Archivio mensile:agosto 2008

Intervista a Pamela Anderson

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D: Pamela, i giornali dicono che hai una relazione segreta con il noto attore Keanu Reeves. E’ tutto vero o sono solo voci?

R: Hihihihi, vuoi vedere le mie tette?

D: Uhm.. Proseguiamo. Pamela, molti sostengono che il tuo aspetto fisico sia la principale causa del tuo successo. Cosa rispondi a coloro che ti criticano in tal senso?

R: Ho girato un video porno l’altro ieri, vuoi comprare i diritti per duecentomila dollari e distribuirlo su Internet?

D: Ehm.. Magari dopo. Pamela, recentemente Paris Hilton ha dichiarato di essere la bionda più famosa al mondo, persino più celebre di te. Come rispondi alla sua provocazione?

R: Guarda come mi ballano quando salto su e giù!

D: Ho notato. Pamela, la tua carriera da attrice sembra in fase di arresto. Come intendi rilanciarla? Quali progetti hai per il futuro?

R: Hihihihi, vuoi fotografarmi nuda? Sono cinquemila dollari.

D: Capisco. Pamela, ritieni che Baywatch sia stato il tuo reale trampolino di lancio o pensi che la tua notorietà sia dovuta di più alle foto su Playboy?

R: Ho le tette finte ma ne vado fiera! Vuoi vederle?

D: Ok, vaffanculo l’intervista, sei davvero stupida come dicono. Spogliati, puttana.

Letterine n.2

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1. Caro Faina,ho un problema: ho compiuto quattordici anni un mese fa, e ho recentemente notato di avere un testicolo che non è ancora sceso allo stesso livello dell’altro. Cercando informazioni sulla pubertà su Wikipedia ho scoperto che alla mia età quel testicolo dovrebbe essere già sceso da un bel pezzo. E’ un problema grave o posso sperare che si risolverà da solo col tempo?    (Filippo, Gallarate)

 

Caro Filippo: hahahahahahaha, sfigato, sfigato, sfigato!

 

2. Caro Faina, la mia ragazza non è capace di farmi godere quando mi fa un pompino. Come posso fare?    (Samuele, Torino)

 

Forse la tua ragazza non si sente a suo agio con il sesso orale. Molte ragazze infatti considerano il sesso orale come un atto privo di amore che sottomette la donna all’uomo e che sottrae al rapporto sessuale la dignità e l’intimità che lo caratterizzano. Prova a parlarne con lei e a scoprire cosa ne pensa. Se il dialogo tra di voi non darà risultati, mettiti il cuore in pace e ripiega sul sesso anale.

 

3. Caro Faina, mia cugina di secondo grado (che ha tre anni in più di me) ha preso l’abitudine di toccarmi sulle “parti intime” quando restiamo soli in una stanza e spesso si spoglia davanti a me senza che io possa fare nulla per fermarla. Io ho provato a chiederle di smetterla ma lei non mi dà mai retta, anzi, mi invita a “toccare la sua patata”. Io ho molta paura che i miei genitori o i miei zii lo scoprano e che scoppi uno scandalo, per cui non ho mai risposto ai suoi inviti e non l’ho mai sfiorata con un dito. Aiutami Faina, non ce la faccio più, è una tortura, cosa posso fare per farla smettere? (Allego delle sue foto, così puoi farti un’idea di che tipo di ragazza è) Help me please!   (Luigi, Milano)

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 Caro Luigi, mi disgusti profondamente.

Proverbi del giorno

– Can che abbaia non morde, ma se è un rottwailer meglio non rischiare.

– L’erba del vicino è sempre più verde, peccato che vivi in un condominio in centro a Milano.

– Il mattino ha l’oro in bocca, ma che cazzo vuol dire? Da quando il mattino ha una bocca?

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Nella foto: la famosa showgirl Elisabetta Canalis mentre regala a milioni di ragazzini italiani un buon motivo per masturbarsi.

Il tempo ci fotte

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Il tempo è relativo. Lo diceva Einstein? Non ricordo. Probabilmente no. Comunque sia, il tempo è veramente relativo.

La concezione del tempo, per essere precisi.

Facciamo un esempio classico: prendiamo un uomo, e lasciamolo per cinque minuti a guardare una bella donna nuda.

