Archivio mensile:dicembre 2009

Apri la mente, Neo, e ti spiegherò che Matrix è una creazione artificiale del tuo cazzo digitale. Vuoi una pillola blu o preferisci quella rossa? L’importante è che schivi le pallottole con gli occhiali da sole. Trinity, carica il programma di briscola!

Una volta avevo paura di far sapere agli altri cosa mi piaceva, soprattutto se mi piaceva qualcosa che agli altri non piaceva. Esempio: se sei un metallaro e un bel giorno scopri una canzone di Britney Spears che ti piace, di sicuro non lo vai a dire ai tuoi amici metallari.

 

A meno che tu non voglia essere soprannominato Fighetta Bionda per il resto della tua vita.

 

E, in tal caso, è probabile che tu sia frocio.

 

Quindi c’erano queste occasioni in cui scoprivo che a me piaceva un certo film o una certa canzone o una certa ragazza o una certa cazzo di cosa qualsiasi, ma me ne guardavo bene dall’andarlo a dire a qualcuno. E mi sembrava quantomai strano che io fossi l’unico a trovarmi in una situazione del genere: possibile che tutti la pensassero allo stesso modo, che a tutti piacessero le stesse cose? Ero io l’unico diverso?

No, ovviamente.

 

Esempio: Il fatto è che tutti quanti si adeguano a una certa corrente di pensiero, tutti quanti “gli alternativi” ascoltano i Ramones e dicono “figata!”, ascoltano i Sex Pistols e dicono “figata!”, ascoltano i Queen e dicono “figata!”, e se sentono parlare di Linkin Park o Blink 182 o roba simile ti dicono “commerciale di merda!”, il che è assolutamente vero, gruppi più commerciali di quelli si fa fatica a trovarne, ma perché dovrebbe essere necessariamente un male? E’ come dire che la Coca Cola è una merda perché è troppo commerciale e che è meglio bere piscio di vacca perché il piscio di vacca “non si è venduto” come quella “commerciale” della Coca Cola.

Oppure, “i conformisti” ascoltano i Backstreet Boys e dicono “figo!”, o ascoltano i Tokio Hotel e dicono “figo!”, o ascoltano Fabri Fibra e dicono “figo!”, e se sentono parlare di Guns ‘n’ Roses o Beatles o roba simile ti dicono “ma comprati l’ultimo di Shakira, sfigato!”, il che è assolutamente vero, Shakira è un gran pezzo di figa e bisogna sostenerla e comprare i suoi CD così continuerà a girare video musicali dove balla la danza del ventre e ti fa venire voglia di essere nato con tre cazzi per poterla penetrare in tutti i buchi che ha contemporaneamente, ma perché dovrebbe essere necessariamente un male? E’ come dire che io non bevo piscio di vacca perché fa schifo e perché preferisco comprare quella commerciale della Coca Cola: ma se non provo mai a bere il piscio di vacca come faccio a dire che non mi piace? Magari lo bevo e scopro che la Coca Cola in confronto sa di sciroppo per la tosse scaduto.

(Tralasciate quest’ultimo conturbante paragrafo, è stato scritto sotto l’effetto di una droga che si sniffa.)

 

Ma veniamo al punto: un bel giorno ho finalmente smesso di dire solo quello che gli altri volevano sentirsi dire, ho smesso di seguire le mode che gli altri seguivano, ho smesso di fare quello che facevano gli altri.

 

E gli altri hanno cominciato a criticarmi e a guardarmi male e a disprezzare le mie varie scelte.

 

Ma non mi è dispiaciuto, dal momento che ho finalmente compreso che gli altri sono tutti teste di cazzo, e io no.

 

 

Ringrazia il cielo che hai due belle tette

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Dal diario di Michelle Hunziker:

 

14 febbraio

 

Oggi Eros mi ha mandato gli auguri di San Valentino, in onore dei vecchi tempi. Che pirla! Ogni anno la stessa storia. E poi deve sempre ricordarmi tutte le canzoni che ha scritto per me, per farmi sentire in colpa, quello stronzo! Dovrebbe proprio abituarsi all’idea che non gliela darò più.

