Archivio mensile:luglio 2008

Megan Fox: guarda e piangi, sfigato

AVVISO: Per chi volesse, ho rilasciato un’intervista al Brukoniglio. Per chi non lo sapesse, la Tana del Brukoniglio è il blog più bello e famoso del mondo, altro che Beppe Grillo, puah. Grazie per l’attenzione.

Che cosa dire di Megan Fox?

Beh, che è un’attrice divenuta famosa grazie alle sua straordinarie qualità recitative, tipo le tette e il culo.

Che ha partecipato al film “Transformers” prodotto da Steven Spielberg, un bellissimo lungometraggio pieno di robottoni giganti che sparano e distruggono e chissenefrega fateci vedere il culo di Megan Fox.

Che ha almeno cinque tatuaggi conosciuti dal grande pubblico, e altri tre che conosco solo io.

Che ha un nome da zoccola che è tutto un programma.

Che spero faccia carriera velocemente. Nel porno.

Che è nata nel 1986 e io mi chiedo: ma solo in America ci sono delle fighe così di 22 anni?

Che le darei una trombata ma anche due, facciamo tre, suvvia quattro, arrotondiamo a cinque, magari sei, un bel sette che non guasta mai, diciamo otto, ci starebbe nove, dieci e non se ne parla più, perché non undici, e ancora via, verso l’infinito, e ancora e ancora, chi mi ferma più.

 

Guardatevi le foto, và.

(Se le immagini sono un pò sgranate, provate a cliccarci in cima per aprirle su un’altra finestra. Oppure cercatevele con Google e vaffanculo.)

1466904165.jpg

 

1285727706.jpg
25003574.jpg
1314283122.jpg
La mamma di Megan si dissocia ufficialmente dalla pubblicazione di quest’ultima foto.

Pensierino

Che cosa c’è di più bello al mondo che guardare le tette a una donna mentre ti parla?

E sapere che lei si sente in imbarazzo perché sa benissimo che gliele stai guardando?

Uno dei piccoli piaceri della vita.

Tecniche di seduzione

460075320.gif

Seppi con certezza che era la donna della mia vita quando la vidi estrarre dalla borsetta quel piccolo, innocuo pacchetto di preservativi. Io la guardai, leggermente stupito di tanta audacia. Lei rispose al mio sguardo, si leccò le labbra in modo alquanto sensuale e prese a strofinarsi un pezzettino di ghiaccio fra le tette.

Capii che aveva una discreta voglia di avere un rapporto sessuale con me, e d’altronde, come potevo biasimarla? Tutti quanti vorrebbero fare sesso con me almeno una volta nella vita. Persino la mia bisnonna una volta mi dichiarò la sua volontà di venire a letto con me. E fu una notte stupenda.

Comunque sia, andai da Lucia (così si chiamava) e la presi dolcemente tra le braccia, sussurrandole teneramente all’orecchio “Una volta ho visto uno stronzo di trenta centimetri”.

Lei mi guardò con quei suoi magici occhi luminosi e sorrise a questa mia geniale affermazione. “Ho addosso delle mutande di zucchero a velo” proclamò lei, accarezzandomi delicatamente le orecchie. “E io dei boxer di pop-corn”, risposi sorridendo e infilandole il pollice nella vagina. Lei trasalì ed emise un leggero gemito di piacere, dopodiché scoreggiò in maniera piuttosto rumorosa. “Scusami, tesoro” mormorò subito dopo, e iniziò a leccarmi le narici con foga.

La situazione prometteva bene. Preso dall’eccitazione, la afferrai per i capezzoli e la spinsi violentemente sul divano, mandandola a sbattere con il viso su uno dei braccioli. Mentre si rialzava e si asciugava il sangue che le colava dal naso, le saltai addosso atterrandole con i piedi sullo stomaco.

