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La figa sa di pesce, e io pesco meglio di Sampei

Tragicommedia in tre atti

 

Atto I

 

ragazza: ciao cm va? ke fai stasera?

faina: tutto bene. stasera non lo so.. perchè me lo chiedi?

ragazza: ankio bene… pensavo ke potremmo vederci magari

faina: per fare che?

ragazza: non so.. andiamo a bere qualcosa

faina: hai voglia di cazzo insomma

ragazza: vaffanculo stronzo

 

Atto II

 

ragazza: ciauuu 🙂 ke fai d bello?

faina: niente

ragazza: 🙁 che scontroso!!!

faina: cosa vuoi?

ragazza: niente volevo solo sentirti un pò!!!

faina: hai voglia di cazzo insomma

ragazza: che stupido che sei

 

Atto III


ragazza: oggi ti ho visto!

faina: dove?

ragazza: al centro commerciale… eri con una ragazza bionda mi pare 🙂 🙂

faina: sì esatto

ragazza: è la tua nuova fidanzata??? 😉

faina: perchè ti interessa saperlo?

ragazza: semplice curiosità 😉

faina: hai voglia di cazzo insomma

ragazza: fanculo

 

Morale

 

Sì, alla fine avevano voglia di cazzo.

 

The End

 


Ho seguito il consiglio e mi sono schierato a favore delle mine antiuomo

Circolano voci sul fatto che la qualità del blog stia precipitando.

Confermo pure io. Ma non è la prima volta che lo dico.

Ho scritto spesso in passato che più tempo passa e più faccio fatica a trovare spunti e motivazioni. Sarà perché la mia mente gira attorno sempre alle stesse cose: figa, depressione, droga, bestemmie, sfottute, stronzate. E figa. L’ho già detto? Nel dubbio, lo ridico: figa. Figa, sì. FIGA. FIGAFIGAFIGA.

 

Figa.

 

Ok, la smetto.

 

Figa.

 

E’ più forte di me.

 

Figa.

 

Il fatto è che dopo che hai scritto due o tre stronzate brillanti su questi argomenti, l’unica cosa che ti resta da fare è cercare di riscaldare la minestra il più a lungo possibile. Voglio dire, io lo so che adorate leggere i post dove parlo di bellissime donne dello spettacolo e uso espressioni del tipo “bella puttanona” o “tettona succhiapiselli” per descriverle, ma credo che vi rendiate conto anche voi che se scrivessi due o tre post a settimana sul generis finirei per stancare voi e me, e poi dovrei sorbirmi le solite lamentele sulla qualità che si abbassa e via così all’infinito. Cazzo, se scrivo un ottimo post su Angelina Jolie che fa spanciare dal ridere, poi non si può pretendere che tutti gli altri post su altre attrici fighe siano allo stesso livello.

 

Ma d’altronde la qualità dei miei lettori si abbassa con il passare del tempo, quindi suppongo che potrei anche scrivere un centinaio di post tutti più o meno uguali su Cameron Diaz, Sara Tommasi, Elisabetta Gregoraci, Lindsay Lohan, Michelle Hunziker, e ricevere commenti entusiasti ad ogni colpo.

 

(Ora immagino che qualcuno di questi nomi abbia suscitato in voi pensieri sessuali. Prendetevi pure qualche minuto di tempo per andare su Google Images e digitare “Sara Tommasi calendario nuda dildo”)

 

Comunque, vediamo di fare chiarezza. Ecco qui un esempio semplice semplice per i più idioti tra voi che faticano ad afferrare il concetto di cui parlavo sopra: la gente si lamenta che la qualità si abbassa e che le robe vecchie erano le migliori. Io replico: è come per la Monna Lisa.

 

Chiariamo subito il perché di questa ardita metafora del cazzo: scommetto che se Leonardo Da Vinci fosse ancora in vita dovrebbe trattenersi dall’ammazzare tutti gli stronzi che gli chiedono come ha fatto a dipingere una cosa così sublime come la Gioconda. Scommetto che Leonardo risponderebbe così:

 

Stronzo commentatore: O venerabile maestro Leonardo, come hai fatto a rendere con cotale maestria l’espressione del volto della Monna Lisa?

 

Leonardo: Oggi sei il sessantanovesimo figlio di puttana che me lo chiede. Ma qualcuno di voi pezzi di merda sa che ho eseguito un’infinità di altri ritratti e dipinti oltre a quella brutta puttana della Gioconda?

 

Stronzo commentatore: Ma chissenefrega degli altri ritratti, a me piace la Monna Lisa! La Monna Lisa è una figata atomica! I tuoi dipinti più recenti sono di scarsa qualità e poi non posti abbastanza foto di fighe! Ti preferivo quando dipingevi la Monna Lisa, adesso non riesco proprio a farmi piacere questa tua nuova veste di filosofo nichilista! Gne gne gne Leonardo mi piace quando scrivi bestemmie sul blog!

 

Leonardo: Di cosa stracazzo stai parlando, brutto frocio spaccapalle? Vieni qui che ti insegno io a lamentarti.

 

Leonardo afferra lo stronzo commentatore per il collo e gli sbatte la testa su un masso. Il cranio si rompe, ne fuoriescono sangue e pezzi di cervello. Leonardo si accende una sigaretta e se ne va soddisfatto.

 

Ma torniamo a noi.

Dicevamo: la qualità si abbassa.