 

17 febbraio

 

Mi sono fatta la ceretta alla passera, così il produttore televisivo di turno potrà leccarmela più facilmente mentre saremo a colloquio per il mio prossimo ruolo da conduttrice in un programma mediaset.

 

3 marzo

 

Domani inizio le riprese per la serie Carabinieri. Il mio personaggio è una bellissima donna poliziotto che ha difficoltà a inserirsi nel gruppo e a farsi prendere sul serio per via della sua prorompente bellezza ma che col tempo saprà dimostrare sul campo le proprie capacità e si guadagnerà il rispetto dei compagni che smetteranno di vederla solo come un bella donna e inizieranno a considerarla un importante alleata nella lotta al crimine. Poi mi scopo il maresciallo nella seconda puntata.

 

11 marzo

 

Dentro il Gabibbo c’è un uomo!!! Che shock.

 

13 marzo

 

Gerry Scotti mi ha chiesto per l’ennesima volta se gli faccio un pompino. E’incredibile, sono anni che lavoriamo insieme e ancora non si è rassegnato.

 

14 marzo

 

Devo girare una nuova pubblicità per le Tic Tac. Questo vuol dire che dovrò impararmi una canzone completamente nuova!!! Mi hanno già dato il testo da studiare a casa:

“La vita fa tic tac

Il ritmo fa tic tac

Non c’è niente di più fresco di tic tac!”

E tutto questo per domani. Non ce la farò mai!!!

 

15 marzo

 

Ci sono voluti trentasette ciak, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Il nuovo spot delle tic tac è pronto. Ora non mi resta che aspettare l’assegno di ventimila euro.

 

29 marzo

 

Eros mi ha tenuto sveglia tutta la notte con le sue telefonate del cazzo. Mi ha rotto i coglioni, non è possibile continuare così! Odio quando piange come una femminuccia!

 

3 aprile

 

Devo farmi operare alla mascella. Il dottore dice che a forza di sorridere mi si stanno consumando i muscoli facciali.

 

4 aprile

 

Il dolore alla mascella è insopportabile. Stanotte ho dovuto prendere un antidolorifico per riuscire a dormire.

 

5 aprile

 

Cristo, non riesco a smettere di sorridere! Lo zigomo mi sta perforando la pelle. Che male.

 

6 aprile

 

CAZZO CHE DOLORE NON CE LA FACCIO PIU’ FATEMI SMETTERE DI SORRIDERE DIO AIUTAMI TI PREGO

 

7 aprile

 

Mi hanno ricoverata d’urgenza e mi hanno messo a posto la faccia. Ora sono a posto, il dolore è passato, ma il medico mi ha raccomandato di non azzardarmi a sorridere per almeno un mese.

 

15 aprile

 

Ho fatto un pompino a Gerry Scotti. Pare che condurrà la prossima edizione di Paperissima e sta cercando una showgirl che lo affianchi. Col cazzo che mi faccio soffiare il posto da Belen.

 

18 aprile

 

Belen mi ha telefonato. Mi ha detto che devo smetterla di intralciare la sua carriera televisiva. Che puttana.

 

2 maggio

 

Ma perché nessuno mi ha detto che Mike Bongiorno era morto? Sono due settimane che mi scopo i dirigenti mediaset per poter condurre un programma insieme a lui. Che spreco di tempo.

 

4 maggio

 

Eros mi mandato un sms con scritto che vuole togliersi la vita. Forse è il caso che ci scopi un po’.

 

7 maggio

 

Quelli di Novella 2000 mi hanno fotografata mentre uscivo da casa di Eros. Merda. Dovevo lasciare che si impiccasse.