Dopodiché prendiamo nuovamente quest’uomo, e lasciamolo per cinque minuti seduto sopra a un termosifone bollente.

Secondo voi, i cinque minuti passati a guardare la donna nuda gli sono sembrati lunghi come quelli passati ad arrostirsi le palle sul termosifone? Probabilmente no.

Probabilmente (sicuramente) avrà sperimentato una sostanziale differenza tra questi due tipi di “cinque minuti”. In via puramente ipotetica, diciamo che i primi cinque minuti sono letteralmente volati via, mentre gli altri gli saranno sembrati un attimino eterni.

Ehi, non siete ancora convinti? Fate una semplice prova. Non avete un termosifone a casa?

Ah, il tempo. Che malandrino.

Mio nonno ha ottant’anni. A me, sinceramente, sembra un vecchio rudere screpolato. Ogni volta che lo vedo penso “cazzo, ma ancora in piedi sta?”. E poi penso “oooh, ma pensa che quest’uomo ha fatto la guerra. Ha visto cose che noi umani non possiamo immaginare. Ha visto in prima persona un sacco di avvenimenti importanti, cose che ora stanno nei libri di storia.”

Eppure, esaminando la situazione più attentamente, ottant’anni non sono niente. Niente. Non sono un cazzo! Il mondo se ne frega di mio nonno e dei suoi miseri, stupidi ottant’anni. Ottant’anni sono un pelo di culo, agli occhi del Tempo. Un’inezia, uno schifo.

Sessantacinque milioni di anni fa i dinosauri dominavano la terra, cazzo! Sessantacinque milioni di anni fa! 65 MILIONI di ANNI fa. Dio bono, fermati un attimo a pensarci su prima di andare avanti a leggere come se niente fosse!

Hai la minima idea di cosa cazzo voglia dire che sessantacinque milioni di anni fa c’era già vita su questo pianeta?

(Non posso giurare che siano veramente sessantacinque milioni di anni fa. Mi sembra di averlo sentito in un film, molto probabilmente Jurassic Park. Ora vado a controllare su Wikipedia. Non riuscirei mai a sopportare la vergogna di avervi dato una notizia errata. A differenza dei giornalisti di Libero.)

Letterine

481295702.jpg 1. Caro Faina, ho un problema: la mia ragazza mi ha lasciato dopo cinque anni di fidanzamento per mettersi con un altro. Come posso fare per smettere di soffrire e ritrovare il sorriso?  (Alberto, Milano)

Caro Alberto, uccidila.

2. Caro Faina, mia madre non fa altro che rimproverarmi tutto il giorno e ripetermi che non sto facendo niente di buono della mia vita. Che posso fare?  (Gianmaria, Pescara)

Caro Gianmaria, innanzitutto ti devo fare i complimenti: non avevo mai conosciuto nessuno prima di te che avesse un nome così ridicolo. Per quanto riguarda il tuo problema, voglio farti notare che tua madre ha ragione: se hai finito per chiedere un consiglio a uno come me, vuol dire che nella vita non ha fatto veramente un cazzo di decente.

3. Caro Faina, come posso fare per avere un blog che mi faccia ottenere soldi e successo?  (Roberto, Livorno)

Caro Roberto, filmati mentre fai sesso (se lo fai) con tua moglie, la tua ragazza, o una prostituta; poi metti i tuoi video sul blog. Otterrai il successo. Per i soldi, lascia perdere.

Consiglio disinteressato

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La vita è breve, potresti morire tra trenta secondi per un infarto.

Non fare quella faccia da culo, è vero, potresti morire veramente.

Smettila di pensare che “tanto queste cose non capitano a me”.

Stai sprecando la tua vita, devo proprio essere io a dirtelo?

Spegni il tuo inutile computer e vai fuori all’aria aperta, stronzo.

Vucumprando

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Vado al mare, me ne sto in spiaggia, prendo il sole, fumo una sigaretta, osservo una stupenda ragazza che se ne sta seduta sullo sdraio a gambe aperte e tette al vento.

Favoloso, se non fosse che d’un tratto arriva, implacabile e inevitabile, il marocchino / sudafricano / cinese / marziano che vuole vendermi le sue piccole stronzate taroccate.

