondo sarebbe governato da loro.

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Una volta ho detto a una ragazza che l’amavo. Eravamo assieme da tre mesi. Lei ne era felice, e ha subito ricambiato. Poi quel sabato sera mi sono fatto un’altra ad una festa.

Il giorno dopo ho confessato alla ragazza “che amavo” quello che era successo. Lei ha passato le seguenti fasi: disperazione, incapacità di accettare ciò che avevo fatto, dilemmi esistenziali multipli, aggressività nei miei confronti, comprensione nei miei confronti, accettazione, speranza, fiducia nel fatto che io avessi imparato dal mio errore, promessa di un nuovo amore eterno.

Alla fine siamo tornati assieme. Lei ne era felice e si teneva gelosamente dentro la ferita che le avevo provocato. Io per un periodo ho cercato di comportarmi da persona corretta e pentita.

Ho finito per farmi un’altra in discoteca e mollare “quella che amavo”. Non l’ha presa bene. Ho sentito in giro che si è data ai festini e all’alcool e che in una sera è arrivata a quota sei ragazzi. Poi è entrata in un giro di gente che tirava di coca e non solo. Ora la chiamano a tutte le feste, è una specie di attrazione speciale, una botta assicurata.

Chissà cosa succederebbe se provassi a farmi risentire. Haha. Probabilmente tornerebbe da me scodinzolando. Fino a che punto una persona può rovinarsi con le sue stesse mani? Fino a che punto una persona può andare consapevolmente incontro a un dolore annunciato? E’ una questione interessante. Lei sarebbe un’ottima cavia.

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Una sera stavo tornando a casa dalla discoteca. Guidavo io. A fianco c’era un mio amico, che da dieci minuti scriveva sms con un’aria non troppo soddisfatta sul viso.

Ad un certo punto si è messo a piangere. Come una fontana. Singhiozzi potenti, moccio dal naso, guance grondanti di lacrime. Non era un pianto del cazzo di quelli del tipo “oh ma quant’è commovente quando Russel Crowe muore nell’arena e rivede la sua famiglia nei Campi Elisi”, no, era più una cosa del tipo “dio cane che merda sto male”.

Io gli ho chiesto cosa non andava. Lui non ha risposto e ha continuato nella sua opera di autocommiserazione. Ho lasciato perdere.

Quando siamo arrivati davanti a casa sua mi ha detto che stava piangendo per una ragazza, e mi ha spiegato chi era e cos’era successo.

Da quel giorno io odio quella ragazza. La considero una smorfiosa bambina del cazzo. Quante volte ho sognato di darle una sberla e cancellarle quell’aria da regina del mondo che si porta sempre stampata sul muso. Colpirla, colpirla più volte. E quando si accascia a terra, tempestarla di calci, spaccarle le costole, calare con forza il piede sulla sua testa. E una bella pedata di punta sulla figa, perché no? Lasciarla piena di ematomi, lividi, ossa rotte dappertutto. Ah, che soddisfazione.

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Scrivere è difficile. Il più delle volte, almeno. Io adoro scrivere, ma odio cominciare. L’inizio è la parte più ardua, quella che mi toglie la voglia e mi mette quasi sempre nella condizione di chiudere Word e andarmene fuori a fumare una sigaretta.

Quante storie non ho scritto. Quanti post cancellati. Quante idee sprecate.

Ma in quei rari momenti in cui riesci ad avviarti è come una magia. E’ come un diesel, che ci mette un po’ per carburare. Pian piano inizi a scaldarti, pian piano inizi a ingranare, le dita si muovono sempre più veloci sulla tastiera, i pensieri fluiscono direttamente sullo schermo del computer, quello che volevi dire diventa sempre più chiaro e conciso e tu di colpo non riesci più a smettere di battere sui tasti. Ogni cosa è perfetta. Sei al posto giusto, nel momento giusto e con le idee giuste. E’ un fuoco che viene acceso e parte piano e rischia di spegnersi un centinaio di volte ma se hai pazienza e fortuna lo vedi crescere e diventare sempre più grande e inarrestabile. “Uao Faina, il fuoco che cresce e diventa grande, che bella frase suggestiva, da che film romantico l’hai presa?”, hahaha siete simpatici, lo giuro, ma anche se sembra una banalità è così che funziona. Credo che valga per tutte le cose che una persona ama fare.

 

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Certe ragazze sono belle in un modo intollerabile. Sono talmente belle che danno il nervoso. Le guardi e sai che non potrai averle perché non sei Scamarcio e non hai una Mercedes CLK parcheggiata da qualche parte, e tutto ciò ti fa incazzare. Perché queste creature così perfette sono precluse alla maggior parte dei ragazzi? Non è giusto. Certe volte dovrebbero solo darla via. Darla via a chi capita. Tre o quattro volte al giorno.

Certe volte arrivi a odiare le ragazze troppo belle. Le insulti e le chiami puttane e vai in giro a dire che hanno il cervello di una gallina e che sono antipatiche.

E vorresti farci sesso in modo selvaggio, metterglielo in culo mentre le strattoni per i capelli e le senti urlare di dolore, farle sedere sul tuo uccello e schiaffeggiarle mentre le scopi. La loro bellezza smisurata ti ferisce, ti trasforma in un bulldog incazzato.

Poi naturalmente quando hai il colpo di culo della tua vita e una di loro si concede a te succede che la tratti come una principessa e ci fai l’amore piano piano sussurrandole romanticherie smielate, tu sopra e lei sotto, niente cose strane né movimenti bruschi, grazie.

Poi lei ti molla, e si mette con uno che ha la Porsche Carrera e che quando la scopa le morsica i capezzoli fino a che non restano i segni e alla fine le viene sulla faccia e la costringe a ingoiare, e poi va in giro per i bar a vantarsi con gli amici. E lei che lo sa se ne sta zitta a sorridere e a dire alle sue amiche quant’è innamorata del coglione col Porsche. E tu sei seduto in un angolo del bar a bere una birra e ascolti cosa dicono e ti stai mentalmente dando del coglione e progettando il tuo suicidio una volta tornato a casa.

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E chiuderei con questo video, che non c’entra assolutamente un cazzo con il post né con le foto di belle fighe, ma secondo me merita di essere visto. Dopotutto questo blog si chiama Faina Incazzosa e il tizio che combatte (Ramon Dekkers, per i pignoli) mi sembra abbastanza incazzoso da meritarsi un po’ di attenzione.

 

Vi lascio con una questione filosofica che vi terrà impegnati durante i vostri soleggiati pomeriggi estivi. Eccola qua:

 

E’ vero che chi si fa le seghe con la mano destra

ha il cazzo che gli pende a sinistra, e viceversa?…

 

Rifletteteci.