 

12 maggio

 

Oggi ho letto su Internet un articolo su di me dove si dicevano un sacco di cose brutte. Hanno insinuato che sono un’incompetente! Dicono che ho rotto le palle con il mio forzato e onnipresente buonumore, con la mia risata gioiosa, con le mie battutine mielose, con le mie squallide apparizioni televisive, e dicono pure che non sono capace di recitare!!! Ma come!!?? Neri Parenti mi ha già chiamato per il prossimo cinepanettone con De Sica, come fanno a dire che non sono una brava attrice!?

 

14 maggio

 

Belen reciterà al posto mio in Natale a Baghdad. Quella fottuta troia succhiacazzi mi ha inculato. Cristo! Devo assolutamente scoparmi Corona per fargliela pagare.

 

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E’ fin troppo facile prendersela con i Tokio Hotel ma io sono abbastanza pigro da farlo ugualmente

Onestamente io credevo di aver sviluppato una discreta capacità di sopportare le schifezze del mondo.

 

Voglio dire, cosa poteva capitare di peggio all’umanità dopo i libri di Moccia?

 

Eppure, come spesso capita, scopro che non c’è limite al peggio. Mai.

 

Un brutto giorno succede che accendo la radio e sento i Tokio Hotel, poi accendo la tv e vedo i Tokio Hotel, e allora piango e chiedo perdono a Dio e lo prego di risparmiarmi e gli giuro che smetterà di bestemmiare e desiderare la donna d’altri, ma lui non mi risponde e se ne resta lassù a palpeggiare Madre Teresa e a farle i succhiotti sul collo quando Gesù non è nei paraggi, e allora io mi faccio forza e penso che se sono riuscito a superare la morte dei miei genitori (bruciati vivi in un cinema dato alle fiamme, davano l’ultimo film con Richard Gere, forse è stato un sollievo per loro) allora posso superare tutto e quindi respiro profondamente e penso al Nirvana e a un fresco campo d’erba e a gattini teneroni che giocano coi gomitoli e a Rossella Brescia che mi succhia le palle e in qualche modo riesco a calmarmi, e con decisione accendo il computer e vado su Internet alla ricerca di una fan fiction sui Tokio Hotel da poter smerdare sul blog e trovo questa tremenda secchiata di merda partorita da una mente malata che con tutta probabilità non ha una vita sociale degna di nota e si porta dietro un paio di aneurismi cerebrali che le fottono il cervello in maniera alquanto grave.

La morale è che se siete ancora convinti che in fondo in fondo le nostre vite hanno un senso, allora evitate di leggere ciò che segue: vivrete a lungo e felicemente e nulla turberà i vostri sogni.

In caso contrario proseguite con la lettura. Auguri.

 

NOTA BENE: Per chi non lo sapesse (beati voi) i Tokio Hotel sono un gruppo musicale sono un gruppo rock sono un gruppo sono dei ragazzini crucchi che fanno musica sono dei ragazzini crucchi che fingono di essere un gruppo musicale e che hanno avuto un immeritato successo (soprattutto tra le ragazzine adolescenti, che dio le fulmini) grazie a un paio di fortunate canzoni fortunate puttanate che i signori del male che governano il mondo si ostinano a chiamare canzoni, dimenticando che una canzone in quanto tale dovrebbe essere una forma d’arte, e se quella dei Tokio Hotel è arte allora Boldi e De Sica meritano l’Oscar alla carriera.

I due “leader” del “gruppo” sono fratelli, rispettivamente Tom e Bill Kaulitz. Una semplice foto di repertorio dovrebbe bastare:

 

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Siete ancora vivi? Bene. Direi che si può cominciare.

