Archivio mensile:gennaio 2009

L’evoluzione della mente femminile ha raggiunto il massimo qualche migliaio di anni fa

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Il mondo, come è risaputo, è un brutto postaccio cattivo pieno di merda, e ogni persona dotata di un minimo di buonsenso lo sa. Esiste però una singolare categoria di persone che non riesce ad assimilare questa semplice verità: sto parlando delle femmine.

 

“Amore, guarda!”

“Che?”

“Quelli! Quelli!”

“Cosa? Non vedo.”

“Quei guanti di pelle bordati di pelo della Gucci che sono un amore!”

“Ah. Belli.”

“Sono IN SALDO!”

“Sì, lo vedo.”

“Comprameli!”

“Domani devo andare a pagare la rata del mutuo. Poi questo mese mi scade anche l’assicurazione della macchina. E lo sai che devo ancora portare a far aggiustare il lettore Dvd.”

“…”

“…”

“Sì, okay, ma sono IN SALDO!”

 

Le femmine sono spesso poste davanti a situazioni comuni che fanno parte della vita di ogni essere umano, ma che ai loro occhi diventano improvvisamente dei disastri assoluti praticamente insormontabili. Avere le occhiaie al mattino, per esempio.

 

“AAAAHHH!”

“Oddio.. che c’è?”

“CAZZO CAZZO CAZZO!”

“Tranquilla tesoro, arrivo! Che c’è! E’ morta la zia Bice? E’ morta vero? Cazzo lo sapevo che non dovevamo…”

“Ma no, idiota! Guarda che occhiaie!”

“…”

“Come faccio ad andare a lavoro con QUESTE OCCHIAIE???”

“Beh… Esci di casa, vai in garage, accendi la macchina…”

 

O, per andare sul pesante, una ruota dell’automobile che si buca.

 

La macchina è ferma in mezzo alla carreggiata. La donna se ne sta in piedi, assorta in contemplazione, incapace di muoversi.

“Signora! E’ mezz’ora che le suono! Si sposti, porco…!”

“…”

“Signora, ma che c… sta facendo, porco…!”

“…”

“Sposta quella macchina, c…!”

Segue una fila spaventosa di colpi di clacson.

“C… fai, razza di disgraziata del c…!”

Un audace guidatore scende dall’auto e va a controllare le condizioni della donna.

“Signora, sposti la macchina, si sta creando colonna…”

Con uno scatto animale, la donna si aggrappa alla maglietta del guidatore audace e si mette a singhiozzare.

“Io.. stavo.. guidando.. e d’un tratto.. l’auto.. si è messa a…”

Esplosione di pianto isterico.

“Signora.. si calmi.. Sembra che la gomma sia bucata.”

Espressione perplessa della donna.

“La gomma. Si è bucata.”

“…”

“Bucata! Bisogna cambiarla.”

“…”

“Dovrebbe avere quella di scorta dietro. Magari chiama un carro attrezzi se non se la sente di…”

“…”

“Signora, cioè, non se ne può stare qui impalata a …”

“…”

L’audace guidatore si rimbocca le maniche e si accinge a cambiare la ruota dell’automobile.

 

Forse il problema femminile, questa pressoché totale incapacità di comprendere le difficili implicazioni che comporta il vivere in un mondo reale e non in un film con Richard Gere, deriva dalla loro educazione. Magari è proprio il diretto risultato di quand’erano bambine: il numero di Barbie che possiede una donna nel periodo dell’infanzia è inversamente proporzionale alla sua capacità di affrontare i problemi della vita nell’età adulta.

 

“Amore, oggi ho perso il portafogli”

“Accidenti… Sei andata in banca a bloccare la carta di credito?”

“Eh?”

“Non sei andata?”

“No.”

“Dannazione. Beh, quanti contanti c’erano dentro?”

“Trecento euro, più o meno.”

“Porca puttana!”

“…”

“E bisognerà anche cercare di recuperare i documenti”

“…”

“Andare in caserma e fare denuncia alla polizia.”

“…”

“Ehi, mi ascolti?”

“Sì.”

“Sembra che non te ne freghi niente.”

“…”

“Ehi, allora?”

“Sembra tutto così complicato.”

“In effetti lo è. Se solo fossi stata più attenta a non perderlo…”

“Sì, hai ragione. Ma trovo comunque che sia tutto così complicato.”

“Beh, che hai intenzione di fare???”

“Lasciamo perdere. Comprerò un nuovo portafogli.”

“Ma stai scherzando?!”

“Ne ho visto uno da Bulgari davvero scicchettoso.”

 

Non so, forse è proprio il cervello delle femmine che è predisposto naturalmente ad accettare le cazzate. Vedono quella cicciona Bridget Jones che si scopa Hugh Grant, e una vocina dentro la loro testa dice Non è per niente realistico ma PENSA SE LO FOSSE e così quando escono dal cinema vanno a casa, si vestono con indumenti di due taglie più piccole e poi alla sera in discoteca continuano ad ordinare Gin Lemon fino a che il tizio pelato e occhialuto che le sta palpando non si trasforma in una meravigliosa nebbia indistinta che ricorda vagamente Hugh Grant. Visto attraverso una cataratta.