Potrei replicare: scrivo minimo due post a settimana e lo faccio da un anno e mezzo (mi sembra) e in teoria dovrei cercare di essere brillante ed originale e trasgressivo ad ogni singolo post perché se no non siete contenti e sentite che la fiducia che riponete in me viene tradita, e tutto questo non mi frutta assolutamente un cazzo.

Non vedo soldi, non vedo editori desiderosi di farmi scrivere un libro sulla figa, spendo tempo libero e pago la Telecom. Oh, sì, c’è la faccenda della stima dei lettori e poi c’è quella storia che grazie ai vostri voti sono stato candidato ai Macchianera Blog Awards e insomma la gratificazione che mi deriva dal vedere che ciò che pubblico viene apprezzato dalla gente e bla bla bla il mare di boiate che potreste tirar fuori è sconfinato e profondo come la figa di vostra madre.

 

Commentatore stronzo: Ti lamenti e affermi che non te ne frega niente di venire apprezzato dai tuoi lettori, e allora perché poi quando qualcuno commenta negativamente rispondi in maniera arrogante?

 

 

Faina: Perché le risse verbali che nascono nei commenti sono una cosa divertente. Un blog come il mio vive grazie ai flame (per i coglioni, cercatevi su google che cosa significa flame), e questa è una cosa che ho imparato per bene seguendo il sito che mi ha ispirato ad aprire il mio blog.

Quello che scrivo è quasi sempre un invito a far incazzare quelli che leggono. Se scrivo qualcosa e nessuno si incazza, è uno spreco di tempo. Un noto scrittore diceva “Quando leggete un mio libro, voglio farvi ridere o piangere, o entrambe le cose insieme. Se volete imparare, andatevene a scuola.”

Per me è esattamente così. Io non voglio insegnare niente, voglio solo provocare e istigare chi legge a reagire a ciò che legge. E i flame mi piacciono perché mi fanno capire che ho fatto centro. E poi è un orgasmo quando riesco a fare a pezzi qualcuno semplicemente con un commento abbastanza feroce. Adoro assistere alla sua disfatta. I commenti negativi su di un post, soprattutto quelli più bastardi, sono mille volte più graditi di quelli lusinghieri. Sono anche più sinceri, se capite cosa intendo. Non tutti meritano risposta, ma quando ce n’è uno di davvero originale e interessante di solito mi ci butto a capofitto.

 

Commentatore stronzo: Ti lamenti e affermi che non te ne frega niente di venire apprezzato dai tuoi lettori, e allora perché poi scrivi un post per “giustificarti” come questo?

 

Faina: Perché se ho fortuna potrebbe dare origine a una bella sfilza di commenti negativi e indignati, e poi è sempre meglio che scrivere un post su Moana Pozzi che ingoia sperma di alligatore.

 

Ma resta il fatto che quella cazzo di qualità si abbassa. Gradualmente, ma si abbassa.

Eppure ogni tanto qualche cosa di buono riesco a tirare fuori, e ne sono consapevole. Ogni tanto un bel post mi riesce ancora. Ogni tanto trovo qualcosa di nuovo da dire. Ogni tanto riesco a fare centro. Per cui, non vedo perché non dovrei continuare tranquillo e beato su questa strada. Se non vi piace quello che scrivo, pazienza. Magari se sopportate un po’ prima o poi qualcosa di buono lo troverete. Altrimenti mi pare giusto suggerirvi di iniziare a visitare altri blog dove la qualità è più alta e levarvi felicemente dal cazzo.

I culattoni lamentosi che frignano dalla mamma mi fanno abbastanza schifo.

(i culattoni lamentosi sono pregati di commentare)

 

 

P.S. Per allungare ulteriormente il post, concludo con una poesia che non c’entra un cazzo e una foto di una gnocca che non c’entra un cazzo. Decidete voi quale delle due è più interessante.

 

Nel deserto

ho visto una creatura, nuda, bestiale

che, acquattata per terra, si teneva il cuore tra le mani

e ne mangiava.

 

Ho chiesto: “E’ buono, amico?”

“E’ amaro amaro”, ha risposto,

“Ma mi piace perchè è amaro e perchè è il mio cuore.”

 

 

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La mia migliore amica si chiama Voglia Di Morire

Alzarsi dal letto è difficile. Apri gli occhi e la sveglia sta ancora suonando, e già sai che sarà una giornata di merda, lo sai, non c’è dubbio, e non c’è alcuna speranza che la giornata migliori. Non puoi dire “Beh, cercherò di fare in modo che questa diventi una grande giornata!”, no, non funziona, dentro di te sai che niente e nessuno potrà cambiare il fatto che sarà una giornata, come si suol dire, di merda.

 

O meglio, ci sarebbe qualcuna che potrebbe renderla una giornata migliore, se solo si decidesse ad accorgersi di te, ma è più facile che Belen giri un video porno con Rocco Siffredi o che il Papa decida di intraprendere una carriera nella Formula 1.

 

Ti alzi dal letto e ti dirigi verso il bagno. La luce del giorno ti investe di colpo e ti toglie quattordici diottrie a tradimento, e a quel punto non puoi fare altro che pensare che la vita sarebbe migliore se il sole si spegnesse e la terra precipitasse nelle tenebre eterne.