 

 

Tom uscì dal camerino sbattendo la porta con una violenza inaudita.
Bill restò di sasso, con gli occhi spalancati, … raccolse le sue cose e raggiunse Tom sul pullman.
“Tom cos’hai?” gli chiese ancora stupito e sbalordito dal suo comportamento.
 “Odio quando fai così, cazzo!” rispose Tom con rabbia.
“Così come? Ma sei impazzito?” Bill continuava a non capire. Il concerto era andato benissimo, il pubblico era in delirio e tutti si erano divertiti. Bill era attonito, stava ripercorrendo con la mente ogni singolo episodio di quella serata, ma non riusciva proprio a capire.

“Tom cosa stai dicendo? Cosa ho fatto”
“In die Nacht, Bill, In die Nacht!” rispose Tom con la voce ancora piena di rabbia.

 

Cazzo Bill, In die Nacht! E’ così fottutamente ovvio! In cazzo die cazzo Nacht! Svegliati Bill, porca puttana!


“In di Nacht?” pensò Bill tra sé e sé. L’aveva cantata perfettamente, ne era sicuro. E poi, se anche mai avesse sbagliato qualche nota non era certo il caso di arrabbiarsi così. Bill iniziava ad essere confuso: “Tom vuoi spiegarmi per favore? Cosa non andava in “In die Nacht? Era perfetta…”
“Sì sì era perfetta” ribattè Tom “l’esecuzione era davvero perfetta Bill. Sì… grandiosa. Ma tu… tu… ti odio quando fai così. Mi umìli. Mi imbarazzi. Mi fai vergognare di essere tuo fratello.”

 

La trama si infittisce. Cosa sarà mai successo di così tremendo?


Bill guardava Tom con gli occhi spalancati, era impietrito e scioccato dalle parole che stava udendo.
“Mi fissavi” continuò Tom “mi sentivo i tuoi occhi addosso. Il tuo sguardo insistente, soffocante. Non ti sei accorto che io non ho mai alzato gli occhi dalla chitarra? Eh?! E sai perché? Perché ero imbarazzato. Perché sapevo che alzando lo sguardo avrei incrociato il tuo”.

 

Per quale motivo Bill dovrebbe fissare il fratello con così tanta insistenza? Onestamente mi è corso un brivido lungo la schiena al pensiero di scoprire la risposta.


“Ma… La canzone parla di noi, del nostro rapporto. E’ ovvio che io ti guardi”, rispose Bill.
“Ok dai, fingi di non capire. Tanto tu fai sempre così, l’hai sempre fatto…”
“Ma…” sussurrò Bill.
“Basta ora voglio dormire. Ne riparleremo a casa” lo interruppe Tom.
Per il resto del viaggio Bill guardò un punto indefinito fuori dal finestrino, mentre Tom dormì profondamente.
Quando finalmente furono a casa, da soli, Bill si immerse nell’acqua bollente della vasca da bagno per rilassarsi un po’, mentre Tom, ancora nervoso, cominciò a guardare la registrazione del concerto che avevano appena fatto.
Finito il bagno Bill, nudo con addosso solo un asciugamano legato intorno al bacino, raggiunse il fratello in salotto e si mise a sedere accanto a lui sul divano. Tom con una mano beveva una birra ghiacciata e con l’altra fumava nervosamente una sigaretta dietro l’altra.

 

Bill è nudo, tranne che per l’asciugamano. Bill è seduto a pochi centimetri da Tom. Bill ha la brutta abitudine di guardare Tom con insistenza quando canta una canzone che parla del suo rapporto con il fratello. OH CAZZO QUALCUNO MI FACCIA ESPLODERE IL FOTTUTO SCHERMO DEL FOTTUTO COMPUTER PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI VI PREGO FULMINATEMI LE CORNEE CAZZO.


“Offrimi una sigaretta per favore” gli chiese Bill.

 

Tipico approccio per abbordare.


