Archivio mensile:maggio 2010

Alzi la mano chi non ha mai guidato da ubriaco

 

E’ facile dire che non si dovrebbe guidare da ubriachi

Io lo faccio ogni sabato sera.

Mmm… Anche il venerdì e la domenica, se è per questo.

 

Insomma, chi non ha un parente (o un conoscente, o un amico, o qualcos’altro) morto per un incidente stradale?

Io ho uno zio, ad esempio, e giro con gente che ha fratelli e cugini finiti contro un platano a ottanta all’ora.

 

 

Ho già avuto la mia bella dose di incidenti in auto. Sia che stessi guidando io, sia che stesse guidando qualcun altro.

L’ho sempre scampata.

 

Mi hanno già fermato un bel po’ di volte. Ma a quanto pare erano sbirri con seri problemi di vista se non si sono accorti di quant’ero bevuto. O forse più semplicemente era quasi mattina, erano stanchi, io loro turno finiva di lì a poco, e non avevano voglia di farmi soffiare nel palloncino.

 

E spesso e volentieri mi ritrovo a lamentarmi di quanto sia pericoloso guidare in simili condizioni di merda, quando la vista è annebbiata e gli occhi si chiudono da soli e il tuo personale concetto di velocità moderata è scomparso giù per il buco del cesso insieme alla pisciata fatta nei bagni della discoteca poco prima di partire per tornare a casa alle cinque di mattina.

 

<<Non mi va di rischiare la patente non mi va di rischiare di prendere sotto qualcuno non mi va di rischiare la vita di finire fuori strada di schiantarmi su un lampione di centrare una macchina che viene dalla direzione opposta non mi va non va bene non si fa IO STASERA NON BEVO non mi fumo neanche una canna NEANCHE UNA no e poi no stasera sto tranquillo dai>>

 

E invece poi un bicchiere tira l’altro, poi ti metti al volante, e da quel momento parte la roulette, uccidi qualcuno o no? muori stasera o no?, sei una pistola carica nelle mani di un bambino, e il bello è che non volevi che finisse così per l’ennesima volta, e ti riprometti che non succederà di nuovo.

 

(E dici “Beh, vado piano. Vado piano. Se vado piano non succede niente”)

 

 

Quella sensazione di panico misto a sollievo che ti assale quando passi oltre una pattuglia di carabinieri che hanno appena fermato qualcuno (potevi essere tu),

quella sensazione di calma e relax che ti pervade quando stai correndo a cento all’ora, con i tuoi amici che dormono (collassati) sul sedile dietro, e la strada buia e deserta davanti, da solo col rumore del motore che sale e delle ruote che pestano l’asfalto,

oh

oh ma quanto

oh ma quanto è bello guidare da ubriachi

arrivare così vicini a rischiare la vita

-ma non te ne rendi conto fino al giorno dopo-

e scamparla

scamparla ancora una volta

ancora per un sabato.

 

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Illusione ciclica

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Ci cascherai sempre

C’è poco da fare.

Dirai “Ehi, non farò più lo stesso errore”

Ma non lo puoi decidere tu.

Quando succede succede.

E tu ci caschi.

Non sei più furbo

Non sei più sveglio

Non lo sarai mai

Ti accorgerai che sta capitando di nuovo e

potrai solo illuderti di avere ancora abbastanza tempo

per tornare indietro.

Ma è una stronzata.

Non hai tempo.

Non hai la forza.

Non hai speranza.

Capiterà.

Di nuovo.

Proprio come l’ultima volta.

E tu ci cascherai.

Ancora.

E ancora.

Come un tossico

che dice “mi faccio l’ultima botta”

Che non è mai l’ultima

Non lo sarà mai.

Non ci credi?

Ora lo so che ti vanti

E te ne vai in giro col sorriso da spaccone

E credi di sapere già tutto

Sei un uomo di mondo tu, eh?

Le hai viste tutte.

Sei esperto.

Sei preparato.

Nessuno ti frega, a te.

Sì, come no.

Povero illuso

Coglione

Imbecille

Succederà ancora

E ci cascherai

Ancora

Di nuovo

Senza dubbio

E ti maledirai

Ti odierai

Te la prenderai col mondo

E dirai “Ehi, la prossima volta non farò lo stesso…”

Lo stesso un cazzo

Fidati di me

Non c’è via di uscita

Nessuna soluzione

E’ una ruota

Che gira

E torna sempre là

Ci cascherai

E farà male

Come prima

Più di prima

Ma nel frattempo

Continua pure a vantarti con te stesso

Lo sappiamo tutti che tu sei il più furbo.

 

Sì, come no.

Coglione.

 

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Quando dico che mi piace, intendo dire che mi fa cagare nel 99% dei casi. Ma non ti preoccupare, tu rientri di sicuro nel restante 1%

Cosa c’è di peggio al mondo di qualcuno che viene a chiederti un parere su qualcosa a cui tiene molto, aspettandosi che tu concordi con lui, anche se in realtà tu pensi che sia una merda?

Riformulo la domanda in versione semplificata: cosa c’è di peggio di un blogger che viene a chiederti cosa ne pensi del suo blog?

 

Oh, sì, parlo per esperienza personale. A quanto pare qualche tempo fa ho inconsapevolmente varcato quella linea che divide la terra degli “Aspiranti Blogger Sconosciuti” per entrare nel magico mondo dei “Blogger Conosciuti Da Un Po’ Di Gente”.