“Amico, solo dieci euro, solo dieci euro” proclama lui con tono confidenziale, sventolandomi davanti agli occhi uno stupendo paio di occhiali da sole ultimo modello, con su scritto “Dolce e Armani”.

“Ma se ne vada, mi lasci a crogiolarmi sotto questo sole ardente e veda di togliere il disturbo alla svelta, buon uomo” rispondo io, leggermente irritato.

Il tutto suona più o meno come “Vai fuori dalle palle, non vedi che sto prendendo il sole? Togliti dal cazzo”.

“Amico, solo dieci euro, laser amico, laser, con batterie, laser” continua lui, e stavolta mi mostra con orgoglio uno di quei piccoli puntatori laser che dopo due giorni sono da buttare via.

“Sono enormemente dispiaciuto ma codesti aggeggi, se puntati negli occhi di un malcapitato, possono provocare gravi danni alla retina, e inoltre la loro qualità complessiva è notoriamente scarsa e finiscono sovente per danneggiarsi” affermo io, spegnendo la sigaretta sulla sabbia e grattandomi il pacco (la sabbia tra le palle è fastidiosa).

Il tutto suona più o meno come “Ma sei scemo? Questa roba ti fa diventare cieco se la punti sugli occhi e poi col cazzo che la prendo, si spacca subito, vai via”.

“Amico, amico, vuoi braccialetti di desiderio? Tu esprime desiderio quando braccialetto rompersi, tu vuoi comprare, solo cinque euro, sì?”

“Il prezzo mi sembra esagerato” dico io. “Cinque euro per due fili colorati, stronzo?” penso.

“Amico, compra qualcosa, io fare sconto”

Ci penso su un po’, poi mi viene un’idea.

“Ti do dieci euro se vai da quella ragazza là, quella distesa sulla sdraio, e le metti una mano in mezzo alle gambe”.

“Ne voglio quindici” mi dice il marocchino.

“Dieci”

“Quindici”

“Cinque” dico io.

“Va bene, dieci” si arrende lui, e si gira verso la ragazza. Si avvia verso di lei, arrancando nella sabbia bollente.

E io me ne sto qui, sotto l’ombrellone, a fumare una sigaretta e a guardarmi la scena, aspettando di vedere come va a finire.

Lettera d’addio

Ho deciso di uccidermi. In questo momento sto seduto davanti al computer. Sto fumando una sigaretta e intanto scrivo queste ultime righe.

Tra poco andrò in bagno, prenderò una delle lamette da barba che stanno nel secondo ripiano, aprirò l’acqua fredda, riempirò il lavandino, ci immergerò i polsi e me li taglierò.

Il tutto con la sigaretta in bocca sempre accesa. Spero solo che non cada sul tappeto e mandi a fuoco la casa. L’ideale sarebbe se cadesse dentro al lavandino pieno d’acqua, quando perderò i sensi e mi scivolerà via dalla bocca.

Comunque sia.

Verranno avanzate molte congetture sulle vere cause del mio suicidio. Alcuni diranno che avevo problemi con la ragazza, o che  in famiglia non andava molto bene, altri ancora penseranno che mi drogavo e che frequentavo compagnie sbagliate.

Non è per nessuno di questi motivi.

Lo scrivo qui, e lo pubblico, così nessuno potrà equivocare: ho deciso di farla finita perché sono stanco di vedere che il mio blog non arriva nella Top Ten di BlogItalia. Cos’ha Beppe Grillo che a me manca??? A parte una trentina di chili.

La ragazza del mio amico

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“Odio i negri”. Queste furono le prime parole che mi disse la nuova ragazza del mio migliore amico. Me l’aveva presentata dopo due mesi che gli rompevo i coglioni, pregandolo affinché mi facesse conoscere questa fantomatica nuova fiamma che, parole sue, gli aveva “rubato il cuore”.

“Haha, per fortuna sono di razza ariana. Piacere, io sono Faina” risposi, cercando di risponderle con una battutina, giusto per spezzare il ghiaccio. Lei non si degnò di rispondere.

Il mio amico ci osservò preoccupati: non era la prima volta che io e le sue varie fidanzate finivamo per litigare e scoprire di odiarci mortalmente. Comunque sia, cercai di fare buon viso a cattivo gioco.

“Che ne dite, andiamo a farci una pizza?” chiesi io, nella maniera più cortese possibile. Il mio amico annuì, chiaramente sollevato. La sua ragazza mi scrutò come se fossi una merda attaccata a una scarpa.