Tom prese l’intero pacchetto e glielo gettò in malo modo.
“E adesso cos’hai?” gli domandò Bill seccato “i tuoi sbalzi d’umore cominciano a stancarmi.”
“Sbalzi d’umore?” rispose Tom “guarda questo!” e fece tornare la registrazione al punto in cui cantavano “In die Nacht”.
“Ancora con questa storia?” sbottò Bill.
“Stai zitto per favore e guarda” gli intimò Tom con cattiveria “guarda!” Perché mi fissi così? Voglio sapere perché! Non sembra una canzone, sembra una dichiarazione d’amore.
E alla fine addirittura piangi mentre ringrazi il pubblico. Perché Bill? Mio dio vuoi dirmi perché?! Ho vergogna di questo!”.

 

“Ho vergogna di questo Bill! Cazzo, Bill, ma ti sei fumato il cervello! Piangi come una fighetta sverginata! Bill, Bill, Bill, ma che cazzo, sono tuo fratello! Mi spaventi! Mi si rizzano i peli dell’uccello quando fai così, Bill!”


Mentre parlava Tom stringeva i pugni con forza ed era rosso di rabbia in volto. “Cosa cazzo hai fatto?” continuò “Hai pianto, mio dio, hai pianto! E mi hai guardato insistentemente. Ma non era amore fraterno. Sembrava passione, desiderio, voglia… Cos’era Bill…. Cos’era?”. Tom era in preda al delirio, mentre Bill era immobile, rigido, impietrito, frastornato… Non riusciva a parlare e i suoi occhi erano spalancati e gonfi di lacrime.

 

Ce l’avevi duro, Bill? Non vorrai dirmi che ce l’avevi duro, giusto? Brutto pervertito di merda, non ti azzardare nemmeno a pensarle certe cose!

 

“Basta Tom!” urlò finalmente Bill alzandosi di scatto dal divano “Basta! Taci! Non ti voglio più sentire! Stai dicendo un sacco di cazzate! Bastaaaaa!!!”. Bill era fuori di sé ed ora era lui che urlava. E anche lui era rosso in volto, ma più di vergogna che di rabbia.
 “Perché la devo smettere?” urlò Tom alzandosi anche lui ed afferrando il fratello per un braccio.
“Lasciami, mi fai male” gli disse Bill.
“Non m’importa se ti faccio male”

“Smettila!”
“Perché la devo smettere?” proseguì Tom. “Hai forse paura di quello che ti sto dicendo? Eh? Ti fa paura la realtà?”
“Non c’è nessuna realtà Tom. Stai dicendo solo cazzate. Cazzate.”.
“Cazzate…” sussurrò Tom calmandosi.
“Cazzate” ripetè Bill.
Erano di nuovo seduti, stanchi per il litigio.

 

Bacino e pace fatta.


“Non sono cazzate” riprese Tom a sorpresa “tu mi ami”.
“E’ ovvio che io ti ami, sei mio fratello”.
“Noo!” urlò Tom “tu mi ami come si dovrebbe amare una donna e non un fratello. E non puoi negarlo. Guarda! Guarda “In die Nacht”. I tuoi occhi sono pieni di desiderio. Tu mi vuoi, tu mi desideri come non hai mai desiderato nessuno! E non puoi negarlo… è tutto lì… in quel video… davanti ai nostri occhi”.
“Tom smettila mi fai paura quando parli così”.

 

No cazzo, qui l’unica cosa che fa paura è la psicopatica che scrive queste stronzate.

 

“No, non sono io che ti spavento. Sono i tuoi sentimenti a farti paura. E’ la realtà che non accetti. Abbi il coraggio di dirlo. Ormai l’hanno capito tutti. Sei solo tu che fingi di non capire. Tu mi vuoi! E io ti odio per questo! Sei mio fratello cazzo. Lo capisci questo? Io sono tuo fratello non sono la tua ragazza!”
Ormai Tom parlava in modo confuso, senza controllo, spinto dalla rabbia.
Bill piangeva, incredulo, ferito da quelle parole e dal modo violento in cui erano pronunciate.
Tom si sedette accanto a lui: “Non piangere” gli disse asciugandogli le lacrime “Non piangere ti prego”.
Bill non riusciva nemmeno a guardarlo negli occhi.

