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Dieci cose dei film che hanno veramente rotto il cazzo ed è ora di finirla

1

 

Quando il tizio sta per baciare la figa di turno (che si è miracolosamente innamorata di lui) ecco che vengono interrotti dal campanello che suona, o dal telefono che squilla, o da un bambino di cinque anni che entra nella stanza urlando, inconsapevole di aver appena interrotto il momento magico in cui il suddetto tizio stava per limonare la pollastra e portarsela a letto.

A quanto pare la gente nei film non riesce mai a slinguarsi in santa pace.

 

2

 

Nei film d’azione si vede sempre l’eroe di turno che spara a uno dei cattivi e questo crolla a terra e non si muove più e non emette un cazzo di fiato.

Stronzata.

Se spari a un cattivo di turno io voglio sentirlo urlare per mezz’ora mentre muore dissanguato, voglio vedere che cerca di estrarre il proiettile con le dita piangendo di dolore mentre lo fa, voglio che tenti di alzarsi in piedi e piantare una pallottola in testa all’eroe di turno per vendicarsi prima di morire, voglio che combatta con le unghie e con i denti per cercare di sopravvivere.

Basta con questi cattivi di turno che appena ricevono una pallottola in qualsiasi punto del corpo si accasciano a terra e se ne stanno zitti a morire senza fare un cazzo.

Fighette.

(Sono giustificati quelli che vengono colpiti alla testa.)

 

3

 

Megan Fox, Scarlett Johansson, Salma Hayek e Natalie Portman devono comparire nude nei film in cui recitano. Il regista deve inquadrarle per lunghi minuti e zoomare ripetutamente su tette e figa.

O si spogliano, o se ne vanno affanculo.

Altrimenti la loro partecipazione nei film diventa alquanto superflua.

A chi cazzo interessa vedere un film in cui la Portman parla per due ore ed è vestita?

E’ uno spreco senza senso. E’ come se Rocco Siffredi avesse intrapreso la carriera di elettricista.

 

4

 

Gli attori devono iniziare a scoreggiare.

E’ vergognoso che nel ventunesimo secolo siamo ancora costretti a vedere film dove la gente non scoreggia. E non me ne frega un cazzo di American Pie o di tutti quegli altri aborti cinematografici sul generis, io voglio vedere un cazzo di film girato da Scorsese in cui Robert De Niro finisce di scoparsi Susan Sarandon nel cesso di una tavola calda ed esce dal locale accendendosi una sigaretta e mollando un sonoro peto.

QUELLO sarebbe del fottuto realismo.

Basta con tutte quelle scene di sesso dove l’uomo finisce di trombare la donna e va in cucina a preparare la colazione.

Nessuno prepara la colazione a una che hai appena finito di scopare, al massimo le accarezzi i capelli e poi vai in bagno a fumarti una Camel.

Quando vedo questa gente che si alza dal letto e va in cucina a preparare salsicce e omelette e bicchieri di spremuta per la mignotta di turno io penso sempre al mostro di Loch Ness che gioca a tennis con lo Yety a bordo di una navicella spaziale capitanata da Gesù Cristo. QUESTA MERDA NON ESISTE quindi è ora di dire basta ai registi che si ostinano a inserire certe scene inverosimili nei loro film.

 

5

 

Questa può sembrare un’ovvietà, ma va comunque detta: i film horror stanno andando a puttane perché la gente è stufa dei protagonisti rincoglioniti.

Lanciamo un appello a Hollywood tutti insieme, coraggio:

HOLLYWOOD, SMETTILA DI PRODURRE FILM SUI SERIAL KILLER CHE SI DIVERTONO AD AMMAZZARE DEI POVERI COGLIONI!

Ho un consiglio per Wes Craven e compagnia bella: provate a inserire nei vostri film un fottuto studente universitario che quando viene minacciato da un serial killer psicopatico NON si limita a frignare e rifugiarsi in mezzo ai boschi armato di una torcia e un cucchiaio di plastica, e vedrete che come d’incanto la gente inizierà ad apprezzare maggiormente il vostro lavoro.

