Archivio mensile:agosto 2008

Interrogazione a sorpresa

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Prof: Buslenghi Luca, si alzi e venga alla lavagna.

Buslenghi: Per… Per essere interrogato, intende?

Prof: No, per fare una passeggiata. Ma certo che deve venire per essere interrogato, Buslenghi!

Buslenghi: (mormorando) Ah, ok… Aveva detto che non interrogava oggi, ma si vede che ha cambiato idea, che cazz..

Prof: Ha detto qualcosa, Buslenghi?

Buslenghi: Chi, io? Non io, professoressa.

Prof: Bene. Allora, sentiamo, mi sa dire in che anno Carlo Magno è stato incoronato imperatore?

Buslenghi: Imperatore?

Prof: Imperatore, Buslenghi, imperatore. Lei lo sa cos’è un imperatore, giusto? Andiamo, Buslenghi, non faccia il buffone.

Buslenghi: Ok, imperatore. Carlo Magno. Beh, innanzitutto Carlo Magno era un grande combattente, ma proprio grande e forte, infatti è per questo che lo chiamavano Magno, perché Magno è latino, e vuol dire grande, quindi volendo italianizzarlo si potrebbe anche chiamare Carlo il Grande..

Prof: Buslenghi, se la smette di dire idiozie e risponde alla mia domanda è meglio, eh? Che ne dice? La sa la risposta? Una data, Buslenghi, mi basta una data. In che anno è stato incoronato?

Buslenghi: Ma vuole l’anno preciso o le basta anche una via di mezzo?

Prof: Buslenghi, le ho già detto di non fare il buffone.

Buslenghi: Ok, ok, chiedevo. Allora, una data. Beh, di sicuro prima del mille dopo Cristo… (lancia un’occhiata alla prof per vedere la reazione) …Quindi direi che siamo nel periodo che va dalla fine dell’Impero Romano in poi..

Prof: Buslenghi, lei sta parlando di un periodo di circa seicento anni, non le sembra di essere un po’ vago? Ho capito, lei non sa la data.

Buslenghi: La so, la so, ci stavo arrivando! E’ il quattrocento dopo Cristo, giusto?

Prof: No.

Buslenghi: Cinquecento?

Prof: La smetta, Buslenghi.

Buslenghi: Seicentocinquanta?

Prof: Buslenghi, vuole una nota sul registro? Passiamo ad un’altra domanda. Come si chiamavano i tre figli di Carlo Magno che si spartirono l’impero del padre?

Buslenghi: Era settecento, vero?

Prof: Buslenghi, vuole proprio beccarsi un quattro?

Buslenghi: Chiedevo, chiedevo… Mi pareva di esserci vicino…

Prof: Allora, i nomi dei tre figli.

Buslenghi: Tre, tutti quanti?

Prof: Erano tre, glieli ho chiesti tutti e tre. Su, andiamo.

Buslenghi: Certo che Carlo Magno e la sua signora si sono divertiti, eh?

Prof: Buslenghi! Ma che sta dicendo! Vuole rispondere alla domanda cercando di evitare stupide divagazioni?!

Buslenghi: Mi scusi, non era mia intenzione, non volevo offendere nessuno, tantomeno la storia dei nostri avi e i nobili condottieri che insomma nel passato furono insomma… Beh, allora. Tre figli. Tre, tre figli, mica uno. Allora, vediamo. Il più giovane era quello… Beh, ma di sicuro ce n’era uno che era il più grande… Insomma.. Ehi, non è che siano i tre porcellini, eh? (sbircia la professoressa per vedere se ride, ma non è così) …Mi scusi, allora, stavo dicendo, di questi tre figli, uno era.. Non lo so, professoressa, non lo so. Non ho potuto studiare ieri.

Prof: E come mai non ha potuto, Buslenghi?

Buslenghi: Mia mamma sta male.

Prof: Sua madre l’ha accompagnata a scuola stamattina, l’ho vista io personalmente.

Buslenghi: Sì, ma soffriva molto, non l’ha notato?

Prof: Sua madre mi sembrava normalissima, Buslenghi. Niente smorfie di dolore sul viso. Non mi prenda in giro o dovrò prendere provvedimenti seri.

Buslenghi: E io che colpa ne ho se mia madre è bravissima a sopportare il dolore? E’ ovvio che lei non se ne sia accorta.