Lei ululò di enorme piacere e, lasciandosi andare alla passione, esclamò “Ma che cazzo fai, razza di idiota”. Intuii che doveva essere davvero innamorata di me per poter esternare simili frasi piene di dolcezza. Mi commossi, e piccole lacrime salate presero a scendermi dagli angoli degli occhi.

“Asciugati gli occhi, cucciolo mio” mormorò Lucia. “Me li asciugheresti con il tuo sedere?” chiesi io, e le strappai con forza una manciata di peli dal pube, perché avevo letto non so dove che questo tipo di gesti violenti piacciono molto alle donne durante il rapporto sessuale. Lei lanciò un tremendo urlo di piacere, santo cielo, tremo ancora al ricordo di quella voce che riempì la stanza in tutta la sua potenza.

Solo in seguito capii che probabilmente era stato quello il primo orgasmo che le feci provare quel giorno. Sorrisi, consapevole di essere davvero un uomo fortunato, e la abbracciai con forza.

Lei si aggrappò alla mia schiena, allungò la testa verso il mio torace possente e iniziò a baciarmi ovunque. Piccoli brividi di goduria mi percorsero il corpo mentre allungavo il braccio per afferrare il telecomando e inserirglielo nell’ano con un colpo secco e preciso. (Avevo letto non so dove che le donne amano la penetrazione anale inaspettata)

Oh, dovreste sentire che gemiti di piacere vennero esternati dalla mia amata Lucia! Una sequela interminabile di dolci e allo stesso tempo provocanti affermazioni che mi riempivano il cuore di gioia ed eccitazione. “Sei pazzo, ma sei pazzo, oh cazzo ma cosa mi hai ficcato dentro, oh cazzo ma tu sei pazzo, maledetto stronzo..” e altre frivolezze del genere. Sentivo distintamente che il nostro rapporto era al culmine del piacere.

Decisi di giocare il mio asso nella manica, la mossa vincente che l’avrebbe resa mia per sempre: le avrei fatto uno dei miei complimenti irresistibili. “Lucia..” mormorai io facendomi serio d’improvviso, e la guardai amorevolmente mentre cercava di estrarre il telecomando dal sedere e piangeva, probabilmente a causa dell’immenso amore che provava per me.

“Lucia, devo dirti che.. tu per me sei bella come una sera d’estate illuminata dalla luna. I tuoi occhi sono come stelle che brillano sopra ad un mare sereno. Le tue labbra sono morbide e soffici come una lieve nuvola che vola nel cielo. Lucia, sei il fiore più prezioso e raro che io abbia mai visto”, conclusi io chinando la testa.

Lucia rimase senza parole. “Oh, amore mio, avevo sbagliato a giudicarti! Sei dolcissimo! Vieni qui, piccolo mio!” esclamò d’un tratto, e mi si slanciò contro, stringendomi in un grande abbraccio e baciandomi in maniera frenetica il collo, singhiozzando e sussurrandomi “Amore, amore, amore..”.

Io la strinsi a mia volta e mi lasciai scappare un sorriso, mentre con la coda dell’occhio fissavo il telecomando che giaceva, un po’ appiccicaticcio, sul cuscino del divano. Ricordai che avevo letto non so dove che le donne adorano la sensazione che provoca loro una penetrazione vaginale violenta e non programmata.

Sia fatta la mia volontà

2145641933.gif

Gesù Ballerino!

SE ANCHE A TE LA RELIGIONE STA UN ATTIMINO SUL CAZZO, LEGGITI L’ARTICOLO.

Un bel giorno mi dissi: come mai non ho ancora scritto un bel post che metta in evidenza l’assurdità di quella gente che crede in Dio, Gesù e company? Subito mi risposi: perché sarebbe troppo facile. E decisi di lasciar perdere. Ma poi, d’un tratto, scopro che al momento non ho nessuna idea geniale per un post: che fare? La risposta è semplice: scrivere un bel post che metta in evidenza l’assurdità della gente che crede in Dio, Gesù e company.