 

Un momento, si intravede una luce in fondo al tunnel! A quanto pare Tom ha messo le cose in chiaro e ha fatto capire a Bill che la sua malsana attrazione è una fetida porcheria che dev’essere stroncata sul nascere! Forse c’è ancora una fottutissimo speranza che questa storia si concluda con un lieto fine!


Tom gli accarezzò i capelli, poi gli prese il viso tra le mani, lo avvicinò a sé, e lo baciò sulle labbra.

 

Ecco, lo sapevo, vaffanculo.


Bill sussultò: “Cosa stai facendo?”
“Sssst…” gli rispose Tom mentre la sua bocca baciava ogni angolo del viso di Bill. Aveva gli occhi chiusi e con la lingua asciugava le lacrime che rigavano le guance del fratello.
“Anch’io ti amo Bill… Più di me stesso…”. La lingua di Tom leccava il suo viso con dolcezza.

 

“E fu proprio in quel momento che la madre di Bill e Tom, osservando i suoi strambi figli che limonavano sul divano del salotto, comprese che la soluzione più giusta era quella di infilarsi un fucile in bocca e farsi saltare il cervello.”


Bill avrebbe voluto ribellarsi, ma non riusciva. La lingua di Tom gli piaceva e vi si abbandonò, sdraiandosi…
Tom ora gli leccava il collo, e poi il petto, splendido e bianco, e poi il ventre, sodo e bello. L’asciugamano che Bill aveva intorno al bacino scivolò a terra e la lingua di Tom dal pube passò al suo membro caldo ed eccitato. Lo leccò ripetutamente, dall’alto in basso, e viceversa. Bill piangeva e gemeva di piacere.

 

Anch’io sto piangendo e gemendo. Di terrore.


Dopo alcuni minuti tornò seduto e, fissando Tom con amore, gli tolse il cappellino, poi la maglia e i pantaloni, ed infine i boxer.
Entrambi erano nudi… e bellissimi…

 

La mia eterosessualità non si è mai sentita così indignata.


Bill girò il fratello e la bocca calda e umida gli percorse dapprima la schiena e poi i glutei. Tom lo sentì da dietro avvicinarsi sempre di più e sentì la mano di Bill afferrargli il pene mentre, col suo membro eccitato, lo penetrava.

 

SWISH SWISH SWISH Oh cazzo Bill, In die Nacht! In die Nacht, Bill! SWISH SWISH SWISH La tua clava da crucco mi sta facendo impazzire! SWISH SWISH SWISH Nostra madre si sta infilando la canna del Winchester in bocca Bill! SWISH SWISH SWISH


Da dietro Bill, mentre spingeva il suo corpo dentro quello del fratello, gli sussurrava all’orecchio: “E’ vero Tom, io ti ho sempre amato e desiderato e ora, finalmente, ti ho fatto mio…”
Tom, piangendo, gli rispose: “Du bist alles was ich bin und alles was durch meine Adern fliesst….“.

 

Non oso neanche immaginare quale sia la traduzione della frase e sinceramente il mio istinto di conservazione della sanità mentale sta urlando a squarciagola di non azzardarmi a cercare su Internet il significato. Questa notte i miei sogni saranno già abbastanza tormentati.

 

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BUH!

 

 

Ho seguito il consiglio e mi sono schierato a favore delle mine antiuomo

Circolano voci sul fatto che la qualità del blog stia precipitando.

Confermo pure io. Ma non è la prima volta che lo dico.

Ho scritto spesso in passato che più tempo passa e più faccio fatica a trovare spunti e motivazioni. Sarà perché la mia mente gira attorno sempre alle stesse cose: figa, depressione, droga, bestemmie, sfottute, stronzate. E figa. L’ho già detto? Nel dubbio, lo ridico: figa. Figa, sì. FIGA. FIGAFIGAFIGA.

