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Dammi una pelliccia e fammi tornare allo stato selvaggio: un tuffo nel regno animale, l’uomo è una bestia con l’IPod

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<<Vieni qui, testa di cazzo!>>

Mi avvicino e gli sorrido. In realtà sento il cuore che mi rulla nel petto e un leggero senso di nausea, ma devo sorridere, devo far vedere che è tutto sotto controllo: c’è gente che ci sta guardando.

<<Come mi hai chiamato?>> gli chiedo, anche se lo so benissimo. Tipico approccio da Manuale della Rissa Perfetta.

<<Testa di cazzo.>>, risponde lui. E’ immobile, mi guarda. Ha il mio stesso sorriso falso sul volto. Siamo due idioti, ma adesso nessuno di noi può più tirarsi indietro. Il problema è che lui ha venti chili in più di me. E dieci centimetri in altezza, che in questa situazione sembrano chilometri. Che fortuna.

<<Uao. Sei davvero un duro, amico.>> gli faccio io. Mi piazzo davanti a lui, con le mani in tasca e la testa leggermente inclinata: sembro proprio il più cazzuto dei teppisti da strada di questo mondo. Peccato che le apparenze ingannano.

<<Hai guardato la mia ragazza?>>

Ecco. Il motivo. Lo stupidissimo motivo.

<<Non credo.>>

<<Ti ho visto, l’hai guardata, testa di cazzo.>>

<<Forse ti sei sbagliato, amico. Capita anche ai duri come te.>>

Lui fa una smorfia e si avvicina di un passo. Ora siamo molto, molto vicini. Io alzo la testa e lo guardo negli occhi. Ehi, come va lassù in alto?

<<L’hai guardata.>>

<<Ti sbagli, duro.>> rispondo io, e dico duro con lo stesso tono con cui direi coglione ritardato. <<Non l’ho neanche vista, figurati.>>, e accenno con la testa alla ragazza bionda che se ne sta qualche metro più in là, fumando una sigaretta e osservando la scena con l’aria annoiata di una casalinga al ventesimo anno di matrimonio.

<<Io dico che l’hai guardata.>> insiste lui, e vedo distintamente che serra i pugni. Sembrano due palle di cannone, porca puttana, e me le sto per beccare dritte sul muso. Oh beh, oggi non avevo altri impegni.

<<Senti, non so di cosa stai parlando. Non l’ho guardata, non me ne frega un cazzo. Stai calmo.>>

<<Testa di cazzo.>>

<<Sì, ho capito, testa di cazzo, ancora, okay. Bravo Bongo, hai imparato una parola nuova, ecco il biscottino.>>

L’ho detto o l’ho solo pensato?

<<Come, scusa?>>

<<Niente, niente. Senti, lascia stare, non ho guardato la tua ragazza, te lo sarai immagina…>>

Per un attimo non ci vedo un cazzo e sento una curiosa sensazione di pressione sul lato destro del viso, l’attimo dopo il dolore parte dalla mascella e mi incendia la faccia. Barcollo indietro e per poco non cado per terra. E’ saliva o è sangue quella merda che sento in bocca?  Sputo per terra. E’ sangue. La gente attorno a noi sta mormorando, alcuni fischiano. Con la coda dell’occhio vedo un ragazzo che ci sta facendo un video col telefonino, ehi che bello ho sempre sognato di finire su Youtube, posso salutare mio cugino che mi segue da casa?

Mi asciugo la bocca con il dorso della mano e alzo lo sguardo.

<<Sì che l’ho guardata, e sai cosa? E’ proprio un cesso, dove cazzo l’hai trovata, nelle patatine?>>

Okay, stavolta so che l’ho detto. Guardo di nuovo la ragazza, la sua espressione si è tramutata di colpo in quella di una casalinga sposata da vent’anni che scopre il marito intento a ciucciarsi la segretaria.

Chiudo i pugni e aspetto la reazione dello stronzo davanti a me. Il gorilla non si fa attendere.

<<Che cazzo hai detto! Sei morto, testa di cazzo!>> urla, scagliandosi verso di me.

<<Ficcatelo nel culo!>> sbraito io, e scivolo sulla destra per evitare il suo pugno, Bel diretto, conosco un paio di pugili che ne rimarrebbero impressionati, e gli pianto il gomito in faccia, prendendogli il naso: bella sensazione, molto piacevole. Il gorilla si porta le mani al viso e farfuglia qualcosa del tipo tuostcuozzporcdiuo, e noto con una certa sorpresa che il sangue gli sta colando dal mento, insozzandogli la maglietta. Ne sta perdendo davvero molto. Non tanto da rimanerci stecchito, ma abbastanza da regalarmi un sorriso. Ma cazzo, la mascella mi fa un male boia.

<<Il naso! Cazzo!>> urla lui, e spruzza goccioline di AB negativo dalla bocca impastata.

La situazione si fa seria, la gente attorno a noi sembra il pubblico di Forum, le ragazze urlano, vedo un coglione brufoloso che applaude e annuisce, mentre un paio di idioti hanno attaccato a urlare un coro da stadio. Manca solo il tizio che vende i pop-corn e le aranciate.

Nel frattempo il gorilla non si lasci andare all’autocommiserazione e scatta verso di me. Questa volta non schivo un bel cazzo: prendo un pugno sull’occhio e finisco a terra, mentre tutto diventa sfocato e una vasta gamma di incredibili e affascinanti colori mai visti prima mi si apre davanti in tutto il suo splendore.

<<Merda…>> sussurro, cercando di rialzarmi. Mi sembra di aver perso l’occhio, non risponde più ai comandi. Ora tre quarti abbondanti del mio cranio stanno chiedendo pietà in coro.