 

Piccola guida alla visione di X Factor

 

Avete presente X-Factor? Esatto, è proprio quello che guarda vostra madre il lunedì sera. A meno che non guardi il Grande Fratello, il che è preoccupante se si pensa che l’unico motivo ragionevole per guardare il Grande Fratello è quello di godersi le tette di Cristina Cognome Chissenfrega. Se è così, cominciate seriamente a interrogarvi su possibili tendenze lesbiche della cara mammina.

Ma non divaghiamo. X-Factor, si diceva.

X-Factor è un programma sulla falsariga di Amici di Maria De Filippi, ovvero: gente che si sfida, gioie e dolori, e alla fine salta fuori un vincitore che naturalmente è destinato a fare successo per circa due giorni.

Su X-Factor si sfidano aspiranti cantanti di varie età, solisti e gruppi, tutti con le proprie specifiche caratteristiche tecniche e bla bla, del tipo che magari ci sta una fa degli acuti da spaccare i vetri, uno che ha il taglio di capelli alla moda ed è mezzo soprano, un altro che è bravo a cantare pezzi in inglese mentre se ci prova italiano sembra il ragionier Filini, e infine una bel gruppo di fighe che non steccano mai una nota ma che purtroppo il pubblico da casa non se le caga e non le vota e quindi tornano a servire tramezzini al bar del paese.

E alla fine, come dicevo, scelgono il meno peggio e gli fanno firmare un contratto discografico, senza contare che si aggiudica la copertina di TV Sorrisi e Canzoni, mica una bazzecola eh.

Chi conduce siffatto programma?

Francesco Facchinetti, meglio conosciuto come DJ Francesco, meglio conosciuto come Il Figlio Di Uno Dei Pooh, meglio conosciuto come Quello Che Si Scopava Aida Yespica Contro Ogni Legge Naturale, meglio conosciuto come Quello Che Ha Rotto Il Cazzo Per Un’estate Con La Canzone Del Capitano Che Tira In Alto La Mano.

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Cosa rende “divertente”, e sottolineo “““divertente””” tra virgolette, questo benedetto programma?

I tre giudici.

I giudici sono coloro che devono scegliere gli aspiranti cantanti, li devono “guidare”, e devono aiutarli a trovare le canzoni da cantare sul palco. Ma soprattutto devono udite udite giudicarli e, alla fine di ogni puntata, sceglierne uno da eliminare.

Oooh. Che suspense.

Qual è il bello, direte voi?

Che i giudici sono dei coglioni.

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1- Simona Ventura, l’immancabile, onnipresente, altezzosa e irritante donna dello spettacolo che praticamente compare in ogni programma Rai e che sembra la versione tatuata e alla moda di un biscotto: tutta sorrisi e urletti felici, discorsi zeppi di parole come “cuore”, “passione” e “emozioni forti”, sempre pronta a difendere le sue patetiche convinzioni sul fatto che la musica è una gioia zuccherosa che va dritta all’anima e che serve a portare la pace nel mondo e a sfamare bimbi negri.

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2- Mara Maionchi (chi?), una vecchia mummia truccata come una battona in pensione che sembrerebbe essere una famosa e capace produttrice discografica, almeno secondo quanto c’è scritto su Wikipedia. E sulla carta del chewin-gum che sto masticando ora.

Ah, sì, è anche colei che ha scoperto e “lanciato” Tiziano Ferro. Grazie Mara, sei stata molto gentile, ma non ce n’era bisogno, bastava già Hitler per condannare l’umanità.

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3- E infine c’è lui, il pezzo forte, la portata principale, il vero motivo per cui ho scritto questo post: Marco Castoldi, in arte Morgan, signore e signori.

Il più saccente, pedante, polemico “musicista” sulla faccia della terra. Tanto per fare un esempio basti dire che si è lamentato del fatto che l’etichetta di “giudice” non gli andava a genio. Perché lui odia le etichette e le gerarchie, capito che ragazzaccio ribelle e sofisticato?

Tralasciando il suo ridicolo modo di vestirsi che evidentemente sul suo pianeta non desta scalpore, vorrei soffermarmi sul fatto che codesto losco figuro si autodefinisce un artista eclettico, bizzarro, fuori dal coro, anarchico, naif, perfezionista e controverso.

E il bello è che parecchia gente è convinta che sia davvero così, mentre in realtà Morgan è una pippa. Un vero sfigato, del tutto privo di una vena artistica vera e propria, legato a patetici e superati stereotipi di artisti maledetti e glam, very glam che evidentemente gli provocano un erezione potente, dal momento che cerca di imitarli senza il minimo ritegno.

Qualcuno gli spieghi che per essere un musicista vero non serve a niente vestirsi come un cortigiano del diciassettesimo secolo e parlare come uno che si è appena fatto di LSD: non sei più qualificato come cantante se fai così porca puttana, non sembri più ribelle e anticonformista cazzo, sembri solo uno di quei disperati che si fanno un piercing e un tatuaggio dietro il collo e tutto d’un tratto credono di essere rockstar.

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Beh, in conclusione, a costo di risultare impopolare devo proprio dirlo: X-Factor è un programma divertente. C’è gente scarsa che fa ridere i polli, c’è gente brava che sa cantare bene ma che viene sfruttata male, c’è un conduttore odioso e ridicolo, ci sono tre giudici uno più spassoso dell’altro: ogni volta che aprono bocca è un piacere sentire le cazzate che dicono. Risate garantite.