E’ frustrante vedere questi idioti che vengono massacrati uno dopo l’altro in maniera cruenta quando è evidente che l’unica soluzione ovvia è quella di acquistare un fottuto fucile a pompa e far saltare in aria lo stronzo maniaco che li perseguita.

No, loro scappano. Loro inventano piani ingegnosi. Loro cercano formule magiche in antichi libri dell’occulto con lo scopo di far scomparire il tremendo spirito maligno che vuole ucciderli.

Fanculo, comprati un fucile a pompa e stai pronto a sparare! E se vedi che le cose vanno  male, te lo infili in bocca e ti fai saltare la testa. Almeno eviterai di venire impalato vivo o scuoiato o spezzato a metà o ucciso in qualche altro modo orribile da qualche ridicolo assassino che si traveste da coniglio viola e colleziona peli di culo umani.

 

6

 

Lo so che è bello quando nei film ad un certo punto Jack Nicholson, o De Niro, o Anthony Hopkins, o Al Pacino si alza in piedi davanti alla folla ostile e nella stanza cala il silenzio più assoluto e tutti puntano gli occhi su di lui e lui oh meraviglia delle meraviglie inizia un fottutissimo MONOLOGO di quelli con i controcazzi, uno di quegli epici e affascinanti monologhi da film che gli sceneggiatori ci mettono due settimane per scrivere, e quando il monologo finisce all’improvviso come per magia un tizio della folla ostile inizia a battere le mani, e dopo qualche secondo un altro tizio ostile batte le mani e all’improvviso tutta la folla ostile batte le mani e sarebbero pronti a morire per Jack Nicholson anche se fino a cinque minuti prima volevano crocifiggerlo; oppure il magico monologo finisce ed ecco che la squadra (di calcio, di hockey, di basket, vedete un po’ voi) allenata da Anthony Hopkins che fino a cinque minuti prima si stava facendo fare il culo ritrova di colpo energie e motivazione e scendono in campo gasati come tori alla corrida e si improvvisano fenomeni mondiali lanciandosi in una serie spettacolare di numeri e peripezie e alla fine vincono la partita.

Vincono una partita persa e strapersa e tutto questo grazie al monologo di De Niro o chi per lui.

Insomma, i monologhi nei film saranno pure belli da sentire, ma è ora di smetterla di farci credere che bastino per influenzare drasticamente il destino del mondo.

 

7

 

Jessica Alba ha quasi trent’anni, ha recitato in una ventina di film, e deve ancora fare un pompino.

Ora, io non vorrei allarmarvi o mettervi in agitazione, ma BISOGNA SBRIGARSI A CONVINCERLA A GIRARE UNA SCENA DI SESSO DOVE MOSTRI QUEI CAZZO DI CAPEZZOLI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!

Se continuiamo ad accontentarci di banali scene di sesso soft dove inquadrano la schiena di una controfigura spacciandola per quella di Jessica, finiremo per ritrovarci tra vent’anni a rimpiangere di non avere mai potuto ammirare il suo culo ai tempi in cui era giovane e fresco!

Avete presente il terribile senso di colpa che accompagna il popolo ebreo per aver permesso l’uccisione di Gesù Cristo e le conseguenti persecuzioni che hanno dovuto subire nel corso dei secoli per colpa di questo terribile errore?

Ecco, se noi non convinceremo Jessica Alba a spogliarsi e a fare un pompino a Leonardo di Caprio mentre Christopher Nolan gira la scena in IMAX allora faremo tutti quanti la stessa fine degli ebrei: il nostro futuro nel corso della storia verrà funestato da lutti, morte, bagni di sangue e campi di concentramento.

 

8

 

Basta con le commedie romantiche. Davvero, basta.

Magari può sembrare una banalità, ma è ora di finirla.