Prof: Preferisce che la chiamiamo a casa e sentiamo come sta?

Buslenghi: Ma che le ho fatto di male? Perché se la prende con me? Siamo in ventisette in questa classe e lei interroga sempre me!

Prof: Non faccia il bambino, Buslenghi.

Buslenghi: Che fa, sta scrivendo quattro? Che fa, scrive quattro? E’ un quattro quello? Eh, è un quattro?

Prof: Sul registro, sì. Vada pure al posto, Buslenghi.

Buslenghi: Era il settecentoquaranta, vero?

Prof: Vada , Buslenghi.

Buslenghi: Uno dei tre figli si chiamava Federico Barbarossa?

Prof: No, ora vada al suo posto e non mi faccia perdere altro tempo.

Buslenghi: Ottocentonovanta?

Prof: Buslenghi!

Buslenghi:

Prof:

Buslenghi: Beh, Cristoforo Colombo ha scoperto l’America!

Prof: Quando?

Buslenghi:

Prof:

Buslenghi: Ottocentonovanta l’ho già detto?

Letterine n.3

481295702.2.jpg1. Caro Faina, i miei genitori litigano tutti i giorni e stanno seriamente pensando di divorziare. E’ colpa mia?    (Elisabetta, Napoli)

Cara Elisabetta, sì.

2. Caro Faina, sto pensando di diventare un comico, il mio sogno è quello di andare in televisione a Zelig, ora ti racconto una barzelletta e poi tu mi dici se secondo te sono tagliato per fare il comico, allora: Cosa fa una gallina in tribunale? Va a deporre! Hahaha, cioè dai è bellissima, allora che ne pensi? Grazie Caro Faina, saluti da Diego.    (Diego, Padova)

Caro Diego, tenendo conto del fatto che i comici di Zelig sono irritanti e incapaci, penso che tu abbia un futuro assicurato in quel programma.

3. Caro Faina, ho 47 anni e mi masturbo ancora tutti i giorni, nonostante il fatto che io sia sposato. Come posso fare per smettere? E’ più forte di me.    (Lino, Milano)

Caro Lino, il tuo è un problema spinoso e delicato. Ci ho riflettuto attentamente e c’è solo una cosa che posso dirti con sicurezza: tua moglie deve essere proprio un cesso.

Le nuove avventure di Sherlock Holmes

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Holmes: Venga qui, Watson, si spicci. C’è qualcosa che potrebbe interessarla. Si tratta di un brutto caso di omicidio premeditato. Potrebbe essere una sfida interessante per dei vecchi segugi come noi.

Watson: Che palle, ma non vedi che è solo un’altra zanzara morta?

Holmes: Elementare che sia morta, Watson. Il vero dilemma ora sarà scoprire qual è stata l’arma del delitto e successivamente stanare il colpevole ed assicurarlo alla giustizia.

Watson: L’ho uccisa io prima con un giornale, Holmes.

Holmes: Lei, Watson? Non avrei mai creduto che un individuo rispettabile come lei si sarebbe abbassato a compiere un crimine così spregevole! Ora sarà mio doloroso compito quello di consegnarla alle autorità!

Watson:

Holmes:

Watson: Non riesci proprio ad accettare che sei in pensione eh?

***

Homes: Watson, venga, presto! Guardi, guardi dalla finestra! Lo vede? Vede quell’uomo giù in strada? Sta compiendo un omicidio!

Watson: E’ il postino, Holmes. Sta consegnando la posta.

Holmes: Sono sicuro di averlo visto estrarre una pistola da quella grande borsa nera che porta con sé!

Watson: Impossibile, ti sarai confuso.

Holmes: Ma no, ne sono certo! Bando agli indugi, scendiamo giù e cogliamo con le mani nel sacco quella subdola mente criminale! Scotland Yard ci sarà riconoscente!

Watson:

Holmes:

Watson: Ultimamente mi inquieta un pò dormire sotto lo stesso tetto con te.

***

Holmes: Watson, accorra, presto! Sta avvenendo un omicidio giù in strada! Proprio sotto ai nostri occhi!

Watson: Ma che cazzo..

Holmes: Guardi, lo vede? Vede quell’uomo vicino al lampione? Ha un pugnale in mano, e sta accoltellando il corpo di un povero disgraziato riverso sulla strada!