 

Figa.

 

Ok, la smetto.

 

Figa.

 

E’ più forte di me.

 

Figa.

 

Il fatto è che dopo che hai scritto due o tre stronzate brillanti su questi argomenti, l’unica cosa che ti resta da fare è cercare di riscaldare la minestra il più a lungo possibile. Voglio dire, io lo so che adorate leggere i post dove parlo di bellissime donne dello spettacolo e uso espressioni del tipo “bella puttanona” o “tettona succhiapiselli” per descriverle, ma credo che vi rendiate conto anche voi che se scrivessi due o tre post a settimana sul generis finirei per stancare voi e me, e poi dovrei sorbirmi le solite lamentele sulla qualità che si abbassa e via così all’infinito. Cazzo, se scrivo un ottimo post su Angelina Jolie che fa spanciare dal ridere, poi non si può pretendere che tutti gli altri post su altre attrici fighe siano allo stesso livello.

 

Ma d’altronde la qualità dei miei lettori si abbassa con il passare del tempo, quindi suppongo che potrei anche scrivere un centinaio di post tutti più o meno uguali su Cameron Diaz, Sara Tommasi, Elisabetta Gregoraci, Lindsay Lohan, Michelle Hunziker, e ricevere commenti entusiasti ad ogni colpo.

 

(Ora immagino che qualcuno di questi nomi abbia suscitato in voi pensieri sessuali. Prendetevi pure qualche minuto di tempo per andare su Google Images e digitare “Sara Tommasi calendario nuda dildo”)

 

Comunque, vediamo di fare chiarezza. Ecco qui un esempio semplice semplice per i più idioti tra voi che faticano ad afferrare il concetto di cui parlavo sopra: la gente si lamenta che la qualità si abbassa e che le robe vecchie erano le migliori. Io replico: è come per la Monna Lisa.

 

Chiariamo subito il perché di questa ardita metafora del cazzo: scommetto che se Leonardo Da Vinci fosse ancora in vita dovrebbe trattenersi dall’ammazzare tutti gli stronzi che gli chiedono come ha fatto a dipingere una cosa così sublime come la Gioconda. Scommetto che Leonardo risponderebbe così:

 

Stronzo commentatore: O venerabile maestro Leonardo, come hai fatto a rendere con cotale maestria l’espressione del volto della Monna Lisa?

 

Leonardo: Oggi sei il sessantanovesimo figlio di puttana che me lo chiede. Ma qualcuno di voi pezzi di merda sa che ho eseguito un’infinità di altri ritratti e dipinti oltre a quella brutta puttana della Gioconda?

 

Stronzo commentatore: Ma chissenefrega degli altri ritratti, a me piace la Monna Lisa! La Monna Lisa è una figata atomica! I tuoi dipinti più recenti sono di scarsa qualità e poi non posti abbastanza foto di fighe! Ti preferivo quando dipingevi la Monna Lisa, adesso non riesco proprio a farmi piacere questa tua nuova veste di filosofo nichilista! Gne gne gne Leonardo mi piace quando scrivi bestemmie sul blog!

 

Leonardo: Di cosa stracazzo stai parlando, brutto frocio spaccapalle? Vieni qui che ti insegno io a lamentarti.

 

Leonardo afferra lo stronzo commentatore per il collo e gli sbatte la testa su un masso. Il cranio si rompe, ne fuoriescono sangue e pezzi di cervello. Leonardo si accende una sigaretta e se ne va soddisfatto.

 

Ma torniamo a noi.

Dicevamo: la qualità si abbassa.

Potrei replicare: scrivo minimo due post a settimana e lo faccio da un anno e mezzo (mi sembra) e in teoria dovrei cercare di essere brillante ed originale e trasgressivo ad ogni singolo post perché se no non siete contenti e sentite che la fiducia che riponete in me viene tradita, e tutto questo non mi frutta assolutamente un cazzo.