<<Mangiami il cazzo, puttana del cazzo!>> urlo di colpo, girandomi verso la bionda del gorilla. <<Troia sbattuta di merda vieni qui e ingoiami IL CAZZO!>>

La ragazza lascia cadere la sigaretta a terra e mette su una faccia che sembra l’urlo di Munch.

Io mi giro verso il gorilla e lo vedo in preda a una crisi mistica, con il sangue che gli scende a fiotti dal naso e intento a guardarmi con l’aria di un cieco che ha acquistato la vista per miracolo e la prima cosa che vede è il buco del culo di un cane.

<<Cosa.. cosa…>> balbetta, e sembra completamente a corto di argomenti. Io mi sento come un condannato alla sedia elettrica che si metta a urlare maledizioni poco prima che gli sparino duemila volt su per il culo, va bene amico sfogati pure, ora fai ciao ciao al pubblico mentre abbasso questa leva.

Lo guardo e rido: mi sembra tutto così irreale.

<<Io davanti e tu da dietro, che ne dici TARZAN?! E poi ce la giriamo, tu in bocca e io NEL CULO!>>

L’ultima cosa che vedo è il suo piede che si avvicina alla mia faccia, e porca puttana ha le stesse Nike che volevo comprarmi io.

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Non siamo cannibali, ma solo perchè è un pò scomodo

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Si dice spesso che quello che conta veramente in una persona è quello che ha dentro, e non il suo aspetto fisico, ma è una nota menzogna creata per raggirare i brutti e per dare l’impressione che in fondo noi esseri umani siamo buoni.

Il che, notoriamente, è una stronzata: se domani la mia ragazza si ustionasse gravemente mentre traffica ai fornelli in cucina e rimanesse con metà viso sfigurato il mio primo pensiero non sarebbe “Oh povera piccola mia, che terribile tragedia” quanto piuttosto “Oh merda e adesso come faccio a scopare con una ridotta così?” e per favore, sto parlando ai maschi presenti in sala, non dite che non è vero.

Okay, diciamo che forse non la scaricherei subito, magari proverei lo stesso a mandare avanti la relazione, anche se una gigantesca e oscura parte di me continuerebbe a strillare non perdere altro tempo con lei stronzo, lo sai benissimo che non funzionerà, una parte che è presente in ogni essere umano e che si chiama istinto di conservazione dell’uomo, il quale è organizzato grossomodo così:

1. Vivi cercando sempre la strada più semplice

2. Vivi cercando sempre la strada più piacevole

Magari per le donne è un po’ diverso, diciamo che funziona così:

1. Vivi cercando sempre la strada più semplice

2. Quando la trovi torna subito indietro e prendi quella più difficile, lamentandoti in continuazione e frignando e dando la colpa di tutto ad un uomo

Diciamo che l’uomo è cattivo per natura, un essere egoista che pensa solo a sé stesso (ora chiedetevi pure: se doveste scegliere chi debba crepare domani mattina tra voi e vostro fratello, chi scegliereste? …Fatto? … Sicuri che non state mentendo a voi stessi?) e che possiede la capacità innata di mentire (a sé stesso prima che agli altri), di sfruttare, di fingere, e una predisposizione naturale per la meschinità e l’ipocrisia.

“Ma figurati amore, non la stavo nemmeno guardando”, Due gambe come quelle tu te le sogni, rompicoglioni

“Se lo merita davvero quel posto, ha lavorato sodo”, Quel raccomandato figlio di puttana

“Stai tranquilla nonna, non mi dà nessun disturbo accompagnarti dal parrucchiere”, Alle due e un quarto di sabato pomeriggio? Vaffanculo vecchia di merda

“Padre, ho molto peccato”, Sbrigati ad assolvermi, frocio in tonaca

Anche il più mite degli uomini ha un briciolo di cinismo dentro, quello che ti fa pensare meglio a te che a me quando un tuo amico ti dice in lacrime che è morto suo padre. Non vi è mai capitato? A me sì, un’esperienza esaltante: lasciarsi andare a simili pensieri del tutto naturali, senza tentare di bloccarli usando la sensibilità e il buon senso che ci vengono insegnati senza riserve fin da bambini.

<<Mamma, mamma, perché al funerale dello zio piangevano tutti quanti?>>

<<Perché erano tristi che lo zio non ci fosse più, Pierino>>

<<Mamma, mamma, ma lo zio non è in paradiso?>>

<<Certo che è in paradiso, Pierino>>

<<E allora perché erano tutti tristi? Dovrebbero essere contenti per lui>>

<<Vedi, Pierino, di fronte alla morte diventa sempre difficile credere a concetti come paradiso e inferno e a tutte quelle altre stronzate che dicono in chiesa la domenica, il fatto è che quando vedi il corpo freddo e senza vita di un tuo caro che viene chiuso in una cassa di legno e murato dentro un buco per sempre tutta quell’insulsa concezione che è la fede religiosa scompare di colpo per lasciar posto a una triste verità: niente vita eterna, niente nuvolette e angeli felici che suonano la tromba, niente resurrezione dei corpi. La morte è morte, fine della storia, e non importa quanto profonda sia la tua fede, nemmeno il più religioso e gesucristante figlio di troia del mondo non può fare a meno di pensare che una volta morti c’è la concreta possibilità che non resti altro che della polvere e una bara da quindicimila euro.>>

<<Ho capito mamma, adesso mi compri i Gormiti?>>

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L’amore è attesa di una gioia che quando arriva annoia

 

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Il ragazzo la vide da lontano e le sorrise. Le corse incontro, sempre con quell’espressione felice sul volto, fino a raggiungerla. Lei lo guardò negli occhi. Si abbracciarono, di colpo.