“Tua madre dev’essere una gran puttana” mi disse. Udii distintamente il mio amico che reprimeva un gemito. Cercai di rimanere calmo e non perdere le staffe.

“Mi dicono che abbia imparato il mestiere dalla tua” risposi io, accorgendomi subito del mio errore.

“Scusami, non volevo essere scortese. Ricominciamo da capo: piacere, sono Faina” dissi io, e le tesi la mano sfoderando un gran sorrisone.

“Spero che tu muoia di cancro” fu la sua risposta.

“Al pancreas, come quello che sta ammazzando tuo padre?” le risposi.

Cazzo, non ero capace di trattenermi dal risponderle male. Dovevo controllarmi. Nonostante l’evidente maleducazione della ragazza del mio amico, dovevo cercare di essere il più disponibile possibile, così da non ferire i sentimenti di nessuno dei due.

Avrei dovuto comportarmi bene e sopportare pazientemente le frecciatine velenose che la ragazza avrebbe potuto lanciarmi.

“Sei uno sfigato di prima categoria e una patetica imitazione di uomo”, mi disse.

“Che coincidenza, sono le stesse parole che tua madre ha detto a tuo padre prima del loro matrimonio riparatore”, risposi.

“Testa di cazzo”, disse lei.

“Baldracca appestata”, replicai.

“Stupido ignorante” affermò lei.

“Scimmia pelosa”, ribattei.

Con la coda dell’occhio vidi che il mio amico stava sbiancando a aveva iniziato a tremare. “Sei la cosa più insignificante e superflua che l’umanità abbia mai conosciuto, disse lei.

“Stai parlando di me o del tuo cervello?”, chiesi io.

“Pezzo di merda”, affermò lei.

“Aborto malriuscito”, dissi io.

“Tuo padre è culattone!” mi urlò in faccia lei.

“L’importante è che non sia pedofilo come il tuo!” esclamai.

“Sei senza il cazzo!”

“Mi è rimasto incastrato nel culo di tua mamma!”

“Mezza sega!”

“Tua sorella la fa per dieci euro!”

“Cervello di gallina!”

“Cervello di gallina handicappata!”

“Stronzo!”

“Ma non è il tuo cognome?”

“Hai un pezzo di merda al posto del cazzo!” disse lei. Questa me la scrivo, pensai io.

“E tu hai le mestruazioni nel cervello!” risposi.

“I tuoi genitori pensano che sei un idiota!” urlò lei.

“I tuoi se ti vedono per strada non ti salutano neanche!”

“La tua faccia fa ribrezzo!”

“Sono le parole che ti ha detto tua mamma dopo averti partorita”

“Sei inutile”

“E’ quello che pensa ogni giorno Dio su di te”

Notai che il mio amico stava ansimando, incapace di credere a quello che stava succedendo.

“Sei.. sei.. la cosa..” balbettò lei.

Capii di avere vinto.

“Sei rimasta a corto di insulti, troia?” le chiesi.

Lei non rispose, si limitò a chinare la testa. Vidi lacrime silenziose scenderle delicatamente lungo le guance.

“Che ti ho fatto di male? Perché mi insulti in questo modo?” singhiozzò lei. Il mio amico corse da lei ad abbracciarla.

“Tranquilla, tesoro, tranquilla è tutto finito..”

“Perché Faina mi odia? Che cosa gli ho fatto di male?” mormorò lei, e continuò a piangere rumorosamente.

“Tranquilla piccola mia, tranquilla.. ora Faina se ne va via e non ti darà più fastidio..” le sussurrò il mio amico. “Vero che te ne vai, Faina?” chiese il mio amico, fulminandomi con gli occhi.

Io annui col capo e mi incamminai lentamente, lasciandoli abbracciati, a guardarmi in cagnesco mentre mi allontanavo. Passo dopo passo, lontano da loro, cacciato ingiustamente, costretto a fuggire via nella notte come un ladro.

“Così impari a insultare la gente!” la sentii urlare.

Mi girai a fissarla, ancora stretta tra le braccia del mio amico, che mi fissava con uno sguardo carico d’odio, la bocca contratta, gli occhi accusatori.

Le sorrisi.

“Vagina sfondata!”