Non vedo soldi, non vedo editori desiderosi di farmi scrivere un libro sulla figa, spendo tempo libero e pago la Telecom. Oh, sì, c’è la faccenda della stima dei lettori e poi c’è quella storia che grazie ai vostri voti sono stato candidato ai Macchianera Blog Awards e insomma la gratificazione che mi deriva dal vedere che ciò che pubblico viene apprezzato dalla gente e bla bla bla il mare di boiate che potreste tirar fuori è sconfinato e profondo come la figa di vostra madre.

 

Commentatore stronzo: Ti lamenti e affermi che non te ne frega niente di venire apprezzato dai tuoi lettori, e allora perché poi quando qualcuno commenta negativamente rispondi in maniera arrogante?

 

 

Faina: Perché le risse verbali che nascono nei commenti sono una cosa divertente. Un blog come il mio vive grazie ai flame (per i coglioni, cercatevi su google che cosa significa flame), e questa è una cosa che ho imparato per bene seguendo il sito che mi ha ispirato ad aprire il mio blog.

Quello che scrivo è quasi sempre un invito a far incazzare quelli che leggono. Se scrivo qualcosa e nessuno si incazza, è uno spreco di tempo. Un noto scrittore diceva “Quando leggete un mio libro, voglio farvi ridere o piangere, o entrambe le cose insieme. Se volete imparare, andatevene a scuola.”

Per me è esattamente così. Io non voglio insegnare niente, voglio solo provocare e istigare chi legge a reagire a ciò che legge. E i flame mi piacciono perché mi fanno capire che ho fatto centro. E poi è un orgasmo quando riesco a fare a pezzi qualcuno semplicemente con un commento abbastanza feroce. Adoro assistere alla sua disfatta. I commenti negativi su di un post, soprattutto quelli più bastardi, sono mille volte più graditi di quelli lusinghieri. Sono anche più sinceri, se capite cosa intendo. Non tutti meritano risposta, ma quando ce n’è uno di davvero originale e interessante di solito mi ci butto a capofitto.

 

Commentatore stronzo: Ti lamenti e affermi che non te ne frega niente di venire apprezzato dai tuoi lettori, e allora perché poi scrivi un post per “giustificarti” come questo?

 

Faina: Perché se ho fortuna potrebbe dare origine a una bella sfilza di commenti negativi e indignati, e poi è sempre meglio che scrivere un post su Moana Pozzi che ingoia sperma di alligatore.

 

Ma resta il fatto che quella cazzo di qualità si abbassa. Gradualmente, ma si abbassa.

Eppure ogni tanto qualche cosa di buono riesco a tirare fuori, e ne sono consapevole. Ogni tanto un bel post mi riesce ancora. Ogni tanto trovo qualcosa di nuovo da dire. Ogni tanto riesco a fare centro. Per cui, non vedo perché non dovrei continuare tranquillo e beato su questa strada. Se non vi piace quello che scrivo, pazienza. Magari se sopportate un po’ prima o poi qualcosa di buono lo troverete. Altrimenti mi pare giusto suggerirvi di iniziare a visitare altri blog dove la qualità è più alta e levarvi felicemente dal cazzo.

I culattoni lamentosi che frignano dalla mamma mi fanno abbastanza schifo.

(i culattoni lamentosi sono pregati di commentare)

 

 

P.S. Per allungare ulteriormente il post, concludo con una poesia che non c’entra un cazzo e una foto di una gnocca che non c’entra un cazzo. Decidete voi quale delle due è più interessante.

 

Nel deserto

ho visto una creatura, nuda, bestiale

che, acquattata per terra, si teneva il cuore tra le mani

e ne mangiava.

 

Ho chiesto: “E’ buono, amico?”

“E’ amaro amaro”, ha risposto,

“Ma mi piace perchè è amaro e perchè è il mio cuore.”

 

 

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