***

L’amore è una di quelle cose che prima o poi tutti proviamo nella vita, tipo il raffreddore, o la voglia tipicamente adolescenziale di mandare affanculo tua madre, o la noia disperata che ti assale quando sei costretto a stare con persone che ti stanno sul cazzo.

Una persona non può programmare di innamorarsi, proprio come non si può evitare di venire presi sotto da un’auto. <<Cazzo amico, che ci potevo fare? E’ sbucato dal nulla, e non era neppure sulle strisce.>>

Quando succede, se ne prende coscienza lentamente, per gradi: non capita quasi mai di svegliarsi la mattina pensando “ehi, sono innamorato, chissà se è rimasto qualche frollino per colazione.”

***

Il ragazzo si ritrasse leggermente, tenendole ben strette le mani sui fianchi.

<<Ciao, bambina.>> le disse.

Lei rise, gettando indietro la testa, facendo svolazzare i lunghi capelli neri.

<<Ciao, piccolo mio.>>

Si guardarono negli occhi per qualche secondo, prima di baciarsi.

***

La presa di coscienza, generalmente, non è traumatica. Proprio grazie al fatto che essa è graduale, permette di riuscire ad accettare la verità del proprio sentimento senza provocare grandi sconvolgimenti.

E’ improbabile che scoprire di essere innamorato provochi reazioni energiche, anzi, solitamente induce uno stato di ebete incoscienza, in cui l’individuo tende a perdersi nelle sue stupide fantasticherie ad occhi aperti. “Ooohh, che bella la vita, l’amore è una gran bella cosa”, disse l’idiota di turno ascoltando Biagio Antonacci.

***

La sua lingua era energica, un po’ ruvida, dolcissima. Il ragazzo si perse in quel bacio. Affondò le mani tra i suoi morbidi capelli neri e si lasciò trasportare dall’emozione che gli bruciava dentro.

***

Okay, ci siamo resi conto di essere innamorati. Quali sono i sintomi più evidenti?

Si può partire dal fatto che l’innamorato perde interesse verso il resto del mondo. La partita dell’Inter alla domenica? Beh, per questa settimana la salto, devo uscire con lei. Il torneo di PlayStation del venerdì a casa di Nico? Fanculo, devo vedere lei, per questa volta faranno a meno di me.

Naturalmente gli amici sono i primi ad andarsene, dal momento che il tempo solitamente dedicato a loro (venerdì sera, sabato e domenica) viene lentamente tramutato in tempo dedicato a lei, cosicché uscire con loro qualche mese dopo per una “rimpatriata” diventa un’esperienza sconcertante e anche un po’ sgradevole: “Cristo, ma come cazzo facevo a stare tutto il tempo con loro? Non fanno che parlare del gol di domenica di Ibrahimovic”

Altro sintomo è la perdita del proprio essere: l’innamorato tende a lasciare da parte certi tratti della sua personalità che potrebbero non piacere a lei. Di colpo smetti di bestemmiare, non ritieni più che sia piacevole fumare ogni volta che puoi, smetti di parlare male degli immigrati, smetti di fare commenti sarcastici su gente che ti è sempre stata sui coglioni ma che sfortunatamente lei trova simpatica, smetti di vestirti come cazzo vuoi tu, inizi ad ascoltare musica lamentosa che fino a qualche mese prima ti avrebbe provocato il desiderio di forarti i timpani, trovi che il tuo gruppo metal preferito non sia poi così esaltante come credevi, vai al cinema a vedere commedie romantiche che feriscono la tua povera anima abituato a Scarface e Pulp Fiction. Insomma, gli aspetti che prima ti contraddistinguevano ora vanno improvvisamente a farsi fottere, indeboliti e rimpiazzati da aspetti del suo carattere. Diventi una troietta isterica e noiosa.

***

Si staccarono insieme. Lei ansimava un po’, con gli occhi che le brillavano ancora. Il ragazzo sentì il desiderio impadronirsi nuovamente di lui, e la strinse a sé, sussurrandole all’orecchio due sole parole:

<<Ti amo.>>

***

L’idiota così ottenuto, dopo un lungo periodo di riflessione filosofica sul proprio sentimento amoroso, o, per meglio dire, dopo un lungo periodo di seghe mentali di proporzioni epiche, decide finalmente di dichiararle il proprio amore.

***

Lei si staccò dall’abbraccio e abbassò la testa, ritraendosi istintivamente.

<<Ehi…>> mormorò il ragazzo, allungando una mano verso la ragazza. <<Qualcosa non va?>>

***

La ragazza, nella stragrande maggioranza dei casi, risponderà positivamente alla dichiarazione d’amore del ragazzo, molto spesso senza pensarci su e senza ricambiare veramente i sentimenti e, insomma, senza rendersi conto di cosa stia succedendo, lasciandosi trasportare dalla romantica idea che sia tutto meraviglioso e perfetto, proprio come nei film.

E i film, come si sa, sono il prodotto di sceneggiatori grassi e sudati che in vita non hanno avuto successo come romanzieri e di produttori avidi e scaltri che cercano il modo più facile ed economico per fare soldi.

***

Il ragazzo sentì il cuore salirgli in gola. Con la gambe che tremavano e la sensazione che fosse tutto vagamente irreale, si avvicinò alla ragazza e le poggiò la mano sulla spalla.

<<Bambina… io…>>

La ragazza scoppiò a piangere.