Scovo quindi su Internet un blog alquanto inquietante che sostiene a gran voce che Dio è la nostra unica speranza e che noi siamo tutti sporchi peccatori di merda: ecco qua il link per l’articolo che ho deciso di esaminare: http://dioesiste.myblog.it/archive/2007/06/13/siamo-carne-o-pesce.html

Attenti, se siete atei o agnostici vi consiglio di non leggere: rischiate di venire convertiti. In grassetto, le considerazioni by faina. (Gli errori di scrittura sono merito dell’autore del post, che probabilmente mi farà causa. Ho deciso di riportarli per intero, così da permettere una facile comprensione delle capacità mentali del credente incriminato, che io chiamerò affettuosamente il Blogger Consacrato.)

“Secondo un indagine dell’ Eurispes in Italia si registra la presenza di romani cattolici dell’87,8%. E’ paradossale pensare che l’Italia sia cosi religiosa visti i problemi che circondano il nostro paese. (primo segno di squilibrio: con questa frase il Blogger Consacrato crede che la religione sia la soluzione a tutti i mali: più gente crede in Dio, meno problemi ci sarebbero. Come fai ad essere così ingenuo, bello mio?)

Vediamo nei dettagli cosa intendo: quando un Italiano viaggia all’estero molto spesso viene associato as alcune cose che esprimono dei sinonimi, spesso quindi si ode: “Italiano? oh! Pizza!!! Spaghetti! Pasta, Mafia!” (è vero, spesso, davvero spesso si odono frasi del genere: a chi non è mai capitato di passare la frontiera e sentirsi urlare da un tedesco “Pizza, spaghetti, pasta, mafia!!!”)

Ecco quest’ultima non si puo’ negare, se pensiamo alla mafia, alla camorra, all ‘ndrangheta, alle nuove brigate rosse, ed alla piccola criminalita’ roganizzata si capisce che la presenza territoriale di questi sia evidente e chiara. (arriva al punto, ti prego, devo andare al gabinetto)

A questi sono legati la prostituzione, il traffico di droga e di armi, ed il contrabando. Pensando poi alla corruzione politica che ci accompagna (Es. Mani Pulite o altro), pensado agli aborti (e qui andiamo fuori tema, amico mio) che si compiono

Dal 1978 ad oggi abbiamo  4.067.812 di bambini (ehi, non dimenticare quelli abortiti illegalmente, siamo precisi con i numeri, su!) ai quali e’ stato privato il diritto di vivere. (cosa stracazzo c’entra questa storia degli aborti con il discorso della mafia e della criminalità organizzata di poco prima?) un numero spaventoso di OMICIDI. (ha ha, stronzo, ecco dove volevi andare a parare) (poi andiamo per le piazze organizzando cortei contro la guerra e alziamo la voce dicendo: “No war” oppure ” non uccidiamo”. Quanti di questi protesters sono colpevoli di aver ucciso il proprio figlio). (e qui ci sta un bel: ma vaffanculo!)

Paradossale che siamo orgogliosi di aver messo da parte il matrimonio (oggi si convive) (eh sì, quale italiano non ne è orgoglioso? Proprio ieri mi vantavo con un mio amico del fatto che noi italiani ci puliamo il culo, con il matrimonio) e ammettiamo l’omosessualita’. (spero che ti nasca un figlio e che diventi il gay più famoso sulla faccia della terra, omofobico del cazzo!)

I locali affollati non sono le chiese ma le discoteche! dove ci si ubriaca, si ca droga o si rimorchia avendo una serata di libidine. (hai ragione, da oggi in poi andrò in chiesa quando vorrò drogarmi, ubriacarmi, e rimorchiare una suora in una domenica di libidine) poi andiamo davanti a Dio e ci sposiamo chiedendo la sua benedizione. (ma non eravamo noi italiani quelli che convivevano e basta?)