 

Barcolli mezzo accecato verso il cesso e ti lasci cadere pesantemente sulla tazza. Non se ne parla neanche di pisciare in piedi stamattina: le tue gambe hanno i coglioni più girati di te e ti avvertono chiaramente che se solo provi ad alzarti loro toglieranno il disturbo di colpo facendoti cadere come un sacco di patate, col cazzo in mano che spruzza piscio giallastro e la faccia che sbatte sulla tavoletta con un bel bam tonante. Per cui da persona coscienziosa quale sei ascolti le tue gambe e ti siedi, ti prendi la testa tra le mani e aspetti che la tua vescica faccia il suo sporco lavoro.

 

Espletata la funzione corporale più importante decidi che è ora di lavarsi il viso. Viso che, durante la notte, ha deciso di raggrumarsi e cambiare forma a suo piacimento, e che ora assomiglia vagamente a quello di un vecchio barbone eroinomane che hai visto una volta seduto sul marciapiede davanti a un negozio di scarpe.

 

Apri il rubinetto e metti le mani a coppa sotto l’acqua fredda e capisci, senza ombra di dubbio, che l’ultima cosa che vuoi fare al mondo è spruzzarti la faccia con quella cazzo di acqua gelata che sembra arrivata apposta per te direttamente dal culo di un orso polare dell’Alaska.

 

Credevi che morire fosse brutto, credevi che un cancro ai polmoni fosse una cosa alquanto spiacevole, credevi che perdere la mano destra in un incidente stradale fosse una cosa tragica: ti sbagliavi di grosso. Solo ora capisci che lavarsi il viso con quella cazzo di acqua fredda che tieni tra le mani sarebbe la cosa peggiore a cui potresti andare incontro.

 

Ma nonostante tutto avvicini lentamente la testa e intingi con leggerezza la punta del naso in quella pozza di ghiaccio mortale, dopodiché chiudi il rubinetto e ti asciughi le mani e vaffanculo.

Nel frattempo, là fuori nel mondo, da qualche parte, qualche stronzo o qualche stronza sta combinando qualche casino del cazzo che aspetta solo di rovinarti ancora di più la giornata. Il casino è ancora allo stato latente, è un casino allo stadio embrionale, un casino che aspetta solo il tuo arrivo. Il tuo compito è solo quello di andargli incontro inconsapevolmente e bestemmiare adeguatamente quando te ne accorgerai.

 

Ma torniamo al presente. Hai appena finito di lavarti e capisci che devi vestirti. Il che vuol dire che:

– Nei quattro secondi che trascorreranno dal momento in cui sarai nudo a quello in cui inizierai a infilarti una maglietta, dovrai sopportare un improvviso calo della temperatura di una ventina di gradi. Inoltre, probabilmente, ti infilerai la maglietta al contrario.

– Non beccherai mai la gamba giusta dei jeans. Puoi anche stenderli sul letto, stare in piedi di fronte a loro e studiarli attentamente per una mezz’ora, ma sappi che quando proverai a infilare il piede destro nel cazzo di buco della gamba destra ti ritroverai magicamente nel posto sbagliato. Inoltre, durante la notte, il buco si sarà ristretto a dimensioni microscopiche, e quindi dovrai saltellare qua e là su una gamba sola bestemmiando e invocando l’aiuto di un Dio Indifferente e spingendo come un toro da monta per cercare di uscire dall’altra parte di quel maledetto buco fottuto che ti odia e desidera che tu muoia in modi atroci e spaventosi.

– Uno dei calzini di cui hai bisogno è uscito di casa prima di te e ora se ne sta al bar a bere caffè e mangiare brioche e ad aspettare il tuo arrivo. Ma tu non lo sai, e lo cercherai per più tempo di quanto meriterebbe, dietro a mobili di cui non sospettavi l’esistenza e in angoli oscuri della tua stanza dove scoprirai cose stupefacenti dimenticate da chissà quanto tempo.

 

Ok, ora sei pronto per uscire.

 

Se per “pronto per uscire” si intende che sei incazzato, nervoso, dolorante, depresso, sporco, stropicciato, e deciso a fumare più tu in una mattinata di quanto abbiano mai fumato tuo padre e tuo nonno in tutta la loro vita.

Ma prima di uscire di casa accendi il cellulare e speri che la ragazza che desideri abbia deciso di farti uno squillo durante la notte, o di mandarti un sms con scritto “Buongiorno bello!”, perché sai che una cosa del genere potrebbe cambiarti completamente la giornata e trasformarla in una magica avventura.

 

Ma dopo cinque minuti in cui osservi inutilmente lo schermo del tuo Nokia (sul quale NON compare e non comparirà mai “1 Nuovo Messaggio”) capisci che la tua nascita è stata uno sbaglio e che un lento suicidio, in fondo, non è una prospettiva così improponibile come pensavi qualche tempo fa.

Per sicurezza, provi a cercare una zona della casa dove il cellulare “prenda di più”. Non si sa mai.

 

Quando ti rendi conto che NO, non è arrivato alcun messaggio, lei non ti ha pensato, non ha sentito il bisogno di te, non le sei venuto in mente quando si è svegliata, ecco, quando ti rendi conto di tutto ciò (e ormai il tuo cellulare ha trentadue barrette di ricezione ed è quasi meglio di un satellite) capisci che è meglio uscire di casa e affrontare la vita.

 

Metti un piede fuori dalla porta, e vorresti morire. E’ un pensiero limpido, puro, genuino, che ti avvolge con il suo fascino seducente e ti sembra del tutto plausibile.