***

Nel caso in cui la ragazza ricambi davvero i sentimenti dell’innamorato, capita che si instauri un rapporto felice destinato a durare nel tempo, fino al matrimonio e alla morte, nel magico paese delle meraviglie.

Naturalmente è molto più facile che la relazione prosegua per qualche anno, mentre l’amore così forte e così puro all’inizio viene pian piano a sgretolarsi col passare del tempo, inquinato da gelosie, mezzi tradimenti, piccole e grandi bugie, incomprensioni.

Ripeto: il vero amore finisce per causa di gelosie, mezzi tradimenti, piccole e grandi bugie, incomprensioni.

Ricordatevelo, perché un giorno succederà anche a voi, esattamente per questi motivi. E non voglio sentire menate sul fatto che il Vero Amore dura in eterno e supera le difficoltà e tutte quelle altre stronzate che televisione e libri vi hanno messo in testa fin da quando avete scoperto di voler fare sesso: NO, non è così, l’amore finisce, non è indistruttibile ed eterno. L’amore è fragile, ipocrita, meschino,

Ripeto: l’amore è fragile, ipocrita, meschino.

L’amore è uno dei sentimenti più egoistici del mondo: si ama una persona perché ti fa stare bene, e non si vuole perderla perché si vuole continuare a stare bene. Desiderare di stare bene e desiderare di essere gli unici a possedere quella tale persona è una cosa egoistica.

NO, per favore, risparmiatemi (e risparmiateVI) la meravigliosa e altruistica concezione che l’amore è “desiderare la felicità della persona amata”. E se la persona amata un bel giorno decide che può trovare la felicità solo scopando altra gente, prendendovi in giro, mentendovi, trattandovi come merda? Col cazzo che vi sbattete a “farla felice”. A meno che non siate degli squallidi tappetini umani.

L’amore non è voler regalare felicità a chi si ama, l’amore è voler sentirsi bene grazie a chi si ama. Molto egoistico. Ma non c’è nulla di male, l’uomo è un egoista per natura.

***

<<Bimba… perché piangi?>> chiese il ragazzo, con la voce che gli tremava.

Lei trattenne il fiato e alzò lo sguardo su di lui. Due grosse lacrime argentate le scintillavano agli angoli degli occhi.

Il ragazzo rimase immobile, incapace di dire alcunché. Il cuore gli tuonava nella cassa toracica. Aspettava che lei gli rispondesse qualcosa, decretando il suo destino.

***

L’amore finisce, l’attrazione sessuale finisce. L’idillio si deteriora un po’ alla volta.

Certi lati del suo carattere che una volta sopportavate cominceranno ora a sembrarvi sempre più irritanti. La sua classica risatina di circostanza vi farà salire la pressione alle stelle, la sua classica espressione schifata vi darà il voltastomaco, i suoi classici sguardi esasperati vi faranno venire voglia di urlarle “Fanculo stronza, se non ti va bene così ARRANGIATI”

Al posto dell’amore passionale vi ritroverete a sperimentare una blanda sensazione di soffocamento, un costante desiderio di libertà sempre sovrastato dalla grigia forza dell’abitudine che vi terrà incatenati a una relazione spenta e inutile.

Sprecherete molto tempo (troppo) cercando inconsapevolmente di rompere quella stupida relazione.

All’improvviso vi ricorderete il piacere di veder segnare Ibrahimovic, o la giubilante euforia che si creava a casa di Nico durante i tornei di PlayStation.

E un’altra antica e valida verità, da tempo dimenticata, vi tornerà alla mente:

le donne vanno bene solo per scoparci.

***

<<Io non ti amo>> disse lei, con voce rotta. Teneva gli occhi bassi ora, incapace di guardarlo in faccia.

Il ragazzo sentì qualcosa di grande e di oscuro che gli invadeva il petto.

***

“L’amore non è quello che quei poeti del cazzo vogliono farvi credere. L’amore ha i denti, i denti mordono, i morsi non guariscono mai.”

(Stagioni diverse, S.K.)

 

Ha delle potenzialità, ma non si applica

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Vieni alla lavagna Roberto.

Hai studiato?

Allora?

No… Non ho studiato.

Come volevasi dimostrare. Chissà perché non mi stupisce.

Dovrò metterti un quattro sul registro. Vai al posto ora.

Quanto ti pagano per non fare un cazzo tutto il giorno? Quanti soldi prendi per stare seduta dietro quella cattedra a spiegare la lezione in maniera svogliata mentre pensi che non vedi l’ora di tornare a casa a guardarti la tv seduta sul tuo vecchio divano da zitella mangiando una vaschetta di gelato e mettendo su culo e sognando di trovare l’uomo della tua vita che ti scopi come si deve? O forse non lo sogni nemmeno più, ti limiti a mangiare come una scrofa e quando la tua mente comincia a vagare in direzione di un possibile uomo tu subito distogli il pensiero e cambi canale per non pensarci, e così fai ogni giorno della tua squallida vita miserabile e solitaria fingendo che vada tutto bene e accettando quello che ti succede senza interrogarti sulla minima cosa che riguardi la tua noiosa esistenza che prima o poi, oh sì cara mia, giungerà al termine?