Watson: Accidenti Holmes, questa volta hai ragione! Presto, andiamo ad acciuffarlo!

Holmes: Ma.. Veramente io.. Non so se sia il caso..

Watson: Che c’è? Perché non ti muovi? Santo cielo, quel poveretto potrebbe essere  ancora vivo, presto! Dobbiamo catturare quel delinquente e salvare una vita umana!

Holmes: Ma..

Watson: Dannazione, Holmes, cosa diavolo ti prende? Ogni secondo che passa è prezioso! Mi vuoi dire cosa c’è che non va?

Holmes: E’ che.. Fuori pioviggina, e fa anche freddino.. Non potremmo aspettare che esca il sole?

Watson:

Holmes:

Watson: Da quand’è che non prendi più sul serio questo lavoro?

Poesia del culo

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Vedo il tramonto

che colora di rosso

il mondo

e penso che la natura

sia una figata

e scopro di amare

l’acqua,

la terra,

il sole,

la luna,

le stelle,

gli animali,

i sassi,

sono tutti

miei fratelli

e sorelle.

E allora mi chiedo

ma chi cazzo saranno i miei genitori?

 

E mentre il tramonto se ne va

sento il vento

che soffia tra gli alberi

e penso

che anche stanotte

pioverà

una pioggia che rinfresca

e inonda il mondo

con le sue gocce fredde

ma cazzo,

io stanotte dormo in tenda

quanto odio il campeggio.

 

Scende la notte

si accendono le prime stelle

nella notte buia

e la civetta emette il suo richiamo

e una zanzara mi punge

e la civetta emette il suo richiamo

e un ragno mi si arrampica sulla spalla

e la civetta emette il suo richiamo

e un lupo ulula nel bosco,

sembra molto vicino,

e la civetta emette il suo richiamo

e la civetta emette il suo richiamo

e capisco

che anche stanotte non si dorme un cazzo.

 

L’anno prossimo vado in vacanza al mare

in hotel

Vaffanculo la natura

e i tramonti

 

La discoteca uccide

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Vado in discoteca. Insomma, è estate, sono a Jesolo, i miei amici minacciano di lasciarmi fuori dalla camera dell’hotel se non li seguo: i motivi per andarci ci sono tutti.

E poi, ho voglia di figa. Meglio se ubriaca e rincoglionita dalla musica. Andiamo, la vita notturna mi aspetta.

Dopo mezz’ora di coda, passata a fumare Pall Mall e a sperare che un coglione cerchi di scalare la fila così da avere un buon motivo per scatenare una rissa, finalmente entriamo.

La temperatura si alza di venti gradi, non si respira. Yu-hu.

Cerco un angolino tranquillo per sfuggire alla calca, e finalmente lo trovo. Ci sono solamente due tizi dall’aria truce, ma alquanto silenziosi e discreti. Sfodero un sorriso, li saluto giovialmente, e mi vado ad appoggiare al muro con aria beata.

Noto che se ne restano immobili a fissarmi, sempre con quell’aria truce, e capisco che forse sono capitato nel bel mezzo di un piccolo ma delicato traffico di droga che prevedeva un pusher dotato di pasticche e un intossicato provvisto di soldi, entrambi intenzionati ad effettuare uno scambio equo.

Saluto cordialmente e mi affretto ad allontanarmi, prima che uno dei due si decida ad estrarre una pistola e a chiedermi se voglio imparare l’affascinante arte di cagare attraverso un buco di culo nuovo di zecca.

Cerco i miei amici e li vedo impegnati a ballare in pista. I loro movimenti mi ricordano un po’ quelli di Billy, il mio gatto. Dopo che una Mercedes l’aveva investito. Ma prima che morisse tra gli atroci dolori che comporta l’avere tutte le ossa spezzate.

Mi sento un po’ triste ripensando a quello che ha dovuto patire il mio povero ex-gattino, per cui decido d’un tratto che la devo smettere di strizzare i testicoli per divertimento a Rocky, il mio attuale gattino.

Io sì che so auto-migliorarmi come si deve.

Rinfrancato nello spirito, ma non nel corpo (ricordate la voglia di figa? Ok), decido di andare fuori a fumare. Dopo qualche passo mi accorgo che una buona percentuale di gente sta fumando dentro, apparentemente incuranti del fatto che sia proibito.

