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Tarantino si è svegliato dal letargo

L’ultimo film di Tarantino, Bastardi senza gloria, merita come minimo due visioni separate. La prima serve per gustarselo tutto d’un fiato, apprezzando la spettacolare regia e le geniali trovate stilistiche; la seconda per concentrarsi di più sulla storia e godere appieno della sceneggiatura frizzante e tipicamente tarantiniana.

 

Oppure, la prima visione potrebbe essere dedicata a masturbarsi furiosamente durante le scene con Mélanie Laurent; la seconda a menarsi il torrone quando sullo schermo appare Diane Kruger.

 

(Nota bene: Mélanie Laurent, attrice decisamente sconosciuta, è una gnocca da paura.)

 

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– Diane Kruger mentre combatte i nazisti –
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– Mélanie Laurent mentre ammazza Hitler –

 

 

Gli attori principali, in ordine di importanza, sono:

– Brad Pitt

– Il regista di Hostel

– Tizi sconosciuti, per lo più tedeschi

 

Trama:

 

La Francia è occupata dai nazisti. La storia inizia mostrandoci un gruppo di crucchi che vanno a far visita a un contadino francese. Il Capo Nazista Bastardo e Carogna, che viene chiamato “Il Cacciatore di Ebrei”, sospetta che il contadino sia colpevole di nascondere degli ebrei in casa sua. Per questo manda i suoi scagnozzi a giocare fuori in giardino, mentre lui interroga con tutta calma il contadino francese cercando di smascherarlo.

 

A questo punto molti penserebbero che il metodo migliore per costringerlo a confessare sarebbe stato quello di puntargli una pistola sui coglioni e chiedergli gentilmente di sputare il rospo.

 

E invece, sia lode a Tarantino, lo spettatore viene deliziato con una sequenza di dieci minuti abbondanti in cui ascoltiamo il Capo Nazista Carogna che parla di scoiattoli e topi e falchi, concludendo che i topi meritano lo stesso trattamento degli scoiattoli: la morale è che se offri del latte a uno scoiattolo devi per forza offrirlo anche a un topo, cazzo.

 

A questo punto il contadino, palesemente spiazzato da questa stronzata, finisce per rivelare che gli ebrei sono nascosti sotto il pavimento. Il Capo Carogna chiama dentro i suoi uomini, che mitragliano senza pietà i giudei.

Naturalmente una di loro riesce a salvarsi alla carneficina: è una giovane ragazzina ebrea che una volta cresciuta (circa due ore di film più tardi) avrà la sua vendetta personale, riuscendo a intrappolare Hitler e compagnia bella in un cinema e bruciandoli vivi tutti quanti, grazie all’aiuto del suo amante africano.

 

Sì, è tutto vero.

 

I Bastardi del film, in sostanza, sono un gruppo di giudei capitanati da Brad Pitt. Per tutto il film non fanno altro che ammazzare crucchi, prenderli a mazzate, strappargli lo scalpo. Ogni tanto parlano, ma non dicono mai nulla di interessante.

Alla fine rimangono in tre, che fingono di essere siciliani. Dicono “miezzeca”, “minchia”, e tutti ridono perché Tarantino è un genio che fa le citazioni nascoste ma non troppo.

 

ll ruolo dei Bastardi ebrei sarebbe quello di far saltare in aria il cinema con dentro Hitler e i suoi fidati caporali crucchi, ma falliscono miseramente nel loro piano e (particolare rilevante) avrebbero potuto anche non fare un benemerito cazzo, perché tanto la ragazzina ebrea cresciuta aveva già deciso per conto suo di bruciare il cinema.

In sostanza, la ragazzina ebrea cresciuta avrebbe potuto tranquillamente uccidere Hitler & Company da sola. Cosa che in effetti riesce a fare.

 

Quindi, a che servono i Bastardi?

A niente. Sono un riempitivo tra una scena e l’altra. Lo schema del film, infatti, è più o meno questo: dialogo sugli scoiattoli, Bastardi che usano la testa di un crucco come palla da baseball, dialogo sul cinema tedesco, Bastardi che tagliano lo scalpo a qualche crucco, dialogo sui pasticcini con la crema, Bastardi che uccidono delle guardie crucche.

 

Ah, memorabile la scena in cui i Bastardi, travestiti da crucchi, vanno al bar e giocano a carte con un vero soldato crucco che deve indovinare di essere King Kong: venti interminabili minuti di discorsi del cazzo che si concludono con una sparatoria dove muoiono tutti, rendendo così assolutamente inutile tutto ciò che si erano detti prima e che lo spettatore innocente aveva dovuto sorbirsi.

 

Commento:

 

Era dal 1994, ai celebri tempi di Pulp Fiction, che Tarantino non ci regalava un’opera di così alto livello. Violenza gratuita, personaggi assurdi, dialoghi senza capo né coda, una storia piena di intrecci inaspettati e situazioni adrenaliniche.

Quindi, in sostanza, erano quindici anni che Tarantino non riusciva a mettere insieme un cazzo di film decente.

Jackie Brown era una cagata riuscita male, Kill Bill era pieno di stronzate e cinesi impazziti e canzoncine pop scassacoglioni, Grindhouse aveva ventisette personaggi femminili che non facevano altro che parlare di puttanate per due ore consecutive, tranne quando non venivano ammazzate da Kurt Russell.

 

Ma con Bastardi senza gloria, il vecchio feticista torna ai fasti di un tempo: l’unica pecca che non riesce a eliminare dai suoi film è quella dei discorsi del cazzo: okay, fanno ridere, ma non puoi spenderci cinque minuti. Cinque minuti di stronzate sono TANTI. Come dimenticare il celebre dialogo sui massaggi ai piedi tra Samuel L. Jackson e John Travolta? Due killer del cazzo che invece di entrare nella stanza ad ammazzare gente iniziano a parlare di piedi e tecniche massaggiatorie, mettendosi a litigare su chi fra loro fosse il massaggiatore di piedi migliore.

Fa ridere, per i primi trenta secondi. Ma dopo cinque, sette, dieci minuti, la cosa diviene straziante.

E in Bastardi  la cosa si ripete: gli attori parlano per interminabili minuti di boiate da paura con il solo scopo di allungare il film il più possibile. Con dei dialoghi da persone normali, i film di Tarantino durerebbero un’ora di meno.

 

Ultima nota: Brad Pitt non scopa con nessuna donna, nel film. Ulteriore prova che Tarantino è un’anticonformista.

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Tarantino: Mélanie, che ne dici se giriamo una scena in cui ti succhio le dita dei piedi come se fossero ghiaccioli?
Mélanie: Manco per il cazzo, vecchio pervertito con la faccia da mongoloide!