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Elisabetta Canalis: La Biografia Senza Veli

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Cliccaci sopra per ingrandire l’immagine. E non solo.
 

 

Elisabetta Canalis.

Potrei scriverci un libro su Elisabetta Canalis.

E non sto parlando di scrivere una sua autobiografia piena di notizie e curiosità relative alla sua vita.

No.

Io sto parlando di prendere Elisabetta Canalis, spogliarla, distenderla su di un tavolo, posare un libro tra le sue tette e cominciare a scrivere un libro.

Elisabetta Canalis nasce a Sassari il 12 Settembre 1978, il che dimostra che anche dal buco di culo più sperduto del mondo può venire fuori qualcosa di buono.

Trascorre un’adolescenza felice, scoprendo il sesso molto presto: ha solo dodici anni quando partecipa alla sua prima gangbang a base di titjob e facial cumshot multipli.

Raggiunge il successo quando viene scelta tra migliaia di giovani aspiranti per diventare la nuova Velina di Striscia la Notizia: sembra che sul curriculum che dovette presentare ci fosse una foto della  sua figa. Un dettaglio di importanza cruciale che l’ha aiutata a superare le selezioni.

Ha un’intensa e tormentata relazione con il calciatore Bobo Vieri, che si conclude tragicamente quando l’ex giocatore dell’Inter scopre di avere un’irrefrenabile passione per qualsiasi essere vivente di sesso femminile. La gelosia di Elisabetta si fa sentire, e la induce a rompere la relazione. E a trombarsi mezzo mondo per ripicca.

Ultimamente Elisabetta Canalis ha recitato in diversi ruoli di spessore quali hahahahaha ed è comparsa anche nella nuova fiction di Canale Cinque interpretando il personaggio di hahahaha ma va cagare, e sembra che ci sia in programma per lei una piccola parte in un film hollywoodiano che la vedrà impegnata pfffff ma doveee?

Insomma, la carriera hahahaha di Elisabetta sembra proseguire a gonfie vele. La domanda che si pongono tutti i suoi fan però non ha ancora trovata risposta: a quando un bel porno?

 

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Nella foto: Elisabetta Canalis e i suoi due talenti recitativi.

 

 

ScaricaBile, il giornale satirico gratuito talmente veloce che se gira attorno a un palo si incula da solo.

E’ uscito il nuovo numero di ScaricaBile, il giornale satirico gratuito che racconta barzellette sugli ebrei!

Correte a scaricarlo, stampatene settemila copie, infilatele nel sedere di vostra sorella, dopodiché attendete fiduciosi l’arrivo dell’ambulanza.

In questo numero c’è un mio fantastico… bla bla bla, in realtà c’è uno dei miei soliti  dialoghi assurdi, penosamente banale, privo di spunti interessanti. L’unica cosa appena appena rilevante è che l’ho infarcito di volgarità dirette verso alcuni politici, roba del tipo:

“Ehi, ciao!”

“Ciao, cazzo sporco di merda col culo!”

Spero sia chiaro il concetto.

Nel caso mi facessero causa e io mi ritrovassi a dover pagare una somma considerevole e finissi in rovina sotto i ponti a mangiare gatti morti coi barboni, sappiate che vi riterrò direttamente responsabili per il fatto che non mi avete mai inviato un solo centesimo (nonostante io ve lo abbia intimato più volte). Spilorci. Spero che quel caviale vi vada di traverso.

 

Ora che ci penso, nel caso finissi in galera, o morissi tragicamente in un incidente automobilistico, dovrei trovare il modo di continuare ad aggiornare questo blog. O perlomeno di avvertirvi della mia triste dipartita.

Per cui facciamo così: se il blog non viene aggiornato per più di una settimana, vorrà dire che sono crepato.

 

Educazione sessuale: due ani per tre ani fa sei ani.

 
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Professore: Buongiorno, ragazzi. Iniziamo la nostra prima lezione di educazione sessuale.

Studente secchione: Buongiorno professore.

Studentessa ingenua: Sess..?

Studente simpatico: Ci saranno esempi pratici?

Professore: Fate silenzio. Ora, per cominciare, potremmo partire parlando del fatto che durante l’adolescenza avvengono dei cambiamenti importanti nel corpo dei maschi. La voce si ingrossa, cominciano a crescere i primi peli sul viso e sul pube, poi…

Studente secchione: Ha dimenticato di dire che crescono anche sul petto in certi casi.

Studentessa ingenua: Oh ma che schifo! E’ disgustoso! Ma siete delle scimmie…

Studente simpatico: E il cazzo s’ingrossa! Il cazzo s’ingrossa! Il cazzo diventa un mostro! Il cazzo…

Professore: State zitti, santo cielo!

Studente secchione:

Studentessa ingenua:

Studente simpatico: …sfonda le mutande e tocca terra!

Professore: Nelle donne, invece, il cambiamento più evidente è l’ingrandimento del seno, seguito da…

Studente secchione: Ghiandole mammarie sarebbe un termine più adatto.

Studentessa ingenua: Ingrandimento del seno?

Studente simpatico: Seguito dall’ingrandimento della fig…

Professore: Silenzio!

Studente secchione:

Studentessa ingenua: (mormorando) Ingrandimento?

Studente simpatico: Non ci sarebbe la foto di un seno, tanto per capirci meglio?

Professore: Ho detto silenzio!