E io, che con le regole mi ci faccio lo spezzatino¹, decido di fumare all’interno, sbattendomene le palle delle norme per la sicurezza in vigore nei locali pubblici Italiani. Beccati questo, Autorità di merda.

Io sì che sono un anarchico alla Fight Club.

Sono a metà della sigaretta e mi sto lasciando prendere dal ritmo tribale della musica (Tum tum tum tum? tum! “tum” (tum) /tum/ tum @tum@) quando all’improvviso un buttafuori decide di smettere di cazzeggiare (flirtare con le quindicenni) e cominciare a fare il suo mestiere.

Comincia pertanto a scrollare tutti i tipi e le tipe con la cicca in bocca, intimando in maniera alquanto minacciosa che l’unica scelta disponibile è decidersi a fumare fuori, o imparare ad aspirare col culo.

Un buon 99% decide che fumare all’aria aperta è la Via della Salvezza, e tutti insieme ci avviamo verso la “Zona Fumatori”.

Un buco recintato di due metri per tre sotto un cielo di stelle, riempito fino all’inverosimile da cinquanta persone talmente appiccicate tra di loro che il giorno dopo alcune ragazze hanno scoperto di essere rimaste incinte, e che visto dall’alto ricorda vagamente una foto aerea di un treno pieno di ebrei diretto al campo di concentramento.

Okay, scusatemi per la battutaccia cattiva. Quella delle ragazze incinte.

Fumo la sigaretta in fretta, accucciato sotto le gambe di un tizio che sta cercando di arrampicarsi sulle spalle di un altro tizio che é in equilibrio instabile sulle ginocchia di un altro, che nel frattempo sta morendo soffocato.

Fuggo via, e vado in bagno.

La prima cosa che mi colpisce dei bagni di questa discoteca sono i lavandini: grandi, colorati e molto pratici. La seconda cosa è il vomito.

Scavalco un giovanotto inginocchiato che sta sboccando sul pavimento (o erano i suoi pantaloni? Non si notava la differenza) e raggiungo il cesso. E’ pieno di piscio, sia dentro la tazza che sul pavimento, lo sciacquone è rotto, c’è carta igienica bagnata dappertutto. Ringrazio Dio che non ci sia merda.

Mi svuoto e me ne vado. Il tizio di prima è sdraiato per terra, ad occhi chiusi, sta dormendo. L’espressione del viso è così tenera, mi sembra quasi un orsetto. Chissà, forse a causa di tutto quel vomito marrone che gli ricopre i peli del viso.

Vado al bar, a prendere da bere. Un Martini bianco con limone, grazie. Mamma mia, quanto sono figo e fashion quando ordino certi drink da uomo d’affari. Perderò un bel po’ della mia baldanza quando, una volta arrivato il momento di pagare, scoprirò che mi è costato dodici euro. Yu-hu.

Sorseggio il mio Martini, sentendomi molto James Bond (quella troia non c’ha messo il limone, spero che crepi di diarrea), e intanto cerco con lo sguardo i miei amici. Sono ancora in pista a ballare. Oh Dio, vi prego, ditemi che sono già le cinque di mattina e che adesso chiudono. No. Sono le due. Appena lo scopro muoio dentro, un pochino.

Una tizia mi sta fissando. Distolgo lo sguardo qualche secondo e poi torno a guardarla di colpo. E’ ancora lì che mi guarda. La valuto. E’ vestita come una prostituta in periodo di magra, il che significa che si vede più carne che tessuto. Okay.

Le gambe sono ok,  le tette piccole, ma passabili. (Troverò mai una donna con la quarta di reggiseno che ci stia con me? Fidatevi, donne, questa è una domanda che ogni uomo si pone almeno una volta nella vita.)

Mi avvicino. Ha un bel viso. Grazie a Dio/Buddha/Zeus.

Ciao, come va, sono Faina, oh piacere, io sono Elisa, da dove sei, oh io sono da Figalandia, cosa fai, studio, cosa studi di bello, Psicologia (E qui l’irresistibile impulso di gridarle: Uao, e dopo hai già deciso in che distributore di benzina lavorerai?)