Quanto ti pagano per scrivere alla lavagna formule matematiche di cui persino tu hai dimenticato il significato? Formule che quando eri giovane ti appassionavano, quando eri giovane ne eri attratta e quando le capivi ti facevano sembrare intelligente agli occhi dei secchioni sfigati che erano nel tuo corso all’Università e che ti sei portata a letto pensando che ti serviva per fare esperienza e che magari col tempo qualche ragazzo decente sarebbe arrivato peccato che alla fine hai continuato a scopare quei cessi che ora se ne stanno pure loro in qualche scuola di provincia a spiegare matematica a studenti svogliati e quando tornano a casa a mangiare da soli magari pensano ancora a te e a quella volta che ti hanno sparato il loro sperma in faccia e ti hanno detto prendilo, troia, prendilo tutto e stai zitta, e tu quella sera hai perso sangue dalla figa e hai pianto perché non avevi reagito e li avevi lasciati a fare i loro comodi con te perché in fondo avevano detto che ti trovavano intelligente e anche carina e quindi potevi sopportare di tutto, e non so se lo sai ma quando entravi in aula loro si guardavano negli occhi e ridevano e si scambiavano commenti su come te l’avevano sbattuto dentro e facevano a gara su chi aveva fatto più lo stronzo con te nell’ultimo semestre.

Quanto ti pagano per lamentarti se qualche studente arriva in ritardo di due minuti? Quanti soldi prendi al mese per minacciare gli studenti di mandarli dal preside solo perché hanno voluto finire la sigaretta prima di entrare in classe e hanno sforato il tuo sacrosantissimo orario di lezione che inizia alle otto e zero zero minuti e finisce alle nove e zero zero minuti amen?

Quanto ti pagano per rompere i coglioni quando vedi che appena finisce la ricreazione i tuoi alunni non sono già tutti in classe? Quanto ti pagano per credere che i tuoi studenti passino ansiosamente la ricreazione aspettando che ricominci la tua lezione di merda per precipitarsi in classe e sedersi al loro posto bramosi di prendere appunti? Quanto, per essere così stupida da crederlo?

Quanto ti pagano per mettere voti migliori alle ragazze? Perché andiamo, lo sanno tutti che fai così, ci vorrebbe un cieco ritardato mentale per non accorgersi che fai più favoritismi tu che un mafioso ad un politico, ci vorrebbe un sordo rincoglionito per non accorgersi che quando dai un otto a Sabrina la stai solo aiutando a non finire bocciata e inculata dai suoi genitori a giungo, anche se non è stata capace di fare altro che sputare fuori tre frasi di merda impossibili da combinare tra di loro e formarne una di senso compiuto. Quanto ti pagano per aiutare gli esseri umani dotati di figa? Cos’è, la solidarietà femminile per te significa “promuoviamo la stupidità nel mondo?”

Quanto ti pagano per guardare con disprezzo quelli come me? Quanto prendi per guardare come se fossero delle merde quei ragazzi che non studiano e che non stanno i pomeriggi chiusi in casa a imparare come si calcola una derivata perché magari sanno benissimo che quando dovranno pagare il mutuo della casa non gli servirà a un cazzo sapere cos’è una funzione di funzione o un assioma o una coordinata, quando la bolletta della luce sarà di centocinquanta euro perché loro figlio gioca con la PlayStation tutto il giorno e la loro moglie sta ore a guardare Italia Uno e guadagnano mille euro al mese e centocinquanta euro sono tanti, saper trovare il risultato di un’equazione di secondo grado gli servirà solo a pulirsi il culo. Quanti soldi ti danno per guardarmi e pensare che non combinerò niente di buono nella mia vita solo perché non penso che la scuola sia una cosa così importante? Ah scusa, dimenticavo che la tua vita si riduce solo a mangiare gelato sul divano e a rispondere a tua mamma al telefono dicendole che no, non ti vedi con nessuno al momento. Per cui scusami tanto, hai ragione, per te la scuola è una cosa davvero, davvero importante, perché nella tua vita di merda non hai davvero un cazzo che valga qualcosa di più.

Quanto ti pagano per sfottere quelli che interroghi? Quanto ti pagano per farmi alzare e farmi restare davanti alla lavagna per quei lunghi minuti a mortificarmi e a ripetermi che devo veramente applicarmi, fingendo che non ci siano altri venti studenti che ci stanno guardando e pensano che qualcuno in classe se la sta prendendo in culo un’altra volta, eh sì, sono proprio io. Quanti soldi prendi per prendermi in giro sul fatto che non so niente? Lo sai benissimo, mi conosci, io lo dimostro ampiamente che non so un cazzo, e allora basta mandami al posto e smettila di continuare questo teatrino del cazzo, e allora quanto ti danno al mese per guardarmi mentre sudo e balbetto e scrivo numeri che sembrano gli sgorbi di un handicappato? Quando ti danno per far finta di pensare che a me non importi un cazzo di prendere voti di merda mentre in realtà lo sai benissimo che per me è un problema andare male a scuola perché i miei genitori mi fanno il culo e tu lo sai perché ci hai parlato alla riunione e hai detto loro che devo studiare di più, molto di più. Quanto ti pagano per sfottermi pur sapendo benissimo che quando torno a casa sono cazzi?

E allora dai, su, dammi quel quattro di merda e vai a fartelo mettere nel culo.

Dedicato ai miei professori del liceo.

Spero che crepiate tutti,

uno alla volta,

ad intervalli di una settimana.

Così me la godo più a lungo.

 

 

L’ottimismo è il profumo della stupidità

 

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Cos’è un ottimista? Un ottimista è un individuo che crede in Dio anche quando sua figlia muore di leucemia.

Cos’è un pessimista? Un pessimista è un individuo che crede in Dio per poter dargli la colpa quando sua figlia muore di leucemia.

Purtroppo la maggior parte degli ottimisti sono generalmente individui fortunati: si ammalano poco, trovano sempre il modo di fare soldi, tendono ad avere successo nei rapporti con l’altro sesso. Hanno una vita benedetta, nella maggior parte dei casi.