Studente secchione:

Studentessa ingenua:

Studente simpatico: Niente tette…

Professore: E’ durante l’adolescenza che il maschio comincia a provare una forte attrazione, anche dal punto di vista fisico, per le femmine…

Studente secchione: Senza dimenticare l’attrazione di tipo caratteriale.

Studentessa ingenua: E da cosa sono attratti? Dal naso?

Studente simpatico: ANCHE dal punto di vista fisico?

Professore: No, signorina, l’attenzione del maschio si concentra prevalentemente sul seno, sul fondoschiena, sulle forme del corpo in generale…

Studente secchione: Ma non dimentichiamo l’attrazione per una persona che condivide i tuoi stessi punti di vista, le tue stesse passioni, gli interessi…

Studentessa ingenua: E perché un ragazzo dovrebbe guardarmi il sedere? Che schifo!

Studente simpatico: Tette culo e figa! Tette culo e figa! Tette culo e figa! Tette…

Professore: Ragazzi, smettetela subito con queste oscenità! O ne parliamo seriamente oppure finiamo qui e passiamo a fare matematica.

Studente secchione:

Studentessa ingenua: Siete dei maiali…

Studente simpatico: L’attrazione fisica cresce in maniera direttamente proporzionale alla grandezza delle tette.

Professore: Ehm.. Esatto, cioè, può essere… Smettila di usare quella parola così volgare e fai silenzio!

Studente secchione:

Studentessa ingenua:

Studente simpatico: Quale? Proporzionale?

Professore: Passiamo alla masturbazione. Nel maschio, l’autoerotismo consiste nella sollecitazione manuale del pene al fine di ottenere piacere.

Studente secchione: Il termine masturbazione deriva dal latino masturbari…

Studentessa ingenua: Sollecitazione di cosa? Ma è orribile… Professore, mi sento male…

Studente simpatico: Il termine masturbazione deriva dal latino sega sparantibus

Professore: Signorina, non faccia sceneggiate, la prego. E’ una cosa del tutto naturale per un maschio, non c’è nulla di cui dovrebbe scandalizzarsi…

Studente secchione: Altre fonti sostengono che masturbarsi deriverebbe dall’espressione manu se turbare, ovvero turbarsi con la mano…

Studentessa ingenua: Ma professore, vi toccate dove si piscia, che schifo!

Studente simpatico: E pensa che certe donne ce lo ciucciano proprio dove si piscia, si chiama pompino, e deriva dal latino ingoius maximus

Professore: Santo cielo ragazzi la volete smettere! Vi state comportando come bambini delle elementari! Vedete di darvi una calmata!

Studente secchione:

Studentessa ingenua: Noi donne non faremmo mai una cosa del genere…

Studente simpatico: E quando finiamo di masturbarci esce un sacco di roba bianca che si chiama s…

Studentessa ingenua: Smettila, porco! Professore, gli dica qualcosa!

Professore: Fate silenzio!

Studente secchione:

Studentessa ingenua:

Studente simpatico: …dal latino spermicus.

Professore: Parliamo dell’organo sessuale maschile. Il pene ha forma cilindrica, e si può dividere in due parti distinte chiamate…

Studente secchione: Il pene è anche l’ultimo tratto delle vie urinarie, non solo un semplice organo sessuale!

Studentessa ingenua: Cilindrica? Ma…

Studente simpatico: Chiamate rispettivamente cazzo e uccello!

Professore: Quelli sono due nomi volgarmente usati per definirlo. E alla prossima interruzione da parte sua la mando dal preside, è avvertito.

Studente secchione:

Studentessa ingenua: Uccello? Perché uccello?

Studente simpatico: Perché è attratto dalla passera. Se vuoi ti faccio vedere come fa a…

Professore: Silenzio! Va beh, lasciamo stare, parliamo dell’organo sessuale femminile. La vagina è un condotto di forma cilindrica…

Studente secchione: Si è dimenticato di dire che è spesso confusa con la vulva.

Studentessa ingenua: Forma cilindrica? Ah, adesso capisco…

Studente simpatico: Io la confondo sempre con la figa, non so perché ma…

Professore: State zitti! Zitti ho detto!

Studente secchione:

Studentessa ingenua: …Ma non ci starebbe mai, a meno che…

Studente simpatico: Professore avrei bisogno di vedere una foto della figa per capire bene la spiegazione!

Professore: Basta adesso!

Studente secchione: Beh, una foto non sarebbe una cattiva idea…

Studentessa ingenua: …Se venisse lubrificata in maniera da…

Studente simpatico: Oppure le nostre compagne di classe potrebbero sacrificarsi alla scienza e…

Professore: …Il sesso. Parliamo di sesso. L’atto sessuale. La penetrazione avviene quando il pene si introduce nel condotto vaginale…

Studente secchione: Si… introduce… lì?

Studentessa ingenua: Ah-ha! Ci avevo visto giusto allora!

Studente simpatico: DI-MOS-TRA-ZION-NE  PRA-TI-CA! DI-MOS-TRA-ZION-NE  PRA-TI-CA! DI-MOS-TRA-ZIO…

Professore: Cristo Iddio state zitti!

Studente secchione:

Studentessa ingenua:

Studente simpatico: …Il sesso lo rende nervoso…

Professore: Stavo dicendo… Si introduce nel condotto e…

Studente secchione: Ma com’è possibile?

