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Illusione ciclica

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Ci cascherai sempre

C’è poco da fare.

Dirai “Ehi, non farò più lo stesso errore”

Ma non lo puoi decidere tu.

Quando succede succede.

E tu ci caschi.

Non sei più furbo

Non sei più sveglio

Non lo sarai mai

Ti accorgerai che sta capitando di nuovo e

potrai solo illuderti di avere ancora abbastanza tempo

per tornare indietro.

Ma è una stronzata.

Non hai tempo.

Non hai la forza.

Non hai speranza.

Capiterà.

Di nuovo.

Proprio come l’ultima volta.

E tu ci cascherai.

Ancora.

E ancora.

Come un tossico

che dice “mi faccio l’ultima botta”

Che non è mai l’ultima

Non lo sarà mai.

Non ci credi?

Ora lo so che ti vanti

E te ne vai in giro col sorriso da spaccone

E credi di sapere già tutto

Sei un uomo di mondo tu, eh?

Le hai viste tutte.

Sei esperto.

Sei preparato.

Nessuno ti frega, a te.

Sì, come no.

Povero illuso

Coglione

Imbecille

Succederà ancora

E ci cascherai

Ancora

Di nuovo

Senza dubbio

E ti maledirai

Ti odierai

Te la prenderai col mondo

E dirai “Ehi, la prossima volta non farò lo stesso…”

Lo stesso un cazzo

Fidati di me

Non c’è via di uscita

Nessuna soluzione

E’ una ruota

Che gira

E torna sempre là

Ci cascherai

E farà male

Come prima

Più di prima

Ma nel frattempo

Continua pure a vantarti con te stesso

Lo sappiamo tutti che tu sei il più furbo.

 

Sì, come no.

Coglione.

 

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Mio figlio è davvero un bravo ragazzo. Quando non sniffa.

Ieri sono andato a casa della mia ragazza, e ho cercato in tutti i modi di convincerla a farmi un pompino. Lei non ha voluto, ha detto che non se la sentiva. Perfino sua madre si è schierata dalla sua parte, affermando che un pompino dopo mangiato può bloccare la digestione.

“E va bene”, ho detto io, “Hai vinto tu. Niente pompino. Ma te la farò pagare amaramente, quando verrai a chiedermi in lacrime di incatenarti al letto e frustarti sulle cosce con dei profilattici bagnati.”

“Sulle cosce?” ha esclamato incredula sua madre rivolgendosi alla mia ragazza, “Tuo padre di solito mi frusta il seno.”

“I tempi sono cambiati, mamma. Adesso ci si fa frustare sulle cosce.”

“Io non la capisco, questa gioventù.” ha mormorato sua madre, scuotendo la testa e andando verso la cucina.

Perché questa introduzione così surreale? Perché oggi voglio parlare del magico mondo dei Genitori che Non Sanno un Cazzo dei Figli.

VERSIONE DEL FIGLIO

Sono andato in discoteca coi miei amici. Ho bevuto una Coca Cola. No, nessuno mi ha offerto della droga, state tranquilli.

TRADUZIONE

Sono andato in discoteca con quella troia della Carlotta. Sì, proprio lei, quella biondina che si era fatta mettere incinta dal suo compagno di classe e poi aveva abortito. Abbiamo scopato in bagno e sui divanetti. Poi, ho bevuto una Coca Cola. Poi tre birre, un Jack Daniel’s, quattro rum e pera. No, state tranquilli, non ho preso droga da nessuno: me l’ero portata da casa.

VERSIONE DEL FIGLIO

Il compito è andato bene stavolta, dovrei aver preso un po’ più della sufficienza.

TRADUZIONE

Sto per essere bocciato, e non so che cazzo fare per uscire da questa merda.

VERSIONE DEL FIGLIO

No, papà, ma figurati se abbiamo mai fatto sesso. Non ci abbiamo neanche pensato, è troppo presto, e poi davvero eh, non è passato per la testa a nessuno dei due.

TRADUZIONE

L’ho conosciuta ad una festa, lei era una di quelle che mi stava facendo un pompino. E’ scattato qualcosa, è stato subito amore. E’ stato anche subito sesso, sul sedile posteriore della macchina, dieci minuti dopo.

VERSIONE DEL FIGLIO

Ho perso le chiavi di casa.

TRADUZIONE

Ho bevuto cinque Martini e due Negroni.

VERSIONE DEL FIGLIO

Ho guidato io, ero l’unico dei miei amici a non aver bevuto.

TRADUZIONE

Ho guidato io, ero l’unico dei miei amici a non aver attacchi di vomito ogni tre minuti.

***

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Nella foto: Holly Madison, celebre coniglietta di Playboy.
Un buon motivo per non buttare via i propri soldi
comprando Focus o altre stronzate del genere.