Stranamente i pessimisti sono l’opposto: hanno sempre carenza di soldi, non scopano tanto quanto vorrebbero, prendono sempre il raffreddore al momento sbagliato. Hanno sfiga.

Si potrebbe quasi pensare che la loro visione pessimistica della vita sia la vera causa della loro propensione ad “attirare” le varie sfortune della vita e a vedere il presunto successo degli ottimisti da un punto di vista soggettivo e sicuramente non imparziale.

Si potrebbe quasi pensare.

In realtà, i pessimisti sono veramente più sfigati degli ottimisti. Ma grazie alla loro strabiliante capacità di affrontare le avversità e minimizzare qualsiasi cosa, riescono grossomodo a cavarsela anche quando la merda sale.

Gli ottimisti invece, anche se non così spesso come vorrebbero i pessimisti, si trovano più raramente in situazioni di merda. E quando ciò accade, non hanno la minima capacità per tirarsene fuori in modo dignitoso ed efficace.

Se ne restano semplicemente lì, con gli occhi sgranati e la bocca spalancata, a chiedersi inutilmente “Perché è morta?” e “Ma come diavolo è possibile che sia successo proprio a me?”

Può succedere in rari casi che un ottimista tenda a diventare pessimista quando succede qualcosa di brutto nella sua vita. Infatti, non trovando certezze né sicurezze (né rimedi miracolosi) in futili deus ex machina quali Dio o Forza di Volontà o Amore che Spinge ad Andare Avanti, essi si rendono conto che l’ottimismo viene buono solo per pulirsi il culo.

Ecco allora che scatta l’illuminazione: “Mia figlia è morta a soli sette anni e non si sveglierà più. Non crescerà, non si farà adolescente, né donna. Non la vedrò mai diplomarsi né laurearsi. Non la vedrò mai vincere una gara di pattinaggio. Non la vedrò mai baciare un ragazzo o sposarsi o avere dei figli. Non la vedrò mai più, se ne starà chiusa dentro quella stupida cassa a marcire e ad aspettare che le sue ossa diventino polvere. E nessun Dio può fare qualcosa.”

Così si crea un pessimista.

Nel triste caso in cui un ottimista continui a professare la sua incrollabile fiducia nella vita anche dopo un evento traumatizzante, ecco allora che ci si presenta un eccezionale caso di stupidità e testardaggine degne di nota.

“Mia figlia è morta. Ma era il volere di Dio. A quest’ora sarà in Paradiso, a correre nei prati e a ridere con gli Angeli.”

O forse è ancora lì, pezzo d’idiota, e se ne sta due metri e mezzo sotto terra mentre la sua carne si decompone, e magari l’anima non esiste ed è solo una mera illusione tipicamente umana che serve a rassicurarci che la morte non è poi così paurosa, e quindi col cazzo che tua figlia va a ridere con gli angeli.

Ho detto forse, non te la prendere. Non ne ho la certezza.

Ma neanche tu ce l’hai, o sbaglio? Nessuno ce l’ha.

Un po’ fastidioso, non trovi?

 

 

Dilemma del fumatore N.13

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Ho cercato di smettere di fumare, una volta. Ricordo che quella mattina senza sigarette ero tranquillo: ah, si stava così bene cominciando la giornata senza quell’insopportabile massa di fumo nei polmoni. A colazione sorridevo. Mia madre mi guardava con sospetto.

Madre di Faina: Che hai oggi?

Faina: Come?

Madre di Faina: Che hai? Perché sorridi?

Faina: Niente. Perché, non posso sorridere?

Madre di Faina: Sono le sei e mezza di mattina!

Faina: E allora?

Mia madre si alza in piedi di scatto, visibilmente preoccupata.

Madre di Faina: Ti prego dimmi che non si tratta di droga!

Il problema è sorto all’ora di pranzo. Al momento di mangiare (risotto coi funghi e petto di pollo con purè) ho cominciato a pensare che dopo non avrei potuto fumare la mia sigaretta di rito. Chi fuma lo sa bene: poche sigarette al mondo sono buone come quelle consumate dopo un lauto pranzo.

Madre di Faina: E adesso che hai? Perché quel muso lungo?

Faina: Niente.

Madre di Faina: Niente?

Faina: Mmm.. Non mi va ‘sto risotto.

Madre di Faina: Oddio, è droga sul serio! Dimmi la verità!

Il pomeriggio l’avevo passato in uno stato di profondo nervosismo. Cercavo di studiare e non ci riuscivo. Guardavo la tele e ogni programma mi faceva pena. Provavo a scrivere e finivo per fissare il cursore di Word, che lampeggiava lì in alto, con aria beffarda.

Word: Allora? Oggi di che parliamo?

Faina: Non lo so. Pensavo ad una cosa spiritosa.

Word: Sesso? Parliamo di sesso?

Faina: No. Già fatto.

Word: Che ne dici di prendere in giro qualcuno?

Faina: Boh…

Word: Non sei in forma oggi, vero?

Faina: Non particolarmente.

Word: Allora.. cosa vuoi fare?

Faina: Non lo so..

Word: Io aspetto. Fai con calma.

Alla sera (ho saltato il pranzo, mia madre stava per chiamare il 113) mi sono spalmato sul divano e mi sono imposto di guardare un film. Ho fatto un rapido giro sui canali. Il meno peggio che trasmettevano era Forrest Gump.

All’inizio mi prendeva bene. Poi, dopo un’ora, iniziai a chiedermi con una punta di tristezza perché un ritardato mentale avesse così tanto successo nella vita.

