Sentimentalismi

AVVISO: Scusate se oggi il sito era irraggiungibile, ma Myblog era andato a farsi fottere. Farò presto causa alla Telecom, e vincerò. Ah, un’ultima cosa: ho vinto il contest sul blog di Prefe. Alla faccia vostra, perdenti. Buona lettura.

In terza media mi sono dichiarato a una ragazza. Del tipo che questa ragazza ce l’avevo in classe fin dall’asilo, e quindi dopo otto o nove anni che me la vedevo a scuola tutti i giorni avevo imparato ad apprezzarla non solo come amica, ma anche come compagna di seghe, capito il senso no? Beh insomma, eravamo culo e camicia. Se lei diceva merda, io dicevo marrone, giusto per farvi capire il grado di intimità a cui eravamo giunti dopo anni.

Un giorno di Dicembre poco prima delle vacanze di Natale, durante la ricreazione,  mi faccio coraggio e vado da un mio amico che stava in un’altra classe e gli rivelo che sto per dichiararmi. Lui è entusiasta e mi chiede se per favore può assistere alla scena. Io rifiuto, ma lui non sembra convinto. Comunque sia, lascio perdere l’amico e vado da lei e le chiedo se può seguirmi nel ripostiglio delle scope e dei banchi vecchi e ammuffiti, detto anche il Luogo Dove le Bidelle Fumano di Nascosto. Entriamo dentro e sento un risolino, do una rapida occhiata in giro e mi accorgo che il mio amico se ne sta ranicchiato dietro una catasta di banchi rotti e vuole gustarsi la scena. Gli intimo di andarsene, ma lui non ne vuole sapere. Lascio perdere, e chiedo scusa alla ragazza per l’inconveniente, ma lei non sembra prendersela.

Decido quindi di dichiararmi, lì, nel Luogo Dove le Bidelle Fumano di Nascosto, in mezzo a vecchi banchi polverosi e con un mio amico nascosto due metri più in là che se la ride. La ragazza mi osserva, placida, tranquilla come un laghetto in campagna.

“Tu mi piaci da tanto.. Ti metteresti insieme con me?”

Un po’ povero come discorso, ma di sicuro era conciso ed efficace. Il cuore mi batteva a mille e mi sentivo diventare rosso. La ragazza rimase lievemente scioccata, vidi distintamente i suoi occhi spalancarsi e realizzare tutte le complicazioni di quello che avevo appena detto. Immaginai il mio amico che tratteneva il fiato e sbirciava furtivo da dietro la gamba di un banco. La tensione si fece palpabile.

“Non me l’aspettavo… sinceramente non mi sento pronta per stare assieme con qualcuno… magari più avanti… non voglio che tu ti incazzi con me ora…”

Io la rassicuro che non sono arrabbiato e che il suo cortese rifiuto non cambia minimamente il rapporto tra di noi. Lei mi ringrazia. Il mio amico produce un curioso suono a metà tra un singhiozzo e un rutto. In seguito non mi ricorderò mai di chiedergli cosa significasse, e ancora oggi non me la sento di farlo. Comunque sia, io e la ragazza usciamo dal ripostiglio, e ci separiamo.

Naturalmente non le parlo per due mesi e lei fa altrettanto, fino a che lei non manda una sua amica a chiedermi perché sono arrabbiato. Rispondo gentilmente che non sono arrabbiato, che va tutto bene. Poi non le parlo per altri due mesi, fino a che non vengo a sapere da fonti attendibili che lei si è messa con un altro mio compagno di classe. Cioè, con me non era pronta, ma con quell’altro invece sì? Allora vedo da lei, dopo mesi di silenzi e sguardi furtivi e colpevoli, la prendo in disparte e le dico chiaramente:

“Sei una troia.”

Mai gioia fu più grande nel vedere le lacrime scendere dal suo viso.

Sentimentalismiultima modifica: 2008-07-22T19:02:00+00:00da eric-devor
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