Ce l’hai il ragazzo, no non ce l’ho, ah ah ma lo sai che sei proprio carina, grazie anche tu non sei male, fumiamo una sigaretta, no mi spiace non fumo (Mi dispiace cocca, noi due non abbiamo un futuro)

Senti ti va se magari andiamo a fare un giro in spiaggia, è un modo carino per chiedermi se voglio scopare, ha ha ma senti com’è arguta la nostra futura psicologa, oh tranquillo a me non spaventano i tipi espliciti che non hanno paura di parlar chiaro, perfetto allora muovi il culo che andiamo a trombare in macchina che ce l’ho sul parcheggio qua fuori dai sbrigati cazzo. Yu-hu.

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¹ Frase num. 239, tratta dal Libro “1000 frasi da duro per far colpo sugli idioti”.

Il mio film Porno

Uno dei miei più grandi sogni sarebbe quello di girare un film porno. Sono sicuro che riuscirei a realizzare un gran film, eccitante e appassionante allo stesso tempo.

La maggior parte dei film porno sono noiosi, non hanno una trama, mancano di originalità. Non lo dico per esperienza personale, è mia nonna che me l’ha raccontato.
Le storie sono sempre quelle, scontate, ripetitive.

C’è una giovane donna, formosa, appassionata di numismatica e di cazzi, che un bel giorno incontra un uomo superdotato.

Quest’ultimo può essere un collega di lavoro, il postino, un passante, l’elettricista, un tassista, un prete, un ex-pugile frustrato.


Non importa che lavoro faccia e a che classe sociale appartenga, l’importante è che ce l’abbia lungo e che non abbia paura dei rapporti occasionali con donne sconosciute che potrebbero essere potenziali portatrici di AIDS.


A quel punto, si arriva al punto clou del film. I due scopano, davanti e dietro, poi un bel pompino e schizzata finale.


Ed è qui che la trama si infittisce: arriva un altro uomo, che spesso si rivela essere un amico del primo superdotato.


I due si scambiano qualche sorriso maligno, emettono degli apprezzamenti poco carini (vacca, puttana, baldracca) sulla dignità della donna (che giace in stato di semi-incoscienza sul letto/divano/pavimento e che fatica a respirare a causa dell’enorme quantità di sperma che le intasa la faringe).


Dopodiché l’amico del superdotato si spoglia, e i due compagnoni di avventure si danno da fare. Penetrazioni multiple contemporanee e schizzata finale. Titoli di coda.


Eventuali sviluppi della trama: arriva per caso un’intera squadra di basket che decide di restare e contribuire alla festa con una bella gang bang. Olè.

Ecco, tutto qua. Troppo scontato. Scene di sesso ripetitive, che non danno emozioni, che non scioccano né stupiscono il telespettatore-segaiolo di turno.

Orbene, io un film porno appassionante lo vedo così:

Una giovane donna formosa viene rapita dal Governo. La portano in un laboratorio medico dove le impiantano un chip che la obbliga a fare sesso ogni mezz’ora, altrimenti muore.

Chirurgo: Le verrà impiantato uno speciale aggeggio che… Diciamo… (risatina) …La obbligherà a sfogare la sua sessualità più spesso del previsto. Dovrà … (risatina) …copulare con un uomo circa ogni mezzora se vorrà evitare sgradevoli complicazioni che potrebbero esserle fatali.
Donna: In che senso?
Chirurgo: Se non prendi un cazzo ogni mezz’ora, schiatti.
Donna: Dottore, la smetta con questi termini tecnici e mi spieghi cosa sta succedendo!

Lei all’inizio è disperata, ma dopo un po’ capisce che è in pericolo la sua vita, e decide di farsi il chirurgo che le ha impiantato il chip.

Ma durante il rapporto sessuale (davanti e dietro e pompino) il chirurgo per sbaglio si pianta un bisturi nel cuore e muore. Lei, scioccata, fugge in lacrime dal laboratorio.

Il Governo si mette sulle sue tracce per processarla per l’omicidio preterintenzionale del chirurgo. La giovane donna, sentendosi braccata, cerca rifugio in uno squallido alberghetto.

Donna: Ce l’avete una stanza per stanotte?
Albergatore: Certo. Desidera essere svegliata a una certa ora?
Donna: Sì, grazie, facciamo tra cinque minuti.
Albergatore: Scusi? Tra cinque minuti? Ma io intendevo domani mattina, ha presente, la sveglia in camera…
Donna: Ho detto tra cinque minuti, grazie. E porti qualche amico, se vuole.
Albergatore: Qualche amico? Per cosa, mi scusi, non riesco a capire…
Donna: Ben dotato,se possibile.