La cosa misteriosa è che ho sempre sentito la gente lamentarsi delle commedie romantiche, lamentarsi di Sarah Jessica Parker e Jennifer Aniston, lamentarsi di finali sdolcinati e lamentarsi delle canzoni di Robbie Williams.

E allora, mi chiedevo, perché cazzo continuano a produrre commedie romantiche se la maggior parte della gente le odia e ne ha le palle piene?

Risposta: una parte della popolazione mondiale costituita da donne single e finocchi timidi continuano ad andare al cinema a vedere questi aborti cinematografici.

Vaffanculo questa gente.

Soluzione: ammazziamoli.

Basterà addestrare delle squadre di spietati agenti speciali che perquisiranno casa dopo casa, alla ricerca di prove compromettenti.

<<Signora, questo è un DVD di Sex and the City?>>

<<Io… Non è mio, lo giuro!>>

<<E questo… Sembra quasi… Oh mio dio, è Tre metri sopra al cielo. Mi viene da vomitare.>>

<<La prego, le giuro che non sono miei, le giuro che non so niente, non mi faccia del male!>>

<<Per favore, appoggi le mani al muro e chini la testa. Se collabora le assicuro che sarà una cosa veloce e indolore.>>

<<Ma… io…>>

BANG!

<<Crepa, maledetta puttana.>>

 

9

 

Gli anziani non sono saggi e adorabili.

Basta con questi adorabili vecchietti di settant’anni (Hopkins, Freeman, Gene Hackman, Ian McKellen) che prendono sotto la loro ala protettrice il giovane ragazzino ribelle di turno e nel giro di un mese lo trasformano in una specie di santo con l’intelligenza di Einstein e la bontà di Madre Teresa di Calcutta.

Che cazzo hanno i vecchi nei film? La formula magica per redimere i delinquenti del mondo?

Queste mummie dal sorriso sapiente e dalla parlata tranquilla si mettono a raccontare aneddoti della loro vita passata e a dispensare consigli preziosi quanto banali ed ecco che di colpo il giovane adolescente problematico incapace di manifestare affetto si ritrova a raccogliere fiori e comporre poesie mentre sullo sfondo il tramonto colora di rosso il paesaggio. Uao.

 

10

 

I film di Kubrick non erano poi sto granchè, vaffanculo le sue misteriose citazioni del cazzo e le sue inquadrature sperimentali e tutte le altre puttanate che ci metteva dentro.

Arancia meccanica  è famoso (ed era interessante all’epoca) solo per le scene dei vari pestaggi, Shining  è il film dell’orrore che spaventa di meno nella storia del cinema, Eyes Wide Shut  è un miscuglio di stronzate in stile “sogno-o-realtà?” che dopo un po’ annoia e lascia l’amaro in bocca, Full Metal Jacket  senza gli insulti del sergente Hartman sarebbe una cagata pazzesca, 2001: Odissea nello spazio  è di una noia assoluta, e vaffanculo.

Non mi interessa se Kubrick era “un perfezionista”, se usava la telecamera in modo geniale legandosela al pisello e facendola roteare, non me ne frega un cazzo se i suoi film vanno “interpretati” per essere apprezzati, non voglio guardare uno dei suoi “capolavori” e arrivare alla fine e dover farmi un esame di coscienza analizzando tutte le sfaccettature artistiche e altre boiate simili per godermi uno stracazzo di film!

Ma invece a quanto pare Stanley Kubrick era un genio e io sono un idiota se non lo apprezzo. Di solito quelli che apprezzano Kubrick sono gli stessi che apprezzano Lynch e le sue puttanate allucinanti. Gente che quando guarda un film non è contenta se il regista non ha inserito un centinaio di misteri irrisolti e un altro centinaio di citazioni oscure e un significato sottinteso all’intera opera che si può capire solo dopo anni di meditazione. Uao.