Cosa dire poi degli adulteri, dei ladri, dei bestemmiatori, (illuminami, ti prego) Al nord italia ogni 3 parole c’e’ una bestemmia. (hai ragione, io abito in provincia di Treviso, madonna bavosa) cosa dire del lavoro nero, dell’evasione alle tasse…… Insomma se e’ vero che in italia il 98% e’ cattolico pero’ si vive in questo modo…..siamo carne o pesce? (hai tirato fuori tutto questo casino per una domanda così stronza???)

In definitiva, caro amico Blogger Consacrato, vorrei dirti solo due cose:

1. Impara a scrivere in maniera un po’ più corretta, Cristo!

2. Ieri uno psicopatico ha stuprato e ucciso la mia sorellina di otto anni: sai se per caso faceva tutto parte del Grande Progetto Benevolo di Dio, o è stato solo un terribile equivoco?

Calcisticamente parlando

1031620128.jpg
Nella foto: Del Piero mentre calcia un feto abortito. 

Perché il calcio in Italia è così stimato e apprezzato? Non dico che non mi piaccia, anzi, ma trovo che qui nella nostra bella (haha) penisola si tenda a esagerarne le virtù. E i media spesso e volentieri propendono a dargli un po’ troppa importanza, del tipo che, in un’eventuale classifica dei cinque argomenti più trattati da tv e giornali, il calcio arriverebbe al terzo posto, dopo Berlusconi e il Papa. (Il quarto posto è per l’intrallazzo sessuale della mignottina di turno, vedi Manuela Arcuri o Elisabetta Canalis, il quinto invece è assegnato all’extracomunitario che ha combinato qualcosa che non va.)

Comunque sia, nel mio caso, ho un padre che ha alle spalle una carriera calcistica di livello medio (tranquilli, non sono il figlio di Roberto Baggio. Uh, che colpo basso per i suoi fan.) Inoltre, mio fratello è un devoto discepolo della calcio-mania che infiamma i cuori dei maschi italiani. Per farla breve, è da quando sono bimbo che continuo a sentir parlare di pallone ogni giorno e a notare che la tv in salotto è sempre sintonizzata su una partita di calcio.

Non ha importanza quali siano le squadre in campo, il calcio è calcio”, come ebbe a dire una volta mio padre. Sì ma che cazzo, stiamo guardando Cameroon contro Trinidad e Tobago, replicai io. Dall’occhiata che mi lanciò il severo genitore capii che avevo appena perso una congrua parte della mia futura eredità.

Comunque sia. A onor del vero, devo ammettere che a dieci anni ebbi una breve esperienza con il mondo del pallone: io e un mio amico decidemmo di entrare a far parte di una squadra. Ho detto decidemmo? Scusate, volevo dire che decise la mia famiglia. Il mio amico venne a giocare con me solo su mia esplicita richiesta. Ho detto richiesta? Volevo dire supplica. Nonostante tutto, gli allenamenti furono un’esperienza positiva e stimolante: imparai mille diverse scuse convincenti per svignarmela e andarmi a bere un po’ d’acqua, mentre gli altri trotterellavano sotto il sole. Cristo, che volpe che sono.

Ma se agli allenamenti non brillavo per l’impegno, posso serenamente dire che durante le partite non facevo un benemerito cazzo. L’allenatore si sgolava per dirmi “stai attaccato all’uomo, stai attaccato all’uomo”; io facevo un cenno d’assenso col capo e mi fermavo per allacciarmi gli scarpini. Nel frattempo, il mio uomo filava indisturbato verso il suo secondo gol personale.

Oppure, nella maggior parte dei casi, mi lanciavo in discussioni animate con il mio amico (che giocava in difesa con me) su argomenti quali Tekken 3, le enormi tette di Lucia, la nostra compagna di classe (ciao Lucy, salutami le bocce), o cercavo di convincerlo a donarmi vari pezzi della sua famosa collezione di Dylan Dog. (A dieci anni, i Dylan Dog erano quasi un fumetto porno ai miei occhi: donne nude che vanno a letto con l’eroe, oh mamma!) Nel corso di queste concitate discussioni sia io che il mio amico perdevamo di vista il senso della nostra presenza in campo, causando carrettate di gol da parte degli attaccanti avversari che sabato dopo sabato affossavano la nostra misera squadretta sempre più giù nella classifica.