Dopo una notte insonne di sesso con l’albergatore e tutti gli ospiti dell’albergo (tra i quali un’intera squadra di football, una di calcio e una di lotta greco-romana), la giovane donna formosa si accorge che davanti all’albergo ci sono dei furgoni sospetti: sono quelli del Governo!


L’hanno scovata! Decide di scappare, ma non prima di aver fatto un pompino a tutti, per ricordo.
La donna riesce, dopo molte peripezie, (e dopo aver corrotto molti agenti del Governo tramite il sapiente uso della vagina), a raggiungere l’aereoporto.

Da qui potrà prendere un biglietto per San Francisco, dove abita un suo amico chirurgo che potrà aiutarla a togliere il malefico chip dal suo corpo.

Donna: Un biglietto per San Francisco, grazie.
Bigliettaio: In prima o in seconda classe?
Donna: Dove ti eccita di più, porcone.

La donna si scopa tutti i passeggeri dell’aereo, si diletta in qualche  scena lesbo con le hostess, dopodichè si fa i due piloti, causando un sacco di guai.

Hostess: Capitano, i passeggeri sono spaventati, l’aereo sta sbandando e sembra che stia precipitando sempre più giù.
Pilota: Mmm.. Signorina, torni di là e dica… Oh, oh, oh… Dica che è tutto sotto controllo, che… Arrrghhh.. E’ tutta colpa di qualche vuoto d’aria-a-a-a-ah-ah- ah..
Hostess: Capitano, ma cosa diavolo sta succedendo qui? Chi è questa sgualdrina tutta nuda? E perchè nessuno sta pilotando l’aereo? Dove cazzo è finito il secondo pilota?
Secondo pilota: Sono qui sotto… Sto controllando che non ci sia.. Oh, guarda quanti peli.. Che non ci sia qualche malfunzionamento nel… Ehm… Nel pavimento! Controllo che il pavimento della cabina sia tutto a posto!
Hostess: Il pavimento? Che cosa dovrebbe avere il pavimento che non va? E perchè è tutto nudo?
Pilota: Che palle, signorina, la smetta di mettere in dubbio il nostro operato! Ora stia zitta e vada a tener ferma la cloche!

Arrivata a San Francisco, comincia un’adrenalinica sequenza in cui si vede la donna che scappa per le strade, lanciandosi in una folle corsa, e gli Agenti del Governo che la inseguono sparando all’impazzata.

Lei si rifugia in una fabbrica abbandonata. Mancano cinque minuti perchè il chip la uccida, e deve trovare un uomo che la soddisfi. Ma non può uscire, o gli Agenti la ucciderebbero. All’improviso, un rumore nell’ombra.

E’ un barbone, sporco e puzzolente.

Donna: Grazie a Dio, sono salva. Presto, spogliati.
Barbone: Che cazzo vuoi? Vai via, lasciami in pace, non ho fatto niente di male.
Donna: Tiralo fuori, su.
Barbone: Eh? Senti, non so che vuoi, ma… Ce l’hai qualche spicciolo?
Donna: Trombami! Cazzo, mi vuoi trombare o no, idiota!?
Barbone: Ma.. Ma.. Ho l’Aids.. La sifilide, lo scorbuto.. La poliomelite, l’herpes genitale, e non mi lavo da tre anni.
Donna: Allora, ‘sto cazzo arriva o no?

La donna guadagna un’altra mezz’ora. Riesce a fuggire, usando un tunnel segreto. Arriva dal suo amico chirurgo, gli spiega la situazione.

Il suo amico chirurgo la ascolta con attenzione e poi decide di far passare tre orette, durante le quali potrà fare sesso con lei sei volte. Infine accetta di rimuoverle il chip.

Appena lo rimuove, dal chip parte un segnale a infrarossi ad alta frequenza che raggiunge lo spazio interstellare e viene captato dagli alieni.

Gli alieni invadono la terra e sterminano tutti gli uomini. Una volta eliminati tutti i terrestri di sesso maschile, prendono le donne in schiavitù, e uccidono tutte quelle brutte e quelle vecchie.
Rimangono solo donne belle e giovani.