Tra cento anni studieranno la cinematografia del ventesimo secolo e proclameranno che Kubrick e compagnia erano dei sopravvalutati del cazzo, e io uscirò dalla mia tomba e andrò a pisciare su quella del vecchio Stanley.

 

 

Illusione ciclica

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Ci cascherai sempre

C’è poco da fare.

Dirai “Ehi, non farò più lo stesso errore”

Ma non lo puoi decidere tu.

Quando succede succede.

E tu ci caschi.

Non sei più furbo

Non sei più sveglio

Non lo sarai mai

Ti accorgerai che sta capitando di nuovo e

potrai solo illuderti di avere ancora abbastanza tempo

per tornare indietro.

Ma è una stronzata.

Non hai tempo.

Non hai la forza.

Non hai speranza.

Capiterà.

Di nuovo.

Proprio come l’ultima volta.

E tu ci cascherai.

Ancora.

E ancora.

Come un tossico

che dice “mi faccio l’ultima botta”

Che non è mai l’ultima

Non lo sarà mai.

Non ci credi?

Ora lo so che ti vanti

E te ne vai in giro col sorriso da spaccone

E credi di sapere già tutto

Sei un uomo di mondo tu, eh?

Le hai viste tutte.

Sei esperto.

Sei preparato.

Nessuno ti frega, a te.

Sì, come no.

Povero illuso

Coglione

Imbecille

Succederà ancora

E ci cascherai

Ancora

Di nuovo

Senza dubbio

E ti maledirai

Ti odierai

Te la prenderai col mondo

E dirai “Ehi, la prossima volta non farò lo stesso…”

Lo stesso un cazzo

Fidati di me

Non c’è via di uscita

Nessuna soluzione

E’ una ruota

Che gira

E torna sempre là

Ci cascherai

E farà male

Come prima

Più di prima

Ma nel frattempo

Continua pure a vantarti con te stesso

Lo sappiamo tutti che tu sei il più furbo.

 

Sì, come no.

Coglione.

 

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Figliolo, un giorno tutta questa merda sarà tua

C’è un ragazzino, qui vicino a me, mentre scrivo. E’ il figlio di mia cugina. Ha tre anni. Sta giocando con un mostro di plastica blu. Sembra che se la stia godendo.

 

Io coi bambini piccoli non riesco proprio a interagire. Tutti quanti appena vedono un moccioso iniziano a fare facce buffe o giocarci o a parlargli lentamente e con tono allegro.

 

O a riempirlo di attenzioni e vezzeggiativi: “Caro”, “Tesoro”, “Cucciolo”, “Bello di mamma”, “Piccolo”, “Giuggiolino”.

Dio, sembra che stiano parlando con un cazzo di cane handicappato.

 

Io no, non riesco a fare certe cose. Mi sembra stupido sprecare tempo a interagire con un essere che non capisce quello che dico.

 

Se fossi sicuro che potesse capirmi, capirmi fino in fondo, allora forse gli parlerei. Qualcosa da dirgli ce l’avrei.

 

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Gli direi che si diverta finchè è piccolo. Che se la goda come un bastardo. Che non risparmi mai le energie, che si impegni a giocare dalla mattina fino alla sera.

 

Gli direi che un giorno qualcosa cambierà drasticamente e finiranno i bei tempi in cui tutto quello che serviva per andare avanti era correre dalla mamma a lamentarsi, fiduciosi che lei avrebbe risolto tutto.

 

Gli direi che un giorno scoprirà l’ansia e la paura di deludere i genitori, i parenti, gli amici, i compagni di classe.

 

Gli direi che un giorno il giudizio della gente conterà e quindi dovrà smetterla di fare quel cazzo che vuole e dovrà iniziare a comportarsi secondo certe regole stabilite. A meno che non voglia finire in galera per atti osceni in luogo pubblico, o roba simile.