Terminammo la stagione calcistica in penultima posizione, e ancora oggi posso tranquillamente dire che io feci la mia parte. Ricordo che fu in quell’anno che mio padre minacciò di voler fare un test di paternità.

L’invasione dei cartoni giapponesi

 

1279572735.jpgNella foto, una comune fantasia erotica di milioni di bambini italiani preadolescenziali.

Cosa succederebbe se gente come Ken il Guerriero e i Cavalieri dello Zodiaco esistessero sul serio? Cioè, ogni tanto penso a tutti quei personaggi dei cartoni animati giapponesi e mi vengono i brividi. Non mi va di svegliarmi domani mattina e scoprire che Goku ha ucciso tutta la mia famiglia per colpa di un’onda energetica calibrata male. Poi però mi viene in mente Lamù, che se ne andava in giro con quel suo costumino tigrato, e allora guarda caso cambio idea. Comunque sia, la vita sarebbe più interessante, senza dubbio.

Ken: Barista, potrei avere una birra piccola, per favore?

Barista: Certo. Sono due euro.

Ken: Due euro? Ma io non ho soldi.

Barista: Mi dispiace, niente birra. Arrivederci.

Ken: Su, me la offra. Dopotutto io proteggo i deboli dai prepotenti.

Barista: Arrivederci, ho detto.

Ken: Per le sette stelle di Hokuto, quanta insolenza! Razza d’ingrato!

Barista: Amico, mi hai rotto i coglioni. O te ne vai sulle tue gambe, o chiamo la polizia. Esci dal mio bar.

Ken: TA TA TA TA TAAH!

Barista: Che cosa.. Che cosa mi hai fatto, bastardo? Non riesco a muovermi!

Ken: Con la pressione delle mie dita ho bloccato i tuoi punti vitali. Ti restano più o meno trenta secondi di vita. Me la dai questa birra o no?

*************************************************************************************************************

Pegasus: Mi scusi buon uomo, dove posso trovare il tempio di Atena più vicino?

Passante: Il tempio di? Mi scusi, non ho capito.

Pegasus: Di Atena. Devo pregare per ricevere il suo aiuto spirituale e risanare il mio Cosmo.

Passante: Atena? Cioè?

Pegasus: Atena, la Dea della Saggezza! Reincarnata nelle sembianze di Lady Isabel! Regina della nostra amata Grecia! Protetta da noi, i Cavalieri dello Zodiaco!

Passante: Non.. Non saprei.. Ehm.. Di là c’è una chiesa, se vuole pregare..

Pegasus: Una chiesa?

Passante: Sì.. è un luogo dove si può pregare insomma..

Pegasus: Non è un tempio vero e proprio? Ma almeno questa “chiesa” è consacrata ad Atena?

Passante: Mmm.. No, mi sembra che il titolare sia Dio.. Non so se ha presente..

Pegasus: Dio?? Una divinità pagana dunque!

Passante: Se vuole metterla così.. Mi scusi sa, ma come mai porta quella strana armatura?

Pegasus: Come osi offendere le Sacre Vestigia di Pegasus? Ora ho capito, sei un emissario del nemico, mandato sin qui da Arles per ostacolare noi Cavalieri!

Passante: Stai calmo bello, come cazzo parli? Tieni a posto le mani.

Pegasus: Il mio fulmine di Pegasus trapasserà il tuo corpo alla velocità di quarantacinque colpi al secondo! In guardia, cavaliere!

Passante: Ma vai a lavorare, coglione.

Pegasus: (mormorando) Quarantacinque colpi al secondo.. Quarantacinque colpi al secondo.. Quarantacinque colpi al secondo..

Passante: Perché cazzo agiti le braccia a quel modo? Ti senti bene?