Studentessa ingenua: E’ così strano, ma… In fondo, anche affascinante… Non avrei mai pensato che…

Studente simpatico: Si introduce e la martella come un fabbro incazzato, dopodiché la vulva viene sostituita con il buco del culo e avviene un’altra martellazione, dopodiché il buco del culo viene sostituito dalla bocca e…

Professore: Non ho mai visto una classe così indisciplinata in venti anni di carriera e penso proprio che farò rapporto per…

Studente secchione: Cioè, il coso va dentro e poi…?

Studentessa ingenua: Martellazione… Mmmhh..

Studente simpatico: …E spesso mentre la sta spruzzando arriva un altro tizio che comincia a martellarla di nuovo e un altro tizio ancora si mette sotto e…

Professore: Basta ora! Basta, basta, basta!

Studente secchione: Martellarla?

Studentessa ingenua: Si mette sotto e…?

Studente simpatico: Sentite, a casa ho un po’ di materiale didattico sul computer, potremmo trovarci oggi pomeriggio. E tu, vieni senza mutandine, così se avanza tempo si mette in pratica la teoria…

 

Sanremo odia i gay

Oggi vorrei parlare dell’omosessualità. E non solo perché il novanta per cento dei miei lettori sia gay, no, ne voglio parlare anche perché è un argomento importante, serio, bla, bla, e ancora bla.

In pratica, da un po’ di tempo a questa parte c’è una polemica in corso sul fatto che al prossimo Sanremo il cantante Povia porterà una canzone intitolata Luca era gay.

Già dal titolo si capisce di che cosa parla. E come la pensa Povia sugli omosessuali.

Non l’avete capito? Okay, ve lo spiego: secondo le autorevoli fonti alla cazzo di cane di Repubblica, il testo della canzone si riassume così: Luca aveva una famiglia di merda, la madre era una troia rompicoglioni, il padre era il classico stronzo sempre fuori casa; è così che Luca trova conforto e amore e sesso anale in una figura maschile. Ma l’idillio gay dura poco: per fortuna un bel giorno Luca scopre l’affascinante universo della figa, si sposa, ha figli, e vissero tutti felici e contenti.

Ora, siamo seri, questa canzone non ha la minima speranza di vincere il Festival: qui in Italia i gay fanno ancora schifo a molti, e con molti intendo milioni e milioni di persone.

Sono omofobico?

No, solo realista.

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Due gay in incognito.
 

E allora perché Povia ha deciso di portare una canzone simile? Per aver modo di esporre il suo squallido punto di vista sui Will Truman* italiani?

Può darsi.

Perché si era stancato di camminare per strada e sentirsi chiamare “Quello dei bambini che fanno ooh?”

E’ possibile.

Ma ancora più probabile è che abbia pensato bene di sfruttare l’enorme pubblicità che si è procurato per far sì che la gente, beatamente inconsapevole dell’esistenza di eMule, corresse a comprare il suo singolo nel negozio di dischi più vicino.

(Negozi di dischi. Ma esistono ancora?)

Comunque, Povia sarà pure una testa di cazzo, ma bisogna ammettere che ha avuto una bella pensata. Dopo aver cantato quella canzone, farà molti soldi. Riceverà molta attenzione (la sta già ricevendo) dalla stampa e dalla tv. E soddisferà ancora una volta i bisogni del suo pompatissimo ego da macho, compiacendosi nel profondo della sua anima dannata che burlarsi dei gay in diretta nazionale sia stato il punto più alto della sua inutile carriera musicale.

***

* Will Truman è l’omosessuale di Will e Grace. Ora lo sai. Ma non vivrai né meglio, né peggio.

***

La domanda che tutti si pongono

No, non sono gay, e non difendo i gay perché ho amici gay, o perché conosco gay simpatici, o perché sono una persona di ampie vedute. Anzi, l’idea di due uomini che fanno sesso mi disgusta. Ma allo stesso modo di come mi disgusta l’idea di una coppia di vecchi che fanno sesso, se capite cosa intendo.

Ma siccome sono cazzi loro, lo accetto. E non mi stanno sul cazzo né i gay né i vecchi.

(Beh, un po’ sì. Sono quasi tutti rincoglioniti e molti di loro puzzano.)

(Parlavo dei vecchi.)

(Lo so, non c’era bisogno di questo post, ma qualcosa devo pur scrivere.)

 

Belen Rodriguez + Tette + Culo + Nuda = I’m the king of Google

Belen Rodriguez

Per chi non la conoscesse, riassumo brevemente la sua carriera nel mondo dello spettacolo:

– Cazzate varie

– Finalista dell’Isola dei Famosi

La qualità più grande che contraddistingue Belen Rodriguez, oltre alla sensualità prorompente e al fondoschiena perfetto, è… Ok, non so più come finire la frase.

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In suo onore, propongo una speciale intervista dedicata alla vita di questa magnifica creatura.

Rilasciata in esclusiva a me, eh.

Panorama, ciucciami il cazzo.

 

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Faina: Cara Belen, innanzitutto direi di partire con una domanda semplice ed essenziale: c’è una minima possibilità che tu me la dia?

Belen: Direi di no.

Faina: Staremo a vedere. Okay, parliamo un po’ di te. Raccontaci qualcosa della tua infanzia in Argentina.