 

Gli spiegherei che le ragazze gli stravolgeranno la vita e gli bruceranno il cervello. Gli insegnerei che imparerà ad odiarle e a disprezzarle dal profondo del cuore, e che dovrà trattarle male per riuscire a sopravvivere, ma che loro avranno sempre una cosa con cui si faranno perdonare tutte le porcate che gli rifileranno.

 

Gli direi che un giorno uno dei suoi genitori morirà e che lui non potrà farci niente. Ma a questo non riuscirà mai a credere veramente, almeno fino a che non succederà davvero.

 

Gli farei capire che per andare avanti senza venire schiacciato dovrà imparare a farsi rispettare, perché la gente è cattiva per natura. Gli direi che dovrà imparare a essere malizioso, bugiardo, arrogante. Porgere l’altra guancia è il metodo migliore per finire inchiodati su una croce a morire come dei coglioni.

 

Gli spiegherei che provare pena per qualcuno non è sbagliato, fa parte della natura umana, che è imperfetta e contraddittoria, ma che non dovrà lasciarsene trasportare troppo, o finirà per farsi fregare.

 

Gli direi che nella vita conoscerà una marea di persone, ma che solo con una manciata di loro riuscirà ad avere un rapporto sincero. Con le altre, invece, non potrà mai aspettarsi di arrivare oltre a un certo punto.

 

Gli insegnerei che dovrà imparare a contare solo su sé stesso, senza poter chiedere aiuto. Gli direi che arriveranno giorni in cui dovrà affrontare certe situazioni di merda di cui non potrà parlare a nessuno, e che sarà faticoso. Molto.

 

E gli direi che per resistere a uno stress del genere si ritroverà a cercare sollievo nel sesso o nelle droghe o in qualsiasi altra cosa che possa procurargli un piacere facile senza spenderci sopra troppa fatica.

 

A meno che, ovviamente, non voglia arrendersi e gettarsi sul letto con la faccia affondata nel cuscino a frignare e lamentarsi come una fottuta puttana di ragazzina mestruata.

 

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Smettila di guardare Colorado Café

Per quelli che ancora non lo conoscono, pubblico qui tre video che compongono uno degli spettacoli comici di un fottuto genio di nome Bill Hicks.

Perchè lo faccio?

1. Perchè non avevo voglia di scrivere un post.

2. Perchè credo che sia giusto divulgare il più possibile le spettacolari performance che Hicks riusciva a regalare.

Se non conoscevate quest’artista, dateci un’occhiata. Vi garantisco che non tornerete più indietro.

 

 

 

 

C’era una volta la musica italiana

C’era una volta in cui credevo che la presenza di bestemmie (sul blog, perlomeno) fosse un segno di scarsa intelligenza, in quanto rivelatore di una pericolosa mancanza di rispetto nei confronti delle persone che credono in una religione, più specificatamente nel cristianesimo.

Poi un bel giorno ho realizzato che le bestemmie esistono ed è inutile ignorarle, fingendo che siano una cosa brutta e volgare. Le bestemmie non sono brutte e volgari. Sono solo parole, innocue parole, parole che non uccidono nessuno, sono delle cazzo di sillabe poste una accanto all’altra, che servono a rappresentare in maniera efficace l’attuale stato d’animo di una persona.

Le bestemmie fanno parte della nostra cultura, sono parte integrante della nostra civiltà da centinaia di anni, sono espressioni linguistiche con una propria dignità che tutti usiamo. Ammettiamolo. Chi non ha mai tirato una bella sfilza di eresie dopo aver sbattuto con la macchina addosso a un palo della luce?

Con questo non voglio incoraggiarne l’uso (dopo il venticinquesimo commento che mi informa che Dio assomiglia a un cane, la cosa inizierebbe a diventare noiosa) quindi, se possibile, evitate di trasformare lo spazio per i commenti in una gara a chi la spara più blasfema.

Ma vaffanculo, fate un pò come vi pare.