A quel punto arrivo io, uccido gli alieni, divento Capo del Mondo, e passo il tempo a trombare fino alla fine dei miei giorni. Titoli di coda. Un Oscar, per favore.

Foto del bacio lesbico tra Jessica Alba e Angelina Jolie

Mi dispiace, vi ho ingannato. Il titolo così eclatante serve solo ad attirare visitatori sul blog e farmi guadagnare voti su OkNotizie. Haha, illusi.

Per sdebitarmi, vi mostro un paio di tette. Ecco qua.

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Soddisfatti? Bene. Ora possiamo cominciare col post. Che parlerà di:

(rullo di tamburi)

Gesù.

(mormorio di delusione in sala)

Ehi, ehi, non fate quelle facce. Chi vi aspettavate, Jessica Alba?

Ok, ok. Parliamo sia di Gesù che di Jessica Alba.

DIALOGO TRA GESU’ E JESSICA ALBA.

G: Salve, donna. Sia lode a Dio.

J: Ciao bello. Che barba sexy che hai. Adoro i tizi con la barba.

G: Non tentarmi con i tuoi complimenti pieni di menzogne, Satana.

J: Stai calmo, amico. Non ti agitare. Non sei abituato a trattare con le donne, eh?

G: Le donne sono una tentazione, ma io non mi abbandonerò ai piaceri della carne, perché così ha ordinato Nostro Signore.

J: Ehi, sei un duro. Vuoi dire che rifiuteresti una come me?

G: In verità ti dico: sei una bella figliola, ma le lusinghe della fornicazione verranno annientate dalla forza dello Spirito che arde dentro di me.

J: E se ti mostro le tette? Oplà. Visto? Ti sono piaciute?

G: Oh Signore, allontana da me questo calice di dolore se puoi.

J: Le vuoi rivedere? Le vuoi toccare? Basta che tu dica semplicemente di sì.

G: Mio Dio, Mio Dio, perché mi hai abbandonato?

J: Una semplice parolina, un semplice sì. E poi te le farò toccare quanto vuoi.

G: Sei forse la Meretrice di Babilonia? Copri le tue nudità, affinché la collera di Dio Nostro Signore non ricada su di te con la forza della folgore che si abbatte sull’albero!

J: Lo prendo come un sì. Ok, eccole qua. Sono tutte tue, serviti pure.

G: Mio Dio, fermami se puoi! Satana si è impossessato del mio corpo e sta controllando il movimento delle mie mani, conducendole sulla via del peccato che porta alla dannazione!

J: Amico, calmati. Si chiama pisello, non Satana. E non sei l’unico che ha percorso questa via del peccato, come la chiami tu.

G: Diavolo, esci da questo corpo!

J: Eh… vedo che qualcosina è uscito dal corpo. Ma io non lo chiamerei diavolo.

G: Alzati e cammina!

J: Per alzarsi si alza, ma uno che cammina non l’ho mai visto.

G: Mi stai facendo commettere atti impuri, maledetta meretrice! Possa la tua anima venire gettata tra fiamme dell’inferno, dove ci sarà pianto e stridor di denti!

J: Se vuoi mi tiro giù i pantaloncini…

G: Fanculo, tra due giorni devo morire sulla croce. Divertiamoci almeno un po’ prima che sia finita.

J: Sia fatta la tua volontà.

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RINGRAZIAMENTI SPECIALI E VOTAZIONI:

– La Chiesa Cattolica, che di sicuro non se la prenderà con me, perché il loro compito è quello di perdonare i peccatori come me. Giusto? VOTO: 7

Gesù e Dio, che sanno che lo faccio per scherzare, e che quindi non si incazzano mai. VOTO: Non Classificabile. (Gli alunni sono assenti, a causa della loro non-esistenza)

Jessica Alba, che è una delle poche cose al mondo che mi faccia pensare che la vita, in fondo, non è da buttar via. VOTO: 10

Faina, perché sono il migliore, e basta. VOTO: 10 E LODE.