Belen: (ride) Oh, beh, ce ne sono di cose da raccontare. Ricordo che…

Faina: Basta, basta, per carità, sto perdendo lettori.

Belen: Scusa?

Faina: Lascia perdere. Senti, che ne dici di passare ad argomenti più interessanti? Parliamo del tuo famoso fondoschiena?

Belen: Preferirei evitare di toccare quest’argomento.

Faina: Posso toccarlo io?

Belen:

Faina: Okay. Parlaci della fine della storia con il tuo ex fidanzato, Borriello. So che stavate insieme da quattro anni.

Belen: E’ stato.. E’ stato molto doloroso. Una rottura così improvvisa lascia per forza un segno indelebile in una persona… Di sicuro lo ha lasciato in me…

Faina: Stiamo parlando della rottura del vostro rapporto o di quella del tuo imene?

Belen: Ime-ne? Scusami, non conosco questa parola… E’ italiana? Che significa?

Faina: Non credo sia importante. Piuttosto, che mi dici della tua carriera lavorativa?

Belen: (ride) Ah, okay, beh, il lavoro non manca e…

Faina: (sbadiglia) Senti, tagliamo corto: hai in programma di girare un porno nel prossimo futuro?

Belen: Beh, no…

Faina: Okay, la carriera è a posto… Vediamo… Che ne dici di parlare del periodo post-Borriello? Ci sono nuovi uomini nella tua vita?

Belen: Sinceramente mi sto ancora guardando attorno…

Faina: (si alza dalla sedia e alza le mani sopra la testa, esultando)

Belen: Che… Che ti prende?

Faina: (si siede e si sistema il nodo della cravatta) Nulla, nulla. Proseguiamo. Belen, dovendo scegliere tra questa lista di aggettivi, come ti definiresti: sexy, porcona, arrapante, o tettona?

Belen: Oh… Beh, non so, non credo che rispecchino la mia…

Faina: Okay, porcona. Belen, se fossi un animale, quale saresti?

Belen: Direi… (ride) …Direi una gattina.

Faina: Lo sai che i gatti hanno una vita sessuale disinibita e spregiudicata e che arrivano al punto di accoppiarsi più e più volte con qualunque altro felino trovino?

Belen: Ehm… No.

Faina: Lo sai che anch’io mi sento un gatto?

Belen: Ah… Okay.

Faina:

Belen:

Faina: Vedo che non cogli le allusioni. Okay. Belen, toglici una piccola curiosità: quali sono le tue misure?

Belen: (ride) Ah ah ah… Mi dispiace, ma è un segreto che non posso rivelare! (ride)

Faina: (estraendo una pistola) Le misure, Belen.

Belen:

Faina: Non costringermi a prenderle personalmente.

Belen: Ottantanove cinquantotto novanta!

Faina: E’ mio dovere di giornalista confermare la validità delle tue risposte.

Belen: Ma io non…

Faina: Belen, su, dai. L’hai già fatto all’epoca di Vallettopoli, non vedo perché non puoi farlo ora.

Belen: Ti costerà cinquecento euro.

Faina: Quando avremo finito sarai tu a darmeli.

 

 

Ha delle potenzialità, ma non si applica

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Vieni alla lavagna Roberto.

Hai studiato?

Allora?

No… Non ho studiato.

Come volevasi dimostrare. Chissà perché non mi stupisce.

Dovrò metterti un quattro sul registro. Vai al posto ora.

Quanto ti pagano per non fare un cazzo tutto il giorno? Quanti soldi prendi per stare seduta dietro quella cattedra a spiegare la lezione in maniera svogliata mentre pensi che non vedi l’ora di tornare a casa a guardarti la tv seduta sul tuo vecchio divano da zitella mangiando una vaschetta di gelato e mettendo su culo e sognando di trovare l’uomo della tua vita che ti scopi come si deve? O forse non lo sogni nemmeno più, ti limiti a mangiare come una scrofa e quando la tua mente comincia a vagare in direzione di un possibile uomo tu subito distogli il pensiero e cambi canale per non pensarci, e così fai ogni giorno della tua squallida vita miserabile e solitaria fingendo che vada tutto bene e accettando quello che ti succede senza interrogarti sulla minima cosa che riguardi la tua noiosa esistenza che prima o poi, oh sì cara mia, giungerà al termine?

Quanto ti pagano per scrivere alla lavagna formule matematiche di cui persino tu hai dimenticato il significato? Formule che quando eri giovane ti appassionavano, quando eri giovane ne eri attratta e quando le capivi ti facevano sembrare intelligente agli occhi dei secchioni sfigati che erano nel tuo corso all’Università e che ti sei portata a letto pensando che ti serviva per fare esperienza e che magari col tempo qualche ragazzo decente sarebbe arrivato peccato che alla fine hai continuato a scopare quei cessi che ora se ne stanno pure loro in qualche scuola di provincia a spiegare matematica a studenti svogliati e quando tornano a casa a mangiare da soli magari pensano ancora a te e a quella volta che ti hanno sparato il loro sperma in faccia e ti hanno detto prendilo, troia, prendilo tutto e stai zitta, e tu quella sera hai perso sangue dalla figa e hai pianto perché non avevi reagito e li avevi lasciati a fare i loro comodi con te perché in fondo avevano detto che ti trovavano intelligente e anche carina e quindi potevi sopportare di tutto, e non so se lo sai ma quando entravi in aula loro si guardavano negli occhi e ridevano e si scambiavano commenti su come te l’avevano sbattuto dentro e facevano a gara su chi aveva fatto più lo stronzo con te nell’ultimo semestre.