Pegasus: Sto tracciando nell’aria con la punta delle dita le tredici stelle che compongono la costellazione di Pegasus. In guardia!

Passante: Ok, tu sei pazzo. Aspettami qua, chiamo un attimo l’ospedale. Non ti muovere eh?

Pegasus: FULMINE DI PEGASUS ! HIAAIIIHH !

********************************************************************************************************************************************************************************

Lamù: Scusa, sai per caso che ora è?

Faina: Certo. Prima però senti che buon odore ha il mio fazzoletto.

Lamù: Ehi, ma sa di clorofor…

********************************************************************************************************************************************************************************

Goku: Scusa, amico. Non l’ho fatto apposta.

Faina: Ma vaffanculo! Hai fatto saltare la mia famiglia in mille pezzettini!

Goku: Te l’ho detto, è stato un incidente.. Cell ha deviato la mia onda energetica, non potevo prevedere che finisse sopra casa tua. Mi dispiace.

Faina: Mi dispiace un cazzo! Ora vai a cercare le Sfere del Drago e me li riporti in vita!

Goku: Ma io dovrei combattere..

Faina: Subito!

Goku: Urca..

Faina: Vai!

Goku: Ma possiamo esprimere un solo desiderio.. Non sarebbe meglio aspettare che io sconfigga Cell prima di far resuscitare tutte le vittime della battaglia?

Faina: NON ME NE FREGA UN CAZZO DELLE ALTRE VITTIME TI HO DETTO VAI!

Goku: Percepisco che il tuo livello di combattimento sta salendo.. sei arrabbiato con me?

Faina: Porca puttana ti ho detto di andare a cercare quelle cazzo di sfere!

Goku: Ma abbiamo solo un desiderio, non dovremmo sprecarlo!

Faina:

Goku: Che c’è?

Faina: Un solo desiderio eh?

Goku: Eh già. Uno solo e poi basta.

Faina: Mmm.. Capisco. Dimmi, Goku, tu la trovi carina Jessica Alba?

Amanti degli animali

-Sofia, tesoro, c’è qualcosa che non va?

-No, va tutto bene, perché me lo chiedi?

-Mi sembri strana da un po’ di tempo a questa parte.

-Strana? In che senso strana?

-Strana e basta.

-Ma strana tipo come?

-Hai un comportamento strano.

-Oddio.. e che avrei fatto di strano?

-Beh..

-Mi stai spaventando, Luigi. Dimmi cosa c’è che non va!

-Ma niente, te l’ho detto, mi sembri strana..

ho detto, mi sembri strana..

immi cosa c’-Luigi, spiegati! Cosa c’è che ti turba?

-La settimana scorsa ti ho vista mentre accarezzavi il nostro cane.

-E allora? Che c’è di strano?

-L’hai accarezzato per mezz’ora.

-Luigi, stai esagerando. Forse avevi perso la cognizione del tempo, forse…

-Lo stavi accarezzando in un posto molto particolare.

-Luigi, che cosa…

-Ti ho vista.

-Luigi, non capisco cosa vuoi…

-STAVI FACENDO UNA SEGA AL CANE!

-Cosa c’è? perchè non rispondi?

-E’ così allora. Gliela stavi facendo veramente. Oh Cristo.

-Luigi, lascia che ti spieghi…

-Cristo Santo, Sofia, abbiamo due bambini, siamo sposati da quindici anni, cosa diavolo ti è preso?

-Luigi, quel cane… Oh Dio, mi vergogno da morire.. Vedi, quel cane..

-Cosa? Cosa? Che cazzo ha quel cane?

-Luigi, quel cane ha un pisello gigantesco. Non sono riuscita a trattenermi.

-Luigi.. dimmi qualcosa, ti prego.

-Dì la verità, ci sei andata a letto?

-Sì.

-Dimmi che stai scherzando.

-Non è uno scherzo, è tutto vero! Ci vado a letto già da un anno! Mi fa godere come tu non sei mai stato capace di fare!