 

Sali in macchina e inizi il lungo viaggio che ti porterà a destinazione. Per strada troverai solo vecchi rimbambiti di ottant’anni che meriterebbero di aver perso la patente anni fa, o donne al volante che non hanno ancora capito la differenza tra la leva del cambio e quella per le frecce.

 

Accendi la radio e c’è l’ultima canzone di Tiziano Ferro. Per associazione di idee cominci a pensare alla canna di una pistola che ti si ficca in bocca e al rumore che farebbe il grilletto quando viene premuto. BANG! Spruzzi grigi del tuo cervello che si stampano sul muro formando un disegno astratto niente male. Con questa immagine rilassante in testa, decidi di mettere su un CD a caso, trovato nel cruscotto.

 

Naturalmente il CD è composto all’80% di canzoni tristi, lenti e depressive. Figurati se beccavi il CD con le canzoni dei cartoni animati, o quello con le colonne sonore dei film. No, hai preso quello che contiene vere chicche del calibro di “Mad World” e “Hallelujah”. Tutta roba da taglio delle vene.

Poi, all’improvviso, arrivi alla Traccia 07 e parte una stupenda canzone romantica carica di sentimento e passione.

 

Ti lasci trasportare e ti senti buono, soddisfatto, desideroso di aiutare il mondo a diventare un posto migliore. Ma quando la canzone arriva al minuto 1.34 ti rendi conto (con quel po’ di lucidità che ti è rimasta in corpo) che la ragazza della quale sei disperatamente cotto non ha alcuna intenzione di darti la minima possibilità.

 

E di colpo la canzone romantica e piena di passione diventa una tortura disumana e tu togli il CD in fretta e furia e lo lanci con forza sul sedile posteriore sperando che il prossimo coglione che salirà di dietro lo pesti inavvertitamente mandandolo in mille pezzi che andranno a spargersi sul tappetino della macchina. Muori, CD di merda.

 

Abbassi il finestrino e accendi una sigaretta, e finalmente arriva il primo momento degno di essere vissuto della tua giornata. Tiri su tanto, tanto fumo grigio e puzzolente come se fossi un aspirapolvere indemoniato e lo senti scendere giù nei polmoni e incatramarti per bene quei pochi alveoli sani che ti rimangono. Cazzo, che buona. Dio benedica l’inventore delle Lucky Strike.

 

Ma la sigaretta non toglie il fatto che la tua mente è tutta presa dalla giornata di merda che stai vivendo e che è appena agli inizi.

Perché non ti vuole?

La tratteresti come una principessa.

La faresti stare bene.

Ci saresti sempre per lei.

Le daresti ciò di cui ha bisogno.

(Forse dovresti dirle anche a lei, queste cose.)

Lo sai che andrebbe così, e che stareste davvero bene assieme.

 

Ma lei no. Niente da fare. Non c’è verso. E dentro di te sai che tra una settimana, o forse due (se ti va bene) la vedrai camminare per strada mano nella mano con un altro maledetto stronzo che non la merita. Yu-hu.

 

Getti schifato fuori dal finestrino la sigaretta fumata per metà e pensi che devi smetterla con quella robaccia, e intanto guardi con disperato desiderio il pacchetto mezzo pieno che se ne sta appoggiato sul sedile accanto a te.

Riesci a resistere per la bellezza di due rotonde, quattro curve e un semaforo, dopodiché emetti un verso strozzato da animale preso al laccio e afferri il pacchetto come se da esso dipendesse tutta la tua vita. Accendi una sigaretta con le mani che tremano leggermente e preghi Dio perché non ti venga un cancro ai polmoni.

 

Non preoccuparti, ti verrà al pancreas.

 

Quando finalmente arrivi a destinazione hai già fumato sette sigarette e la tua mente richiede a gran voce una birra, nonostante siano solo le nove e mezza di mattina, e quindi lasci perdere. Ma la parte saggia di te sa che un po’ di alcool sarebbe la soluzione giusta a tutti i tuoi problemi.

Scendi dall’auto e ti avvii verso il luogo dell’appuntamento, ma non prima di aver rischiato di perdere la vita per colpa di coglione in motorino che voleva tirarti sotto. Gli auguri un infarto fulminante e prosegui per la tua strada.

 

Arrivi davanti al negozio di intimo e aspetti. Accendi altre due sigarette, nel frattempo. Un bambino sui cinque anni un po’ troppo agitato ti passa vicino più e più volte correndo avanti e indietro come un razzo, tenendo in precario equilibrio un enorme cono gelato carico di palline al cioccolato. E tu indossi una maglietta bianca. Cominci a pregare che la madre di questo bambino infernale sbuchi fuori al più presto e si porti via il piccolo mostro prima che sia troppo tardi.

 

Finalmente lei arriva.

 

Lei è bella, simpatica, disponibile. Lei è Miss Allegria del Cazzo. Ti saluta, con un bel sorriso stampato sul volto. Si vede da lontano che aveva una gran voglia di vederti. Ti chiede come va e che cosa vuoi fare.

Tu le sorridi e sfoderi tutto il tuo fascino. Dopotutto, bisogna salvare le apparenze.

 

Peccato che sotto sotto tu stia pensando all’altra ragazza.

 

Chissà cosa sta facendo? Ti ha pensato ieri sera? Più tardi si farà sentire? O dovrai scriverle tu? Cosa avrà da raccontarti? E, soprattutto, perché non ti vuole? Come farle capire che lei è l’unico raggio di sole in quella stressante camminata in salita che la gente comune si ostina a chiamare vita?