Dopo un’ora e mezza decisi che odiavo quel film inverosimile e sopravvalutato: uno scemo che sembra un incrocio tra Superman e Candy Candy, forte e dolce, sincero e onesto, puro come una gemma e solido come una roccia, che diventa una specie di eroe americano? Ma vaffanculo. Nella vita reale, in America, un tizio così lo prenderebbero a calci in culo e lo metterebbero a pulire cessi.

Ho spento il televisore e sono andato a letto. Mi sono rigirato tutta la notte, maledicendo le lenzuola che si sfilavano da sotto il materasso e lo stronzo che le aveva inventate e anche lo stronzo che aveva inventato il materasso: perché i due stronzi non si erano incontrati tra di loro? Avrebbero potuto organizzare una riunione mettersi d’accordo prima di brevettare le loro stronze invenzioni: potevano trovarsi a casa un pomeriggio e cercare una soluzione comune al problema, e creare delle cazzo di lenzuola che non si sfilavano, oppure un super materasso che attirava elettromagneticamente le lenzuola, insomma, vaffanculo a quei due stronzi che non hanno fatto le cose per bene e mi impedivano di dormire in santa pace.

Finalmente persi conoscenza verso le tre di notte. Ma dormii male, molto male.

Ricordo che la mattina dopo mi sono fatto tre Pall Mall in 9 minuti e 47 secondi.

I bisogni dell’ego

– L’altra sera ho impallinato tua sorella.

– Con il fucile da caccia?

– Ah, tu lo chiami così?

 

Che dialogo esaltante, no? Comunque.

Nel mondo la gente si divide in gente buona e gente cattiva. La gente buona è quella che rispetta il prossimo, che non rompe i coglioni agli altri, che nella vita si pone dei dubbi di carattere morale.

(E’ giusto provare il desiderio di leccarla a mia cugina? Ecco un esempio di dubbio morale.)

(Nel caso ve lo steste chiedendo, la risposta è sì.)

La gente cattiva è quella che non rispetta chi le sta attorno, quella che deve sempre dire la sua e interferire con la vita degli altri, è quella gente che nella vita non si ferma neanche un cazzo di istante a chiedersi “Ma sarà giusto provarci con la ragazza di un altro?”.

(Nel caso ve lo steste chiedendo, la risposta è sì. Se la ragazza è figa e se sembra starci.)

Vi siete mai fermati a chiedervi perché la gente cattiva non si renda conto di esserlo? Costoro popolano il nostro bel mondo, del tutto incuranti del fatto che a me non frega un cazzo se l’altro ieri ho offeso i tuoi sentimenti perché non ti ho salutato alla fermata del tram.

LORO se la prendono per tutto, ogni minima cosa che non va bene la prendono come un’offesa personale, e gli rode, e appena possono te la fanno pagare, e ti rovinano la vita, insistono e insistono senza preoccuparsi di niente.

No, non sto parlando solo delle donne.

Ora, scommetto che ognuno di voi conosce della gente cattiva. Non è vero? Dite la verità, ognuno di voi pensa di essere migliore di chi vi sta attorno. Più intelligente. Più furbo. Più bello. Più esperto. Più valido. E si potrebbe continuare a lungo.

Il problema della razza umana è che ogni stronzo che fuoriesce da una vagina femminile, una volta cresciuto, diventerà un essere senziente dotato di un ego smisurato. Non esistono uomini o donne privi di ego. Tutti quanti siamo, in un modo o nell’altro, segretamente convinti di essere migliori. Di avere il sacrosanto e inviolabile diritto di dire la nostra, di farci sentire, di conquistarci un posto nel mondo. Perché noi valiamo qualcosa, dannazione.

E invece il 90 per cento della gente non vale un cazzo.

La distinzione da fare non è più tra gente buona e gente cattiva.

E’ tra gente che fa e gente che parla.

Perché a parlare sono capaci tutti. Ma a guadagnarselo veramente, un posto nel mondo, lo sono davvero in pochi.

Per cui molti di voi dovrebbero cominciare a valutare obbiettivamente la propria vita e rendersi conto, senza rancore, di non valere poi molto. Di essere delle persone inutili. Superflua materia organica di cui si potrebbe fare tranquillamente a meno.

Ma nessuno di voi lo farà veramente. Perché il vostro stupido ego non ve lo permetterà.

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Sessualmente parlando…

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Nella foto: vecchi che scopano.
Aaaarrghh!

Ci sono persone a questo mondo che si eccitano guardando piedi femminili. Queste persone sono dette feticisti. Altri si eccitano bevendo l’urina del partner: tale pratica si chiama pissing. Altri ancora adorano essere umiliati dalla partner e trattati come schiavi: costoro si chiamano mariti.

Il sesso è un argomento tabù per la maggior parte della gente comune: si fa, ma non se ne parla. Un po’ come il defecare: tutti cagano, ma nessuno lo usa come argomento di conversazione.

Professore: Allora, ragazzi, cosa avete fatto di bello quest’estate?

Alunno1: Sono stato sulle montagne russe!

Alunno2: Ho vinto il torneo di ping pong della parrocchia!

Alunno3: Ho mollato uno stronzo di trenta centimetri buoni.

Alunno4: Ho eiaculato sul viso di una prostituta rumena.

La prima volta che ho scoperto il sesso, avevo cinque anni. Mi stavo masturbando guardando una gangbang in tivù a notte fonda. Non capivo cosa stesse facendo tutta quella gente aggrovigliata e urlante, ma il mio pisello mi suggeriva che fosse piacevole.