 

Quali vantaggi mi ha portato tutto ciò?

 

Eccone due: Ho molti più commenti idioti a cui non dare alcuna importanza, e c’è un numero significativo di poveri stronzi che mi intasano la casella di posta chiedendomi consigli e/o pareri personali sui loro blog.

 

Un affare, no?

 

Per quanto mi faccia male ammetterlo, anch’io ero uno di loro.

Scopiazzavo qua e là, non avevo uno stile personale, scrivevo solo quello che la gente voleva sentirsi dire. Insomma, ero Fabio Volo.

(Ha ha, grazie per la risata.)

E, cosa peggiore di tutte, mandavo mail ai blogger che ritenevo “Importanti e Migliori di me”, cercando di ingraziarmeli e leccandogli il culo e chiedendo un parere sull’ultimo misero, merdoso post che avevo pubblicato sul mio squallido blog di infima categoria.

 

Pensate a quei poveri stronzi. Pensate a quanta pena dovevano provare.

 

“Oh, l’ennesima e-mail del blogger alle prime armi che mi idolatra disperatamente. Mi chiede se sono così gentile da leggere l’ultimo post che ha pubblicato, “Cose che ho fatto ieri pomeriggio dopo essermi lavato i denti”, e dargli la mia opinione “in modo schietto e sincero”, e conclude con un P.S., “Ehi, cosa ne pensi dell’immagine di sfondo che ho messo sulla Home Page? Pensavo di usare un effetto seppia per rendere il tutto più serio e meno da ragazzini.”

 

La risposta che ricevevo, generalmente, era una variazione più o meno elaborata del classico “Bravo, bel post, continua così, grazie per i complimenti”, il che si poteva tradurre con un sonoro “SMETTILA DI ROMPERE I COGLIONI IL TUO BLOG MI FA CAGARE E COL CAZZO CHE TI LINKO”.

 

Ora, tornando all’argomento principale del post (il quale, come i più attenti di voi avranno intuito, è un lampante esempio di come io ormai non abbia più uno straccio di idea decente), posso dire che i blogger che mandano e-mail supplichevoli ad altri blogger sono dei poveri idioti.

 

I blogger che idolatrano altri blogger, generalmente, sono degli idioti.

I blogger che si sperticano in lodi esagerate cercando di ottenere un briciolo di attenzione sono degli idioti.

I blogger che commentano altri blogger esprimendo un parere “obiettivo e imparziale” o “una critica costruttiva” sono degli idioti.

I blogger che si ispirano nello stile / nella forma / nei contenuti ad altri blogger sono degli idioti.

 

Volete un consiglio? “Schietto e disinteressato”?

Smettetela di scrivere per gli altri e iniziate a scrivere per voi stessi. Se quello che scrivete piace a voi, tanto basta.

 

E’ tutto qua, dico davvero.

 

Non è questione di chi ha più commenti positivi, di chi fa duemila visitatori al giorno, di chi è riuscito a farsi linkare dal Signor Blogger Affermato, o di chi scrive il post più simpatico della rete.

No.

Quelli sono, per così dire, “effetti collaterali”. Sono cose che possono far piacere, questo non si nega, ma sono e rimangono cazzate.

Cento commenti positivi ad un vostro post possono significare benissimo due cose: che siete bravi, o che ci sono altri cento idioti come voi che vi stanno seguendo come delle pecore. Non ci credete? Eppure viviamo in un paese dove Zelig è considerato uno show di bravi comici.

 

Cosa cazzo te ne frega se ti linko o no? Sarà più di un anno che l’occhio non mi cade neanche per sbaglio sulla barra dei link, figurati cosa me ne sbatte di chi c’è e chi non c’è, tu compreso.

Cosa cazzo ti importa se vengo sul tuo blog a commentare? Pensi che salga di livello solo perché ho sprecato trenta secondi del mio tempo a scriverti “Bel post”? Ci ho messo più tempo a digitare le lettere del codice di sicurezza che a inventarmi un commento falso e scontato per quel mare di cazzate che hai pubblicato.

Cosa cazzo ti importa della mia opinione su quello che scrivi? Mi conosci? Sai chi sono? Andiamo a cena insieme il venerdì sera? No!

Se ti sta così tanto a cuore l’opinione di un emerito sconosciuto che scrive boiate su un sito Internet forse è ora che getti via i pupazzetti fatti coi Lego che ti tengono compagnia nelle buie notte piovose quando fai fatica ad addormentarti e che ti scrolli di dosso i rimasugli della tua triste infanzia segnata da una continua ricerca d’approvazione e affetto e che inizi a rimodernare la scala di valori che governa la tua vita, sostituendo al primo posto “Complimenti ricevuti da un blogger” con “Scopare finalmente una donna”.

 

La cosa principale è imparare a scrivere per far piacere a sé stessi.

Dopodiché, (e ben vengano, se sono quelle le cose che vi interessano) arrivano i link dagli altri blog, arrivano i complimenti e le critiche, arrivano i visitatori. Arrivano persino i premi, se siete bravi.

E arrivano le mail di blogger sconosciuti che vogliono sapere cosa ne pensate del loro ultimo post.

 

Fa davvero schifo al cazzo, porca puttana.