-Cristo, Cristo, Sofia, ti prego, Oh Cristo, io…

-Mi fa provare tre orgasmi ogni volta che scopiamo!

-Sofia, per l’amor di Dio, non urlare, i bambini se ne accorgeranno, oh Cristo, non è possibile..

-E non ti dico come mi ciuccia la figa!

-Sofia…

-Mi dispiace Luigi, ma era ora che finisse.

-Sofia…

-Che c’è?

-Devo dirti anch’io una cosa.

-Dimmi.

-E’ già un anno che va avanti. Forse è arrivato il momento di essere sincero.

-Luigi, non mi dirai che…

-Sofia, vado a letto con la nostra gatta.

-La gatta…? Tu…? No, no, non è possibile, come hai potuto..

-Sofia, che vuoi che ti dica.. Fa di quei pompini che neanche la tartarughina..

-LA TARTARUGHINA DEI NOSTRI FIGLI???

-Ma Sofia, quella è stata un’altra storia, una cosa passeggera, sarà durata due mesi..

-Luigi, sei un maledetto porco! Non hai pensato a noi due, alla nostra famiglia? Cosa dirà la gente quando verrà a saperlo?

-Me ne fotto della gente.

-Luigi..

-Sofia..

-Ti amo..

-Ti amo anch’io..

-Facciamo una cosa a tre col pesce rosso?

Giuda a un concerto punk

435952028.jpgUna nota cantante che crede (spera?) di fare musica punk. Da notare l’acerba bellezza che la caratterizza, degna di una scopatina.

Mi ricordo che una volta sono stato a un concerto di un gruppo punk. Io sinceramente non vado matto per il punk, anzi, diciamo che sinceramente non vado matto per nessun tipo di musica in particolare. Comunque sia, ci ero andato con questo mio amico, che a lui piace da impazzire.

Non stava fermo un minuto, saltava, pogava, scuoteva la testa su e giù, urlava insieme a tutta la gente che c’era.  E io stavo lì fermo come un pezzo di legno e facevo un bel sorrisino quando vedevo che mi guardava, e ogni tanto muovevo anch’io la testa su e giù per solidarietà e anche perché mi sembrava scortese non farlo. E pensavo che ero terribilmente fuori luogo a quel concerto e che sarebbe stato meglio svignarsela.

Ma il mio amico, cristo santo, ci teneva un casino e adorava tutta quella faccenda e allora io dovevo fingere di essere dalla sua parte come Giuda quella sera della famosa cena.

E quando pogavano io facevo delle schivate assurde in stile Matrix per evitare di farmi trascinare in mezzo e poi mi mettevo in un angolo e per mimetizzarmi urlavo insieme agli altri come una bestia che viene macellata, solo che io urlavo “Gesù”, “Britney Spears” e “Madreteresa”, e mi divertivo perché nessuno capiva mai cosa dicevo, roba che se lo intuivano penso che mi uccidevano lì sul posto.

Ma per fortuna a quelli che mi stavano attorno bastava vedere che urlavo e si sentivano contenti. E magari la sera tornavano a casa e pensavano a me con tenerezza e dicevano “ecco uno che ama veramente il punk” e “sono contento di aver visto tanto entusiasmo negli occhi di quel giovane”. Ma forse esagero, non credo mica che possano aver pensato una cosa del genere.

Comunque sia, finito il concerto ci siamo trovati fuori io e il mio amico e lui aveva il fiatone e la luce della gioia gli brillava negli occhi e continuava a dirmi che era stata una figata e che quel gruppo spaccava. E poi si interrompe e mi guarda come Maria deve aver guardato Gesù in croce e mi fa “ma quand’è che ti va bene che andiamo al prossimo concerto insieme?”, e io che per tutta la sera avevo bestemmiato dentro di me per la noia lo guardo e gli sorrido e mi accendo una Pall Mall. Faccio un tiro, mando fuori il fumo e poi gli dico con falsa allegria che quando vuole basta che mi chiami, io ci sono sempre eh, il prima possibile lo rifacciamo, cazzo.