Va beh, il punto è questo: la canzone che state per sentire contiene varie bestemmie assortite. A prescindere dalla loro presenza o meno nel testo, io ritengo che questa sia un’opera d’arte che esprime in maniera struggente e appassionata (e senza senza false ipocrisie) la condizione di ogni ragazzo triste e solitario che abbia mai messo piede sulla faccia della Terra.

Insomma, non sentite la sublime nota di malinconia nella voce dell’ignoto cantante?

Non avvertite quella deprimente e nostalgica sensazione che ogni buona canzone triste dovrebbe regalare?

Non vi accorgete della tremenda rabbia repressa che ribolle nelle vene segrete fra le parole?

E poi ci sono le bestemmie, dai. Meglio di così.

La mia satira è così raffinata che Luttazzi di notte piange pensando a me

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The End
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Ringraziamenti
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– Il programmatore che ha inventato Paint. Sperando che a quest’ora sia morto.
– Google Images, che quando ho richiesto “donna nera culona” non mi ha deluso.
– Berlusconi, che saprà interpretare con garbo e nonchalance questa mia umile opera artistica, la quale non vuole assolutamente insinuare l’idea che il premier sia un puttaniere.
– Mike Bongiorno, per essere morto prima di iniziare il suo nuovo programma su Sky, che io pago 49 euro al mese e non lo faccio di sicuro per vedere un vecchio idiota rincoglionito.

Dottor Freud, stanotte ho sognato mia madre che succhiava un ghiacciolo, questo significa che ho il desiderio represso di farmi fare un pompino da mio padre mentre mio fratello ingoia le feci che fuoriescono dall’ano di mio zio? EHI FREUD STO MALE O NO???

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Sono quello che alla mattina si sveglia e ha la tosse e si accende una sigaretta;

 

Sono quello che dice “mi faccio una serata tranquilla” e poi si trova alle due di notte che barcolla davanti al bar con in mano una birra;

 

Sono quello che mentre guida ed è a novanta all’ora e c’è una curva poco distante si mette a scrivere col cellulare e ad accendersi una sigaretta;

 

Sono quello che vuole rimanere single a vita e poi quando passa una troietta con un bel culo si informa su chi è;

 

Sono quello che dice “domani vado a correre che ultimamente ho buttato su due chili di troppo” e poi e il divano lo chiama a gran voce e rimane a casa;

 

Sono quello che quando fuori ci sono cinque gradi non si veste pesante perché tanto non fa sicuramente così freddo sembra;

 

Sono quello che deve studiare per un esame e non lo fa perché tanto c’è tempo;

 

Sono quello che quando deve farsi la ricarica sul cellulare non può perché ha speso i dieci euro per le sigarette;

 

Sono quello che non andrebbe mai con una di quattro anni più piccola ma che rivede la sua scala di valori quando quella di quattro anni più piccola si tira giù i jeans;

 

Sono quello che quando i professori parlavano non ascoltava mai e se ne stava appoggiato al muro a guardare fuori dalla finestra;

 

Sono quello che qualsiasi lavoro fa si ritrova sempre con un capo che è un figlio di puttana;

 

Sono quello che non ha più toccato la bici da quando ha preso la patente;

 

Sono quello che condanna il razzismo ma che ride alle barzellette sui rumeni;

 

Sono quello che si dichiara anarchico ma che paga le tasse;

 

Sono quello che vorrebbe cambiare il sistema politico italiano corrotto e che non si decide mai a comprarsi un bel fucile a pompa e farsi un giro a Palazzo Chigi, ma preferisce scrivere su un blog che Berlusconi è un bambino cattivo;

 

Sono quello che dice di fidarsi ma che non si fida mai di nessuno;

 

Sono quello che parla in dialetto e guarda male quelli che parlano sempre in italiano;

 

Sono quello che si lamenta sempre di cose che invece gli vanno benissimo così come sono;

 

Sono quello che di trovare un equilibrio nella vita se ne sbatte i coglioni perché la pace interiore dopo un po’ annoia da morire.