 

Passi qualche ora di svago con Miss Allegria del Cazzo e andate per negozi (e cazzo, quante sigarette fumi) e parlate del più e del meno, e finalmente vi sedete su una panchina a limonare, e mentre le stai mordicchiando il labbro ti ritrovi a pensare a cosa proveresti nel baciare le sue labbra e sentire se sono morbide come sembrano, le labbra di lei, nell’affondare le mani nelle segrete profondità dei suoi capelli e attirarla delicatamente verso di te e sentire il suo odore e la sua guancia appoggiata sul tuo collo e… vaffanculo, non sta succedendo, sei con Miss Allegria del Cazzo, non sei con lei, e quindi chiudi gli occhi, finisci di baciarla, salutala, fumati una sigaretta e vattene a casa e buttati a letto e pensa che domani è un altro giorno.

 

Forse.

 

 

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L’umida caverna

 

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Non voglio scadere nel banale parlando come al solito del mio odio per l’universo femminile o del fatto che la vita sia perlopiù una sequela incessante di merda che piove dal cielo, per cui stavolta affronterò un argomento nuovo e, a mio avviso, molto interessante: la figa.

Tutti voi sapete cos’è una figa: chi per esperienza personale, chi per sentito dire, chi grazie a PornoTube. Ma scommetto che pochi di voi hanno perso qualche prezioso attimo di tempo per fermarsi a riflettere e ponderare con attenzione su tale strano ma pur sempre meraviglioso antistress che le donne portano in giro tra la gambe. Esaminiamola insieme, orsù.

 

Caratteristiche tacitamente conosciute della figa ma volutamente ignorate:

 

– La figa, esteticamente, non è un granché. Sembra un ammasso di pongo pieno di grinze arrotolato da un bambino di tre anni. Con un buco seminascosto in mezzo, da qualche parte.

 

– La figa è difficile da usare. Non può bagnarsi a comando, non si allarga subito, cambia la propria forma a tradimento mandando così in panico i poveri giovanotti desiderosi di scopare, sanguina facilmente se usata in maniera brusca.

 

– La figa puzza. Pur essendo divertente infilare la propria lingua nel buco e sentire tutta quella calda e cedevole carne molliccia che le si chiude attorno come una ventosa, non si può negare che l’odore della figa non sia dei migliori. E quel liquido viscido che continua a colare e riempie la bocca a tratti può indurre una sorta di leggera nausea, che però è facilmente sopportabile se si smette di respirare col naso.

 

Scoregge vaginali:

 

Le scoregge vaginali sono causate da un cazzo che entra a velocità sostenuta e con abbastanza forza in una figa ben lubrificata: quando il cazzo si ritira può capitare che l’aria compressa nella figa fuoriesca producendo il tipico rumore di un peto.

 

Questa è una semplice informazione per i tredicenni che seguono il blog.

 

Qual è l’affascinante caratteristica della scoreggia vaginale?

Che trovando il ritmo giusto si riesce a produrre una serie di combo impressionanti, una bella sfilza di PRR, PRR, PRP, PRRR, PRRR, PRRR uno dopo l’altro che possono rallegrare un po’ l’esperienza sessuale (nel caso la vostra ragazza si annoi.)

 

La prima volta che ho sentito una scoreggia vaginale ho pensato che fosse una scoreggia normale, di quelle che escono dal culo, per intenderci. (Non fate quelle facce: avevo quattordici anni e non avevo ancora Internet: come cazzo avrei potuto saperlo?) Fattostà che mi sono fermato di colpo, ho guardata la tizia con un’espressione stupita e mi sono lasciato scappare un “porca puttana!” che suonava come un’accusa.

Povera ragazza. Ha giurato e spergiurato che non aveva la più pallida idea di cosa fosse successo ma che era sicurissima di non aver scoreggiato. La nostra storia comunque finì poco tempo dopo per motivi ben più grandi di noi: fui bocciato e cambiai classe.

 

 

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Clitoride:

 

Sulle enciclopedie potrete trovare pagine e pagine di nozioni varie riguardanti il clitoride, ma il tutto si può riassumere in poche e semplici frasi: il clitoride è una piccola protuberanza molliccia e schifosamente difficile da trovare le prime volte che, se stimolata, provoca una sensazione di piacere sessuale che può sfociare in semplice fastidio, o in solletico, o in un orgasmo. O in una denuncia per molestie sessuali.

 

Il punto G:

 

Hahaha! Se lo trovate lasciatemi qualche indicazione nei commenti.

 

I peli della figa:

 

Guardatevi dai peli della figa! Sono i più grandi nemici di un ragazzo che voglia scopare! I peli della figa sono noti per essere ispidi, arricciati, fastidiosi, folti. E poi nascondo la visuale. E prudono sul naso quando si deve leccare la figa. (Questa è la dodicesima volta che uso la parola figa. Quindi suppongo che questo sia il mio post migliore.) E poi ostruiscono l’entrata del cazzo nella figa. Insomma, se è possibile sarebbe sempre meglio chiedere alla propria ragazza di rasarsi la figa.