Quanto ti pagano per lamentarti se qualche studente arriva in ritardo di due minuti? Quanti soldi prendi al mese per minacciare gli studenti di mandarli dal preside solo perché hanno voluto finire la sigaretta prima di entrare in classe e hanno sforato il tuo sacrosantissimo orario di lezione che inizia alle otto e zero zero minuti e finisce alle nove e zero zero minuti amen?

Quanto ti pagano per rompere i coglioni quando vedi che appena finisce la ricreazione i tuoi alunni non sono già tutti in classe? Quanto ti pagano per credere che i tuoi studenti passino ansiosamente la ricreazione aspettando che ricominci la tua lezione di merda per precipitarsi in classe e sedersi al loro posto bramosi di prendere appunti? Quanto, per essere così stupida da crederlo?

Quanto ti pagano per mettere voti migliori alle ragazze? Perché andiamo, lo sanno tutti che fai così, ci vorrebbe un cieco ritardato mentale per non accorgersi che fai più favoritismi tu che un mafioso ad un politico, ci vorrebbe un sordo rincoglionito per non accorgersi che quando dai un otto a Sabrina la stai solo aiutando a non finire bocciata e inculata dai suoi genitori a giungo, anche se non è stata capace di fare altro che sputare fuori tre frasi di merda impossibili da combinare tra di loro e formarne una di senso compiuto. Quanto ti pagano per aiutare gli esseri umani dotati di figa? Cos’è, la solidarietà femminile per te significa “promuoviamo la stupidità nel mondo?”

Quanto ti pagano per guardare con disprezzo quelli come me? Quanto prendi per guardare come se fossero delle merde quei ragazzi che non studiano e che non stanno i pomeriggi chiusi in casa a imparare come si calcola una derivata perché magari sanno benissimo che quando dovranno pagare il mutuo della casa non gli servirà a un cazzo sapere cos’è una funzione di funzione o un assioma o una coordinata, quando la bolletta della luce sarà di centocinquanta euro perché loro figlio gioca con la PlayStation tutto il giorno e la loro moglie sta ore a guardare Italia Uno e guadagnano mille euro al mese e centocinquanta euro sono tanti, saper trovare il risultato di un’equazione di secondo grado gli servirà solo a pulirsi il culo. Quanti soldi ti danno per guardarmi e pensare che non combinerò niente di buono nella mia vita solo perché non penso che la scuola sia una cosa così importante? Ah scusa, dimenticavo che la tua vita si riduce solo a mangiare gelato sul divano e a rispondere a tua mamma al telefono dicendole che no, non ti vedi con nessuno al momento. Per cui scusami tanto, hai ragione, per te la scuola è una cosa davvero, davvero importante, perché nella tua vita di merda non hai davvero un cazzo che valga qualcosa di più.

Quanto ti pagano per sfottere quelli che interroghi? Quanto ti pagano per farmi alzare e farmi restare davanti alla lavagna per quei lunghi minuti a mortificarmi e a ripetermi che devo veramente applicarmi, fingendo che non ci siano altri venti studenti che ci stanno guardando e pensano che qualcuno in classe se la sta prendendo in culo un’altra volta, eh sì, sono proprio io. Quanti soldi prendi per prendermi in giro sul fatto che non so niente? Lo sai benissimo, mi conosci, io lo dimostro ampiamente che non so un cazzo, e allora basta mandami al posto e smettila di continuare questo teatrino del cazzo, e allora quanto ti danno al mese per guardarmi mentre sudo e balbetto e scrivo numeri che sembrano gli sgorbi di un handicappato? Quando ti danno per far finta di pensare che a me non importi un cazzo di prendere voti di merda mentre in realtà lo sai benissimo che per me è un problema andare male a scuola perché i miei genitori mi fanno il culo e tu lo sai perché ci hai parlato alla riunione e hai detto loro che devo studiare di più, molto di più. Quanto ti pagano per sfottermi pur sapendo benissimo che quando torno a casa sono cazzi?

E allora dai, su, dammi quel quattro di merda e vai a fartelo mettere nel culo.

Dedicato ai miei professori del liceo.

Spero che crepiate tutti,

uno alla volta,

ad intervalli di una settimana.

Così me la godo più a lungo.

 

 

Il Grande Fratello andrà in onda.. su un altro Blog.

Ieri sera è cominciato il Grande Fratello 9.

Per celebrare degnamente tale occasione, ho scelto di fare due cose:

 

1. Pubblicare queste foto della presentatrice, Alessia Marcuzzi, mentre NON mangia lo yogurt Activia.

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2. Mandarvi a leggere questo post. Non avrei saputo fare di meglio.

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I Supereroi contro il Dottor Cazzus

 

L’altra sera ho visto Iron Man, e mi sono accorto di due cose. La prima è che i film sui supereroi vanno molto, molto di moda negli ultimi anni. La seconda è che Iron Man è pieno di errori nella sceneggiatura e zeppo di assurdità pseudo-scientifiche: un’armatura che permette di volare? Ma andiamo! Una sottospecie di reattore nucleare inserito nel petto? Ma andiamo! Il protagonista che arriva alla fine del film senza scoparsi quella figa di Gwineth Paltrow? Ma andiamo!