Anni dopo ho scoperto che non era un film porno in tivù. Era la registrazione su videocassetta dei miei genitori che facevano sesso. Sull’etichetta c’era scritto “Tentativo di concepimento Faina N. 27”.

Oh. Scusate. Mio padre mi sta facendo notare che era il numero 28. Ne prendo nota.

Una volta giunto a diciassette anni, il magico mondo del sesso si è rivelato ai miei occhi in tutto il suo splendore: la strada statale nei pressi di casa mia.

Un giorno però mi stancai di andare a letto con le straniere: ero stufo di sentirmi chiedere in un italiano stentato se per cortesia potevo mettermi nella posizione dell’Ucraino Volante.

Non lo so fare l’Ucraino Volante! So fare il Bulgaro Ingordo, la Campanella Rumena, il Mammuth Congolese. Ma l’Ucraino Volante no, cazzo!

Decisi quindi di lasciar perdere il conturbante mondo della prostituzione e dedicarmi all’amore gratuito. Un pò il contrario della Carfagna, per intenderci.

In breve tempo finii a letto con una mia coetanea. Si chiamava Paola, portava una quarta di reggiseno e profumava di biscotti. Per cani.

Fu un’esperienza esaltante: per la prima volta in vita mia riuscii a provare un vero sentimento nei confronti di una donna durante il sesso!

O forse le ero solo grato perché non mi avrebbe chiesto 200 euro una volta finito.

Il sesso, comunque, è sempre una questione di grande importanza. E’ il motore che muove il mondo. E’ la fabbrica della vita. E’ la cura per la tristezza. E’ la fugace visione del paradiso. E’ anche un ottimo modo per guadagnare qualche soldo extra ricattando ragazzine sedicenni.

Pur essendo così importante, il sesso rimane sempre una faccenda privata e personale. Nessun uomo vorrebbe che si sapesse in giro come scopa sua moglie, mi sembra ovvio! L’importante è che anche la moglie sia d’accordo.

I Dieci Comandamenti sono inutili

Una volta il parroco del mio paesino mi disse: “Caro Faina, se vuoi entrare in Paradiso, non devi far altro che seguire i dieci comandamenti. Tu rispettali coscienziosamente e vedrai che ti sarà garantita la beatitudine eterna.”

Dopodiché aprì il flacone di vaselina e… ma questa è un’altra storia.

I dieci comandamenti, dicevamo. Qualcuno di voi ci ha mai riflettuto con attenzione? Dio (per chi ci crede) ha avuto la benevolenza di stilare una piccola lista di regole da rispettare così che potessimo assicurarci, una volta morti, un posto di prima classe nell’aldilà. Vi immaginate che pacchia, il Paradiso?

Un paio di ali sulla schiena, angeli femmina dai seni prosperosi, vino e ostie a pranzo e cena. E al sabato sera, nell’auditorium comunale, il grande spettacolo di varietà di Gesù.

Sabato 17 alle ore 21.00, il Figliol Gesù presenta il suo nuovo show “Miracles 2008”. Vedrete pezzi celebri come la camminata sulle acque e la moltiplicazione di pani e pesci, e molto altro ancora! Guest Star: Lazzaro e l’arcangelo Gabriele. Non mancate! Per info e prevendite…

Quanto mi piacerebbe finire in Paradiso. Ah, se solo riuscissi a smetterla con il mio brutto vizio di stuprare vecchiette.

Ma supponiamo che alla fine basti un solo errore per finire all’Inferno?

Magari ti dimentichi di santificare una festa (traduzione: rimani a letto alla domenica mattina e fanculo la messa), pronunci il nome di Dio invano (quando, dopo che hai avuto l’orgasmo più lungo della tua vita, scopri che il preservativo era rotto), oppure non riesci a trattenerti dal desiderare la donna d’altri (Io, ad esempio, invidio Totti. Perché lui si scopa Ilary Blasi e io no?)

Sarebbe bello se, una volta arrivati al cospetto del Gran Capo (sì, sto sempre parlando di Dio, cazzo credevate?), si finisse per venire assegnati alle fiamme eterne per colpa di un solo, unico, stupido errore.

Faina: Allora? Come sono andato? Quanti punti ho fatto?

Dio: Hai una buona media… Ma c’è un piccolo problema.

Faina: E’ per il prete che mi ha sodomizzato da piccolo? Scusi tanto sa, ma non credo che la colpa sia mia… In fondo è un Suo dipendente..

Dio: No, no, non sto parlando di Don Giacomo. Sto parlando del Giovedì 23 Maggio di sessantaquattro anni fa.

Faina: Con tutto il rispetto, Signore, continuo a non capire.

Dio: Era una giornata piovosa. Eri a casa da solo e ti stavi annoiando. Su Studio Aperto stavano trasmettendo uno speciale servizio sull’ultimo calendario di Manuela Arcuri…

Faina: Oh. Adesso ricordo.

Dio: Ecco, ci siamo capiti. Beh, mi dispiace, ma sei fuori. Niente paradiso.

Faina: Per un solo errore?

Dio: Mi dispiace. I patti erano chiari. Vattene.

Faina: Ma.. ma.. non è giusto.. io..

Dio: E’ troppo tardi.

Faina: Ti saresti fatto una sega anche tu se avessi visto quel servizio!

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Post apparso precedentemente su ScaricaBile N.2

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Nella foto: Amy Smart. Era in qualche puntata di Scrubs.
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Ha partecipato anche al film The butterfly effect.
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Ma chi se ne fotte, l’importante è che sia una gran figa.
E che questa foto possa ispirarvi
sordide fantasie su esperienze sessuali lesbiche tra lei e la tizia di O.C.