 

 

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Cose da fare con la figa:

 

Per i maschietti:

 

– Infilarci dentro il cazzo e spingerlo avanti e indietro fino al raggiungimento del risultato previsto

– Infilarci dentro la lingua e roteare, roteare, roteare

– Infilarci le dita e roteare, roteare, roteare

– Infilarci dentro qualcosa e roteare, roteare, roteare

 

Per le femminucce:

 

– Darla

 

 

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Alcool & figa

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Riesco a buttarlo giù tutto di schiena? È una bella bomba, non so, proviamoci, portati il bicchiere alle labbra, dai che ce la puoi fare, butta fuori l’aria per il naso, inclina all’indietro di colpo, lascia scorrere tutto giù, porca madonna come brucia, non sento più la gola, ecco lo sapevo ora mi lacrimano gli occhi, vaffanculo non la bevo più questa roba, va beh che ormai ho perso il conto, saranno stati sei? No No, sette, almeno sette.

Ehi ma quello è Giuseppe, ehi ciao Giuseppe, come va? Ti ho visto l’altra giorno con quella biondina che abita vicino al campo sportivo, però , te la sei scelta bene eh? Oh ma cazzo sei tu pallido o ci vedo io male? No no cazzo scusa, ho bevuto un po’ troppo, haha, dai cazzo che mi vien da ridere.

Ti offro da bere? Vieni qua va’, ehi barista, fammi due rum e pera, toh prendi qua cinque euro. Ehi Giuseppe, te lo bevi il rum e pera? Che cazzo me ne frega che devi guidare ormai è già ordinato dai toh prendi qua, al mio tre si parte ok, pronto? Uno due tre, aaahh, cazzo che merda, passami la pera muoviti va’, e giù. Madonna che schifo, mai più. Ehi Giuseppe, respira và, che ti vedo un po’ rosso in faccia, hahaha. Dove vai? Ah ok ciao, ci vediamo in giro, ciao.

Che coglione che è Giuseppe, sempre stato un idiota, e cazzo che schifo che faceva quella biondina cazzo l’avrà trovata in discarica, oh beh che si fa adesso? Dove cazzo è finito Luca cazzo, quel coglione oh va sempre per i cazzi suoi, se lo trovo a farsi una tipa lo ammazzo.

Va in figa và andiamo a ballare, cazzo che casino ma da dove viene fuori tutta sta gente di merda, guarda quante fighe però oh, quest’anno va di moda la gonna, bene bene, perfetto così. Ecco un buco cazzo, mettiamoci qui, e via, ah merda però sta canzone mi fa cagare, va beh, ormai si balla lo stesso, porca puttana però c’ho le gambe molli, faccio fatica a stare in piedi, per fortuna siamo tutti appiccicati và, almeno non cado, ehi ehi, ehi guarda qua che bella figa che si è avvicinata, aspetta và che faccio finta di non cagarla, oh oh, le ho toccato il culo con la mano, facciamo finta di niente, balla balla e non guardarla, lasciala cuocere per bene, sta funzionando, si avvicina sempre di più, ecco così, brava, beh dai và proviamo a metterla le mani sui fianchi, piano, piano, perfetto, ora sorridi, sorridi, sorridi, cazzo ma sto sorridendo o no? Non mi capisco più mi gira la testa vaffanculo alcool di merda, va beh dai guardala negli occhi, tieni aperti gli occhi, cazzo spalanca quegli occhi, non lascia cadere le palpebre ti ho detto porca puttana! Okay dai ci sei, mantieni quest’espressione, cazzo chissà come mi stanno i capelli, va beh va in figa ormai è fatta, ondeggia con lei, mantieni gli occhi aperti, non fare la tua solita faccia da ebete, avvicinati, dai così, ci sei, ora baciala, dai dio infame vai e baciala, sì, sì, sì, ci sei!

Questa sì che sa muovere la lingua però, dev’essere piena di alcool quanto me se non di più, senti come si appiccica cazzo, se non la tengo su io questa mi cade per terra, beh piantiamole le mani sul culo che è meglio, aspetta che la tiro su di peso, mi sta cadendo per terra, ehi puttana resta in piedi! Cazzo, mi hai morso, cazzo!

Proviamo a infilarle una mano nei jeans, oh oh oh, è un perizoma questo? Niente mestruazioni per la Signorina Morsicatrice questa sera, dico bene? Si può tentare la scopata allora, baciala un altro pò, ancora un pò, ora staccati, Ehi ciao, come ti chiami? Io Enrico, tu? Come hai detto? Elisa? Lisa? Come? Va beh fa lo stesso, ehi Lisa che ne dici se andiamo a fare un giro, vieni con me un attimo? No? Perchè no? Come no? Eh? Vuoi ballare? Ma dai, vieni a fare un giro con me, dai che cazzo ti frega di ballare, ho detto dai che cazzo ti frega di ball… HO DETTO DAI CHE CAZZO TI FREGA DI BALLARE porca madonna ma sei sorda! Va beh vai in figa rimani qua , ci vediamo, io vado a bere qualcosa cazzo.

Che casino oh, ma tutta questa gente di merda da dove viene fuori? Oh ah ah ah, ma questa cosa l’ho già pensata prima no? Ah ah ah, ehi non capisco più un cazzo, che buffo, ha ha, ehi il bar è di là o… Ah ok eccolo, haha, son proprio preso male eh. Ehi barista fammi una Vodka alla menta e Sambuca, dai vai toh cinque euro, cazzo dai mettine un pò di più! Ma vaffanculo và, tirchio di merda, okay ora respira e butta giù, giù, dai tutta giù, cazzo, cazzo, che merda che schifo, dove cazzo è finita la mia gola? Porca puttana che razza di merda, basta, basta, sono pieno, basta per stasera, cazzo devo anche andare a pisciare, dove sono i cessi? Cazzo li avevo visti prima, cazzo ma perchè è tutto così buio?