Comunque sia, mi sono incuriosito e sono andato a fare un ricerca con Google: ho scoperto con stupore che negli ultimi dieci anni sono usciti ben diciotto film con eroi della Marvel. E che Manuela Arcuri adora passare il mese di giugno tutta nuda mangiando fragole.

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Ecco la lista dei film:

Blade, Blade II, Blade: Trinity, Daredevil, Elektra, Hulk, I Fantastici Quattro, I Fantastici Quattro e Silver Surfer, Ghost Rider, Iron Man, SpiderMan, SpiderMan 2, SpiderMan 3, The Punisher, L’incredibile Hulk, X-Men, X-Men 2, X-Men: Conflitto finale.

E non dimentichiamo quelli della DC Comics: Batman Begins, The Dark Knight, Catwoman, Superman Returns.

Ora, francamente, diciamoci la verità: nemmeno la metà di questi film vale qualcosa. Se proprio dovessi salvarne qualcuno direi i due Batman, il primo degli X-Men, Daredevil, e forse (ma proprio forse) SpiderMan 3.

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Sarebbe bello vedere un film in cui compaiono tutti quanti assieme. Cazzo, sbattili nello stessa città con un pretesto, trova un SuperBandito per l’occasione, incrocia le loro storie in una sceneggiatura alla Pulp Fiction, affida la regia a Nolan, ed ecco fatto: hai ottenuto il più gran film d’azione di tutti i tempi.

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Spiderman: Il Dottor Cazzus sta tentando di conquistare il mondo dalla sua impenetrabile fortezza-astronave!

Superman: Non possiamo permetterglielo! Ne va del destino dell’umanità!

Batman: E a te che cazzo te ne frega? Tu vieni da Kripton. Non sei neanche umano.

Superman: Cerchi rogne, topo volante?

Daredevil: Calmatevi, ragazzi. Non è il momento di litigare.

Batman: Oh oh oh, ma senti un po’, adesso il cieco si mette a dare gli ordini. Ehi Ray Charles, perchè non ti fai cazzi tuoi? Io e il signor Tutina Blu stavamo parlando.

Daredevil: Sarò pure cieco ma ti posso fare lo stesso il culo a strisce, lo sai, stronzo?

Spiderman: Ragazzi, per favore, calmatevi. Rimandiamo a dopo le discussioni.

Blade: Dì un po’, Spiderman, come mai hai tutta questa voglia di salvare il mondo? Non sarai mica un vampiro?

Spiderman: Ma che diavolo stai dicendo? Cosa c’entrano i vampiri con il fatto che voglio salvare il mondo?

Blade: Ammettilo, sei un vampiro!

Spiderman: No.

Blade: Ok. Qualcuno di voi qui è un vampiro?

Silenzio imbarazzato. Tutti tengono lo sguardo fisso a terra.

Blade: Bene. Vedo che qui sono di troppo. Me ne vado. Se qualcuno mi cerca, sono in camera mia a mangiare panini al tonno e a piangere sul mio cuscino.

Blade esce dalla stanza. Gli altri lo seguono con lo sguardo fino a che la porta non si chiude.

Spiderman: Ok, allora, chi viene con me a salvare il mondo?

Batman: Io ci sto.

Catwoman: Batty, no! E a noi due non pensi? Potresti morire! Che ne sarebbe di noi e del nostro matrimonio?

Batman: Ti ho già detto che non ho intenzione di sposarti. E poi questo non mi sembra il momento adatto per parlare di certe cose.

Catwoman: Per te non è mai il momento.

Wolverine: Mio Dio, ma dove cazzo pensate di essere, su Beautiful? State zitti e cerchiamo di essere seri.

Batman: Fatti i cazzi tuoi, scimmione.

Wolverine: (estraendo gli artigli) Come mi hai chiamato, roditore con le ali?

Batman: Scimmione. Scimmione peloso, per giunta.

Wolverine: Ritira quello che hai detto se non vuoi che faccia a fettine te e la tua stronza gattina qui presente.

La Cosa: Smettetela. Dobbiamo rimanere uniti per avere qualche speranza di sconfiggere il Dottor Cazzus.

Wolverine: Rimanere uniti. Facile a dirsi. Ha parlato “Mister quartetto magico”.

La Cosa: Perché, qualcosa in contrario? Io e la mia squadra sappiamo benissimo che l’unione fa davvero la forza.

Mister Fantastic: Giusto!

La Donna Invisibile: Parole sante!

La Torcia Umana: Questo è parlare!

Wolverine: Bah. Siete patetici.

La Cosa: Come hai detto scusa?

Spiderman: Ma porca puttana, adesso basta! volete piantarla! Siamo o non siamo dei supereroi! Dobbiamo mettere da parte i nostri rancori e allearci per il bene dell’umanità!

Silenzio assoluto. Tutti quanti abbassano la testa e si guardano le punte dei piedi.

Spiderman: Oh, bene. Bravi.

Hulk: Hulk spacca! Hulk spacca! Hulk spacca!

Hulk inizia a frantumare sedie sui muri e lancia il tavolo fuori dalla finestra.

Blade: (da lontano) Volete smetterla di fare confusione? Mi va di traverso il panino!

 

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