A me nessuno dà i trenta denari. 

Sentimentalismi

AVVISO: Scusate se oggi il sito era irraggiungibile, ma Myblog era andato a farsi fottere. Farò presto causa alla Telecom, e vincerò. Ah, un’ultima cosa: ho vinto il contest sul blog di Prefe. Alla faccia vostra, perdenti. Buona lettura.

In terza media mi sono dichiarato a una ragazza. Del tipo che questa ragazza ce l’avevo in classe fin dall’asilo, e quindi dopo otto o nove anni che me la vedevo a scuola tutti i giorni avevo imparato ad apprezzarla non solo come amica, ma anche come compagna di seghe, capito il senso no? Beh insomma, eravamo culo e camicia. Se lei diceva merda, io dicevo marrone, giusto per farvi capire il grado di intimità a cui eravamo giunti dopo anni.

Un giorno di Dicembre poco prima delle vacanze di Natale, durante la ricreazione,  mi faccio coraggio e vado da un mio amico che stava in un’altra classe e gli rivelo che sto per dichiararmi. Lui è entusiasta e mi chiede se per favore può assistere alla scena. Io rifiuto, ma lui non sembra convinto. Comunque sia, lascio perdere l’amico e vado da lei e le chiedo se può seguirmi nel ripostiglio delle scope e dei banchi vecchi e ammuffiti, detto anche il Luogo Dove le Bidelle Fumano di Nascosto. Entriamo dentro e sento un risolino, do una rapida occhiata in giro e mi accorgo che il mio amico se ne sta ranicchiato dietro una catasta di banchi rotti e vuole gustarsi la scena. Gli intimo di andarsene, ma lui non ne vuole sapere. Lascio perdere, e chiedo scusa alla ragazza per l’inconveniente, ma lei non sembra prendersela.

Decido quindi di dichiararmi, lì, nel Luogo Dove le Bidelle Fumano di Nascosto, in mezzo a vecchi banchi polverosi e con un mio amico nascosto due metri più in là che se la ride. La ragazza mi osserva, placida, tranquilla come un laghetto in campagna.

“Tu mi piaci da tanto.. Ti metteresti insieme con me?”

Un po’ povero come discorso, ma di sicuro era conciso ed efficace. Il cuore mi batteva a mille e mi sentivo diventare rosso. La ragazza rimase lievemente scioccata, vidi distintamente i suoi occhi spalancarsi e realizzare tutte le complicazioni di quello che avevo appena detto. Immaginai il mio amico che tratteneva il fiato e sbirciava furtivo da dietro la gamba di un banco. La tensione si fece palpabile.

“Non me l’aspettavo… sinceramente non mi sento pronta per stare assieme con qualcuno… magari più avanti… non voglio che tu ti incazzi con me ora…”

Io la rassicuro che non sono arrabbiato e che il suo cortese rifiuto non cambia minimamente il rapporto tra di noi. Lei mi ringrazia. Il mio amico produce un curioso suono a metà tra un singhiozzo e un rutto. In seguito non mi ricorderò mai di chiedergli cosa significasse, e ancora oggi non me la sento di farlo. Comunque sia, io e la ragazza usciamo dal ripostiglio, e ci separiamo.

Naturalmente non le parlo per due mesi e lei fa altrettanto, fino a che lei non manda una sua amica a chiedermi perché sono arrabbiato. Rispondo gentilmente che non sono arrabbiato, che va tutto bene. Poi non le parlo per altri due mesi, fino a che non vengo a sapere da fonti attendibili che lei si è messa con un altro mio compagno di classe. Cioè, con me non era pronta, ma con quell’altro invece sì? Allora vedo da lei, dopo mesi di silenzi e sguardi furtivi e colpevoli, la prendo in disparte e le dico chiaramente:

“Sei una troia.”

Mai gioia fu più grande nel vedere le lacrime scendere dal suo viso.