Oh no aspetta sono io che ci vedo male, cazzo è tutto offuscato, okay dai, respira, piano, respira, piano, respira, piano, ce la posso fare. Sono in piedi, ce la posso fare. Cazzo ho la bocca piena di bava, oh no cazzo non ho voglia di vomitare, che palle, col cazzo, manda giù e respira, manda giù, manda giù, non è niente, non ha sapore, è solo acqua, manda giù, se sei riuscito a non vomitare al capodanno da Paolo puoi riuscirci anche stasera, dai, manda giù. Respira, bravo. Ora vai in bagno. Di là? No? Chiedo a qualcuno? Col cazzo.

Saranno di là, dai andiamo. Sono quelli? Cazzo ma è tutto uguale qui, cos’è quella porta? Entriamo và, oh, oh, scusate, non è qui il bagno? Ehi amico stai calmo, pensavo fosse il bagno, me ne vado me ne vado, vaffanculo faccia di merda, come? Non ho detto niente, stai tranquillo amico, me ne vado, vaffanculo coglione di merda. Cazzo, che stecca. Non ci vedo più oh. Devo sedermi. Cazzo mi sto pisciando addosso, oh ecco qui un divanetto, sediamoci và, cazzo, quasi quasi mi sdraio và, qui gira tutto, devo restare immobile, immobile, pensare ad altro, oh ma devo pisciare, chissà dov’è Luca, merda e domani mattina devo alzarmi alle sette vaffanculo non ci vado oh cazzo mi viene su tutto, manda giù, oh cazzo.

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Le tette di Autumn Reeser nuda mi portano visitatori

Alzino la mano quanti di voi hanno già sentito nominare Autumn Reeser.

Ora abbassatela, e iniziate pure a masturbarvi.

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La giovane Autumn nasce a San Diego il 21 settembre 1980, illuminando la vita di tutti i maschietti del quartiere: dopotutto, a quanti di voi è mai capitato di avere una vicina di casa così figa?

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La carriera televisiva di Autumn (sì, fa l’attrice… Non l’avevo detto? Beh, non è assolutamente importante ai fini della masturbazione) prende una svolta decisiva quando le viene affidato il ruolo di Taylor Townsend nella popolare serie televisiva O.C., facendola salire alla ribalta bla bla bla.

Sfortunatamente sembra che dopo la svolta decisiva della sua carriera, nessuno se la sia più cagata: è già passato qualche anno e io devo ancora vedere la bella Autumn impegnata in qualche film e/o serie televisiva degna di nota.

egna di nota. serie televisivatita?

 alche film horror di serie B o in un teen drama dove interpreta il ruolo della ragaz

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Com’è possibile che non venga sfruttata? E’ giovane e pazzamente gnocca! Produttori di Hollywood, che aspettate a farla recitare in qualche film horror di serie B o in un commedia adolescenziale dove interpreta il ruolo della ragazza del protagonista perennemente svestita?

Nel caso ve lo steste chiedendo: sì, ho una passione morbosa per le attrici di Hollywood.

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E sì, l’intero post è una debole scusa per pubblicare foto pruriginose. (Credete sia tutto merito di Photoshop? Guardare questi video per credere)

 

 

 

E sì, anche Mila Kunis è un bel pezzo di ragazza.

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Tumblr? Brml, frtbs.

Adoro i tumblr. Soprattutto perché ogni tanto mi linkano. Ma solo quando scrivo frasi spiritose e incisive, tipo “Adoro fare l’amore con Manuela Arcuri, anche se quando abbiamo finito lo schermo è tutto appiccicoso.”.

Per chi non lo sapesse, i tumblr sono esattamente come i blog, solo che vengono gestiti da persone prive di capacità artistiche. O da gente pigra, è lo stesso.

In un tumblr ci potete trovare di tutto: immagini simpatiche, frasi ad effetto, barzellette, commenti negativi su berlusconi, foto di tramonti. Il tutto rigorosamente preso in prestito da altri blog o siti internet.

Cosa rende così speciale un tumblr? Semplice: in quale altro posto potete trovare una frase spiritosa di Bucknasty accanto a una foto di gattini che bevono birra? Miracoli del web.

Ora, sia ben chiaro, non vorrei sembrare sarcastico. Come ho già detto, io adoro i tumblr, quindi continuate pure a linkarmi: ho davvero, davvero bisogno di salire nella classifica di Technorati.

Ho pensato di creare anch’io un “mini-tumblr” in questo post. Così, giusto per ridere.

 

“Oggi mi sono pulito con la carta igienica e poi ho fatto colazione”

Chinaski77

Berlusconi è talmente basso che se deve andare affanculo ha bisogno della Carfagna per farsi un pompino contro i magistrati e gli stallieri mafiosi”

Beppe Grillo

“Adoro Chinaski”

Livefast

“Odio le donne, gli uomini, gli animali, la tv, la musica, e internet. Per il resto tutto bene.”

Bucknasty

“La politica è una merda. Per fortuna, altrimenti non avrei un blog.”

Leonardo

“Ho visto una casa e lui ha detto ok e poi tutti siamo andati di là e com’è strana la vita e scrivere senza punteggiatura frasi contorte è così bello che mi ricorda quella volta che sono andato di là e ho visto una casa”

E io che mi pensavo

“Bla bla bla”

Trentamarlboro

“Mi piace la figa, porca puttana, cazzo cazzo, merda!”

