Archivio mensile:novembre 2008

Intervista a Valeria Marini

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Nella foto: Valeria Marini impegnata intellettualmente.

Faina: Cara Valeria, grazie per avermi concesso questa intervista.

Valeria: Per te questo e altro, ciccino.

Faina: Non ti azzardare mai più a chiamarmi così.

Valeria: Okay.

Faina: Allora, Valeria, partiamo con una domanda sulla tua vita sentimentale: quali flirt hai? Chi è l’uomo del momento?

Valeria: Un negro grande e grosso che viene dal Congo. Credo che si chiami Jamal. Ce l’ha lungo tanto così. Vedessi che roba. Ma non voglio dire di più.

Faina: Sì, ti prego, fermati. Allora, Valeria, dichiari definitivamente chiusa la storia con Vittorio Cecchi Gori?

Valeria: Sì, ed è stata una separazione difficile. Ormai eravamo come dei passeggeri che prendono due treni con destinazioni diverse. Anime divise. Cuori separati. Gemelli estranei. Vittime di un destino…

Faina: Era in difficoltà economiche, lo sappiamo.

Valeria: Esatto.

Faina: Passiamo alla carriera televisiva. Raccontaci cos’hai in programma per il prossimo futuro. Continuerai a non fare un cazzo?

Valeria: Lo spero. Quest’inverno debutterò nelle sale cinematografiche nel nuovo film di Neri Parenti. Si intitola “Natale in Iraq”.

Faina: Un filmone.

Valeria: Esatto. Io recito nella parte di una prostituta che finisce a letto per sbaglio con Christian De Sica. Questo darà origine a una sfilza di situazioni comiche ed equivoci divertenti.

Faina: Una trama da urlo. Posso solo immaginare quanta fatica abbia dovuto affrontare il povero sceneggiatore.

Valeria: Esatto, ciccino. E poi nel film mostro le tette. Da non perdere.

Faina: Prenotami un biglietto. Ora, passando ad argomenti meno idioti, che ne dici di parlare di ambiente ed ecologia? So che sei molto attiva nella lotta contro l’inquinamento dovuto alle emissioni dei fumi delle fabbriche.

Valeria: E’ verissimo. Nell’ultima campagna pubblicitaria mostro le tette e urlo a tutti quanti di fermare le emissioni inquinanti.

Faina:

Valeria: Mostro le tette. Funziona.

Faina: Per fortuna che ci sei tu che salvi il nostro mondo, Valeria.

Valeria: Grazie tesoro.

Faina: Ero ironico.

Valeria: Iro.. cosa?

Faina: Lasciamo stare. Beh, che dire, cara Valeria? Spero che tu possa tornare presto a farci visita.

Valeria: Contaci, ciccino. Sarà un piacere.

Faina: Anche per me, se sarò già morto.

Valeria: Ha ha ha, sei proprio ironistico!

Storia della masturbazione

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La prima volta che mi sono masturbato ricordo che pensai ad un’amica di mia cugina. L’avevo vista in piscina, mentre le si slacciava il pezzo sopra del costume, rivelando per un attimo il capezzolo rosato. Solo stupide fantasie adolescenziali? No, visto che poi me la sono scopata negli spogliatoi.

La mia vita autoerotica è stata un po’ come quella di tutti i ragazzi che un bel giorno scoprono con stupore di avere qualcosa in mezzo alle gambe che è molto più divertente di un joystick.

Chi l’avrebbe mai detto che poteva diventare così grosso? mi chiese una volta un mio amico, in tono sconcertato. E non stava parlando di Giuliano Ferrara.

(E’ difficile inventare battute sulla masturbazione. Ad un certo punto hai paura che la gente inizi a pensare che tu non faccia altro che spararti seghe da mattino a sera. Mentre scrivo continuo a ripetermi devo far capire che scopo, devo far capire che scopo.)

La prima volta che mia madre ha bussato alla porta del bagno mentre mi masturbavo è stata una delle esperienze più terrificanti della mia vita. Continuavo a chiedermi “Lo sa cosa sto facendo? Lo sa?”

Dopo mezz’ora sono uscito dal cesso, lei mi guarda e borbotta “Beh, di sicuro ci metti più tempo di tuo padre”. L’ho preso come un complimento.

Una volta un tizio che ho conosciuto in treno è venuto a raccontarmi di quella volta che si è masturbato per due ore senza mai riuscire a venire. Poi mi ha chiesto se gli facevo vedere il biglietto.

La prima volta che ne abbiamo parlato a scuola è stata un’esperienza illuminante. Era in prima media, se ben ricordo. Fu troppo esilarante vedere il maestro che ci spiegava per filo e per segno in cosa consistesse la masturbazione, come si raggiunge l’orgasmo, da cosa è composto lo sperma. Tutto questo avvalendosi dell’ausilio del nostro compagno Luigi come cavia.

Vi ho già detto che era una scuola cattolica?

Molti dei miei compagni di scuola credevano alla vecchia leggenda secondo cui masturbarsi rende ciechi. Una stronzata, senza dubbio: farsi seghe non causa effetti collaterali a lungo termine. A parte delle fastidiose fitte al polso di tanto in tanto.

La prima volta che ho visto uscire dello sperma dal mio cazzo sono rimasto esterrefatto. “E’ incredibile! E’ bianco e appiccicoso! Non ho mai visto una cosa del genere prima!”

Così si è espressa l’amica di mia cugina.

Poi, un bel giorno, scoprii l’affascinante mondo del sesso. Addio, giorni sprecati con l’autoerotismo, mi dissi. Oh, che errore. Non mi rendevo ancora conto del fatto che per farsi una sega non serve sorbirsi una ragazza che spacca i coglioni con mezz’ora di lamentele e sogni infranti e poi pretende ancora un’altra mezz’ora di inutili preliminari che, con mio sommo stupore, non comprendono mai fragole e panna. Maledetti film porno, mi avete mentito per tutti questi anni!

***

AVVISO: Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno risposto al mio invito a commentare sul blog di ScaricaBile. Vedere personaggi come Johnny Mangiabanane, Culo Viola e Mister Sperma (ecc. ecc.) che scrivono “W Faina” mi ha riempito di gioia. Siete troppo bravi.