– Tutti i lettori di Fainaincazzosa che non sono andati in ferie e che quindi continuano a commentare il mio blog. Vi voglio bene, ragazzi. VOTO: 8+

– Tutti i lettori di Fainaincazzosa che sono andati in ferie a divertirsi e non hanno più potuto seguire il mio blog né commentare i mie post: spero che abbia piovuto tutta la settimana, che vi abbiano smarrito le borse, che un marocchino vi abbia inculato il portafogli, e che un maremoto abbia distrutto la località balneare in cui avete scelto di trascorrere le vacanze. E se siete in montagna, spero che sia stata una valanga. VOTO: 3

Blocco dello scrittore

Certi giorni mi siedo davanti al computer e penso “Okay, adesso troviamo qualcosa di divertente da scrivere sul blog. Così un bel giorno, quando tutta Italia verrà a visitarlo e io sarò un blogger famoso, saprò che l’impegno continuo e l’incrollabile speranza mi hanno aiutato ad arrivare dove sono.”

Poi, ovviamente, non trovo un cazzo di interessante da scrivere.

Quindi, perchè annoiarvi e farvi perdere tempo con un post mediocre nel quale nemmeno io credo, (figuriamoci voi)?

Sarebbe meglio spegnere il computer e aspettare fiducioso che mi arrivi l’ispirazione per un post spassoso, emozionante, brillante.

No, tranquilli, non è questo il caso.

Infatti, citando Fantozzi, questo post è una cagata pazzesca.

Andate su un altro sito, per oggi.

Ciao.

Riccardo Scamarcio: la vita, le opere, l’auspicabile morte improvvisa

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Nella foto: Scarlett Johansson viene intervistata. Da notare come il microfono dia l’idea di un pene che si insinua tra le sue tette.

Chi segue regolarmente questo blog saprà che spesso e volentieri si finisce col parlare di figa. Jessica Alba, Scarlett Johansson, Manuela Arcuri. (Eccetera eccetera)

Ora basta, è arrivato il momento di darci un taglio! Questo maschilismo dilagante servirà solo a farmi perdere l’attenzione da parte del pubblico femminile e omosessuale. E siccome io ci tengo ai miei gay e alle mie troiette, voglio regalare loro un fantastico post su Riccardo Scamarcio. Orsù, cominciamo, Sarà dura.

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Nella foto: Scamarcio mentre interpreta Fonzie.

Riccardo Scamarcio nasce il 13 Novembre 1979. Uao. Il suo primo ruolo da protagonista al cinema lo ottiene con Prova a volare, film del 2003, che io personalmente non avevo mai sentito prima ma che dal titolo mi puzza già di stronzata.

Per fortuna il nostro Scami si rifà alla grande col suo film seguente, il famoso Tre metri sopra il cielo, dove fa rimpiangere al mondo la sua mancata carriera da metalmeccanico. E pensare che c’è gente che continua a sostenere che Dio esiste. Pazienza.

Negli anni seguenti, otterrà altre parti in altrettanti film dei quali a nessuno fregherà un cazzo, fino al momento tanto atteso in cui tornerà a vestire i panni di Step nel seguito di Tre metri sopra al cielo, il sentimentalissimo Ho voglia di te. Non c’è limite al peggio, come diceva sempre mio nonno assistendo all’ascesa politica di Berlusconi.

La vita sentimentale di Riccardo Scamarcio è stata spesso soggetta alle attenzioni della cronaca: in pratica al momento sta assieme a Valeria Golino, una famosa (?) attrice che ha tredici anni in più di lui. Chissà che maialate gli ha insegnato.E’ risaputo infatti che gallina vecchia fa buon brodo. Che, tradotto, significa che se vai a letto con una più vecchia di te qualcosa di nuovo (e interessante) lo impari di sicuro.

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Nella foto: l’incantevole Valeria Golino. Nel 1991.

Nonostante il successo travolgente, Scamarcio afferma di essere rimasto quello di sempre. Cioè, un idiota.

Riguardo alle schiere di ragazzine adoranti che lo vedono come un sex symbol, Scamarcio ha pubblicamente dichiarato: “Mi sento in imbarazzo quando vedo queste ragazze così giovani che affermano di essere innamorate di me. Mi saltano addosso e urlano di voler fare l’amore con me, e spesso hanno solo tredici anni. E’ una cosa sconvolgente, difficilissima da accettare.”

Quello che stava pensando era ovviamente: “Il lato positivo della cosa è che ragazzine così giovani sono generalmente delle ninfomani impressionanti, il che mi permette di spassarmela a sverginare ogni giorno una dozzina di puttanelle diverse. Olè.”