Faina Incazzosa

 

 

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Sessualmente parlando…

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Nella foto: vecchi che scopano.
Aaaarrghh!

Ci sono persone a questo mondo che si eccitano guardando piedi femminili. Queste persone sono dette feticisti. Altri si eccitano bevendo l’urina del partner: tale pratica si chiama pissing. Altri ancora adorano essere umiliati dalla partner e trattati come schiavi: costoro si chiamano mariti.

Il sesso è un argomento tabù per la maggior parte della gente comune: si fa, ma non se ne parla. Un po’ come il defecare: tutti cagano, ma nessuno lo usa come argomento di conversazione.

Professore: Allora, ragazzi, cosa avete fatto di bello quest’estate?

Alunno1: Sono stato sulle montagne russe!

Alunno2: Ho vinto il torneo di ping pong della parrocchia!

Alunno3: Ho mollato uno stronzo di trenta centimetri buoni.

Alunno4: Ho eiaculato sul viso di una prostituta rumena.

La prima volta che ho scoperto il sesso, avevo cinque anni. Mi stavo masturbando guardando una gangbang in tivù a notte fonda. Non capivo cosa stesse facendo tutta quella gente aggrovigliata e urlante, ma il mio pisello mi suggeriva che fosse piacevole.

Anni dopo ho scoperto che non era un film porno in tivù. Era la registrazione su videocassetta dei miei genitori che facevano sesso. Sull’etichetta c’era scritto “Tentativo di concepimento Faina N. 27”.

Oh. Scusate. Mio padre mi sta facendo notare che era il numero 28. Ne prendo nota.

Una volta giunto a diciassette anni, il magico mondo del sesso si è rivelato ai miei occhi in tutto il suo splendore: la strada statale nei pressi di casa mia.

Un giorno però mi stancai di andare a letto con le straniere: ero stufo di sentirmi chiedere in un italiano stentato se per cortesia potevo mettermi nella posizione dell’Ucraino Volante.

Non lo so fare l’Ucraino Volante! So fare il Bulgaro Ingordo, la Campanella Rumena, il Mammuth Congolese. Ma l’Ucraino Volante no, cazzo!

Decisi quindi di lasciar perdere il conturbante mondo della prostituzione e dedicarmi all’amore gratuito. Un pò il contrario della Carfagna, per intenderci.

In breve tempo finii a letto con una mia coetanea. Si chiamava Paola, portava una quarta di reggiseno e profumava di biscotti. Per cani.

Fu un’esperienza esaltante: per la prima volta in vita mia riuscii a provare un vero sentimento nei confronti di una donna durante il sesso!

O forse le ero solo grato perché non mi avrebbe chiesto 200 euro una volta finito.

Il sesso, comunque, è sempre una questione di grande importanza. E’ il motore che muove il mondo. E’ la fabbrica della vita. E’ la cura per la tristezza. E’ la fugace visione del paradiso. E’ anche un ottimo modo per guadagnare qualche soldo extra ricattando ragazzine sedicenni.

Pur essendo così importante, il sesso rimane sempre una faccenda privata e personale. Nessun uomo vorrebbe che si sapesse in giro come scopa sua moglie, mi sembra ovvio! L’importante è che anche la moglie sia d’accordo.

Il mastino dei Baskerville abbaia tutta la notte

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Sherlock: Presto, Watson, accorra: ho svelato il mistero! Ho trovato la soluzione! Ho risolto l’arcano!

Watson: Eccomi. Che vuoi?

Sherlock: L’assassino ha usato una potentissima arma ad ampio raggio che emetteva lucenti bagliori azzurri, la quale ha spazzato via la vittima, disintegrandola in una miriade di piccoli frammenti.

Watson: Smettila di guardare Dragon Ball.

***

Sherlock: Watson, temo di non riuscire a risolvere questo caso. Forse dovremmo lasciar perdere. Andiamocene da qui e dichiariamo umilmente che questa immane prova era al di sopra delle capacità umane, evidentemente il genio del male che ha architettato questo diabolico omicidio è addirittura superiore a me. A malincuore devo riconoscere che il caso è assolutamente irrisolvibile.

Watson: E’ stato il maggiordomo, Holmes. Le telecamere di sicurezza l’hanno ripreso. Abbiamo visto il video cinque minuti fa. Non ricordi, Holmes?

Sherlock:

Watson:

Sherlock: E’ rimasta un po’ di cocaina?*

***

Watson: Holmes, sono due ore che sei in bagno. Che diavolo stai facendo?

Sherlock: La pista è ancora calda, Watson! L’assassino è stato qui pochi minuti fa!

Watson: Che stai facendo? Dimmelo!

Sherlock: Presto, Watson! La partita è cominciata!

Watson: Holmes, dimmi che fai o butto giù la porta.

Sherlock: Elementare, Watson, elementare!

Watson: Holmes, Cristo Santissimo, dimmi che cazzo stai facendo!

Sherlock: Non noti qualcosa di strano, Watson? L’arma del delitto è in una posizione piuttosto inusuale.

Watson: Odio quando non vuoi ammettere che ti stai facendo una sega.

***

*Questa è per intenditori di Sherlock Holmes.

***

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Nella foto: i tragici effetti dell’alcool sul fisico femminile.